
Di recente siamo stati un po' latitanti, per motivi contingenti: chi fa politica per passione e non per mestiere, non sempre trova il tempo che vorrebbe. Ma ora siamo tornati!
Ultimamente il sito è rimasto un po’ sguarnito. Non è per dimenticanza o perché abbiamo intenzione di sparire.
La politica è tempo, tanto tempo, impegnato, dedicato, a volte ci si chiede se forse è perso. E per farla bene, informarsi, scrivere articoli, rileggerli, pubblicarli, seguire i commenti, di tempo ce ne vuole moltissimo. Cosa che faccio più che volentieri, quando ne ho.
In questo periodo, complici le vacanze natalizie, un po’ di ferie, la presenza in ufficio, in famiglia, e un’ultima tornata essenziale e inderogabile di esami universitari, tempo non ne ho proprio avuto. E visto che di consigli comunali non ce ne sono stati, ho preso la palla al balzo per dedicarmi ai miei doveri e tralasciare un po’ il sito.
C’è chi avrà tirato un sospiro di sollievo (“oh, quei rompiballe stanno un po’ zitti“) e c’è chi si sarà chiesto che fine abbiamo fatto. A entrambi diciamo: “Tranquilli, siamo qui, è solo un rallentamento dovuto alle esigenze della vita “reale”: tra poco saremo di nuovo attivi come prima”.
Chi fa politica di mestiere o fa del nulla la propria professione (ogni riferimento è puramente casuale) può essere sempre sul pezzo, chi ha anche altro da fare – o ha principalmente altro da fare – qualche volta non ci riesce. Non per disaffezione ma per necessità. Perdonateci, ma siamo tutti nella seconda categoria.
Comunque, en passant, ecco una breve carrellata sfiziosa di cosa ci siamo persi e di cosa parleremo a breve:
- Il Comune è riuscito a rientrare nel patto di stabilità. E’ una cosa buona, in sè, che permetterà, ad esempio, di assumere i tre precari (da anni) che lavorano negli uffici. Però il prezzo è stato alto e l’operazione ben poco seria e trasparente: per rientrare, si è venduto il patrimonio immobiliare comunale alla rivitalizzata Spl, una società ora totalmente del Comune che per acquistare ha stipulato un ulteriore mutuo di svariati milioni di euro. Quindi, oltre come sappiamo all’insediamento del Consiglio di Amministrazione di amici e sostenitori, oltre agli incarichi di stima sempre al solito studio di commercialisti che gestisce ormai la città di Mogliano, ciò ha significato vendere definitivamente i beni immobili del Comune ad una società indebitatissima per risanare un bilancio già stringato ai minimi termini costituito per la quasi interezza da spesa corrente.
Detto in termini comprensibili, con una metafora da uomo della strada: un tizio, per pagare le bollette di elettricità e gas di un anno passato comunque al risparmio, vende la sua casa di proprietà ad un amico che è indebitatissimo per gioco d’azzardo. Così paga le bollette di quest’anno. Ma perde la proprietà della casa. Per continuare a viverci dovrà pagare un affitto al suo amico, e quindi avrà ancora meno soldi. E l’anno prossimo, quando non riuscirà a pagare le bollette, che saranno simili o più alte di quelle di quest’anno, non avrà più niente da vendere. Senza contare il fatto che l’amico, ultraindebitato, potrebbe farsi togliere la casa da un giorno all’altro dagli allibratori cui deve molti soldi perché ha giocato d’azzardo.
Infatti il rischio è questo. In pratica per ripianare un bilancio già ridotto all’osso dal Commissario Campanaro, Azzolini vende ad una società indebitatissima ed esposta importanti averi immobiliari del Comune. L’anno prossimo, per quei beni, il Comune dovrà pagare un affitto alla società, con cui la società pagherà il mutuo (che ha gli interessi: quindi alla fine, a conti fatti, la società ripagherà in trent’anni ad un prezzo molto superiore quello che il Comune già aveva oggi). E, con la spesa dell’affitto e le spese correnti ordinarie, ci si ritroverà di nuovo in crisi con il bilancio l’anno prossimo: ma cosa si potrà vendere, a quel punto, le braghe?
Vi spiegheremo presto il perché reale di tutta quest’operazione, che serve alla politica e non alla città. Questo era un assaggio.
Altro argomento di questi giorni su cui fare un’anticipazione:
- Ripartono i lavori nell’area ex-Macevi. Dopo la seconda campagna elettorale di Azzolini incentrata sui loschi affari (a suo dire) che si stavano conducendo nell’area Macevi, Azzolini dà il via libera ai nuovi lavori sul vecchio progetto, senza averne cambiato una virgola e nemmeno averci provato. Allora: o ha detto cavolate prima o i loschi affari proseguono. Una delle due, alla logica non c’è scampo, neanche a Mogliano. Propendiamo per la prima.
In ogni caso, promessa non mantenuta. Come già si sapeva all’epoca: infatti fermare il nuovo progetto, già approvato dal Commissario e che in fin dei conti non sembra così malvagio, o perlomeno è migliore dei tre precedenti, compreso l’obbrobrio con cui Azzolini voleva rovinare la città (costruendo una grande “A”, manco fosse Mussolini), avrebbe significato dover sborsare milioni di euro di danni verso i soci privati.
Lo sapevano tutti già allora che il progetto sarebbe andato avanti: lo sapeva la Lega, lo sapeva Azzolini. Eppure hanno fatto una campagna elettorale con volantini e giornaletti sull’area Macevi e sulla vicenda che lui reputata sporca e sospetta, promettendo un nuovo progetto e indagini a tambur battente, trasparenza, punizione dei colpevoli, ecc. Vi ricordate quel giornalino giallo (diretto dal giornalista oggi nominato addetto stampa del Comune) per cui sono partite querele, convocazioni della magistratura, ecc.? Ahi ahi.
Ma la cosa più divertente o deprimente è come tutto ciò, dopo le elezioni, sia passato nel dimenticatoio. Ma come? Non era la questione centrale della vita cittadina, secondo Azzolini? E la tanto promessa “commissione d’indagine consiliare“? (Nella mente di Azzolini, questa “commissione” doveva essere simile ad una commissione d’inchiesta parlamentare, una roba che fa paura, da latte alle ginocchia, insomma: nella realtà giuridica, un simile organo anche se esistesse avrebbe più o meno i poteri inquisitori dell’addetto alla sicurezza di un supermercato e l’attendibilità e autorevolezza di una guardia giurata notturna ubriaca. A voler essere buoni…)
Comunque, anche di questa commissione non c’è traccia, e non certo perché per la maggioranza aggiungere una postilla allo Statuto sia un problema: hanno fatto operazioni peggiori con molta velocità e facilità.
Insomma, tirando le somme adesso possiamo avere finalmente la certezza che effettivamente il problema di Azzolini non era cosa e come veniva costruito nell’area Macevi, ma da chi. E che, resosi conto alla fine (sia chiaro: dopo averci provato) che non riusciva a sostituire i suoi amici agli amici di chi l’aveva preceduto, alla fine gli conviene lasciar andare avanti il progetto. Alè.
Ultimo argomento, il più gustoso.
- Un importante personaggio moglianese, ubriaco fradicio, ha infastidito e aggredito verbalmente per motivazioni politiche alcuni di noi a capodanno. Gli interessati stanno valutando se e cosa fare. Se renderanno pubblica la vicenda ci sarà da ridere – o meglio, da compiangere. Vedremo… Stay tuned!