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gennaio, 2010

Time of celebration: in un anno oltre 10.000 visite, 6.300 visitatori, 27.000 visualizzazioni di pagine! L’85% di tutto ciò negli ultimi tre mesi…

29 gennaio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Con qualche giorno di ritardo, festeggiamo il conto tondo delle 10.000 visite raggiunge dal sito www.legalitaebenessere.it in un anno solare, quasi tutte concentrate negli ultimi sei mesi, da quando abbiamo deciso di puntare con decisione su questo strumento. Grazie a tutti i visitatori che ce l'hanno permesso!

Con qualche giorno di ritardo, festeggiamo il conto tondo delle 10.000 visite raggiunge dal sito www.legalitaebenessere.it in un anno solare, quasi tutte concentrate negli ultimi sei mesi, da quando abbiamo deciso di puntare con decisione su questo strumento. Grazie a tutti i visitatori che ce l'hanno permesso!

Quasi per caso oggi mi è venuto in mente di controllare, sul complicato analizzatore di visite che ho installato per www.legalitaebenessere.it, quante persone ci avessero visitato e quante visite avessimo ricevuto in quest’anno di storia politica a Mogliano.

E il risultato mi ha lasciato davvero sorpreso e soddisfatto. Per cui è il momento di ringraziare tutti voi, visitatori, curiosi, amici, avversari, che avete visitato e visitate regolarmente questo sito.

I numeri sono davvero elevati.

Questo sito, tra il 28 gennaio 2009 e il 28 gennaio 2010, ha ricevuto 10.723 visite, da 6.356 visitatori unici assoluti (il sistema non conta due volte lo stesso visitatore come tanti contatori) per un totale di 27.034 visualizzazioni di pagina.

Sono numeri grossi che mi fanno molto piacere! La provenienza dei visitatori è concentrata ovviamente tra Mogliano Veneto, Treviso e Mestre, con un buon andamento di visite da tutti i Comuni circostanti.

Il 43% di traffico in entrata è traffico diretto: il che significa che il 43% delle persone che hanno visitato il sito hanno scritto, nella barra degli indirizzi del loro browser, “www.legalitaebenessere.it”. E’ tantissimo, significa che migliaia di persone conoscono questo sito e ricordano il suo nome.
Il 32% arriva al sito dai motori di ricerca; di questo 32%, oltre il 70% arriva però cercando come parole chiave “legalità e benessere mogliano”, “arthur carponi schittar”, “lista legalità mogliano”, “mogliano carponi”, ecc. e quindi in sostanza stanno cercando direttamente noi sui motori di ricerca. Seguono ricerche su Mogliano in generale, sui progetti di inceneritore, sui T-red e varie altre.
Infine il 25% arriva da siti di riferimento, per lo più Facebook, che sfruttiamo molto per far circolare notizie e articoli.
In sostanza, possiamo dire soddisfatti che il 90% del traffico in entrata non si imbatte casualmente nel sito, ma sta proprio cercando noi. E questo ci rende molto felici.

La nostra scelta di puntare tutto su internet poteva parere azzardata, ma si sta rivelando esatta. E' ora che anche la politica locale cominci ad utilizzare questo meraviglioso strumento di diffusione di idee e notizie!

La nostra scelta di puntare tutto su internet poteva parere azzardata, ma si sta rivelando esatta. E' ora che anche la politica locale cominci ad utilizzare questo meraviglioso strumento di diffusione di idee e notizie!

A dirla tutta, poi, l’85% delle visite (cioè quasi tutte) invece di essere concentrato, come ci si sarebbe potuti aspettare, nel periodo della scorsa campagna elettorale a Mogliano (prima metà del 2009) si situa da ottobre 2009 ad oggi, con un trend di crescita costante che fa ben sperare. E’ ad ottobre, infatti, che abbiamo completamente rimodernato il sito e abbiamo cominciato ad inserire articoli se non giornalmente – quasi. Quindi questi numeri riguardano quasi esclusivamente gli ultimi tre mesi, in cui abbiamo deciso di puntare con decisione su questo strumento.

Abbiamo investito e investiamo moltissimo tempo e pazienza per creare, articolare, gestire, aggiornare e riempire questo sito, convinti che ormai la politica locale debba affacciarsi su internet e fare di internet lo strumento principe per la diffusione dei contenuti. Quindi siamo davvero contenti di scoprire che sta funzionando così bene, oltre le nostre migliori aspettative.

Grazie. Aumentate ancora, aumentate di più, commentate, sollecitate, diffondete…

 

Cittadini in pellegrinaggio alla ricerca del Comando fantasma della Polizia Locale

22 gennaio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Molti cittadini, vedendo questa chiara ed evidente insegna, si recano in via Ronzinella credendo di trovare la nuova sede della Polizia Locale. E invece i lavori di riadattamento dell'ex sede bancaria devono ancora cominciare: hanno messo solo le insegne!

Molti cittadini, vedendo questa chiara ed evidente insegna, si recano in via Ronzinella credendo di trovare la nuova sede della Polizia Locale. E invece i lavori di riadattamento dell'ex sede bancaria devono ancora cominciare: hanno messo solo le insegne!

Ricevo e ripubblico una segnalazione ricevuta dall’amico Danilo sul caso di una concittadina (solo uno fra i tanti simili che stanno avendo luogo).

Sotto Natale l’amministrazione Azzolini ha trionfalmente “inaugurato” la nuova sede della Polizia Locale (i vigili) in via Ronzinella, nel comprensorio Sif.

L’immobile, ex sede Veneto Banca a Mogliano, è stato acquistato per quasi 500.000 euro dalla società comunale Spl, con i soldi derivati dalla stipula di un ulteriore mutuo milionario.

Della nuova sede, delle sue qualità positive e negative, parleremo estesamente in un’altra occasione.

Ma intanto oggi vogliamo raccontarvi la situazione piuttosto ridicola che si è creata al riguardo.

Il 24 dicembre Azzolini indice una cerimonia presso l’immobile della nuova sede. A leggere i giornali e gli annunci trionfali, sembra che sia quasi un’inaugurazione. E infatti Sindaco, Assessore alla Sicurezza e altri posano soddisfatti di fronte all’edificio, su cui campeggia già due grandi insegne “Polizia Locale”.
In realtà si tratta solo del passaggio delle chiavi dell’edificio da Veneto Banca a Polizia Locale.

Gli ingenti lavori di riadattamento non solo non sono ultimati, ma devono ancora iniziare del tutto. L’unico lavoro, finora, è stato affiggere le insegne.

Vabbe’. Sappiamo che questo sindaco adora la teatralità e gli annunci. Passi l’inaugurazione “farsa”: la sede sarà pronta forse fra 4, 5 mesi, ma sorvoliamo: visto che in campagna elettorale aveva solennemente promesso che avrebbe trasferito i vigili nel comprensorio Sif entro 100 giorni dall’insediamento e che ovviamente non aveva tenuto fede all’impossibile promessa, ogni giorno in più era una sofferenza. E quindi tanto valeva dar per rispettato l’impegno con la semplice affissione di una scritta. Concediamoglielo.
Ma allora perché, finito l’evento, non è stata coperta con un telo la scritta?

Una volta parcheggiato e salito le scale, gli ignari cittadini caduti nell'equivoco scoprono di aver perso tempo: il cartello che si trova all'entrata recita "Qui sorgerà la nuova caserma di Polizia Locale". Ma allora perché non coprire le insegne premature: sono state apposte solo per far bell'impressione?

Una volta parcheggiata l'auto e salito le scale, gli ignari cittadini caduti nell'equivoco scoprono di aver perso tempo: il cartello che si trova all'entrata recita "Qui sorgerà la nuova caserma di Polizia Locale". Ma allora perché non coprire le insegne premature: sono state apposte solo per far bell'impressione?

Oggi infatti si sta verificando che molti cittadini, per effetto di quanto letto sui giornali e delle grandi insegne, si dirigano decisi verso via Ronzinella e verso l’immobile in disuso pensando di trovare la nuova sede dei vigili.
Quelli che sono caduti nell’equivoco sono tanti: lo riportano articoli di stampa, che parlano di numerosi cittadini e di addirittura di un corriere espresso (qui). Lo raccontano gli abitanti del quartiere. Lo dicono gli stessi vigili, che hanno ricevuto numerose chiamate di cittadini disorientati che chiedevano “Scusi, ma dov’è la sede?”
Lo racconta anche la segnalazione, con tanto di foto, che abbiamo ricevuto e per cui abbiamo scritto quest’articolo (e che, oltre a noi, è stata inviata anche ad assessore competente, dirigente comunale e Comandante della Polizia Locale): “Una signora non sprovveduta del quartiere Ovest che doveva ritirare un documento dalla Polizia Locale, informata dai giornali locali per la circostanza della consegna delle chiavi della loro “nuova” sede, è andata presso i locali di via Ronzinella dove c’è la scritta inequivocabile [...] A mio avviso, la funzionalità di un servizio viene anche dalla chiarezza della segnaletica; in caso contrario, diventa un disservizio.”

Tanto per chiarire il dubbio ai cittadini, la sede dei vigili attiva, ora e per ancora molti mesi, è sempre nello stesso posto sul Terraglio, all’altezza di via Tavoni ma sull’altro lato, accanto al concessionario Sotreva.

La proposta di chi ci ha fatto la segnalazione, che facciamo volentieri nostra, è semplice: avete fatto il teatrino, avete avuto gli articoli di stampa che volevate, ora evitate ai cittadini perdite di tempo ed equivoci e coprite con un bel panno quell’insegna, tanto chiara quanto ingannevole.

 

Un tavolo ornamentale da 13.000 euro nella sede della Provincia di Treviso. Ma Muraro dice che fare una polemica sugli sprechi è “una puttanata” (lett.)

22 gennaio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Evidenziato nell'immagine il tavolo ornamentale da 13.000 nella nuova sede della Provincia di Treviso. Vi prego, cliccate sull'immagine, dovete capire bene di cosa stiamo parlando!

Evidenziato nell'immagine il tavolo ornamentale da 13.000 nella nuova sede della Provincia di Treviso. Vi prego, cliccate sull'immagine, dovete capire bene di cosa stiamo parlando!

Al centro della sala del consiglio provinciale, nel complesso che ospita la nuova sede della Provincia di Treviso (il rinato Sant’Artemio), campeggia un tavolo di metallo e vetro.

Una persona erudita vi direbbe che è ornamentale: cioè non serve a niente, è lì per bellezza. In sostanza è un tavolo inutile. Visto che la sala e i banchi dei consiglieri sono disposti in forma ovale, in mezzo rimaneva uno spazio vuoto. Qualcuno ha pensato di metterci un tavolo. E vabbe’.

Il punto è che quel tavolo è costato quasi 13.000 euro, precisamente 12.840.

Per chi pensasse di aver letto male: tredicimila euro! In vecchie lire, ventisei milioni.

Per un tavolo dove, in questi mesi, è stata appoggiata per qualche giorno una piantina, durante il Natale.
Nella sala di una sede di un ente locale che è appena costata 80 milioni di euro (ottanta milioni di eurooo!!!).
Sede che è stata completamente riarredata, spendendo 4,5 milioni di euro (quattro milioni e mezzo di eurooo!!!)
Sede che è stata inaugurata con un festino per una spesa di 108.000 euro (centoottomila eurooo!!!). E leggete qui spesi come!!!

In mezzo a quella sala si poteva mettere qualsiasi cosa. O si poteva benissimo lasciare lo spazio vuoto: cosa cambia? Guardate la foto e ditemi se non è ridicolo? Oppure potevano mettere un tavolo recuperato dalla precedente sede in centro a Treviso. Ma no: secondo gli atti che decretano la necessità di quel nuovo tavolo, “in quanto le caratteristiche e le misure previste per il tavolo da posizionare all’interno della sala richiedono una lavorazione artigianale“. Ehhh??? “Le misure previste“??? Scusate, vi prego di guardare la foto e di incavolarvi: mi dite, in una sala enorme con uno spazio enorme, cosa vuol dire che “le misure previste” richiedono una lavorazione artigianale? Forse che non c’era nessun tavolo di queste dimensioni nella vecchia sede? Forse che dieci centimetri in più o in meno cambiavano qualcosa, in quella sala? Forse che all’Ikea non lo trovavano un tavolo di quelle dimensioni? Forse che anche in qualche negozio chic non trovavano un bel tavolo di vetro per 1/4 di quello che l’hanno pagato?

Il festino di inaugurazione della nuova sede della Provincia (costataci 80 milioni di euro) ci è costato solo 108.000 euro. Certo, come dice Muraro, avere da ridire sugli sprechi "è una puttanata"... Mah...

Il festino di inaugurazione della nuova sede della Provincia (costataci 80 milioni di euro) ci è costato solo 108.000 euro. Certo, come dice Muraro, avere da ridire sugli sprechi "è una puttanata"... Mah...

Ma sentite qui: per il tavolo da 13.000 euro è stata ufficialmente decreata “l’urgenza di provvedere alla fornitura” (fonte). E ci credo: dal 2003 (deliberato progetto) al 2009 (inaugurazione sede), sono solo sei anni: se non c’è urgenza nel provvedere per un tavolo in quei soli sei anni! (Illustri scienziati britannici hanno calcolato che, ragionando come la Provincia di Treviso, per arredare un miniappartamento di 60 mq ci vorrebbero 3.168 anni; se poi i prezzi sono quelli che spunta la Provincia, ci vorrebbero 19 milioni di euro circa. Elettrodomestici esclusi.)

Ma battute a parte, il decretare “l’urgenza” (ma dove? Per favore!) ha permesso di… indovinate… sì, affidare la fornitura del tavolo da 13.000 euro senza gara!

Questo quando la disoccupazione sta dilagando nelle nostre zone. Quando la cassa integrazione la fa da padrona. Quando le famiglie non arrivano alla terza settimana del mese. Quando i giovani convivono con un precariato sempre più selvaggio. Quando i Comuni arrancano con le spese. E quando per qualsiasi cosa gli si chiede, anche la Provincia si lagna di non avere soldi.

Immagino che sentiate dentro la stessa rabbia e repulsione che sento io. Forse di più, forse di meno: ma siamo lì.

Una cosa del genere FA SCHIFO. Senza mezzi termini. E’ VERGOGNOSA.

Ma sentiamo cosa ne pensano i responsabili.

La storia è venuta fuori da qualche giorno e ovviamente più di qualcuno ha avuto da obbiettare.

Ecco le risposte del Presidente della Provincia, nostro concittadino moglianese, Leonardo Muraro (fonte: qui).
1) Non è colpa mia, ma di Zaia (in sostanza: leggete la fonte).
2) “E’ un arredo dignitoso per una sala dignitosa” (lett.)
2) “Crearci intorno una polemica sugli sprechi è solo una puttanata” (lett.)

Signori… No comment.
E questi sono coloro che amministrano oggi tutta la nostra scala amministrativa: il Comune di Mogliano (dove le spese assurde e clientelari sono all’ordine del giorno e ad onor del vero lo erano anche prima con la sinistra). La Provincia di Treviso. E, tra qualche mese, la Regione Veneto.

Un arredo dignitoso?” Raccontalo alle migliaia di persone che nel trevigiano perdono un lavoro con cui guadagnano uno stipendio che al netto è all’anno quello che avete speso per il tavolo!
E poi si lamentano di Roma ladrona!

Ecco cosa potevano mettere in mezzo alla sala. Costava uguale, ma almeno ridistribuivano i soldi ai lavoratori cassa-integrati. E l'altezza dell'auto ce li avrebbe nascosti alla vista, almeno.

Ecco cosa potevano mettere in mezzo alla sala. Costava uguale, ma almeno ridistribuivano i soldi ai lavoratori cassa-integrati. E l'altezza dell'auto ce li avrebbe nascosti alla vista, almeno.

Ma voglio anche essere costruttivo e fare una proposta: se volevano mettere a tutti i costi qualcosa che costasse 13.000 euro lì in mezzo per coprire lo spazio vuoto, potevano piazzare una bella Alfa 147 full optional. Avrebbero ridistribuito quei soldi, sottratti ai lavoratori con le tasse, ad altri lavoratori che ora non se la passano per niente bene (gli operai dello stabilimento di Pomigliano d’Arco).
Certo, forse la sagoma alta della vettura avrebbe nascosto i loro volti al pubblico seduto in sala. Ma viste certe facce di bronzo e come rendono conto del denaro che la gente affida loro, nascondersi sarebbe già un buon inizio

 

Soldati al posto di poliziotti per Treviso? Pessima idea

20 gennaio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Gentilini richiede l'invio dell'esercito a Treviso contro la criminalità. Pessima idea, anche da un vecchio alpino...

Gentilini richiede l'invio dell'esercito a Treviso contro la criminalità. Pessima idea, anche da un vecchio alpino...

Permettemi per oggi di uscire dai confini territoriali di Mogliano, per commentare una notizia che imperversa in questi giorni.

A fronte dell’aumento sensibile delle rapine di questo ultimo periodo, il vicesindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, ha invocato l’invio dell’esercito.

Ora, certe volte mi sembra che i politici italiani non capiscano proprio niente. In questo caso è la Lega (che sulla sicurezza fa tanto l’intenditrice, ma non ne azzecca una); ma non voglio che si pensi che sia una colpa solo leghista: tante volte fa lo stesso il Pdl, fa lo stesso il Pd, fanno lo stesso un po’ tutti, sui più svariati argomenti.

Cerchiamo di pensare con la testa di questi politici. (Pensare???)
C’è il problema della sicurezza. Che si fa?
Prima propongono le ronde politicizzate.
Idea del cavolo, per tantissimi motivi. Ma va be’.
Riescono ad ottenere dal Ministro all’Interno un inquadramento istituzionale delle ronde.
E poi più nessuno, neanche loro, vuole farle (in Provincia di Treviso, culla della cultura “rondista” della Lega – e di qualche esponente del Pdl – una sola associazione in un solo Comune ha richiesto l’iscrizione all’apposito albo in Prefettura).
Allora che fanno? Chiedono l’intervento dell’esercito

Quello che tiene tra le mani questa bellissima e sorridente soldatessa è un Beretta AR 70/90, un'arma pensata per i teatri operativi, non certo per fermare una rapina. I nostri politici sembrano non capire la differenza tra Forze dell'Ordine ed Esercito, in termini di addestramento, equipaggiamento, mentalità.

Quello che tiene tra le mani questa bella e sorridente soldatessa è un Beretta AR 70/90, un'arma pensata per i teatri operativi, non certo per fermare una rapina. I nostri politici sembrano non capire la differenza tra Forze dell'Ordine ed Esercito, in termini di addestramento, equipaggiamento, mentalità.

L’esercito, ossia dei militari ben addestrati… ma per andare in guerra o in missione di pace (visto che ormai le guerre le chiamiamo così) non per fare gli agenti in città!

Tutta la stima ai nostri militari, sia chiaro. Ma qui siamo alla follia. Ho sempre trovato inutile e deprecabile l’utilizzo dei soldati in questi ultimi mesi sul territorio nazionale (e in breve vi spiego perché). Ma invocarli a mera sostituzione delle Forze dell’Ordine per una sicurezza diffusa come quella che serve nel trevigiano è davvero assurdo!

I soldati hanno un addestramento diverso. Hanno appreso una teoria e una pratica diverse. Hanno un armamento diverso. Non hanno una preparazione giuridica nè come agenti di polizia giudiziaria (quali sono i carabinieri e i poliziotti) nè come agenti di pubblica sicurezza (come sono i carabinieri e i poliziotti). In caso vengano messi per strada, alcune qualifiche gli vengono semplicemente assegnate dalla legge. Ma i militari, preparati e professionali sul campo di battaglia, rischiano di essere sulle nostre strade solamente un peso per le vere Forze dell’Ordine, che devono star loro appresso per dirigerli, aiutarli e, nel peggiore dei casi, sbrogliare qualche guaio.
Dio non voglia, poi, che un giorno tocchi loro intervenire: chi ha fatto la leva, ricorderà cos’è un fucile d’assalto come quello in dotazione ai nostri soldati (nel 90% dei casi un Beretta AR 70/90, dove AR sta per Assault Rifle) e ricorderà come spara e che tipo di proiettile spara. Già utilizzando la pistola cal. 9 mm in dotazione alle nostre FF.OO. bisogna stare molto attenti: vi assicuro che non vorrei mai vedere utilizzare in una città, fuori dal teatro di guerra, un fucile mitragliatore come l’AR per fermare dei rapinatori

Quel che fanno questi brillanti politici è simile a dire: vorrei un cucchiaio per tagliare, sottile e con un lato affilato. C’è già: si chiama coltello.

Beh: se volete un militare addestrato per operare in città, giuridicamente preparato, che conosca la zona e il modo di operare per strada, armato di pistola e preparato a contrastare la criminalità… c’è già: si chiama poliziotto o carabiniere. Investite su quello (e invece alle Forze dell’Ordine avete tagliato i fondi e ne avete ridotto il numero.)

Sostituire i carabinieri e i poliziotti con i militari ha senso solo nei posti di vigilanza fissa (es. di fronte alle ambasciate, ai monumenti o alle abitazioni di importanti personalità, i c.d. obiettivi sensibili) perché in effetti lì le Forze dell’Ordine sono sprecate: ma chiedere l’intervento dell’esercito a Treviso contro la criminalità è stupido come cercare un cucchiaio che taglia.

P.S. Il cucchiaio-coltello (e anche forchetta) comunque esiste davvero (e non è quello da campeggio a cui avete pensato tutti). Eccolo qui sotto (co-mo-dis-si-mo!): l’avrà inventato un politico… ;-)

Un comodissimo coltello-cucchiaio-forchetta: utile come l'idea di utilizzare l'esercito contro le rapine...

Un comodissimo coltello-cucchiaio-forchetta: utile come l'idea di utilizzare l'esercito contro le rapine...

 

Non siamo spariti, solo un rallentamento :-) Ecco gli aggiornamenti!

18 gennaio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Di recente siamo stati un po' latitanti, per motivi contingenti: chi fa politica per passione e non per mestiere, non sempre trova il tempo che vorrebbe. Ma ora siamo tornati!

Di recente siamo stati un po' latitanti, per motivi contingenti: chi fa politica per passione e non per mestiere, non sempre trova il tempo che vorrebbe. Ma ora siamo tornati!

Ultimamente il sito è rimasto un po’ sguarnito. Non è per dimenticanza o perché abbiamo intenzione di sparire.

La politica è tempo, tanto tempo, impegnato, dedicato, a volte ci si chiede se forse è perso. E per farla bene, informarsi, scrivere articoli, rileggerli, pubblicarli, seguire i commenti, di tempo ce ne vuole moltissimo. Cosa che faccio più che volentieri, quando ne ho.

In questo periodo, complici le vacanze natalizie, un po’ di ferie, la presenza in ufficio, in famiglia, e un’ultima tornata essenziale e inderogabile di esami universitari, tempo non ne ho proprio avuto. E visto che di consigli comunali non ce ne sono stati, ho preso la palla al balzo per dedicarmi ai miei doveri e tralasciare un po’ il sito.

C’è chi avrà tirato un sospiro di sollievo (“oh, quei rompiballe stanno un po’ zitti“) e c’è chi si sarà chiesto che fine abbiamo fatto. A entrambi diciamo: “Tranquilli, siamo qui, è solo un rallentamento dovuto alle esigenze della vita “reale”: tra poco saremo di nuovo attivi come prima”.
Chi fa politica di mestiere o fa del nulla la propria professione (ogni riferimento è puramente casuale) può essere sempre sul pezzo, chi ha anche altro da fare – o ha principalmente altro da fare – qualche volta non ci riesce. Non per disaffezione ma per necessità. Perdonateci, ma siamo tutti nella seconda categoria.

Comunque, en passant, ecco una breve carrellata sfiziosa di cosa ci siamo persi e di cosa parleremo a breve:

- Il Comune è riuscito a rientrare nel patto di stabilità. E’ una cosa buona, in sè, che permetterà, ad esempio, di assumere i tre precari (da anni) che lavorano negli uffici. Però il prezzo è stato alto e l’operazione ben poco seria e trasparente: per rientrare, si è venduto il patrimonio immobiliare comunale alla rivitalizzata Spl, una società ora totalmente del Comune che per acquistare ha stipulato un ulteriore mutuo di svariati milioni di euro. Quindi, oltre come sappiamo all’insediamento del Consiglio di Amministrazione di amici e sostenitori, oltre agli incarichi di stima sempre al solito studio di commercialisti che gestisce ormai la città di Mogliano, ciò ha significato vendere definitivamente i beni immobili del Comune ad una società indebitatissima per risanare un bilancio già stringato ai minimi termini costituito per la quasi interezza da spesa corrente.
Detto in termini comprensibili, con una metafora da uomo della strada: un tizio, per pagare le bollette di elettricità e gas di un anno passato comunque al risparmio, vende la sua casa di proprietà ad un amico che è indebitatissimo per gioco d’azzardo. Così paga le bollette di quest’anno. Ma perde la proprietà della casa. Per continuare a viverci dovrà pagare un affitto al suo amico, e quindi avrà ancora meno soldi. E l’anno prossimo, quando non riuscirà a pagare le bollette, che saranno simili o più alte di quelle di quest’anno, non avrà più niente da vendere. Senza contare il fatto che l’amico, ultraindebitato, potrebbe farsi togliere la casa da un giorno all’altro dagli allibratori cui deve molti soldi perché ha giocato d’azzardo.
Infatti il rischio è questo. In pratica per ripianare un bilancio già ridotto all’osso dal Commissario Campanaro, Azzolini vende ad una società indebitatissima ed esposta importanti averi immobiliari del Comune. L’anno prossimo, per quei beni, il Comune dovrà pagare un affitto alla società, con cui la società pagherà il mutuo (che ha gli interessi: quindi alla fine, a conti fatti, la società ripagherà in trent’anni ad un prezzo molto superiore quello che il Comune già aveva oggi). E, con la spesa dell’affitto e le spese correnti ordinarie, ci si ritroverà di nuovo in crisi con il bilancio l’anno prossimo: ma cosa si potrà vendere, a quel punto, le braghe?
Vi spiegheremo presto il perché reale di tutta quest’operazione, che serve alla politica e non alla città. Questo era un assaggio.

Altro argomento di questi giorni su cui fare un’anticipazione:

- Ripartono i lavori nell’area ex-Macevi. Dopo la seconda campagna elettorale di Azzolini incentrata sui loschi affari (a suo dire) che si stavano conducendo nell’area Macevi, Azzolini dà il via libera ai nuovi lavori sul vecchio progetto, senza averne cambiato una virgola e nemmeno averci provato. Allora: o ha detto cavolate prima o i loschi affari proseguono. Una delle due, alla logica non c’è scampo, neanche a Mogliano. Propendiamo per la prima.
In ogni caso, promessa non mantenuta. Come già si sapeva all’epoca: infatti fermare il nuovo progetto, già approvato dal Commissario e che in fin dei conti non sembra così malvagio, o perlomeno è migliore dei tre precedenti, compreso l’obbrobrio con cui Azzolini voleva rovinare la città (costruendo una grande “A”, manco fosse Mussolini), avrebbe significato dover sborsare milioni di euro di danni verso i soci privati.
Lo sapevano tutti già allora che il progetto sarebbe andato avanti: lo sapeva la Lega, lo sapeva Azzolini. Eppure hanno fatto una campagna elettorale con volantini e giornaletti sull’area Macevi e sulla vicenda che lui reputata sporca e sospetta, promettendo un nuovo progetto e indagini a tambur battente, trasparenza, punizione dei colpevoli, ecc. Vi ricordate quel giornalino giallo (diretto dal giornalista oggi nominato addetto stampa del Comune) per cui sono partite querele, convocazioni della magistratura, ecc.? Ahi ahi.
Ma la cosa più divertente o deprimente è come tutto ciò, dopo le elezioni, sia passato nel dimenticatoio. Ma come? Non era la questione centrale della vita cittadina, secondo Azzolini? E la tanto promessa “commissione d’indagine consiliare“? (Nella mente di Azzolini, questa “commissione” doveva essere simile ad una commissione d’inchiesta parlamentare, una roba che fa paura, da latte alle ginocchia, insomma: nella realtà giuridica, un simile organo anche se esistesse avrebbe più o meno i poteri inquisitori dell’addetto alla sicurezza di un supermercato e l’attendibilità e autorevolezza di una guardia giurata notturna ubriaca. A voler essere buoni…)
Comunque, anche di questa commissione non c’è traccia, e non certo perché per la maggioranza aggiungere una postilla allo Statuto sia un problema: hanno fatto operazioni peggiori con molta velocità e facilità.
Insomma, tirando le somme adesso possiamo avere finalmente la certezza che effettivamente il problema di Azzolini non era cosa e come veniva costruito nell’area Macevi, ma da chi. E che, resosi conto alla fine (sia chiaro: dopo averci provato) che non riusciva a sostituire i suoi amici agli amici di chi l’aveva preceduto, alla fine gli conviene lasciar andare avanti il progetto. Alè.

Ultimo argomento, il più gustoso.

- Un importante personaggio moglianese, ubriaco fradicio, ha infastidito e aggredito verbalmente per motivazioni politiche alcuni di noi a capodanno. Gli interessati stanno valutando se e cosa fare. Se renderanno pubblica la vicenda ci sarà da ridere – o meglio, da compiangere. Vedremo… Stay tuned!