Mi sento obbligato a tornare sull’argomento sicurezza dopo la visione della trasmissione X-News di martedì 6 ottobre su Antenna 3 dedicata al caso Campello (qui). Stavolta voglio parlare di temi più generali e non tanto del caso particolare, di cui già abbiamo trattato (clicca qui).
Ribadisco: tutta la mia e nostra solidarietà umana e civile a Campello. E’ un buon uomo, onesto, genuino. Era esasperato, ha premuto il grilletto. La magistratura (e solo essa può e deve) accerterà se si tratta di legittima difesa o se vi sia stato un eccesso, secondo le leggi in vigore.

Io accanto al letto devo tenere una mazza da baseball, dopo che 3 o 4 volte in 5 anni dei delinquenti hanno cercato di entrare in casa mia di notte... Quindi Campello umanamente lo capisco! Eccome! Ma se non vogliamo cadere nella tentazione populista di mirare allo stomaco degli elettori e agitare le folle, come sta facendo la Lega, dobbiamo fare un discorso più ampio sui problemi della sicurezza e sulle relative colpe
A questo punto, però, faccio un’altra premessa, stavolta personale, necessaria per non equivocare quanto poi scriverò.
Io vivo in una villetta monofamiliare in una stradina. Nella mia via, in questi anni, sono state “ripulite” molte delle abitazioni; di giorno, di notte, con i proprietari assenti o presenti. Alcuni sono stati derubati due o tre volte di seguito, hanno trovato uccisi i propri cani da guardia, ecc. ecc. Per fortuna non ci sono mai stati atti di violenza diretta. Ma furti parecchi.
A casa mia nei soli ultimi cinque anni sono passati almeno 3 o 4 volte. Per fortuna non sono mai riusciti ad entrare. Nella sola primavera-estate 2008, finché dormivo quieto quieto, hanno cercato di entrare in casa un paio di volte. In quel periodo penso di aver preso sonno come minimo alle quattro di mattina ogni notte. Dormendo poco e male, sempre con l’orecchio attento, pronto a svegliarmi al minimo rumore.
Oltre a due incursioni accertate, ci saranno stati decine di falsi allarmi. Il gatto del vicino urta la porta? Ti svegli e aspetti con la mazza da baseball in mano. Il cane del vicino abbaia? Ti svegli e aspetti con la mazza da baseball in mano. Un ramo sbatte contro una tapparella sul balcone? Ti svegli e aspetti con la mazza da baseball in mano.
Quello che ti logora è l’attesa. Sai che nel 95% dei casi è solo un rumore. Ma sai anche che, se sono venuti, torneranno. Non riesci a far finta di niente e a dormire.
E’ una brutta vita.
Faccio questa premessa per farvi capire che Campello lo capisco, perché mi sono trovato in situazioni simili tante volte. E sinceramente non so cosa sarebbe successo se mi fossero entrati in casa nel periodo in cui la notte, invece di dormire tranquillo, dovevo fare la guardia come un cane lupo. Se ne avessi trovato uno, impreparato, e io fossi stato armato, cosa avrei fatto? Grazie a Dio non è mai accaduto.
Per questo credo di potermi permettere di fare alcune considerazioni: perché magari il Ministro che vive con sei poliziotti di scorta, il Presidente di Corte d’Appello con la casa piantonata dalle FF.OO., il consigliere regionale che vive in una residenza nobile a Venezia, quando parlano di certe cose, ottengono paradossalmente l’effetto di far incavolare la gente comune, che dice: “Tu non ci sei passato, non sai com’è viverlo in prima persona”. Io invece vivo come la gente che richiede più sicurezza e parlo come cittadino desideroso di risposte.
Torniamo alla trasmissione di ieri sera su Antenna3.
Cominciamo con una critica ad Antenna3. Non puoi chiamare a discutere di questo argomento sei persone, tra cui: un sindaco leghista e buon comunicatore (Azzolini); un consigliere regionale del Pdl e buon comunicatore (Sernagiotto); un … boh… del Pd, non ricordo né carica né nome e questo la dice lunga sull’impressione che ha fatto (ricordo solo che di professione fa l’avvocato); l’avvocato del delinquente che si è beccato la fucilata di Campello (Pietramala); il poveretto figlio della coppia trucidata dai mostri ignobili a Gorgo del Monticano (Pellicciardi); e un altro poveretto che, dopo 25 tentativi di furto nella sua villetta, è stato costretto a montare inferriate e comprarsi una pistola e vive come un recluso (Danieli).
E’ come mettere a litigare King Kong contro Cita.
Azzolini e Sernagiotto non faranno che magnificare i magnifici risultati sul fronte sicurezza dell’attuale Governo; risultati fasulli, ma nessuno potrà smentirli, perché non c’è nessuno con una preparazione adeguata in studio. Il tizio del Pd sarebbe l’unico, per ruolo, che dovrebbe potergli tenere testa. Ma non è pervenuto… Pellicciardi e Danieli sono due vittime e a loro naturalmente andrà tutta la spontanea solidarietà dei telespettatori.
Ma non ci sarà nessuno che possa fare uno spaccato oggettivo ed equidistante della situazione sicurezza.
Per dare un tono veramente equilibrato e oggettivo alla discussione bisognava avere in studio anche un qualsiasi magistrato, fosse stato pure l’ultimo dei sostituti procuratori, anche di un’altra Procura (non è sufficiente sentire Fojadelli al telefono per due minuti: tra l’altro è il Procuratore Capo della Procura che indaga sul caso, non può sbilanciarsi); e un operatore delle Forze dell’Ordine degli organismi di rappresentanza sindacale (gli unici legittimati a parlare in pubblico) che avrebbe potuto raccontare la reale situazione della sicurezza in Italia.

Domenico Basso, il direttore di Antenna3 Nordest e conduttore di X-News
Domenico Basso, il direttore di Antenna3 e conduttore di X-News, mi sembra un ottimo giornalista. Ho avuto modo di conoscerlo nell’ambito di un confronto pubblico tra candidati sindaci a Mogliano. E’ uno preparato, che sa tenere testa ai politici e sa condurre una trasmissione. Martedì, forse accorgendosi lui stesso della piega che stava prendendo la trasmissione, ha dovuto in prima persona supplire, con commenti e domande mirate, alla carenza di quegli ideali due ospiti di cui dicevamo. Basso ha dovuto ribattere in prima persona ad alcune affermazioni azzardate di Azzolini e Sernagiotto, pur essendo il conduttore, proprio perché mancava qualcun altro in grado di farlo e certe sparate non potevano essere lasciate cadere nel vuoto.
Ma veniamo al punto focale: sicurezza e domanda di sicurezza. Cosa vogliamo davvero noi cittadini? E cosa ci stanno offrendo?
Da cittadino interessato e informato sul tema e da ex Ufficiale dell’Arma vi do qualche dato (anticipando una pagina apposita che sto scrivendo).
Dove sono le nostre Forze dell’Ordine?
Le nostre forze dell’ordine stanno subendo un taglio, da questo Governo, di 3,5 miliardi di euro. Non si sta razionalizzando la spesa (vi dirò dopo, brevemente, da dove si potrebbero recuperare mezzi e uomini). Si sta tagliando e basta.
(A onor del vero… dopo 3,5 miliardi di euro di tagli hanno fatto un emendamento per assegnare 100 milioni di euro: il 3% di quanto tagliato…)

Il leghista Maroni, Ministro dell'Interno, corresponsabile dei tagli per 3,5 miliardi di euro alla sicurezza e alla difesa: leggete cosa dicono i sindacati di polizia, più avanti, dei veri risultati nel settore sicurezza
E’ strano che lo faccia un governo che ha fatto della sicurezza il proprio cavallo di battaglia. E’ strano che lo faccia un Ministro dell’Interno, Maroni, di un partito, la Lega Nord, che sulla sicurezza a proposito o a sproposito parla tutti i giorni. E’ strano che lo si faccia in un momento in cui in tutta Italia, dal Nord al Sud, ma particolarmente al Nord, si richiede maggiore sicurezza, non minore.
E invece che aumentare le risorse, si tagliano. Con un taglio netto che è il più grande della storia della Repubblica Italiana.
Per la prima volta, poliziotti e carabinieri, che non possono scioperare, sono scesi in piazza davanti al Parlamento per dire: “MA CHE DIAVOLO STATE FACENDO?” Due volte: l’anno scorso e ora. Risultato: 3 passaggi di un minuto sui telegiornali, qualche articolo in quinta pagina qui e lì, e poi lettera morta. Perché i mezzi di informazione di destra difendono l’operato del Governo, qualunque esso sia; e quelli di sinistra non hanno mai avuto in simpatia le Forze dell’Ordine, che è notorio votino per lo più a destra, e non hanno particolarmente caro il tema della sicurezza. E chi lo dice, allora, ai cittadini, quello che sta accadendo? Nessuno.
Allora forza! diciamo qualcosa, spariamo qualche dato, senza false ipocrisie.
Ecco una piccola carrellata di dichiarazioni delle Forze dell’Ordine sulla reale situazione della sicurezza in Italia.
“Con questi tagli ci hanno pugnalato alle spalle. Quello di Berlusconi è un governo di immagine in materia di sicurezza nelle città e in generale nella nazione: non è stato fatto nulla per aiutare chi agisce per la pubblica sicurezza. I poliziotti sono stati lasciati a piedi per mancanza di soldi per la manutenzione delle volanti o in caserma per il blocco degli straordinari. In dieci anni l’età media delle forze dell’ordine è passata dai 27 ai 37 anni. Tra i mezzi a disposizione, 52 su 70 sono fermi per motivi vari. Manca addirittura la benzina. Alcune società iniziano a non volere piu’ fornire il gasolio per il riscaldamento degli uffici. Non è più tollerabile la politica dell’apparire e del tamponare” dice l’amico Franco Maccari, segretario generale del sindacato di polizia Coisp (fonte: qui e qui).
“In tre anni l’organico complessivo di forze dell’ordine e di difesa sarà ridotto di 40 mila persone. Ci saranno problemi per la manutenzione dei mezzi, per la benzina, per l’acquisto di divise e di giubbotti antiproiettile, saranno bloccati gli straordinari” dice Felice Romano, segretario nazionale del sindacato di polizia Siulp (fonte: Panorama)
“Il personale che sta per andare in pensione non verra’ rimpiazzato perche’ mancano i fondi. Inoltre il 70% dei mezzi che utilizziamo per le operazioni e’ in deposito in attesa di riparazione. Si puo’ quindi ben comprendere come la sicurezza dei cittadini con questi tagli sia a forte rischio” dice Costantino Faedda, segretario provinciale di Milano (non Crotone: cittadini, sveglia!) del sindacato di polizia Sap (fonte: clicca qui)
“Da un punto di vista strategico si realizza un progressivo smantellamento della sicurezza pubblica” dice Claudio Giardullo, segretario nazionale del sindacato di polizia Silp (fonte: Repubblica).
“Questo governo è riuscito a coalizzare tutte le associazioni sindacali, anche i sindacati storicamente vicini al centro-destra, proprio perché il disagio è generalizzato e i tagli sono indiscriminati” dice Nicola Tanzi, segretario generale del sindacato di polizia Sap (fonte: Sole 24 Ore)
“Proviamo un forte disagio: non riusciamo a capire se la sicurezza deve essere un investimento da incrementare o un costo da eliminare. Protestiamo contro la manovra di un Governo che ha vinto le elezioni insistendo sul tema della sicurezza, mentre ora si prevedono meno uomini e meno risorse” dice Claudio Piscopo, segretario provinciale di Reggio Emilia del sindacato di polizia Siulp (fonte: clicca qui)

Tante belle parole, ma tagliando risorse e personale, escono sempre meno pattuglie: oltre il 50% rispetto a qualche anno fa in molte zone
Tutti poliziotti. E i Carabinieri? Se la passano meglio?
I carabinieri li sentirete parlare meno dei loro problemi. Mentre la Polizia di Stato ha dei sindacati veri e propri, l’Arma dei Carabinieri, essendo Forza Armata e quindi avendo un ordinamento militare, deve “obbedir tacendo e tacendo morir“: i carabinieri hanno solo dei comitati di rappresentanza che non consentono di esprimere liberamente opinioni all’esterno, pena gravi sanzioni disciplinari. Ma i problemi dell’Arma, per quanto peculiari, hanno forma e dimensioni simili a quelli della Polizia di Stato.
Al ritmo attuale, con il blocco del turn-over, la Polizia di Stato perderà quasi 7000 agenti entro il 2012, che si aggiungeranno ai 9000 che già mancano rispetto all’organico previsto. I carabinieri viaggiano su numeri, ad occhio e croce, simili. E ovviamente, ponendo uno stop al ricambio, il personale che rimane è via via più vecchio. Non parliamo degli straordinari, un puro miraggio.
Diminuire il numero di operatori delle Forze dell’Ordine è un metodo strano per aumentare la sicurezza: la logica vorrebbe che se ne aumentasse il numero o che, casomai, se ne razionalizzasse l’impiego.
Ma tant’è.
E da dove si potrebbero recuperare poliziotti e carabinieri da mettere sulle strade?
Dandovi dati sempre a occhio e croce, in Italia ci sono circa 200.000 tra carabinieri e poliziotti, qualcosa più qualcosa meno. Non sono nè pochi nè tanti. Ma perché in giro se ne vedono così pochi? Sono degli scansafatiche o c’è qualcosa che non va nel loro impiego?
La risposta la immaginate già. E’ gente che, in linea di massima, si spacca la schiena. Ma c’è qualcosa che non va nel modo in cui vengono impiegati. E chi ha la responsabilità di ciò? Manco a dirlo: i nostri cari politici.
Ora vedremo la serie di assurdi servizi che impiegano decine di migliaia di agenti che potrebbero essere sulle nostre strade. Su ognuno di questi impieghi e sui dati che vi darò, potremmo discutere per giorni, fare specifiche e distinzioni. Lo so anch’io. Ma le indicazioni di quest’articolo vanno intese come spunti di riflessione, non come un progetto di riforma: prendetele così.
Migliaia di carabinieri e poliziotti utilizzati come autisti di auto blu; migliaia di carabinieri e poliziotti utilizzati come scorta di papaveri che non ne avrebbero bisogno. Non parliamo degli autisti del Ministro dell’Interno, del trasporto detenuti, delle scorte ai magistrati e ai giuslavoristi, ai testimoni di mafia in pericolo: quelle servono, anzi, ne servirebbero di più. Parliamo di migliaia di poliziotti e carabinieri che fanno l’autista o la scorta al vippame politico o militare che senza autista o senza scorta si sentirebbe sottovalutato. Esponenti istituzionali o ex, di tutti i livelli, politicanti dei ministeri, generali dei carabinieri, funzionari di alto grado della Polizia, tutta una serie di gente che ha l’autista personale e l’auto dedicata per andare in giro. Quando potrebbero benissimo andare al lavoro con la propria auto, o in metro, o in treno, insomma, come qualsiasi cristiano. E intanto lo Stato toglie la scorta all’imprenditore che ha denunciato il pizzo; o non la dà al giuslavorista sotto tiro delle Br; e via dicendo. Così migliaia di operatori delle FF.OO., invece che stare per strada a combattere il crimine, sono obbligati a scarrozzare grassi politicanti in Lancia Thesis o accompagnare al supermercato ex-Presidenti della Camera ormai illustri sconosciuti. Gente che non gli sparerebbe nessuno neppure se andassero vestiti da fagiani all’apertura della stagione di caccia.

Decine di migliaia di unità impiegate per l'ordine pubblico negli stadi: ma non dovrebbero farle pagare alle squadre di calcio, queste cose, in modo da liberare agenti sul territorio?
15.000, a occhio, carabinieri e poliziotti, impiegati nei reparti per la tutela dell’ordine pubblico: Battaglioni Mobili dei Carabinieri e Reparti Mobili della Polizia. In sostanza, i carabinieri e poliziotti che vedete allo stadio la domenica o alle manifestazioni politiche: fanno parte di reparti specializzati (che conosco bene, essendo là che ho prestato servizio) che si occupano esclusivamente di questo. Sono compiti che qualcuno deve svolgere, certo. Ma se voi avete una discoteca e volete qualcuno che si occupi della sicurezza assumete dei buttafuori di una società privata e li pagate voi, o vi mandano tre pattuglie ogni sera a vigilare? E allora perché per gli stadi dovrebbe essere diverso? Perché le grandi squadre di calcio non se la pagano, la sicurezza? E non mi venite a dire che adesso negli stadi ci sono gli steward: appena fuori dagli spalti, ci sono come sempre poliziotti e carabinieri. E se non tutti i compiti delle FF.OO., come questo, possono essere delegati ai civili, perché le squadre di calcio non versano l’equivalente delle spese sostenute per la sicurezza negli stadi allo Stato? Così lo Stato potrebbe assumere altri 15.000 persone da mettere in strada a tutela della gente comune, invece che a seguire le partite. La domanda è: perché i politici non fanno questo ragionamento, soprattutto ora che non ci sono soldi nelle casse pubbliche? Forse l’intreccio politica-sport-economia-affari-amicizie è troppo saldo per rovinarlo?
Migliaia di carabinieri e poliziotti utilizzati per ascoltare intercettazioni. Le intercettazioni sono un metodo d’indagine essenziale e non condivido assolutamente le proposte di limitarne l’impiego solo a dati reati: certe cose si scoprono solo così, e in altri casi una registrazione dà la sicurezza e la prova certa. Tuttavia bisogna ammettere che oggi in Italia esiste un chiaro abuso delle intercettazioni: non è possibile che la sola Procura di Taranto faccia in un anno più intercettazioni degli interi Stati Uniti… (invece è così). E secondo voi chi è che sta ad ascoltare migliaia e migliaia di conversazioni sotto controllo? Carabinieri e poliziotti, ovvio! Quindi, se si mettesse un freno non alla possibilità di avvalersi di intercettazioni, ma alla loro quantità, si libererebbero migliaia di agenti da mandare in strada!
Decine di migliaia di carabinieri e poliziotti impiegati nella lotta alla mafia. Beh, direte voi, è naturale. Certo, finché c’è un problema bisogna continuare a cercare di risolverlo. Ma se non si fa nulla di risolutivo, se non si avvia un vero programma, non si farà nulla di diverso da ciò che fa un giardiniere: quando l’erba cresce, la taglia; poi l’erba ricresce, e la ritaglia; e così via, all’infinito. La mafia è come un verme solitario: se non lo uccidi tutto, continua a rigenerarsi. E sarà così per sempre, obbligando migliaia di poliziotti e carabinieri a “tagliare l’erba”.

Decine di migliaia di ore di servizio di Polizia e Carabinieri sprecate in controlli sulla prostituzione che, finché la politica non deciderà di occuparsi della materia e decidere finalmente se sia un'attività illegale da condannare, o un'attività legale da regolamentare, saranno un'assoluta perdita di tempo e sottrarranno importanti risorse al controllo del territorio
Decine di migliaia di ore di lavoro di carabinieri e poliziotti nei controlli relativi alla prostituzione. Anche qui, direte voi, è normale, rientra nei loro compiti. Certo. Ma continuando a ignorare la questione in sè (la prostituzione è legale o legittima) e allontanandola, come un tabù, come qualcosa che si fa finta non esista e non si prende in considerazione, non si fa che relegarla alla clandestinità e all’illegalità, come oggi accade. Sulla prostituzione la politica italiana deve fare una scelta: è legale o è illegale; e poi emanare leggi di conseguenza (è un discorso lungo che non possiamo affrontare qui: lo faremo un’altra volta). In questo modo, in entrambi i casi (che si decide di metterla fuori legge o che la si regoli entro rigidi parametri), si semplificherà il lavoro di polizia e carabinieri, che oggi perdono intere nottate in controlli che portano a poco nulla (prostitute identificate, rilasciate o espulse, senza soluzione di continuità: in entrambi i casi, la sera dopo, la strada ne è di nuovo piena). In Austria state tranquilli che ci sono molti meno operatori di polizia impegnati nei controlli contro la prostituzione e che, considerate le tasse pagate dalle prostitute che operano nei bordelli e che consentono di stipendiare altri agenti, non sono risorse sottratte al controllo del territorio.
Migliaia di ore di lavoro di poliziotti e carabinieri nei rilevamenti successivi ad un incidente stradale. Problema simile. Per un incidente grave, una pattuglia (o due, se una devia il traffico) può perdere anche un’intera notte in rilevamenti e verbali. Può darsi che in una zona le uniche auto in servizio passino l’intero turno sul luogo di un sinistro. Ciò accade perché, ad esempio, non c’è un auto della Polizia Locale (i vigili) in servizio nella zona: sono pochissimi i Comuni che mettono fuori auto dei vigili la notte (Mogliano da maggio non è più tra questi). Magari si spendono soldi per far fare pattuglie appiedate ai vigili, dotarli di pistole, ecc. ecc., tutte cose che garantiscono un ritorno di immagine in termini elettorali. Ma poi si obbligano i veri poliziotti a perdere interi turni di lavoro per fare rilevamenti per cui sarebbe più adatta proprio la Polizia Locale. E intanto, magari a 100 metri, c’è qualcuno che svaligia una casa.
Questo tanto per iniziare; scriverò un articolo più completo in futuro.
Sistemando questi problemi, alcuni subito e altri gradualmente, potremmo liberare decine di migliaia di operatori delle Forze dell’Ordine da questi compiti e mandarli per strada, dove se ne sente il bisogno.
La domanda, quindi, è se qualcuno, negli ultimi governi, si è occupato di queste questioni (ben conosciute) e ha fatto qualcosa al riguardo?
La risposta è no, nessuno ha fatto niente, nè in questo governo, nè nel precedente, nè in quello prima ancora. Un’hacca. Se non vogliamo usare altri termini più forti…
Negli ultimi dieci anni, i fenomeni descritti non sono che aumentati, sottraendo ancora più agenti al loro compito vero, quello che vuole la gente: stare per strada.
Perché?
Difficile spiegarlo. E’ un fenomeno che ha caratterizzato sia maggioranze di destra che di sinistra.
La spiegazione si trova, come per tutto in politica, negli interessi personali e nella difesa dello status quo: chi toglie le scorte ai suoi colleghi? chi toglie gli autisti alle auto blu dei potenti d’Italia? chi fa pagare l’ordine pubblico alla sua squadra del cuore che gli permette di conoscere i giocatori e assistere alle partite in tribuna vip? chi vuole davvero sconfiggere la mafia, con cui un bel pezzo del suo partito (è così per tutti i partiti, ripeto: tutti) ha contatti e scheletri nell’armadio? chi vuole prendersi carico della questione prostituzione?
La risposta è nessuno. Si lascia tutto così e si cavalca l’onda del malcontento. Poi, visto che soldi non ce ne sono, si taglia sulle Forze dell’Ordine.
Salvo prendersi i meriti di enormi risultati (ma quali? ma dove? quattro poveracci respinti in mare? Ma se l’intera criminalità rumena si è trasferita in Italia!!!)
Però pensiamoci bene, forse c’è anche qualcos’altro: ad un partito come la Lega che più cresce l’insicurezza e la paura più voti riceve, converrebbe davvero risolvere questi problemi una volta per tutte?
Fatevi due conti: forse no.
Allora invece che scrivere serie leggi di riordino delle forze di polizia, razionalizzazione delle spese, ottimizzazione delle risorse, ecc., meglio dedicarsi ad iniziative di facciata, come le ronde di cittadini volontari, l’esercito del Nord, e via dicendo. Ah, dimenticavo: le pattuglie di militari per strada: ci sono 2000 (duemila) carabinieri e poliziotti che piantonano le sole Prefetture, e noi mandiamo qualche centinaio di alpini, lagunari e bersaglieri a farsi i giri in centro città (con tutto il rispetto per i nostri soldati, che sono professionisti che si dovrebbe lasciare svolgere il proprio mestiere).
C’è anche un’altra possibilità, per aumentare la sicurezza: fare dichiarazioni intelligenti e istituzionali come quelle del sindaco Azzolini, in chiusura della trasmissione di Antenna 3 di martedì:
(lett.) “Attenzione a tutti i ladri, che a Mogliano di persone pronte a comportarsi come Campello ce ne sono molte.”
Ah, ecco: problema risolto, direi!
Mogliano “Gotham City” Veneto ha il suo nuovo giustiziere: è verde e ha una fascia tricolore al petto.
La criminalità trema.
Intanto le pattuglie dei vigili non escono di notte perché il bilancio disastrato non permette straordinari e orari serali.
N.B. Torneremo in futuro sull’argomento, ma riguardo alla tanto promessa Tenenza dei Carabinieri a Mogliano, potete già ben capire, alla luce dei tagli di cui vi abbiamo raccontato, che l’Arma dei Carabinieri non metterà mai i milioni di euro necessari ad un nuovo edificio di quelle dimensioni, per il semplice fatto che non ce li ha. Quindi, o Azzolini mette i soldi del Comune o li trova in altro modo (boh?), o la Tenenza rimarrà un altro dei tanti specchietti per le allodole di questa campagna elettorale.
























