Perché noi le promesse le abbiamo sentite e ce le ricordiamo!

Quand'è che Azzolini manterrà le promesse fatte in campagna elettorale sull'addizionale Irpef? Si tratta di 150 euro a famiglia!
[E' un articolo un po' tecnico, ma cercheremo di essere chiari e semplici.]
Nel maggio 2008, poco dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale e la caduta del sindaco sfiduciato, il Commissario Straordinario del Comune di Mogliano Veneto, dott. Michele Campanaro, per far fronte ad un disavanzo di 370.000 euro tra entrate e uscite per la spesa corrente 2008, lasciato dalla gestione Azzolini, aumentò l’addizionale Irpef di un decimo di punto percentuale, portandola dallo 0,5 allo 0,6%. Ciò comportò, in sostanza, un aumento di imposta per i contribuenti moglianesi in media tra una ventina e una cinquantina di euro, a seconda della fascia di reddito (fonte: clicca qui). L’Irpef è infatti un’imposta progressiva, in cui l’aliquota aumenta gradualmente e progressivamente all’innalzarsi del reddito: permette così, in sostanza, di far pagare di più ai più ricchi e di meno ai più poveri. L’aumento sull’addizionale all’Irpef, quindi, sembrò al Commissario il modo migliore per far quadrare i conti e coprire il buco senza andare a colpire indistintamente tutti i cittadini. Ecco l’atto con cui lo stabiliva (clicca qui) e il regolamento per la compartecipazione all’imposta così come modificato (clicca qui).
L’ex sindaco sfiduciato dalla sua maggioranza, Giovanni Azzolini, oggi di nuovo sindaco della città, sfruttò l’occasione pochi giorni dopo, cogliendo la palla al balzo per criticare chi l’aveva sfiduciato e la gestione commissariale: “Peccato che a piangere siano ora tutti i moglianesi” disse al riguardo (fonte: clicca qui).
Strano, perché proprio Azzolini nel 2003, da assessore nella giunta Bottacin, non si era dato molto da fare per difendere i cittadini moglianesi: era presente ed aveva votato favorevolmente un aumento della stessa imposta addirittura dallo 0,2% allo 0,5%. Si richiesero quindi 150 euro in più all’anno per ogni famiglia, secondo i calcoli che l’ex e attuale sindaco avrebbe fatto poi in campagna elettorale! Altro che l’aumento da 50 euro del commissario! Ma come!?! (Ecco il verbale – clicca qui)
Ah… da libero battitore in vista delle elezioni fa comodo proteggere a parole tutti quanti e promettere risparmio e servizi; ma quando poi si è assessori e si ha sopra un sindaco, si sta zitti zitti e si vota a favore di un aumento del triplo di ciò che poi si condannerà pubblicamente; e quando poi si torna ad essere sindaci (come vedremo) si sta sempre zitti zitti e si incassa quell’aumento che si era criticato.
Ma continuiamo nella nostra cronistoria politico amministrativa riguardo alla questione.
A ottobre 2008 la campagna elettorale della primavera 2009 era sempre più vicina: era il momento di rincarare la dose, per l’ex sindaco Azzolini: fece stampare e distribuire dei volantini delle dimensioni di una cartolina, rappresentanti una finta banconota da 50 euro, che qui vi riportiamo, fedelmente scannerizzata.

"Ridateci i nostri 50€"! tuonava Azzolini in campagna elettorale per sedurre i cittadini. E ora che è sindaco, ce li ridarà? Anche perchè è previsto che li incassi sia per il 2009 (già a bilancio) che per il 2010. Strano, ora che li incassa non ha diminuito l'aliquota di cui si lamentava tanto.

"Caro Commissario, ci avete alzato le tasse, togliendo dalle nostra tasche circa 50€ a famiglia: il vostro aumento risulta ingiustificabile: ridateci i nostri 50€" tuonava Azzolini. Se avesse avuto ragione, ora dovrebbe restituire il triplo: 50€ per il 2008, 50€ per il 2009, e ritornare all'aliquota dello 0,5% per il 2010. O adesso che è sindaco non è più così disponibile a trattare sulle tasse? (come nel 2003, quando da assessore votò favorevolmente all'aumento dell'aliquota da 0,2 a 0,5%, ben 150 euro in più all'anno a famiglia, secondo i suoi calcoli!)
In sostanza, stando alle sue dichiarazioni, Azzolini non avrebbe aumentato l’addizionale e sarebbe riuscito a mantenere lo stesso livello di servizi (o più alto) senza innalzare le tasse; secondo lui il Commissario aveva sbagliato e avrebbe dovuto restituire il denaro prelevato, che era inutile per le casse comunali. Infatti, sempre secondo Azzolini, c’era un bel tesoretto di due milioni di euro che il commissario avrebbe potuto utilizzare, frutto della sua illuminata gestione: peccato che quei due milioni di euro fossero bloccati dal patto di stabilità e, a tutt’oggi, con Azzolini in carica, giacciono immobilizzati per legge . Azzolini queste cose le ignora o fa finta di ignorarle: è un caso di “i-gnorri”?
N.B. Del tesoretto ormai si sente parlare in qualsiasi occasione: sembra quasi che siano diventati 2 miliardi di euro, nel frattempo, che potranno portare Mogliano al livello di New York o Tokyo. Ma intanto sono ancora lì, fermi.
Per dar forza a queste valutazioni, vediamo all’epoca cosa ne pensava dell’aumento dell’Irpef la Lega Nord, oggi sostenitrice di Azzolini e pilastro portante della nuova amministrazione ibrida moglianese?
Ecco le parole di Giannino Boarina, consigliere comunale dimissionario in sfiducia al sindaco Azzolini e oggi vice-sindaco di Azzolini stesso e – fatalità – proprio assessore al bilancio, all’epoca implacabile e analitico commentatore degli scarsi risultati dell’amministrazione: “Se il commissario confermerà l’intenzione di alzare le tasse con l’aumento dell’addizionale Irpef, vuol dire che oggi non ci sono nemmeno i soldi per la spesa corrente del nostro Comune. [...] Meno male che abbiamo mandato a casa questa amministrazione e meno male che c’è il Commissario. Campanaro sta agendo veramente nel bene dell’ente comunale.” (fonte: clicca qui)
Insomma, secondo Boarina e la Lega, quei soldi servivano.
Bene.
Azzolini ha vinto e stravinto le elezioni. Ora deve restituire ciò che ha promesso di restituire.
Anche perché (fate attenzione!) non si tratta più di poche decine di euro: Azzolini si guarda bene dal dire che anche nel 2009 l’addizionale richiesta ai cittadini è dello 0,6% e che lo sarà anche nel 2010.
Infatti (andate a chiedere agli uffici comunali oppure leggete la relazione accompagnatoria – clicca qui) dell’aliquota addizionale allo 0,6% si è tenuto conto anche nel confezionare il bilancio pluriennale per gli esercizi 2009 e 2010. In sostanza, si è “tarato” il bilancio triennale considerando, tra le entrate, anche quelle derivanti dall’imposta aumentata dello 0,1%. E per il 2009 c’è già un atto che conferma l’addizionale allo 0,6%.
Significa che oggi all’amministrazione Azzolini entrano in cassa i soldi che lui aveva definito frutto di un “aumento ingiustificabile”?
Sì.
E facendo i conti come li fa Azzolini, 50 euro su 3 anni sono 150 euro a famiglia: una bella sommetta in periodo di crisi come questo. Visto che secondo lui non bisognava prelevarli ma anzi ridarli ai cittadini, perché ora che è sindaco non li ridistribuisce?
Perché, nelle recenti manovre sul bilancio, non è stata diminuita quest’addizionale che il commissario aveva erroneamente, secondo Azzolini, innalzato? L’aliquota allo 0,6% scomparirà o no, dai bilanci del 2010?
Non è che magari ad Azzolini facesse comodo fare sparate populiste da privato cittadino, ma oggi che è sindaco non può mantenere le sue promesse impossibili che metterebbero in ulteriore crisi un bilancio già martoriato?

L'assessore al bilancio Giannino Boarina e il suo partito, la Lega Nord, che governano Azzolini, cos'hanno intenzione di fare? Scusarsi per le impossibili promesse usate dal loro candidato per farsi eleggere, o mantenerle?
E cosa pensano, di questo, Giannino Boarina, vicesindaco e assessore al bilancio, e il suo partito, la Lega Nord? Quando hanno stretto il patto con Azzolini e hanno accettato di andare al governo della città con voti derivanti da promesse campate in aria come questa, sapevano che poi avrebbero dovuto render conto per quello che il loro candidato aveva promesso.
Cosa intendono fare, ora?
Restituire il denaro ai cittadini, mantenendo le promesse?
O spiegare che in Comune le casse piangono e il laccio del patto di stabilità strangola l’amministrazione, sbugiardando così le fantasiose promesse con cui il loro candidato ha raccolto i voti che li hanno portati ad amministrare?
Non sappiamo se risponderanno e cosa. Attendiamo.
Quand’è che Azzolini restituirà ai cittadini ciò che ha promesso di restituire?
O forse era solo una delle tante promesse, una delle tante sparate per poter distribuire un volantino in più, gonfiare il malcontento alimentandolo con il populismo (a quando i lanci di pagnotte dal balcone del municipio?) e raccogliere le simpatie di chi crede a questo genere di promesse?
Non lo sappiamo.
Ma è certa una cosa: o Azzolini restituisce ciò che lui stesso ha definito prelievo “ingiustificabile” e lo storna dai bilanci futuri (2010), o si scusa con l’elettorato (e con il Commissario) per le promesse impossibili da mantenere grazie alle quali si è fatto eleggere.























