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Vicenda Campello: sì alla solidarietà, no alla strumentalizzazione

5 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Non volevo fare alcuna dichiarazione pubblica al riguardo: ora, nonostante sia passata ormai una settimana, mi vedo costretto a farla.

Infatti la strumentalizzazione politica della vicenda del povero (in senso buono) Bruno Campello è andata oltre il limite e richiede qualche parola.

Premettiamo subito la nostra solidarietà umana a Bruno Campello. Quest’articolo non vuole occuparsi del merito della vicenda e dire se è giusto o sbagliato quel che ha fatto. Giusto o sbagliato sono concetti legati alla legge italiana e nessun politico può sostituirsi ad un giudice.
Noi possiamo parlare come persone, come cittadini. Riteniamo il gesto del meccanico, se le cose stanno come raccontate dai giornali, umanamente comprensibile; forse molti di noi, in preda all’esasperazione, addirittura disperazione, avrebbero reagito nello stesso modo. Sarà la magistratura a decidere se e come la vicenda si inquadri nella legittima difesa e nella recente normativa sulla difesa della proprietà privata: è questo il mestiere e il dovere dei magistrati.
Come cittadini proviamo vicinanza per una persona a detta di tutti onesta e buona, coinvolta suo malgrado (non aveva certo deciso di venire rapinato tre volte in un mese) in una vicenda grave che sta assumendo dimensioni ed eco eccessive. Non ce l’abbiamo con Campello, cittadino esasperato. Ce l’abbiamo con chi sulla vicenda sta provando a campare senza titolo: anche perché facendo ciò, come vedremo, mettono in pericolo Campello, non se stessi.
La premessa era necessaria.

Bruno Campello davanti al suo camper nel piazzale dell'officina dove hanno avuto luogo i fatti

Bruno Campello davanti al suo camper nel piazzale dell'officina dove hanno avuto luogo i fatti (foto: Tribuna di Treviso)

Il fatto (ricostruito in base a più articoli giornalistici di diverse testate e quindi passibile di qualche inesattezza). Nella notte tra il 27 e il 28 settembre, tra mezzanotte e l’una del mattino, nel piazzale di un’officina di Mogliano, Bruno Campello spara in direzione di una figura.
Campello è il proprietario dell’officina in questione e da un po’ nei fine settimana dorme in un camper parcheggiato nel piazzale. Perché? Perché in un solo mese è stato svaligiato tre volte. Gli hanno portato via soldi, computer e arnesi: migliaia di euro che hanno preso il volo. E non sapendo più come fare, si è piazzato nel camper a fare la guardia. Con sè ha il suo fucile da caccia, regolarmente detenuto.
Quando i fari con rilevatore di movimento si accendono, Campello si sveglia, imbraccia il fucile e spara un colpo (“verso il basso, alle gambe” ha dichiarato) in direzione di una figura che vede nel piazzale, ad una distanza di 35-40 metri. [In una seconda versione, emersa successivamente, risulterebbe che solo dopo aver sparato un colpo in aria per allontanare i ladri in un precedente tentativo di furto, quella stessa notte, il meccanico avrebbe sparato al ladro che avrebbe avuto in mano qualcosa; questa seconda versione è al vaglio della magistratura , se verificata, porterebbe ad un alleggerimento della sua posizione.] Dopo lo sparo, alle grida d’aiuto del malvivente, escono allo scoperto due o tre complici che recuperano il colpito e se ne vanno.
Poi, rimasto solo, Campello stesso chiama i carabinieri per avvisarli di cos’è successo.
A terra rimane solo del sangue (ma le versioni giornalistiche differiscono). Più in là, una cassa di strumenti dell’officina, pronti ad esser portati via. Sul retro la rete tagliata. Dei ladri non c’è traccia.
Ma durante la notte al Pronto Soccorso dell’Ospedale dell’Angelo, a Mestre, si presenta un tal Luciano Talpo, pregiudicato nomade italiano, stabilmente residente a Favaro, accompagnato dalla moglie: ha ferite d’arma da fuoco all’addome e alle gambe. L’ospedale avvisa le Forze dell’Ordine e il cerchio si chiude.

Le conseguenze. In Procura a Treviso si apre un fascicolo su Bruno Campello con l’ipotesi di lesioni aggravate (dall’uso dell’arma) e un altro su Luciano Talpo per tentato furto aggravato. I carabinieri perquisiscono casa di Talpo e trovano arnesi dell’officina di Campello sottratti dal nomade in una o più probabili precedenti ruberie notturne ai danni del meccanico. L’avvocato di Talpo dichiara che il suo assistito si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento contro il meccanico (significa, in pratica, che parteciperà al processo come vittima e probabilmente richiederà i danni).

Gli interventi politici. In una vicenda in cui la politica dovrebbe giocare un ruolo marginale e silenzioso, fin dal giorno stesso e successivamente senza interruzioni, intervengono con dichiarazioni urlate sui giornali i politicanti. Lo scopo non è tanto esprimere solidarietà al meccanico (basterebbe una dichiarazione) ma portare a casa la simpatia del popolo, anche a costo di mettere in una posizione difficile Campello.

Infatti sulla vicenda si avventa con prepotenza la Lega Nord. Dopo le espressioni di solidarietà e vicinanza (giuste), si apre invece il fronte della strumentalizzazione.

La Lega dichiara che Campello ha fatto bene (non si parla di giusto o sbagliato, legale o illegale: si parla di bene).

La Lega (tra cui Manzato) dichiara che vorrebbe che Campello entrasse nelle ronde (poi per fortuna l’assessore moglianese Gherardi, che mantiene la testa sulle spalle, corregge il tiro, dicendo che forse nelle ronde istituzionali sarebbe inopportuno. Eh già, forse sì. Però dice che nelle ronde leghiste si può fare. Ah, dimenticavo, le ronde istituzionali, pur essendo state istituite dal Ministro leghista Maroni, non possono essere connotate da simboli di partito e appartenenze politiche espresse e quindi non piacciono alla Lega che vuole continuare a fare… le ronde leghiste…)

Ah, Codice Penale e di Procedura Penale, questo sconosciuto (per i politici leghisti)! Chi parla a vanvera riguardo ai procedimenti penali, forse dovrebbe prendersi la briga di aprire un Codice di Procedura Penale. E' scritto fitto fitto in italiano (non dialetto) e non ha le figure: però nell'edizione Cedam è verde, quindi dovrebbe piacere ai leghisti! Scoprirebbero che il magistrato che riceve una notizia di reato deve obbligatoriamente aprire un fascicolo d'indagine!

Ah, Codice Penale e di Procedura Penale, questo sconosciuto (per i politici leghisti)! Chi parla a vanvera riguardo ai procedimenti penali, forse dovrebbe prendersi la briga di aprire un Codice di Procedura Penale. E' scritto fitto fitto in italiano (non dialetto) e non ha le figure: però nell'edizione Celt è verde, quindi dovrebbe piacere ai leghisti! Scoprirebbero che il magistrato che riceve una notizia di reato deve obbligatoriamente aprire un fascicolo d'indagine!

La Lega dichiara (Da Re) che farà un picchetto di protesta davanti al Tribunale (contro cosa e per quale motivo? Immagino che leggere un codice di procedura penale possa risultare difficile. Ma visto che hanno anche degli avvocati, come vedremo in seguito, tra le proprie fila, che almeno se lo facciano spiegare! Così saprebbero che anche la magistratura ha degli obblighi e tra questi, nel caso di una simile notizia di reato, aprire un fascicolo affinché ci sia chiarezza e si sappia chi è nel giusto. Indagare, capire come siano andate le cose, stabilirlo in un procedimento che porta ad un provvedimento (l’archiviazione o, in seguito al rinvio a giudizio, la sentenza) non significa per forza condannare Campello, anzi, questi provvedimenti potrebbero anche risultargli favorevoli. I leghisti parlino di ciò che sanno; evidentemente di legge poco!)

La Lega dichiara che i magistrati non devono toccare Campello: la Lega dice (Manzato) di archiviare le accuse (ma come, se ancora si è in fase di indagine?); la Lega dice (Gentilini) che altrimenti “non si sarebbe in uno stato di diritto” (i magistrati dovrebbero cestinare la notizia di reato e decidere, senza fare indagini, che va tutto bene così? Questo sarebbe uno “stato di diritto”? Diritto di cosa? Ma il codice di procedura penale dove lo mettiamo?) La Lega dice (Gentilini) che “la magistratura deve cambiare tiro”. La Lega dice (Guerra) che “sa come lavora certa magistratura” (dimostrando di non conoscere minimamente i doveri dei magistrati nè la legge). La Lega dice (Pettenà) che “Questa magistratura e questi avvocati vanificano il lavoro di carabinieri e polizia” (in altre questioni, su certi avvocati e su certi magistrati potrebbe anche avere ragione; ma nel caso in questione, ha torto marcio. Vale quanto detto sopra).

La Lega dichiara (Gentilini) che scriverà ai ministri veneti, “chiedendo che intervengano affinché la magistratura ritorni sulla sua decisione” (con ciò evocando l’idea che un ministro possa o debba intervenire nel merito sull’attività dei magistrati… Roba da comunismo o Terzo Reich, un po’ spaventosa se vi soffermate: un ministro, quindi un politico, dovrebbe dire ai pubblici ministeri e giudici cosa fare, anche se la legge prevede diversamente…)

La Medaglia d'Oro al Valor Militare, la più alta onorificenza italiana, che qualcuno ha inopportunamente citato, evidentemente senza conoscere in significato e senza alcun rispetto per i caduti che l'hanno meritata

La Medaglia d'Oro al Valor Militare, la più alta onorificenza italiana, che qualcuno ha inopportunamente citato, evidentemente senza conoscerne il significato e senza alcun rispetto per i caduti che l'hanno meritata

La Lega dice (Guerra) che andrebbe assegnata a Campello la Medaglia D’Oro e la “cittadinanza onoraria” (??? in che senso? credo che Campello sia già cittadino a tutti gli effetti!).
Poi la Lega dice (Da Re) che deve trattarsi addirittura di Medaglia d’Oro al Valor Militare “perché siamo in guerra” (con ciò stesso, oltre a dire un’idiziozia colossale, dimostrando a. di ignorare completamente di cosa sta parlando; b. di non aver nessun rispetto per le Istituzioni e le Forze Armate; c. di non aver nessun rispetto per tutti coloro che hanno ricevuto quest’onorificienza, sacrificando nel 99% dei casi la vita per l’Italia: il primo esempio famoso che mi viene in mente è Salvo D’Acquisto. Nemmeno Falcone e Borsellino poterono ricevere quest’onorificienza che, se si chiama “al Valor Militare”, sarà per un motivo! Io i leghisti li ricordavo tanto affezionati agli Alpini. Ma Da Re l’avrà fatto il militare?)

Perfino un’iniziativa che trovavo giusta e per cui alla prima occasione avrei fatto sinceri complimenti al sindaco di Mogliano (che sapete non venero particolarmente) diventa occasione per campagna elettorale. Infatti Azzolini ha dichiarato, nei giorni scorsi, che avrebbe offerto lui l’avvocato a Campello; e visto che gli avvocati costano, la trovavo un’iniziativa lodevole. Alla fine però l’avvocato che difenderà Campello, su offerta del sindaco moglianese (non ho capito alla fine se l’avvocato offrirà assistenza gratuita o se lo pagherà il sindaco, il suo partito, o chi?), sarà Marco Serena, presidente del Consiglio Comunale di Villorba e indovinate un po’, della Lega Nord! Ma va, che bello!
E’ così che si eviterà di politicizzare il processo e la questione! Dopo tutto il casino che la Lega sta facendo contro la magistratura trevigiana che segue la legge, per non mettere in posizione difficile ed equivoca il povero Campello lo facciamo difendere da un avvocato (sul quale puntualizzo di non aver nulla da dire o ridire, perché non conosco) che è anche un politico leghista! Geniale!
[Aggiornamento 06/10/'09: Geniale anche la dichiarazione dell'avv. Serena rilasciata ieri ai quattro venti e ai giornali: "Comunque vadano le cose, Bruno Campello è già stato assolto dai suoi concittadini!" Un po' come sputare in un occhio ai magistrati e dirgli: a) che comunque vadano le cose, quel che decidono non conta; b. che non valgono nulla e che conta di più il giudizio della gente, che è già arrivato.
Insomma, torniamo ai linciaggi? Ai processi di piazza? Dichiarazioni che credo facciano un tantino incazzare un p.m. o un giudice, ammesso che perdano tempo a leggere simili sciocchezze. Secondo i geni della Le, simili uscite favorirebbero Campello e consentirebbero un esame sereno della sua posizione da parte dei magistrati? Questi signori giocano col fuoco sulle spalle di una persona che rischia di veder aggravare la propria posizione a causa di queste inopportune dichiarazioni!]

A tutto ciò la magistratura risponde anche con troppa signorilità: “non abbiamo dichiarazioni da fare, si tratta di un atto dovuto”.
Ecco: forse i magistrati la legge la sanno.
O vogliamo fare una bella rivoluzione culturale leghista alla Mao Tse-tung? Mandiamo i magistrati a raccogliere il riso nel pavesotto e mettiamo le mondine lombarde ad amministrare la giustizia?

Il Procuratore Capo di Treviso, Antonio Fojadelli

Il Procuratore Capo di Treviso, Antonio Fojadelli

Il Procuratore Capo di Treviso, Antonio Fojadelli, ha dichiarato: “Non esiste l’idea di farsi giustizia da soli. Uno stato di diritto deve avere la capacità di garantire il rispetto delle leggi parché la legge è la forza di chi non ha forza». Poi, riguardo alle minacce di manifestazioni della Lega, ha detto: «Anche se l’uomo ha sparato in stato di necessità, la Procura di Treviso ha il dovere di determinare se il suo gesto di difesa è commisurato all’offesa subita.” Più chiaro di così! Più in linea con la legge di così!

Il povero Campello ha evidentemente agito in stato di esasperazione. Chi ha subito un furto o un tentativo di furto, sa quanto sia angosciante ascoltare i rumori del terrazzo e del giardino, di notte, dormire male e poco, essere preoccupati la mattina, quando ci si reca presso la propria attività. Figuriamoci se è già accaduto più volte e si sa che nessuno può difenderci. Se poi ha sparato a qualcuno che si trovava nella sua proprietà, una specifica e recente norma di legge dovrebbe tutelarlo. Se anche si ritenesse che ha sbagliato perché non sussisteva la proporzionalità tra potenziale offesa e difesa, ci si augura che riceva tutte le attenuanti del caso.
Tuttavia l‘apertura di un fascicolo di indagine da parte della magistratura è un atto assolutamente dovuto, obbligatorio per legge: non si può nemmeno immaginare il contrario.
Pensateci: i carabinieri inviano la notizia di reato alla Procura, spiegando che c’è stata una sparatoria e qualcuno è rimasto ferito. Il pubblico ministero deve per forza aprire un indagine, per accertare cosa sia accaduto. Non può certo pensarci su e, se ritiene nella sua testa ci siano motivi per cui in fin dei conti uno dei due aveva ragione, far finta di nulla!
L’apertura del fasciolo è necessaria per gestire l’indagine e fare luce su cosa sia accaduto. Non si tratta di un’incriminazione, che avverrà semmai con un rinvio a giudizio. Si tratta dell’apertura di un’indagine, necessaria ad appurare i fatti e a consentire al pubblico ministero di valutare se si debba e per cosa procedere.

Il luogo dove fare nuove leggi, se non piaciono quelle attuali, è il Parlamento, non la pagina di un giornale. La Lega, al Governo con una solida maggioranza, in Parlamento tace e intanto taglia 3,5 miliardi di euro alle Forze dell'Ordine. Forse non dovrebbe sbraitare contro i magistrati, che applicano leggi cui sono sottoposti, leggi che proprio la Lega potrebbe cambiare.

Il luogo dove fare nuove leggi, se non piacciono quelle attuali, è il Parlamento, non la pagina di un giornale. La Lega, al Governo con una solida maggioranza, in Parlamento tace e intanto taglia 3,5 miliardi di euro alle Forze dell'Ordine. Forse non dovrebbe sbraitare contro i magistrati, che applicano leggi cui sono sottoposti, leggi che proprio la Lega potrebbe cambiare.

Se la Lega vuole qualcosa di diverso, vuole un diverso codice di procedura penale, vuole una diversa normativa sulla difesa della proprietà privata, una diversa disciplina sull’uso legittimo delle armi… faccia una legge! (Ne hanno fatta una alcuni anni fa: si vede che era fatta male e la ritengono sbagliata visto che oggi insorgono e si lamentano. Altrimenti Campello sarebbe al sicuro…)
Forse i leghisti non hanno ancora capito che lo strumento per fare le leggi e poi farle applicare dai magistrati (che come dice la Costituzione sono soggetti solo alla legge) è il Parlamento; e guarda caso, in Parlamento la Lega fa parte di una solida maggioranza di Governo. Per cui, che facciano una proposta di legge e la varino! Che le diano immediata esecutività! Con tante leggi e leggine sono riusciti in fretta e furia a raggiungere i “risultati” desiderati. Perché in questo campo parlano e straparlano sui giornali e non usano gli strumenti adeguati a proteggere davvero quella gente onesta che lavora che dicono di amare?
Sono solo slogan o vogliono davvero fare qualcosa per cambiare il quadro normativo? Non gli va la legge attuale? La cambino!

Forse bisognerebbe cominciare a parlare dei 3,5 miliardi di euro tagliati negli scorsi due anni alle Forze dell’Ordine dal ministro leghista Maroni e dal Governo attuale. Forse bisognerebbe raccontare che in molte città d’Italia escono la metà delle pattuglie di qualche anno fa. Forse bisognerebbe spiegare che tutti i reparti delle Forze dell’Ordine sono sotto organico.Forse bisognerebbe spiegare che le ronde non servono a niente se non ci sono poliziotti e carabinieri in numero sufficiente e che si tratta di una pura trovata pubblicitaria.

Forse bisognerebbe smetterla di fare politica giudiziaria sui giornali, ululando alla Luna, per sedurre con il proprio celodurismo il pensionato e la casalinga, quando poi nei fatti si razzola in tutt’altro modo. Chiedete ad un giurista cosa pensa dei provvedimenti in materia di processo degli ultimi governi. Chiedete ad un poliziotto o ad un carabiniere cosa pensa dei provvedimenti sulle Forze dell’Ordine di questo Governo. Chiedete e vedrete se, al di là degli slogan al telegiornale, è stato cambiato qualcosa in meglio.

Forse non bisognerebbe strumentalizzare una vicenda ancora tutta da decidere, come quella del povero Campello, in cui un intervento così pesante, un’ingerenza così estrema, nel lavoro della magistratura, rischia di compromettere gravemente il clima in cui dovrebbero svolgersi qualsiasi indagine e procedimento. L’unica vittima, alla fine, sarebbe il povero Campello, che magari un magistrato intelligente avrebbe saputo come giudicare e far uscire indenne da un procedimento, in sordina; e che invece, ora, dopo questi sciocchi e inopportuni interventi alla pubblica ribalta, rischia un lungo processo e forse anche una condanna da quella stessa magistratura che, accusata, ricattata e schiaffata sui giornali, potrebbe non avere più il necessario distacco dalla vicenda.

E tutto questo per cosa?
Per qualche prima pagina.
Per qualche intervista.
Per un pugno di voti.

Non ci resta che sperare, per Campello, che non vada a finire così.



1 commento a “Vicenda Campello: sì alla solidarietà, no alla strumentalizzazione”

  1. nibbio il 5 ottobre 2009 alle 19:46 ha scritto:

    condivido quanto scritto.

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