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ottobre, 2009

Fotoreport: la situazione della prostituzione peggiora, 50 prostitute sul Terraglio solo a Mogliano; l’amministrazione Azzolini è troppo occupata ad autocompiacersi per risolvere i problemi e mantenere le promesse

28 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Prostituta in via Bianchi

Prostituta in via Bianchi

L’altro giorno leggendo la Tribuna (qui), mi sono imbattuto in un articolo intitolato: “Lucciole in strada: solo otto sul Terraglio”.
Ho subito pensato che fosse un pesce d’aprile fuori stagione!

L’articolo conteneva questi passaggi: … “drastica diminuzione della presenza di lucciole lungo il Terraglio, che sembra aver perso la sua connotazione di strada del sesso“;  … “taglio del numero di prostitute lungo la statale, soltanto otto“; … “nel tratto di strada tra Mogliano Veneto e Frescada, infatti, è praticamente sparita la presenza di lucciole“.

Mi sono chiesto su che pianeta vivesse l’autore dell’articolo: bastava uscisse una sera per rendersi conto che le affermazioni sul “risanamento” del Terraglio non stavano nè in cielo nè in terra.

Infatti le lucciole sul Terraglio sono più di quante siano mai state! In particolare a Mogliano il loro numero non fa che crescere.
E l’amministrazione Azzolini, che tanto aveva promesso in termini di sicurezza, di lotta alla prostituzione e al degrado, non ha fatto nulla di nulla.

Due prostitute in via Ruffini contrattano con un cliente

Clicca qui per visualizzare l'intero fotoreport sulla prostituzione a Mogliano

Non lo dico sulla base di sensazioni, ma di fatti: e ve lo documento!
Uno dei membri di Legalità e Benessere ed io ci siamo presi la briga, a scanso di essere contraddetti dal fantasioso sindaco di Mogliano, di andare a contare, una per una, le prostitute che esercitano a Mogliano; e di documentarlo.

Siamo usciti e abbiamo fatto un qualche giro in auto con una telecamera digitale tra le 22.00 e le 24.00 di un paio di serate della scorsa settimana.

Cliccando qui trovate un fotoreport composto con i fermo-immagine di cosa abbiamo visto nel solo tratto moglianese del Terraglio (in pratica dal Dese a Marocco alla zona dell’ex maglificio Nigi).
[La qualità dell'immagine è bassa, perché si tratta di fotogrammi di un filmato fatto di notte e in movimento a 40-50 km/h; inoltre abbiamo accentuato lo sfocamento di alcuni fotogrammi per evitare di mostrare volti o segni riconoscibili delle prostitute o targhe delle automobili.]

Cosa diceva quel giornale? Otto prostitute?!?!
Forse per ogni singola via!
Non certo sul Terraglio, visto che nel solo tratto moglianese esercitano una cinquantina di lucciole!

Vedete come sta rendendo sicura questa città l’amministrazione delle favole?

Nel nostro tour siamo riusciti a videoriprenderne ben 41. Ce ne sono da aggiungere una decina che abbiamo visto ma che nel filmato non compaiono perché non siamo riusciti a videoriprenderle (una all’altezza di via Dei Mille, una in via Trevisanato, una tra via Corridoni e via De Zuliani, una in via Girardini, una ulteriore di colore presso il distributore Esso, due di colore in via Mameli, una di etnia slava di fronte al negozio di arredamento-casa Barbon). Mancano inoltre una decina di altre prostitute, che quelle due sere non c’erano, che stazionano normalmente nelle seguenti zone: Terraglio a Marocco, tra l’edicola di via Marocchesa e la fermata Actv, lato ovest: 3 prostitute di etnia slava; via Foscolo: 4 prostitute di colore; svincolo nuovo sottopasso per Campocroce e Zerobranco: 2 prostitute di etnia slava. Nei prossimi giorni tenteremo di videoriprendere anche queste (se avete fatto voi delle foto, inviatecele). Le 41 documentate e la ventina tra viste e non documentate o assenti, fa in totale ben oltre 50!

Oltre 50 prostitute che esercitano solo nel tratto moglianese del Terraglio: una colossalità!

La situazione quindi è molto peggiorata negli ultimi mesi, nonostante fosse già da tempo notevolmente degradata!

Eppure le promesse di Azzolini, nella sua nuova veste leghista, erano state chiare.

Purtroppo erano solo chiacchiere per incantare gli elettori!

Contro lo spaccio, la prostituzione, ecc. ecc., finora l’amministrazione Azzolini non ha fatto niente: è riuscita solo a fare proclami trionfali sui grandi risultati raggiunti scacciando quattro poveracci dagli immobili degradati e in disuso dell’ex-essicatoio, dell’area ex-Macevi, dell’ex stabilimento Nigi. Complimenti, quelli erano veramente dei duri, ci voleva coraggio, eh!
Quanto ai veri cattivoni, quelli che gestiscono a suon di pistole, coltelli e spranghe il racket della prostituzione, i nostri sceriffi locali ci vanno piano: “Ehi”, pensano “questi mica sono quattro clandestini con il barbecue in camera da letto e la toilette dietro un cespuglio, come quelli della Macevi: questi non scherzano, meglio lasciarli in pace!

Cliente contratta con due prostitute in via Gioberti

Cliente contratta con due prostitute in via Gioberti

Finora Azzolini non ha nemmeno emanato l’ordinanza antiprostituzione che, grazie ai poteri conferiti ai Sindaci dal decreto sicurezza 2008, consente di multare i clienti delle prostitute per 500 euro al colpo: la soluzione adottata a Preganziol e che, fin quando è stata messa in pratica, ha funzionato.
Leggendo alcuni articoli di giornale sembrava assodato che l’ordinanza fosse stata emanata. Ma controllando ho scoperto che non è così: si tratta, come al solito, di meri proclami, promesse, programmi, che vengono spacciati come già realizzati.

In realtà nel sito del Comune di Mogliano non si esiste traccia dell’ordinanza o di una delibera di giunta relativa alla questione. Dal sito non risulta addirittura nessuna attività, nemmeno di semplice discussione, relativa al problema della prostituzione. Anzi, la parola “prostituzione”, da quando si è insediato Azzolini, non appare in nessun documento ufficiale del Comune reperibile sul sito internet, in nessuno! (clicca qui)

Eppure questa era una promessa (tra le tantissime) su cui Azzolini aveva particolarmente puntato per farsi eleggere.

Invece dopo quattro mesi di governo della città e aver avuto il tempo per presenziare a dozzine di trasmissioni televisive, inaugurazioni, feste, sagre, ecc., non ha ancora avuto il tempo di predisporre un’ordinanza?
Si tratterebbe di due paginette, due misere paginette: ecco quella di Preganziol (clicca qui)

Forse Azzolini è troppo preso dall’apparire, dal pubblicizzarsi e da fare annunci, per potersi dedicare anche all’essere un vero Sindaco e al fare qualcosa di concreto.

Peccato però che poi Mogliano assurga agli onori della cronaca regionale e nazionale, con un passaggio addirittura sul Tg5, per il ritrovamento di una quindicenne (quindicenne!) rapita in Ungheria e ritrovata a prostituirsi, obbligata dal racket, in pieno centro città sul Terraglio… (qui)

Azzolini si impegna troppo ad apparire per potersi impegnare nel fare cose concrete. Basta annunciarle! Ma la situazione reale, poi, rimane quella che tutti vediamo

Azzolini si impegna troppo ad apparire per potersi impegnare nel fare cose concrete. Basta annunciarle! Ma la situazione reale, poi, rimane quella che tutti vediamo

A poco servirà, ormai, tentare di riparare: l’infelice Azzolini si troverà di fronte al problema che come al solito ha troppo promesso senza badare a ciò che era davvero realizzabile. Nella situazione attuale, infatti, anche se emanasse l’ordinanza (cosa che finora non ha fatto), nessuno potrebbe controllarne l’osservanza.
Infatti la Polizia Locale non fa più turni serali e notturni da mesi, ormai, causa l’esaurimento dell’apposito fondo (il bilancio è messo male, ma invece che investire su queste cose, la Giunta nomina direttori generali, dirigenti, capi di gabinetto, addetti stampa, per centinaia di migliaia di euro…)
Quanto ai pochi carabinieri (visto che anche della Tenenza promessa da anni da Azzolini non c’è traccia) hanno ben altro da fare…

Insomma, cari e-lettori, tutte le cose sono collegate, tutte i nodi vengono al pettine, un problema tira l’altro.
E’ per questo che bisognerebbe scegliere con cura i rappresentanti politici a cui affidare le sorti delle nostre città

 

Per mettere due soldi in cassa, Azzolini vuole il Casinò a Mogliano. Non ci bastano prostituzione e spaccio: portiamoci in città anche il racket dell’usura! Ma a risolvere i veri problemi dei cittadini non ci pensa nemmeno.

24 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
La storica Villa Condulmer, a Zerman, dove secondo Azzolini dovrebbe nascere il Casino - pardon, Casinò Comunale, il nuovo tentativo di far cassa per il disastrato bilancio di Mogliano, creando un sacco di altri problemi per i cittadini

La storica Villa Condulmer, a Zerman, dove secondo Azzolini dovrebbe nascere il Casino - pardon, Casinò Comunale, il nuovo tentativo di far cassa per il disastrato bilancio di Mogliano, creando un sacco di altri problemi per i cittadini

L’ultima trovata del nostro – ahinoi – primo cittadino Azzolini, che ho scoperto aprendo i giornali questa mattina, è di istituire il Casino di Mogliano! (pardon, il Casinò)

Azzolini se ne è infatti uscito con un articolone, sulla Tribuna di Treviso, proponendo di creare a Villa Condulmer di Zerman un bel Casinò: secondo lui, come al solito entusiasta, ci sarebbero tutti gli elementi e la cittadina trarrebbe beneficio dalla cosa. “Il Casinò per Mogliano è un’occasione da non perdere; potrebbe essere utile per rilanciare l’intero territorio” ha detto.  I nuovi titolari dell’hotel a 5 stelle, appena riaperto dopo la bancarotta, pur trovandola molto interessante, hanno bollato l’idea come “un’ipotesi molto prematura” su cui “non abbiamo dati precisi” (fonte: clicca qui).

Ma su cosa si basa questa sparata? Su un’altra trovata geniale.
Infatti recentemente la neo-ministra del Turismo Michela Brambilla ha avuto un’ideona per risollevare l’economia italiana: di fronte alla maggior crisi finanziaria di tutti i tempi, la soluzione sono i Casinò! E perché averne solo quattro su tutto il suolo italico? Apriamone qualche centinaio, consentendo ai Comuni di istituire case da gioco negli hotel a cinque stelle (come appunto è Villa Condulmer)!
Yeah! diranno entusiasti i turisti americani che, alla prese con la messa all’asta delle loro case e con i posti di lavoro che spariscono come bolle di sapone, non vedranno l’ora di mettersi su un aereo, giungere nel BelPaese e infilarsi a spendere in centinaia di micro-casinò sparsi nei piccoli Comuni italiani.
[nota: volevo linkare il documento redatto dalla Brambilla, ma il Ministero del Turismo non ha un sito ufficiale nè uno spazio altrove. Se questi devono promuovere l'immagine dell'Italia nel mondo e non hanno manco un sito web, siamo messi male]

La neo-ministra al Turismo Michela Brambilla, finora ingiustamente ricordata più per minigonne e autoreggenti che per idee brillanti

La neo-ministra al Turismo Michela Brambilla, finora ingiustamente ricordata più per minigonne e autoreggenti che per idee brillanti

Questo geniale progetto di rinascita economica sta ricevendo aspre critiche da tutte le categorie (perfino dagli albergatori, che con questa proposta dovrebbero andare a nozze!): protestano naturalmente tramite la Federgioco i quattro Casinò esistenti, già in crisi per la diminuzione delle entrate (-4% rispetto all’anno precedente) e che vedono i propri profitti futuri scomparire con questa proposta; protesta la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che ritiene la proliferazione dei Casinò diseducativa, dannosa per le famiglie e non adatta come mezzo per risanare i bilanci dello Stato; protestano i cattolici e la Santa Sede, per cui il gioco d’azzardo è peccato; protestano le associazioni dei giocatori cronici e quelle che riuniscono le famiglie distrutte da capofamiglia incalliti di slot, Black Jack e roulette.
Ma il messaggio della Brambilla (e da oggi di Azzolini) è chiaro: chissenefrega se il numero di gioco-dipendenti continua ad aumentare e i suicidi tra di loro sono sempre di più; e chissenefrega se, attorno al business del gioco d’azzardo, cresce sempre di più il racket dell’usura: apriamo altre sale da gioco.

Insomma, come vedete si tratta di un’idea controversa. Potremmo anche spingerci a dire tranquillamente che è una pessima idea, un’idea stupida (sempre per la serie “chiamiamo le cose con il loro nome”).
E all’atto delle cose è per fortuna ancora solo un’idea: la proposta si traduce in uno schema di decreto legge che la Brambilla porterà in discussione presso il Consiglio dei Ministri la settimana prossima: da qui all’emanazione ne passa. E se quelli che sono al Governo non sono tutti fessi, ci si augura che l’emanazione non avvenga mai.

Ciononostante, la cosa deve aver comunque colpito Azzolini e il suo pensiero deve essere stato: “schei!” Infatti secondo il progetto della Brambilla, una parte delle imposte versate all’Erario rimarrà “ai Comuni nel cui territorio sono ubicate le strutture ricettive autorizzate.
E’ il caso di dire: “Bingo!”
Nella mente del nostro primo cittadino dev’essere apparso il seguente calcolo:
…Bilancio del Comune messo male
+ Attenzione dei cittadini da sviare da problemi veri
+
Spazio sui giornali per una sparata del genere
+
Possibili entrate se mai per caso succedesse sul serio
+
Rinsaldare l’amicizia con gli amici albergatori
————————————————————————
= proposta di Casinò a Mogliano Veneto!

L'articolo sulla Tribuna in cui Azzolini esprime il proposito di creare un Casinò a Mogliano

L'articolo sulla Tribuna in cui Azzolini esprime il proposito di creare un Casinò a Mogliano

Comincio ormai a riuscire ad entrare nella mentalità del Sindaco: la mattina legge la rassegna stampa nazionale e si chiede: “Su quale grande tema posso fare una sparata che vada sui giornali, oggi?
Non gli importa che siano temi su cui nulla può un sindaco di un medio-piccolo Comune o che si inseriscano in un quadro futuro e indefinito su cui è impossibile speculare.
L’importante è essere sempre sui giornali e dare l’idea di essere “propositivo, costruttivo, innovativo”, tre aggettivi che Azzolini usa continuamente per auto-definirsi.
Sarà…
In questo campo (le sparate stellari fuori dalle proprie competenze) si inseriscono alcune tra le idee più celebrate del sindaco: la raccolta firme per l’abolizione della Legge Merlin (chiusura case chiuse) e la mitica “legge Azzolini 50%”. Entrambi progetti che prendono spunto da situazioni nazionali molto sentite e da esigenze dei cittadini: togliere dalle strade la prostituzione e diminuire i costi della politica. Entrambi progetti che avrebbero un senso se fossero proposti da un grande partito o anche portati avanti nei piccoli territori, ma con serietà e costanza. Entrambi progetti annunciati con grandi proclami sulla stampa da Azzolini e destinati a finire miseramente nel dimenticatoio, perché utili solo a farsi pubblicità e andare sui giornali per qualche giorno. Alla fine, per sconfiggere la prostituzione di strada a livello nazionale e per diminuire della metà il numero dei parlamentari, il buon Azzolini ha fatto due-tre comizietti nei quartieri di Mogliano e raccolto qualche centinaio di firme che giacciono in un cassetto, dimenticate e inutili. Ma così facendo è andato sui giornali, sui telegiornali, nelle trasmissioni di politica, per qualche settimana. Azzolini sapeva che queste iniziative erano preannunciati buchi nell’acqua che egli stesso avrebbe accantonato una volta spremuta da esse tutta la celebrità possibile; ma la gente no, e quindi il giudizio dell’elettore medio era “Varda ‘sto bravo fio come che’l se impegna par salvar l’Italia…” o qualcosa del genere.
E potremmo fare infiniti altri esempi: dai grandi designer di fama internazionale che avrebbero progettato la Tenenza dei Carabinieri (Fuksas? Renzo Piano? boh! intanto non si è vista neanche la Tenenza) alla costruzione del mega-stadio del Venezia e del Treviso a Mogliano (wow! voi avete più sentito parlare di questa storia?) e via dicendo…
L’immaginazione ipertrofica del nostro giovane politico non conosce limiti: perché allora non proporre il primo spazioporto con pista d’atterraggio per gli Ufo a Mogliano, allora? Così poi potrebbe vantarsi non più solo a livello locale o nazionale, ma addirittura intergalattico!

Secondo Azzolini, spaccio e prostituzione non bastano più a Mogliano: questa città merita criminali di maggior spessore e un Casinò è il modo migliore per attirarli!

Secondo Azzolini, spaccio e prostituzione non bastano più a Mogliano: questa città merita criminali di maggior classe e un Casinò è il modo migliore per attirarli!

Bene, questa sparata del Casinò di Mogliano a Villa Condulmer si inserisce più o meno in questo filone. La proposta della Brambilla è infatti tanto stupida quanto di improbabile attuazione e approvazione (si spera). Quindi inutile marciarci sopra per farsi pubblicità.

Strano poi che lo faccia chi ha promesso sicurezza e legalità, stregato dallo “sceriffismo” selvaggio della Lega. Contro lo spaccio, la prostituzione, ecc. ecc., finora l’amministrazione Azzolini non ha fatto niente: è riuscita solo a fare proclami trionfali sui grandi risultati raggiunti scacciando quattro poveracci dagli immobili degradati e in disuso dell’ex-essicatoio, dell’area ex-Macevi, dell’ex stabilimento Nigi. Complimenti, quelli erano veramente dei duri, ci voleva coraggio, eh!
Quanto ai veri cattivoni, quelli che gestiscono a suon di pistole, coltelli e spranghe il racket della prostituzione, i nostri sceriffi locali ci vanno piano: “Ehi“, pensano “questi non sono mica quattro clandestini con il barbecue in camera da letto e la toilette dietro un cespuglio, come quelli della Macevi: questi non scherzano, meglio lasciarli in pace!” (preannuncio a breve la pubblicazione di un articolo sull’argomento)

Strano che gli sceriffi vogliano il Casinò, dicevo, perché attira la criminalità, una criminalità grossa e cattiva! Infatti sentite qua cosa dice Marco Michielli, presi­dente  Federalber­ghi e Confturismo Veneto: “Le case da gioco de­vono essere stra-blindate, per­chè il rischio di infiltrazioni della malavita è concreto. Ecco per­chè vanno gestite da chi sa far­lo, ne ha le competenze ed è in grado di resistere alle pressio­ni della criminalità organizza­ta. Non è il nostro mestiere, noi gestiamo l’ospitalità, di fronte a determinate situazio­ni potremmo trovarci in seria difficoltà: ne andrebbe della si­curezza nostra, delle famiglie e dei clienti. Invitiamo la malavi­ta a interessarsi al Veneto? No grazie“. (fonte: clicca qui). Se questo è ciò che dice il rappresentante degli albergatori, gli unici che potrebbero guadagnarci, figuratevi cosa ne pensano le Forze di Polizia e la Magistratura!

Forse secondo Azzolini i racket della droga e della prostituzione non sono più sufficienti per una grande città come Mogliano: ci vuole qualcosa di più. D’altra tutti i supereroi come lui hanno bisogno di supercattivi da combattere: papponi e spacciatori non sono abbastanza, quindi tanto vale lasciarli lavorare in pace. Il racket dell’usura, invece, è qualcosa che Mogliano si meriterebbe, secondo il sindaco. Nel film “Batman, il Cavaliere Oscuro”, Jocker dice “Questa città merita un criminale di maggior classe“. Forse è questo a spingere Azzolini: trovare criminali da combattere alla sua altezza e portarli a Mogliano.

Chissenefrega se i giocatori cronici sono sempre di più e si suicidano sempre di più: un nuovo Casinò porterebbe, nei piani di Azzolini, un po' di dindini in più nel bilancio disastrato del Comune. Cos'è, non vi sembra un motivo sufficiente?

Chissenefrega se i giocatori cronici sono sempre di più e si suicidano sempre di più: un nuovo Casinò porterebbe, nei piani di Azzolini, un po' di dindini in più nel bilancio disastrato del Comune. Cos'è, non vi sembra un motivo sufficiente?

Quanto ai risultati che otterrebbe il turismo moglianese e gli esercizi commerciali e di ristorazione della città, sentite qua cosa dice la Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi: la proposta dei Casinò negli hotel di lusso “porterebbe più danni che benefici. E considerata la crisi globale del settore porterà contributi modesti nelle casse dello Stato, né servirà a stimolare la domanda turistica. Mentre nel resto del mondo i casinò negli hotel stanno chiudendo e per funzionare devono essere inseriti in contesti fortemente strutturati, in Italia si sta pensando a un modello antiquato e diseducativo. Secondo il centro studi Fipe, i casinò potrebbero generare al massimo lo 0,5% in più delle presenze all’anno. Inoltre, sempre secondo il cento studi Fipe il comportamento di consumo dei giocatori/turisti è poco o per nulla assimilabile a quello dei turisti tout court. Essi utilizzano il sistema dei servizi turistici solo marginalmente e, dunque, non generano effetti positivi diretti sull’economia territoriale.” (fonte: clicca qui)

Quindi, ricapitolando quanto abbiamo appreso, quella di Azzolini è una proposta:
1) prematura;
2) inutile;
3) portatrice di criminalità organizzata;
4) motivata dal solo desiderio di far cassa in Comune;
5) che non porterà nulla ai cittadini, alle attività commerciali e alla città di Mogliano Veneto;
6) in definitiva una proposta stupida e pericolosa;

Yeah! … Questa volta a dirlo non sono gli ipotetici turisti yankee, ma quesi politicanti che ci amministrano in Comune, pensando a quanto sono bravi a far parlare bene di sè in rapporto a quel poco e male che stanno effettivamente facendo.

Un Casinò a Mogliano? Azzolini, preoccupati dei veri problemi della città che ti dà lo stipendio. Non dedicarti a queste dannose sciocchezze perché non sei in grado di realizzare tutto quel che hai promesso...

Un Casinò a Mogliano? Azzolini, preoccupati dei veri problemi della città che ti dà lo stipendio! Non dedicarti a queste dannose sciocchezze solo perché non sei in grado di realizzare tutto quel che hai promesso...

Azzolini si occupi dei problemi della città che gli dà lo stipendio. Lasci stare i voli pindarici e le pippe mentali, che servono solo a trovare spazio sui giornali e a distrarre i cittadini dai veri problemi, mascherando il vuoto di concretezza di questa amministrazione.
Le questioni rilevanti per Mogliano e i suoi cittadini sono ben altre.
Le promesse con cui si è fatto eleggere sono ben altre.

Non può dedicarsi a simili sciocchezze per il solo motivo che non è in grado di realizzare nulla di quanto promesso (vedi tutti i vari articoli del nostro sito e quelli che continueranno a venire pubblicati)!

Ci vediamo alle slot a Villa Condulmer.

 

Alti esponenti del Pdl apertamente schierati a favore dei progetti di inceneritore a Mogliano e Silea: a quali riflessioni dovrebbe spingerci?

22 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Giancarlo Conta, Assessore all'Ambiente della Regione Veneto, Pdl, ha detto ieri: "Unindustria fa bene ad andare avanti. Noi del Pdl confermiamo che i termovalorizzatori sono necessari". Ma se il Pdl, come vedremo, è così convinto nel suo appoggio a questi progetti, come può Mogliano affidare questa battaglia proprio ad un esponente di questo partito

Giancarlo Conta, Assessore all'Ambiente della Regione Veneto, Pdl, ha detto ieri: "Unindustria fa bene ad andare avanti. Noi del Pdl confermiamo che i termovalorizzatori sono necessari". Ma se il Pdl, come vedremo, è così convinto nel suo appoggio a questi progetti, come può Mogliano affidare la battaglia contro l'inceneritore proprio ad un esponente di questo partito?

Ieri ho partecipato alla riunione del Comitato No inceneritore (sito) di Mogliano Veneto a Bonisiolo. La sala era pienissima (a occhio 150 persone e passa) e la riunione è stata molto interessante. In particolare è stato utile e “nuovo” l’intervento della dottoressa Giaggio, relativo ai rischi per la salute derivanti dagli inceneritori. Oltre ai membri del comitato, hanno relazionato anche il vice-sindaco (e abitante di Bonisiolo), Giannino Boarina, e il Presidente della Commissione Speciale No-Inceneritore, Ottorino Celebrin.

Dei contenuti dell’incontro, parlerò un’altra volta: molti degli argomenti e dei dati sono già stati trattati nel nostro dossier “speciale inceneritore” (clicca qui). Oggi invece voglio concentrarmi sulla Commissione Speciale da un punto di vista politico.

La Commissione Speciale No-Inceneritore è un organo del Consiglio Comunale di Mogliano Veneto ed è composta da membri di tutte le forze politiche presenti in Consiglio: vi partecipano forze di maggioranza (Lega, Giovani), forze di minoranza (Mogliano Democratica, PD, Mogliano Volta Pagina, Idv), forze che si sentono in maggioranza (Pdl, vedi qui).

A capo della Commissione, come dicevamo, c’è Ottorino Celebrin, coordinatore del Pdl.
La domanda che molti si sono fatti è stata: “Ma come, il Pdl è l’unico partito favorevole all’inceneritore e un suo rappresentante viene messo a capo della commissione che dovrebbe lottare contro la realizzazione di questi progetti?
La domanda c’è l’ha posta perfino da un e-lettore del sito (qui), chiedendoci cosa ne pensavamo, proprio mentre scrivevo questo articolo; segno che quest’incongruenza non è passata inosservata ai cittadini.

La questione non è banale, anzi! E la sua analisi mostra bene il funzionamento di certa politica italiana e moglianese.

Ma ricapitoliamo.

Remo Sernagiotto, capogruppo in Consiglio Regionale del Pdl, che nella contesa prima delle elezioni amministrative di Mogliano nel 2009, appoggiava Celebrin come possibile candidato del Pdl. Sernagiotto è un convinto fautore dei progetti di inceneritori di Unindustria; anzi, egli è convinto che vada realizzato solo quello di Mogliano. A quanto pare, finora l'appartenenza dell'amministrazione regionale e del Presidente della Commissione Speciale Celebrin ad uno stesso partito (il Pdl) non ha affatto giovato alla causa moglianese, anzi!

Remo Sernagiotto, capogruppo in Consiglio Regionale del Pdl, che nella contesa prima delle elezioni amministrative di Mogliano nel 2009, appoggiava Celebrin come possibile candidato del Pdl. Sernagiotto è un convinto fautore dei progetti di inceneritori di Unindustria; anzi, egli è convinto che vada realizzato solo quello di Mogliano. A quanto pare, finora l'appartenenza dell'amministrazione regionale e del Presidente della Commissione Speciale Celebrin ad uno stesso partito (il Pdl) non ha affatto giovato alla causa moglianese, anzi!

Il Pdl a livello regionale ha sempre avuto una posizione favorevole o possibilista alla realizzazione dei due inceneritori. A livello locale, se n’è parlato sempre poco e cercando di bypassare l’argomento.
D’altra parte il Pdl è la fusione di Forza Italia e Alleanza Nazionale, che prima erano due distinti soggetti politici. Ecco, si può dire per approssimazione che Forza Italia, a Mogliano, era per lo più favorevole agli inceneritori, mentre Alleanza Nazionale era per lo più contraria. E infatti Celebrin, a onor del vero, fintantoché era coordinatore del circolo di Alleanza Nazionale, si dichiarò sempre contrario.

Durante la recente campagna elettorale, tutti i partiti presero una posizione forte contro l’inceneritore nei propri programmi elettorali. Tutti tranne uno.

Vale la pena di ricordare che i programmi elettorali, depositati in Comune come atto necessario alla presentazione delle liste, sono gli unici documenti valevoli a testimoniare le intenzioni dei candidati: dichiarazioni ai giornali, promesse a voce, anche solenni, non hanno alcuna ufficialità e non valgono una cicca. Mentre i programmi elettorali hanno un valore: sono depositati e sono e restano quelli. Quando poi la coalizione che vince si insedia, è chiamata a presentare un “piano di mandato“, che nella pratica è la traduzione in termini effettivi del programma elettorale. In sostanza, per evitare di perdere ogni credibilità, le forze politiche di solito riconfermano al 99% quanto espresso nel programma elettorale: sarebbe infatti molto deleterio presentarsi con un programma elettorale che promette X e poi, vinte le elezioni, stilare un piano di mandato (che è il documento con cui poi si giudicano i risultati raggiunti) senza inserire X o addirittura cambiando X in Y.
Quindi, come abbiamo visto, i programmi elettorali depositati sono molto importanti, ai fini di stabilire precisi impegni per una forza politica.

A oltre tre mesi dalla sua istituzione, lo spazio della Commissione Speciale No-Inceneritore sul sito internet comunale è ancora completamente vuoto. Dal punto di vista relativo all'informazione via internet Commissione e Comune stanno facendo ben poco (vedi anche immagine successiva)

A oltre tre mesi dalla sua istituzione, lo spazio della Commissione Speciale No-Inceneritore sul sito internet comunale è ancora completamente vuoto. Dal punto di vista relativo all'informazione via internet Commissione e Comune stanno facendo ben poco (vedi anche immagine successiva)

I programmi elettorali della campagna per le amministrative 2009 a Mogliano, li trovate qui (clicca qui). Tra essi troverete anche quello del Pdl (qui). Se volete controllate, ma vi risparmiamo la fatica: lunghi o corti, tutti i programmi elettorali (eccetto uno) parlano del progetto di inceneritore. Quell’”uno” è il programma del Pdl: del problema non si parla neanche in una riga, neanche in una parola. Non viene mai nominato il termine “inceneritore” o “termovalorizzatore” come se la questione non esistesse. Eppure si tratta, sicuramente, di una fra le cinque questioni più importanti di Mogliano, una di quelle di cui non si può non parlare o “dimenticare”.
Certo, in campagna elettorale ci furono grandi proclami a voce da parte del Pdl: ma come avete visto poco sopra, ciò che conta è il programma elettorale, che poi dovrebbe diventare piano di mandato. Verba volant, scripta manent: le parole volano, gli scritti rimangono. Soprattutto se sono documenti necessari e depositati in Comune o atti amministrativi obbligatori, come il piano di mandato.
Su 9 candidati sindaci, uno (Berengo) si dichiarò favorevole ad un inceneritore di rifiuti urbani, ma quando scoprì, a metà campagna elettorale, che quello in progetto a Mogliano era di rifiuti industriali, si dichiarò anch’egli contrario. Ma favorevole o contrario, perfino Berengo, che aveva presentato un programma di ben 15 righe (15 righe, non pagine)… aveva nominato in esso l’inceneritore.
Dal Pdl, invece, non una parola nel programma. La questione non esisteva, o non era importante.
O forse, in un documento di quella importanza, il Pdl ritenne meglio (leggi: più comodo) evitare la spinosa questione, che avrebbe messo nei guai i vertici locali con quelli superiori e preso un impegno di lotta aperta che non avrebbe potuto essere mantenuto.

Questo problema emerse già il 7 luglio 2009, durante il primo Consiglio Comunale, in fase di discussione della proposta di istituire la Commissione Speciale No-Inceneritore. Il consigliere d’opposizione Zago, disse di avere “speranza perché sia unitaria l’opposizione da tutte le posizioni del Consiglio Comunale, anche di chi in campagna elettorale non si era esposto in modo chiaro.”
Evidentemente punta sul vivo, perché non c’era alcun riferimento esplicito al Pdl, Lucia Tronchin, capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale, replicò subito: “Noi non l’abbiamo messo nel programma, qualche forza politica non ha parlato dell’inceneritore” (non qualche: solo una, il Pdl, rettifico io) e disse che, tuttavia, si era espressa come contraria durante un’assemblea pubblica (fonte: clicca qui).

A capo della Commissione Speciale si scelse Celebrin; l’incarico era ambito, non tanto per qualche gettone di presenza in più, ma perché rappresentava una delle poche cariche di sicura visibilità e apprezzamento ed era destinato, per sua natura, all’opposizione (anche se Celebrin si ritiene in maggioranza – clicca qui).
La domanda che si ripropone, quindi, è “perché” questa scelta?

Chi lo sa? Ognuno può azzardare le sue ipotesi.
Ma di certo, era la scelta meno logica possibile.

Lo spazio dedicato alla Commissione No-Inceneritore di Mogliano non registra l'inserimento di nessun documento dai primi mesi di marzo 2005. Non è un buon segno...

Lo spazio dedicato alla Commissione No-Inceneritore sul sito del Comune di Mogliano non registra l'inserimento di nessun documento da marzo 2006... Non è un buon segno...

Infatti la lotta contro l’inceneritore è prima di tutto politica e non tanto tecnico-amministrativa.
Opporsi alla Valutazione di Impatto Ambientale con controdeduzioni e osservazioni tecniche sarà necessario. Ma – come dico spesso – pensate che non sia stato fatto da comitati ed enti locali in tutte le altre parti d’Italia dove gli inceneritori sono poi stati invece realizzati? O forse si spera che Mogliano elabori qualche studio scientifico talmente approfondito e inattaccabile da inficiare completamente la fattibilità dei progetti?
No. Probabilmente Mogliano produrrà osservazioni che sono, più o meno, quelle prodotte da tutti i Comuni che si sono opposti, in Italia, alla realizzazione di inceneritori e che, nonostante questo, si sono visti scavalcare.
Scavalcare da chi? Dalla politica.
E a dire che si tratta di una battaglia essenzialmente politica, è stato in più occasioni lo stesso Celebrin.

E’ battaglia politica al punto che una delle armi più efficaci sarà quella di minacciare chiunque voglia costruire un inceneritore nelle nostre zone di perdere tutti i voti in vista delle elezioni regionali di marzo 201o.

Emerge quindi la prima questione: un dirigente locale (Celebrin) di un partito che governa in Regione ed è favorevole all’inceneritore (Pdl) sarà capace di minacciare tutta la sua scala gerarchica partitica di lavorare contro il partito stesso, nel territorio, e di convincere i propri elettori a votare qualcos’altro per punire chi sostiene gli inceneritori? Sarà pronto a correre il rischio concreto di essere espulso? Sarà capace e realmente attivo nel prodigarsi contro il proprio partito, causando un’emorragia di voti considerevole?
La risposta, secondo me, è no.
Sarà più facile far finta di niente, come per il programma. “Glissare” sarà la parola d’ordine.

La seconda questione è la seguente: uno dei motivi con cui Celebrin ha celebrato in pubblico l’accortezza di aver scelto lui come Presidente della Commissione Speciale No-Inceneritore, è la possibilità di sfruttare l’appartenenza ad un medesimo partito per lottare proprio contro chi sostiene l’inceneritore. In un’occasione pubblica, a precisa domanda, ha dichiarato alla stampa: “Farò cambiare idea a Galan”. Secondo le sue parole, quindi, il fatto di far parte del Pdl, gli consentirebbe rapporti privilegiati, interni al partito, tali da modificare o deviare la volontà di sostenere il progetto degli inceneritori dei suoi superiori politici.
Mah…
A me sembra una boiata.
Sarebbe come dire che la miglior scelta per boicottare un progetto aziendale ricade su un dirigente in pianta stabile dell’azienda, perché ha più facilità di avvicinarsi al direttore. Certo, un dipendente è così vicino… da trovarsi all’interno dell’azienda stessa. Ma proprio perché dipende (e continuerà a dipendere) dall’azienda e dal suo direttore, un dipendente, tanto più se con incarichi di dirigenza, è colui che più da lontano si guarderà dal boicottare o dal fare la voce grossa contro i progetti del suo capo.
Scegliere un membro di un partito, soprattutto a vocazione leaderistica a tutti i livelli come il Pdl, con l’idea che egli farà la voce grossa contro coloro che hanno in mano la sua carriera politica e cui basta un pollice verso per affossarla, è sciocco come pensare che un dipendente si ribelli al proprio capo.

Ciò non accadrà. Come infatti non è accaduto che Celebrin abbia insistito all’interno del proprio partito, in campagna elettorale, per inserire una voce e una presa di posizione relativa all’inceneritore, nel programma; e come abbiamo visto, nel programma del Pdl, il problema inceneritore non esisteva.

Come aspettarsi che chi non sa opporsi efficacemente e portare avanti le proprie idee a livello comunale, possa contrapporsi con decisione ai livelli provinciali e regionali di un grande partito? Inutile rispondere: non lo si può pensare.

Diversamente, sarei ben lieto di essere contraddetto e di scoprire che ci sono state forti prese di posizione di Celebrin contro gli alti esponenti del Pdl (e veniamo al titolo dell’articolo) che si esprimono e continuano ad esprimersi favorevolmente all’inceneritore; e che Celebrin li avvertisse che lavorerà, in campagna elettorale per le regionali di marzo prossimo venturo, contro chiunque e qualunque partito sostenga il progetto di inceneritore.

Perché sarebbe ridicolo che uno stesso personaggio politico da un lato si scagli contro l’inceneritore e contro la sua realizzazione, ricoprendo addirittura la massima carica nella Commissione istituita apposta, e dall’altro lavori per raccogliere voti e far eleggere esponenti del suo partito che si danno da fare esplicitamente a favore dei progetti.

Gli articoli dei giornali di oggi sono più o meno tutti uguali: i papaveri del Pdl sostengono con forza i progetti degli inceneritori di Mogliano e Silea. Siamo sicuri che proprio chi ha la propria carriera politica in mano a questi signori sarà capace di contrastarli apertamente ed efficacemente? Non è un controsenso?

Gli articoli dei giornali di oggi sono più o meno tutti uguali: i papaveri del Pdl sostengono con forza i progetti degli inceneritori di Mogliano e Silea. Siamo sicuri che proprio chi ha la propria carriera politica in mano a questi signori sarà capace di contrastarli apertamente ed efficacemente? Non è un controsenso?

Ecco chi infatti oggi, sui giornali, all’indomani dell’arresto di Grossi, il padrino dei progetti di inceneritori (qui e qui), si è espresso a favore dei progetti e ha dato l’”avanti tutta”: l’Assessore Regionale All’ambiente, Giancarlo Conta, del Pdl, e il capogruppo in Consiglio Regionale del Pdl, Remo Sernagiotto (che aveva sponsorizzato Celebrin come possibile candidato del Pdl a sindaco di Mogliano). Conta dice: “Unindustria fa bene ad andare avanti. Noi del Pdl confermiamo che i termovalorizzatori sono necessari“. Sernagiotto dice addirittura: “L’impianto non va fatto a Silea in quanto la viabilità finirebbe in tilt, mentre il sito di Bonisiolo di Mogliano rappresenta la collocazione appropriata. Su queste cose dobbiamo ragionare, non sulla bontà‚ degli inceneritori.” (fonte: clicca qui)

Non sembra che l’operato di Celebrin stia facendo bene alla causa di Mogliano se perfino Sernagiotto, il suo sponsor politico, appoggia i progetti di inceneritori e addirittura vorrebbe fosse realizzato solo quello di Mogliano!

Che esito sta avendo la promessa di Celebrin di utilizzare l’appartenenza ad uno stesso partito per fare pressioni interne e portare avanti il bene di Mogliano?
Gente come Conta o Sernagiotto o Galan sta cambiando idea sull’argomento? Sono stati avviati colloqui personali, in base alla tanto decantata medesima appartenenza politica? Sono state prese posizioni forti? Celebrin sosterrà i candidati del Pdl in campagna elettorale? O si schiererà contro il suo partito e i suoi vertici? Avrà il coraggio, per coerenza, di portare via voti al partito facendo una campagna elettorale contraria al Pdl a Mogliano?

Se è così, la battaglia contro l’inceneritore a Mogliano sta subendo un grave danno da una presidenza della Commissione come questa, diciamo “soft” nei confronti dei vertici regionali, priva di un qualsiasi collegamento efficace con gli esponenti regionali del proprio partito.
Non avrebbe più senso, più logica, e risultati maggiori, che a portare avanti questa battaglia fosse qualcuno (uno qualsiasi, eccetto del Pdl, che sia della Lega o del Pd o di altro partito non importa!) che può vantare un partito schierato davvero contro i progetti, e non solo a parole? (va detto a onor del vero che in realtà sia Pd che Lega, ma anche Idv e Udc, a livello regionale e nazionale non hanno grande coerenza a riguardo: ma sicuramente non sostengono attivamente e apertamente i progetti, come il Pdl).
Un esponente di qualunque altro partito potrebbe attivare i propri livelli superiori a tutela delle esigenze di Mogliano e allora sì davvero combattere contro i vertici regionali e i vertici del Pdl (che poi sono le stesse persone); ma sul serio ci si aspetta che a farlo sia proprio un dirigente del Pdl, che ha tutto da perdere e nulla da guadagnare?

E poiché tutte queste riflessioni non sono frutto di onniscenza politica o superlativa intelligenza, ma di semplice logica, se questi ragionamenti poteva farli chiunque e sicuramente sono stati fatti… domandiamoci perché sia stato scelto proprio un esponente – anzi un dirigente! – del Pdl per la Presidenza della Commissione No-Inceneritore…

Paradossi della politica che non hanno risposta, a pensar bene.
A pensar male, invece, ce l’hanno.

 

Breaking news: arrestato Giuseppe Grossi, il padrino degli inceneritori di Mogliano e Silea

20 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Interrompiamo le trasmissioni per annunciarvi che il padrino dei progetti di inceneritori per Mogliano e Silea, l’imprenditore lombardo Giuseppe Grossi, detto il “Re Mida delle bonifiche ambientali”, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per frode fiscale e appropriazione indebita (fonti: qui, qui e qui).
Oltre a lui e a tre suoi collaboratori, è finita in manette, Rosanna Garimboldi, assessore della Provincia di Pavia in quota Pdl e moglie dell’on. Giancarlo Abelli, deputato Pdl ed ex vicecoordinatore nazionale di Forza Italia: la Garimboldi è accusata di aver ricevuto su un conto cifrato a Montecarlo grandi quantità di denaro (oltre 600.000 euro) da Grossi.

Di Giuseppe Grossi avevamo parlato approfonditamente in un precedente articolo (clicca qui), mettendo in dubbio che una persona del genere fosse quella giusta cui affidarsi per l’eventuale (che si spera non avvenga mai) costruzione e gestione di impianti così complessi e pericolosi come dovrebbero essere gli inceneritori di Mogliano e Silea. Ed evidentemente, a giudicare dagli sviluppi, avevamo fatto bene a sentire puzza di bruciato.

Che dire?
Quest’arresto fermerà i progetti?
No.
Quest’arresto fermerà gli industriali trevigiani e veneziani che pensano di fare affari con gli inceneritori?
No.
Quest’arresto fermerà i politici che portano avanti i progetti?
No.

Però ci aiuterà a riflettere ancor più sulle persone cui mettiamo in mano la nostra vita, ogni giorno.
Leggetevi in nostro articolo su Grossi (clicca qui): quest’uomo, arrestato oggi, è colui che progetterà, costruirà e gestirà, tramite le sue società, i due mega inceneritori di rifiuti industriali da 250.000 tonnellate l’uno previsti a Mogliano e Silea.
Vi fidate?

 

Che ne è stato dell’abolizione delle Province promessa da Pdl e Pd in campagna elettorale? Al Parlamento è stata bocciata da Pdl, Lega Nord e Pd. D’altra parte, se passasse, molti politici dovrebbero trovarsi un lavoro. Meglio ripiegare sulla cucina vegana (vedrete)!

16 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
L'ospedale dell'Angelo a Mestre: se si sopprimessero le Province si risparmierebbero 17 miliardi di euro risparmiati all'anno, pari al costo per la costruzione di 51 ospedali come questo ogni anno. Tanto per dare un'idea...

L'ospedale dell'Angelo a Mestre: se si sopprimessero le Province si risparmierebbero 17 miliardi di euro all'anno, pari al costo per la costruzione di 51 ospedali come questo ogni anno. Tanto per dare un'idea...

Le 109 Province italiane (tra poco 110, se passerà la geniale proposta dell’on. leghista Caparini, che preme per l’istituzione della Provincia della Valcamonica, capoluogo Breno, ben 5.000 abitanti)  ci costano circa 17 miliardi di euro all’anno.
17 miliardi di euro all’anno, avete letto bene. Pari più o meno a 34 mila miliardi di lire, se preferite.

Più o meno, 5 volte i tagli alla sicurezza effettuati dal governo (di cui vi abbiamo parlato qui) che hanno reso le nostre città più insicure, all’anno.

Più o meno, 20 volte il costo delle missioni italiane in Afghanistan e Libano messe insieme, all’anno.

Più o meno, il costo per la costruzione completa di 51 nuovi ospedali come quello di Mestre, all’anno.
All’anno!

Questo era tanto per darvi un’idea di cosa significano 17 miliardi di euro all’anno.

In campagna elettorale Berlusconi e Veltroni si sgolarono di fronte alle telecamere promettendone l’abolizione e definendole un costo inutile, un inutile carrozzone. A loro si associarono nell’intento Fini, Di Pietro, Casini.
Bossi, che sa quando urlare e quando gli conviene stare zitto, nicchiò e fece spallucce.
Insomma, finalmente erano tutti d’accordo su una cosa: le Province sono inutili e costano un sacco agli italiani: vanno soppresse.

I 24 disegni di legge per l'istituzione di nuove Province depositati in Parlamento in una grafica de La Stampa (clicca per ingrandire)

Le 43 proposte di legge per l'istituzione di nuove Province depositate in Parlamento in una grafica de La Stampa (clicca per ingrandire)

E in fretta, perché i loro costi aumentano di continuo. Infatti le Province si moltiplicano come conigli (negli ultimi anni in Sardegna, ad esempio, sono addirittura raddoppiate, passando da 4 a 8) e assorbono sempre più denaro (dal 2000 ad oggi la spesa è quasi raddoppiata: +70%).
Ecco qualche esempio di nuove Province: Castrovillari, Rossano Calabro, Lamezia Terme, Monza… Come avrebbe potuto l’Italia fare a meno di queste Province? Se ne sentiva davvero il bisogno!
Altro che il tanto sbandierato federalismo: qui i carrozzoni continuano ad aumentare e a consumare sempre di più, giorno dopo giorno!

Il motivo per cui i politici vogliono tenersi le Province (e anzi tentare di aumentarne il numero) è presto detto: creano posti di potere per politici di livello intermedio (non i “big”, ma neanche i “little”); consentono ai politici di promettere posti di lavoro in campagna elettorale; permettono in seguito di dare lavoro e incarichi a sostenitori e amici.
Insomma, per la politica le Province sono una miniera d’oro.
E ci credo: 17 miliardi di euro all’anno!

L’avete sentita l’ultima?
Scommetto di no.

Il 12 e 13 ottobre 2009 era in discussione alla Camera una proposta di legge costituzionale per la soppressione delle Province. Soppressione immediata.

La proposta era portata avanti dall’Italia dei Valori di Di Pietro e dall’Unione di Centro di Casini, che si erano trovati, forse per la prima volta, uniti dal medesimo intento: rispettare gli impegni elettorali. Qui trovate l’intera cronistoria e la documentazione relative (clicca qui).

Sapete com’è finita?
Il Parlamento ha fregato tutti i cittadini italiani, come al solito, approvando una sospensiva (cioè un rinvio) per la discussione. Rinvio a quando? Ah, boh, non si sa. Fino all’emanazione di una fantomatica “Carta delle Autonomie Locali” chi chissà quando e se mai arriverà. Insomma, fino a quel momento non si discuterà nè questa, nè qualsiasi altra proposta di abolizione delle Province.

Il tentativo di abolire le Province in Parlamento è naufragato miseramente e le promesse elettorali di quasi tutti i partiti (eccetto i sostenitori della proposta, Idv e Udc) si sono sciolte come neve al sole

Il tentativo di taglio e abolizione delle Province è naufragato miseramente in Parlamento e le promesse elettorali di quasi tutti i partiti (eccetto i sostenitori della proposta, Idv e Udc) si sono sciolte come neve al sole

Sapete chi ha affondato la proposta?
La Lega.
Il Pdl.
Il Pd.

La Lega e il Pdl hanno votato a favore del “rinvio a mai più” con totale incoerenza rispetto a quanto dichiarato in campagna elettorale del Presidente del Consiglio Berlusconi e rispetto ai principi di snellimento del carrozzone burocratico e degli enti mangiasoldi che sia il Pdl che la Lega, a parole, portano avanti.
Ma ciò che sorprende è la posizione ipocrita assunta dal Pd e dichiarata dalle parole dell’on Fontanelli: “Ricordo quel che era scritto nel programma elettorale del Popolo della Libertà, che era molto abolizionista su questo piano. Se, però, leggete il programma elettorale del Partito Democratico non trovate le parole superamento o abolizione delle province.” (leggi resoconto stenografico qui). Vero: Veltroni l’aveva solamente promesso a voce nella trasmissione Matrix e in successive interviste alla stampa. Che sottigliezza politica!

E così la proposta di immediata soppressione del carrozzone delle Province è andata a farsi friggere!

Se volete sapere, deputato per deputato, chi ha votato a favore o contro, consultate questa tabella (guardate lungo l’asse verticale: votazione n.3). Vedrete cos’hanno votato alcuni nostri cari deputati veneti tanto federalisti!

Sarà successa una mezza rivoluzione…
Ma no! Per tutta la serata e il giorno successivo, di cosa hanno parlato giornali e telegiornali? Della mancata approvazione dell’aggravante di discriminazione per orientamento sessuale (in pratica l’aggravante per chi discrimina gli omosessuali).

Si sa che la politica è tutta un magna-magna. E, in osservanza a questo principio, hanno agito anche i parlamentari di Pdl-Lega e Pd: hanno affossato l'abolizione delle Province, ma sono stati tutti molto attenti alle proposte culinarie in favore del "veganismo". Nella foto, la buvette della Camera

Si sa che la politica è tutta un magna-magna. E, in osservanza a questo principio, hanno agito anche i parlamentari di Pdl-Lega e Pd: hanno affossato l'abolizione delle Province, ma sono stati tutti molto attenti alle proposte culinarie in favore del "veganismo". Nella foto, la buvette della Camera

Il giorno 14 novembre, poi, nei corridoi della Camera dei Deputati si è discusso di qualcosa di molto più importante: una proposta di legge bipartisan (presentata da due onorevoli Pd e Pdl) per costringere tutte le mense pubbliche e private e tutti i ristoranti a garantire un’alternativa vegetariana e una vegana. Per chi non sappia cosa significa “veganismo“, si tratta di uno stile di vita che esclude l’uso di prodotti di origine animale come cibo e per qualsiasi altro scopo. I “vegani” sono ben lo 0,1% della popolazione. (clicca qui e qui)

Ha fatto bene il Parlamento a discutere di questo importante argomento e non di quello delle Province: vogliamo mettere la sofferenza di galline ovaiole e mucche da latte contro solo 17 miliardi di euro di soldi dei cittadini buttati a mare ogni anno?
Inoltre i promotori della legge sul veganismo avevano avuto un colpo di genio che era mancato a chi voleva abolire le Province: organizzare un pranzo vegano per tutti i deputati, preparato da un rinomato chef milanese.
E noi sappiamo che se si tratta di mangiare, i nostri politici sono degli intenditori! Eccome!

Di ciò che era successo relativamente alle Province ne avevate sentito parlare, prima di leggere quest’articolo? eravate stati sufficientemente informati dai media? secondo voi alla questione era stato dato il giusto spazio e risalto?

Io dico di no.

E come cittadino prendo atto.
Perciò, visto che Mogliano Veneto, Marcon e Casale, comuni contermini della nostra zona, messi insieme, hanno un numero di abitanti sufficiente a fare una Provincia, almeno secondo gli standard applicati in Sardegna, mi attiverò affinché la nostra amministrazione leghista faccia presentare in Parlamento una proposta per l’istituzione della nuova Provincia di MVMC.
Ne sarà contento il Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, leghista doc, membro del direttivo dell’Unione Province Italiane e Presidente dell’Unione Province Venete: così, lui che si è sempre espresso contro l’abolizione delle Province (“Le Province non si toccano. Sappiamo bene che gli sprechi della politica vanno cercati altrove” disse ad esempio qui), avrà una nuova Provincia su cui allargare il suo protettivo abbraccio.
MVMC (Mogliano Veneto, Marcon e Casale) sarà acronimo dei nomi delle città interessate, ma anche un esplicito invito alla riflessione per ogni italiano che continui a credere nella politica di questi partiti: “Ma Vai a Meditare, Cretino!” (un po’ di foga, di fronte a questi affronti alla dignità e all’intelligenza di tutti i cittadini, ci sta!)

 

Mogliano: Società Spl (Servizi Pubblici Locali), i nodi vengono al pettine… e strappano i capelli dei cittadini

14 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Cosa otterranno i cittadini di Mogliano, alla fine dei conti, da Spl: di aver gestito un sacco di attività che poteva gestire il Comune; di aver generato centinaia di migliaia di euro di consulenze; di aver contratto mutui per opere ed eventi che, secondo lo scorso Sindaco (lo stesso di adesso: Azzolini) i cittadini non avrebbero mai pagato e, infine, a riprova che tutti i nodi vengono al pettine,

Cosa otterranno i cittadini di Mogliano, alla fine dei conti, da Spl? Di aver generato centinaia di migliaia di euro di consulenze; di aver venduto o svenduto (secondo i diversi pareri), una quota rilevante del patrimonio cittadino; di aver consentito di sistemare politicanti e sostenitori attraverso il consiglio di amministrazione, a spese del cittadino; infine, a riprova che tutti i nodi vengono al pettine, di andare in liquidazione con un bel mutuo di 5 milioni di euro sul groppone (di cui il Comune di Mogliano è garante). E sapete da chi vengono i soldi del Comune di Mogliano? Ma da tutti noi cittadini! Elementare, Watson!

Alla fine la scatola dei gioielli si rivela una scatola di scarpe con dentro la proverbiale “sola”.
E la “sola”, la fregatura, la beccano sempre i cittadini.

E’ il caso di Spl spa, la mitica società Servizi Pubblici Locali, holding del Comune di Mogliano Veneto.

Azzolini ha infatti deciso di liquidarla, considerandola un inutile spreco di denaro pubblico. Queste le sue parole: “Dopo il conferimento di SPIM in Veritas e la vendita di Mogliano Ambiente, la società è diventata un contenitore vuoto. È la fine di una società che è diventata un peso per l’amministrazione comunale: è assurdo che una società che non fa nulla abbia un direttore generale che costa oltre 100.000 euro l’anno, un CDA di tre membri ma uno solo dipendente. È un inutile spreco! Abbiamo deciso di procedere alla messa in liquidazione” (fonte: clicca qui).
Ma va!?!
Bravo Azzolini, stavolta dobbiamo dargliene merito.
Ma chissà chi era stato a svuotare Spl e lasciarla “a fare nulla”?
… indovinate!

Istituita nel 2003 a seguito dell’intuizione dell’amministrazione dell’epoca “Facciamo una holding, che fa figo”, Spl è stata una scatola misteriosa fin dall’inizio.

Costruita per controllare altre società partecipate del Comune (Mogliano Ambiente, Spim) e realizzare alcuni interventi, diviene fin dall’inizio un jolly tuttofare. Ancora neonata, Spl si vede affidare una “competenza generale in tema di gestione del patrimonio immobiliare in titolarità o in uso al Comune”; la Spl dovrà, inoltre, garantire “al Comune locali idonei ad ospitare uffici comunali” e “realizzare in nome e per conto del Comune opere pubbliche” (clicca qui).

Direttamente o tramite le sue partecipate, alla fine Spl si occuperà alla fine di così tante cose da poter impressionare una multinazionale: progetti di riqualificazione, progettazione architettonica, costruzione di centri polivalenti e mega-bocciodromi, parcheggi, asfaltatura strade, raccolta rifiuti, servizi cimiteriali, gestione rete e distribuzione gas e acqua, fognature, depurazione, acquisto, vendita, affitto di immobili, farmacie, restauri d’opere d’arte…
Chi più ne ha più ne metta.

Al timone della società un direttore generale e un consiglio di amministrazione di nomina politica e ben stipendiati.
Ripeto: ben stipendiati (l’ambaradan, con il collegio sindacale, costa circa 140.000 euro all’anno).

Se cercassi di riassumervi tutte le vicende di Spl, ci vorrebbe un romanzo. Estraiamo qualche momento glorioso della sua storia recente.

Già nei primi mesi del 2006 la situazione era chiara: Stefano Bison, allora nella Lista Giovani di Azzolini, commentò così la situazione di Spl e Mogliano Ambiente: “Il Consiglio comunale da tempo ha perso il controllo di queste società e allora come diceva un vecchio detto latino «Quis custodiet custodies? Chi controlla i custodi?» E chi pagherà questo buco da un miliardo di vecchie lire, ancora i cittadini?” (riferendosi al buco da 500.000 euro di Mogliano Ambiente) (fonte: clicca qui)

Quindi, secondo voi, cos’avrà fatto, Azzolini, in seguito a queste dichiarazioni, dopo essere diventato sindaco all’inizio del 2006? Smantellato le società? Diminuito le consulenze? Snellito i consigli di amministrazione?
Ovviamente no.
Infatti nel consiglio di amministrazione di Spl e in quello delle sue controllate, avevano già trovato posto o lo trovarono alcuni fedelissimi del sindaco Azzolini, con stipendi tutt’altro che indifferenti: uno per tutti, Andrea Bortolato, che per fare il presidente di Spim, prendeva 66.000 euro all’anno (5.500 euro al mese).

Il logo di Spl. Cliccando accederete al suo sito internet, poco più di una cornice svuotata

Il logo di Spl. Cliccando accederete al suo sito internet, poco più di una cornice svuotata

Con calma e in ossequio alle nuove normative sulle società miste a partecipazione pubblica/privata e sui compiti loro affidabili (decreto Bersani), si iniziò a svuotare Spl vendendo Spim (sia acqua che gas), senza gara e per di più spendendo la bellezza di 250.000 euro di consulenze esterne.

Fatto questo, giunti ad una società sempre più svuotata del suo scopo originario, la liquidarono, chiederete voi?
Ma no!
Si decise che, anche mezza vuota, la società avrebbe potuto trovare un nuovo scopo: quello di “gestire il patrimonio immobiliare comunale con scopi sociali” (lo disse un assessore di Azzolini, Vianini: clicca qui)! Ma che bello, suona bene!
Giannino Boarina, Lega Nord, allora fiero oppositore di Azzolini e della sua politica “creativa”, oggi suo vicesindaco, disse: “Questo tipo di attività economica non dovrebbe farla SPL e nessun’altra delle nostre municipalizzate. Per fare cassa il Comune vuole mettersi sul mercato, è quanto mai incredibile!” (fonte: clicca qui)
Azzolini rispose: “Boarina continua a fare politica in una maniera vecchia, anzi miope. Noi non venderemo niente, stiamo solo progettando una nuova struttura finanziaria per il Comune di Mogliano. Le speculazioni non ci interessano, vogliamo snellire in maniera creativa tutto il sistema: a breve sarà sotto gli occhi di tutti il risparmio garantito dalla riduzione dei vertici. Quando l’operazione sarà completata i moglianesi potranno vantarsene (fonte: ibidem).
(Eh! Vedrete come possono vantarsi, i moglianesi, di tutta quest’operazione “creativa”, e come il risparmio sia sotto gli occhi di tutti!)
Spl rimase così in piedi, quasi completamente svuotata.

Nel solo 2007 Spl spese per consulenze e incarichi, comprese quelli di cui dicevamo prima per la vendita di Spim,  470.000 euro. Sempre Boarina sulla gestione Spl nel periodo Azzolini disse: “470.000 euro di consulenze per la società partecipata Spl: il 2007 è stato davvero l’anno degli sprechi. Doveva essere la cassaforte dell’ente, invece si sta rivelando una scatola vuota. La vendita di Spim è stata una presa in giro nei confronti dei cittadini” (fonte: clicca qui).

Nel 2008, venduta anche Mogliano Ambiente, per adeguarsi alle norme del decreto Bersani, il commissario straordinario Campanaro, mette fine agli incarichi conferiti a Spl: quattro dipendenti finiscono per strada.

Veniamo ad oggi.

Le quote sociali appartengono, dopo mille cambiamenti, per il 93% al Comune di Mogliano Veneto e per il 7% alla società Slia Technologies, che fa parte del gruppo Gavioli.

Come riportato all’inizio dell’articolo, Azzolini ha deciso di metterla in liquidazione.
Alla fine si prevede che il conto sul tavolo dei moglianesi sarà di circa 3 milioni di euro.
Infatti Spl ha un mutuo di 5 milioni di euro di cui il Comune è garante; mentre dall’altro lato ha un capitale di 1,2 milioni di euro e la proprietà dell’ecocentro di via Ronzinella e della farmacia di via Marignana a Marocco (insieme dovrebbero valere 700-800.00 euro grosso modo).
E chi dovrà pagare quei 3 milioni di euro di debiti, quando chiude la baracca?
Ma naturale: il Comune di Mogliano.
E da dove li piglia i soldi, il Comune?
Ma dalle nostre tasche, ovvio! O sottraendoli ad altri servizi ed opere.

Conti alla mano, i moglianesi ci rimetteranno 3 milioni di euro dalla liquidazione di Spl. Come al solito, paga Pantalone!

Conti alla mano, nella liquidazione di Spl i moglianesi potrebbero rimetterci 3 milioni di euro e passa, oltre alle centinaia di migliaia di euro sprecati fin'ora. Come al solito, paga Pantalone!

Azzolini e la Lega Nord, al potere, parlano di liquidare Spl come un fatto positivo. Lo è, in effetti.
Ma non dicono perché si sia creata questa situazione.
Come può chi ha contribuito a creare questa situazione (Azzolini & Co.) fare la parte del paladino?
Come può chi conosceva già da tempo la situazione (Lega Nord) tacere?

In sostanza, di chi è la colpa se Spl non è stata chiusa prima, se ha sprecato così tanto, se ha così tanti debiti e se questi ricadranno sui cittadini di Mogliano?

Lasciamo lo dica chi è più titolato di noi: leggete cosa diceva nel 2008 Alberto Gherardi, segretario della Lega Nord, su Azzolini: “E’ singolare che chi ha procurato il buco, se ne dolga oggi. (…) Hanno svuotato i gioielli di famiglia. E’ singolare che chi ha contribuito in maniera determinante al dissesto societario, oggi dica certe cose. La gestione creativa delle finanze pubbliche non è appropriata: si può essere creativi con i propri soldi, non con quelli dei cittadini” (fonte: clicca qui).
Ipse dixit.
Ora che governano con Azzolini, la pensano ancora così?

 

Ma la posizione del Pdl – Popolo della Libertà – in Consiglio Comunale a Mogliano qual è? Opposizione, come pensavamo? Maggioranza, come dice Celebrin? E gli elettori?

10 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

La vicenda del povero Campello (#1 e #2) mi ha fatto ritardare la pubblicazione di questo articolo, che volevo scrivere tempo fa.

Sono rimasto allibito per le dichiarazioni di Ottorino Celebrin al confronto pubblico “I primi 100 giorni della nuova amministrazione” all’interno della Sagra del Rosario, un paio di settimane fa.
Celebrin è l’ex coordinatore del circolo di Mogliano di Alleanza Nazionale, poi confluito nel Pdl; ora ricopre il ruolo di consigliere comunale insieme a Lucia Tronchin, candidata sindaco del partito e ora capogruppo per il Pdl in Consiglio Comunale a Mogliano.

Non ho capito Celebrin di che partito è e chi rappresenta. I suoi elettori, che l'hanno votato in base alle sue posizioni molto chiare in campagna elettorale? o se stesso, in base alle sue posizioni attuali?

Non riesco a capire... Celebrin di che partito è e chi rappresenta? I suoi elettori, che l'hanno votato in base alle sue posizioni molto chiare in campagna elettorale? o se stesso, in base alle sue posizioni attuali?

Cito a braccio. Alla domanda del giornalista Matteo Valente: “Quale ruolo avrà il Pdl all’interno del Consiglio Comunale?”, Celebrin ha risposto “Ho molta difficoltà a fare opposizione, perché io mi sento in maggioranza. Infatti Azzolini deve ricordarsi che al ballottaggio c’è stata una dichiarazione esplicita del Pdl di sostegno a suo favore e deve ricordarsi che ha vinto anche grazie ai nostri voti. Inoltre Pdl e Lega governano insieme a livello nazionale, regionale e provinciale e anche di questo si deve tenere conto.” Qualche parola potrà cambiare (se avessi previsto una dichiarazione del genere l’avrei registrata per i posteri: ma anche mentre lo diceva non riuscivo a crederci) ma è una citazione abbastanza precisa.
La platea è rimasta sorpresa e ho visto tante persone strabuzzare gli occhi. Alcune persone che so essere di centrodestra, sedute nelle mie vicinanze, hanno commentato dicendo: “Che schifo!” (lett.).
Ad ascoltare queste parole di Celebrin c’erano, oltre ad un centinaio di persone, tutti i personaggi conosciuti della nostra politica locale: oltre ovviamente a sindaco e vicesindaco, c’erano alcuni esponenti della mia lista, mezza Lega Nord, mezza Lista Giovani, molti esponenti della sinistra (Fazzello, Bortoluzzi, Arena, ecc.).
Perfino Azzolini è rimasto allibito a quella dichiarazione, cui ha infatti freddamente risposto (cito sempre a memoria: se qualcuno ha una registrazione audio o video, me lo segnali): “Abbiamo vinto le elezioni con l’alleanza Giovani-Lega, con il Pdl lavoriamo già bene così, come nella commissione speciale contro l’inceneritore”. In pratica: picche.

Perché sono rimasti tutti sorpresi?

Le parole di Celebrin hanno lasciato tutti di stucco: ma come? non aveva giurato e spergiurato che non avrebbe mai sostenuto Azzolini? e ora "si sente in maggioranza"?

Le parole di Celebrin hanno lasciato tutti di stucco: ma come? non aveva giurato e spergiurato che non avrebbe mai sostenuto Azzolini? e ora "si sente in maggioranza"?

Semplice: perché con queste parole, che rappresentano in politichese l’esplicita richiesta di un ingresso in giunta, si è confermata pubblicamente la voce che da tempo girava: ossia che il Pdl voglia un assessorato e che Celebrin si sia ricreduto su tutto ciò che, in campagna elettorale, aveva detto e stradetto.
Ossia? Ossia che Azzolini era incapace di amministrare, era incoerente, e che non l’avrebbe mai e poi mai sostenuto, per nessuna ragione al mondo.

Celebrin in passato aveva detto peste e corna di Azzolini: potete controllare facendo una semplice ricerca negli archivi online dei giornali. Prima del commissariamento aveva proposto addirittura una manifestazione di piazza per sfiduciare Azzolini: “Tutti in piazza per mandare a casa il sindaco!” tuonava. “Diamogli noi una mano a dimettersi, se non si è ancora accorto che in un anno e mezzo non ha costruito niente!” diceva (clicca qui).

All’inizio dell’avventura politica di Legalità e Benessere non ero affatto sicuro di volermi candidare in prima persona come Sindaco. Ottorino Celebrin e Lucia Tronchin aspiravano alla candidatura da parte del Pdl e mi chiesero sostegno. Incontrai entrambi più volte, per capire se potevano esserci punti programmatici in comune e se potessi fare affidamento politico e personale su di loro. In sostanza, volevo capire se potevo mettere la mia faccia a sostegno della loro.

Entrambi sapevano che non avrei mai sostenuto Azzolini, nè al primo nè al secondo turno: non per antipatia o pregiudizio personali, ma perché valutavo Azzolini un amministratore scarso e un politico poco affidabile. In quegli incontri, per guadagnare il consenso della mia lista e della lista che aveva già deciso di correre assieme a noi, quella dell’Udc, Celebrin giurò e spergiurò che non avrebbe mai sostenuto Azzolini, nè al primo nè al secondo turno. E che se il Pdl l’avesse fatto, ne sarebbe uscito. A testimoniarlo, a detta di Celebrin, c’era il suo essere un uomo di parola. In quel periodo non lo diceva solo a me: lo diceva ai suoi colleghi di An e Forza Italia, lo diceva ai suoi elettori, lo diceva ai politici di tutti gli schieramenti. Dichiarò anche ai giornali: “Siamo pronti ad andarcene se dovesse continuare questo attendismo in favore della Lega e di Azzolini” (clicca qui).
La posizione era chiara ed era quella dell’intera componente di Alleanza Nazionale all’interno del Pdl: tutti vedevano Azzolini come fumo negli occhi.
Ma qualcosa non mi convinceva e non mi schierai a suo sostegno.
Avevo infatti una brutta sensazione: chiamiamolo sesto senso…

Non mi schierai nemmeno a sostegno di Lucia Tronchin, perché sapevo che c’era già un orientamento della sua corrente (tenuto nascosto all’elettorato) di sostegno al secondo turno ad Azzolini; e inoltre, a pochi giorni dalla chiusura delle liste, il Pdl non aveva ancora un programma amministrativo su cui confrontarsi (insomma, non la ritenevo una proposta amministrativamente seria: e quando poi vidi il programma che presentarono, fui ben contento di non essermi schierato a favore). Inoltre c’era il problema dell’inceneritore, cui noi eravamo e siamo aspramente contrari, e cui invece il Pdl non dedicò neanche una riga nel programma elettorale e su cui nicchiò decisamente (vista la posizione apertamente favorevole dei vertici provinciali e regionali).

La "carega" non dovrebbe mai rappresentare in punto focale di un percorso politico. Altrimenti si perdono completamente di vista l'obiettività e la coerenza. Cambiare idea si può, ma bisognerebbe spiegare come e perché è successo. Altrimenti viene il dubbio che sia solo per sistemare il sedere su qualche poltrona

La "carega" non dovrebbe mai rappresentare il punto focale di un percorso politico. Altrimenti si perdono completamente di vista l'obbiettività e la coerenza. Cambiare idea si può, ma bisognerebbe spiegare come e perché è successo. Altrimenti viene il dubbio che sia solo per aggiudicarsi un qualsiasi posto di potere

Nel materiale elettorale di Legalità e Benessere, cercai di avvertire l’elettorato del Pdl di quale raggiro stava subendo: nella rivistina che mandammo a casa di tutti i moglianesi scrissi che il Pdl stava correndo contro Azzolini al primo turno, ma non spiegava cos’avrebbe fatto al secondo; e in realtà quelli che contavano al suo interno sapevano già che il Pdl si sarebbe schierato a favore di Azzolini.

E così andò. Pochi giorni dopo il primo voto, il Pdl (che non era andato al ballottaggio) decise di sostenere pubblicamente Azzolini con una dichiarazione. Da An e Celebrin, eletto in Consiglio Comunale, non arrivò nessuna voce ribelle. E Azzolini vinse.

Successivamente mi erano giunte voci che Celebrin aspirava ad entrare in giunta come assessore. Ma le voci, in politica, sono sempre maligne e non bisogna crederci.
Quando poi per i materiali della campagna contro l’inceneritore venne usato lo stesso colore arancione della lista di Azzolini, presi in giro Celebrin, chiedendogli perché l’avesse fatto (è il presidente della commissione dedicata e aveva scelto lui i colori) e dicendogli che la cosa avrebbe solo fatto pubblicità al sindaco; lui mi rispose “E’ un colore vincente”.
A ciò aggiungiamo il fatto (in realtà il più importante) che in Consiglio Comunale il Pdl (sia Tronchin che Celebrin) finora non ha mai votato contro le scelte dell’esecutivo, ma sempre a favore (o talvolta si è astenuto).
Insomma, ce n’erano di motivi per nutrire qualche dubbio, eccome!

Torniamo a bomba al nostro argomento originario. Secondo me emergono delle questioni. Visto che certamente esiste una quota di votanti Pdl non disposti a ingoiare qualsiasi cosa e pronti, in seguito a fatti simili, a cambiare direzione, mettiamo queste questioni sul piatto.
Il Pdl è in maggioranza, come dice Ottorino Celebrin, o in minoranza, come dice Azzolini e come dicono le carte?
Se il Pdl è in maggioranza, allora le concessioni fattegli come se facesse parte dell’opposizione (presidenza della commissione speciale, nomina in commissione edilizia, ecc. ecc.) dovrebbero essere revocate e distribuite alla vera opposizione presente in Consiglio Comunale?
Perché dichiarazioni di questo tipo le fa Celebrin, che è consigliere comunale, e non Lucia Tronchin, che è il capogruppo in consiglio, o Fabio Negri, che è il coordinatore del partito? Il loro silenzio conferma le parole di Celebrin? O sono contrari?
Qual è la posizione ufficiale del Pdl, se ce n’è una? Cosa attende il partito ad esprimerla? Possibile che un partito come il Pdl attenda che le briciole cadano dal tavolo del padrone?
Secondo Celebrin o il Pdl (non si capisce infatti se parli a titolo personale o in nome del partito: nel dubbio, immagino in nome del partito) l’elettorato non merita rispetto? non merita di sapere da che parte sta il partito che ha votato? E’ così che si sfrutta il mandato ricevuto dai cittadini?

La domanda ancora più importante è: tutti coloro che nel Pdl hanno preso voti professandosi anti-azzoliniani (Celebrin in testa), oggi che hanno dimostrato le loro vere intenzioni, non sentono di doversi giustificare con l’elettorato che li ha mandati lì con un preciso intento (altrimenti avrebbero votato per Azzolini) e cioè quello di fare opposizione?
Se rimangiarsi tutto ciò che si è detto in campagna elettorale significa tradire i propri elettori, perché nessuno giustifica il proprio cambio di posizione, così radicale, improvviso e immotivato?
Cambiare idea si può, ma dev’esserci un motivo sensato. Altrimenti viene da pensare che faccia gola esclusivamente il potere, anche in sfregio alla rappresentatività conferita dagli elettori
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Il sito internet del Comune: spazio di informazione amministrativa per il cittadino o vetrina politica per una campagna elettorale permanente?

10 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Ecco come si presentava il sito internet del Comune di Mogliano Veneto il giorno 07/10/2009.

Il sito internet del Comune di Mogliano Veneto il 08/10/09: ma è un sito di informazione amministrativa o una vetrina per una campagna elettorale permanente?

Il sito internet del Comune di Mogliano Veneto il 08/10/09: ma è un sito di informazione amministrativa o una vetrina per una campagna elettorale permanente? Azzolini è presente in ben tre foto nell'home page (nella quarta un suo assessore), senza fascia tricolore, con alle spalle uno sfondo del colore della sua lista elettorale. E tra l'altro, vedrete da dove viene la foto...

Dove ho già visto la foto utilizzata sul sito del Comune? Ah, ecco: ma come? è una foto di campagna elettorale!!!

Dove ho già visto la foto utilizzata sul sito del Comune? Ah, ecco: ma come? è una foto di campagna elettorale!!!

Sorge spontanea una domanda: il sito internet del Comune, i cui ingenti costi sono sopportati per intero da tutti i cittadini, è uno spazio di informazione amministrativa destinata ai moglianesi o una sorta di vetrina politica per una campagna elettorale permanente?
Infatti per ora sembra che Azzolini lo stia usando per questo: nella home-page, accanto ad ogni notizia, appare in bella evidenza il faccione del sindaco o di uno degli assessori. L’08/10 il sindaco appariva addirittura 3 volte nella stessa pagina!!! Inoltre lo sfondo della foto è dello stesso colore arancione della sua lista elettorale. E nella foto appare senza la fascia tricolore (ma come? in campagna elettorale, da comune cittadino, la indossava in tutti i manifesti… e ora che è sindaco non la usa?)

Un attimo… Quella foto io l’ho già vista!

Ecco qua! Mi ricordava qualcosa: è la foto con il famoso scopettone spazzatutto, con cui Azzolini si reclamizzava prima delle elezioni. Quindi è proprio una foto di campagna elettorale!

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Vicenda Campello #2. Temi generali: cosa vogliamo noi cittadini per la sicurezza?

7 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Mi sento obbligato a tornare sull’argomento sicurezza dopo la visione della trasmissione X-News di martedì 6 ottobre su Antenna 3 dedicata al caso Campello (qui). Stavolta voglio parlare di temi più generali e non tanto del caso particolare, di cui già abbiamo trattato (clicca qui).

Ribadisco: tutta la mia e nostra solidarietà umana e civile a Campello. E’ un buon uomo, onesto, genuino. Era esasperato, ha premuto il grilletto. La magistratura (e solo essa può e deve) accerterà se si tratta di legittima difesa o se vi sia stato un eccesso, secondo le leggi in vigore.

Io accanto al letto devo tenere una mazza da baseball, dopo che in cinque anni dei delinquenti hanno cercato cinque volte di entrare in casa mia di notte... Quindi Campello umanamente lo capisco! Eccome! Ma se non vogliamo cadere nella tentazione populista di mirare allo stomaco degli elettori e agitare le folle, come sta facendo la Lega, dobbiamo fare un discorso più ampio sui problemi della sicurezza e sulle relative colpe

Io accanto al letto devo tenere una mazza da baseball, dopo che 3 o 4 volte in 5 anni dei delinquenti hanno cercato di entrare in casa mia di notte... Quindi Campello umanamente lo capisco! Eccome! Ma se non vogliamo cadere nella tentazione populista di mirare allo stomaco degli elettori e agitare le folle, come sta facendo la Lega, dobbiamo fare un discorso più ampio sui problemi della sicurezza e sulle relative colpe

A questo punto, però, faccio un’altra premessa, stavolta personale, necessaria per non equivocare quanto poi scriverò.
Io vivo in una villetta monofamiliare in una stradina. Nella mia via, in questi anni, sono state “ripulite” molte delle abitazioni; di giorno, di notte, con i proprietari assenti o presenti. Alcuni sono stati derubati due o tre volte di seguito, hanno trovato uccisi i propri cani da guardia, ecc. ecc. Per fortuna non ci sono mai stati atti di violenza diretta. Ma furti parecchi.
A casa mia nei soli ultimi cinque anni sono passati almeno 3 o 4 volte. Per fortuna non sono mai riusciti ad entrare. Nella sola primavera-estate 2008, finché dormivo quieto quieto, hanno cercato di entrare in casa un paio di volte. In quel periodo penso di aver preso sonno come minimo alle quattro di mattina ogni notte. Dormendo poco e male, sempre con l’orecchio attento, pronto a svegliarmi al minimo rumore.
Oltre a due incursioni accertate, ci saranno stati decine di falsi allarmi. Il gatto del vicino urta la porta? Ti svegli e aspetti con la mazza da baseball in mano. Il cane del vicino abbaia? Ti svegli e aspetti con la mazza da baseball in mano. Un ramo sbatte contro una tapparella sul balcone? Ti svegli e aspetti con la mazza da baseball in mano.
Quello che ti logora è l’attesa. Sai che nel 95% dei casi è solo un rumore. Ma sai anche che, se sono venuti, torneranno. Non riesci a far finta di niente e a dormire.
E’ una brutta vita.

Faccio questa premessa per farvi capire che Campello lo capisco, perché mi sono trovato in situazioni simili tante volte. E sinceramente non so cosa sarebbe successo se mi fossero entrati in casa nel periodo in cui la notte, invece di dormire tranquillo, dovevo fare la guardia come un cane lupo. Se ne avessi trovato uno, impreparato, e io fossi stato armato, cosa avrei fatto? Grazie a Dio non è mai accaduto.

Per questo credo di potermi permettere di fare alcune considerazioni: perché magari il Ministro che vive con sei poliziotti di scorta, il Presidente di Corte d’Appello con la casa piantonata dalle FF.OO., il consigliere regionale che vive in una residenza nobile a Venezia, quando parlano di certe cose, ottengono paradossalmente l’effetto di far incavolare la gente comune, che dice: “Tu non ci sei passato, non sai com’è viverlo in prima persona”. Io invece vivo come la gente che richiede più sicurezza e parlo come cittadino desideroso di risposte.

Torniamo alla trasmissione di ieri sera su Antenna3.

Cominciamo con una critica ad Antenna3. Non puoi chiamare a discutere di questo argomento sei persone, tra cui: un sindaco leghista e buon comunicatore (Azzolini); un consigliere regionale del Pdl e buon comunicatore (Sernagiotto); un … boh… del Pd, non ricordo né carica né nome e questo la dice lunga sull’impressione che ha fatto (ricordo solo che di professione fa l’avvocato); l’avvocato del delinquente che si è beccato la fucilata di Campello (Pietramala); il poveretto figlio della coppia trucidata dai mostri ignobili a Gorgo del Monticano (Pellicciardi); e un altro poveretto che, dopo 25 tentativi di furto nella sua villetta, è stato costretto a montare inferriate e comprarsi una pistola e vive come un recluso (Danieli).

E’ come mettere a litigare King Kong contro Cita.

Azzolini e Sernagiotto non faranno che magnificare i magnifici risultati sul fronte sicurezza dell’attuale Governo; risultati fasulli, ma nessuno potrà smentirli, perché non c’è nessuno con una preparazione adeguata in studio. Il tizio del Pd sarebbe l’unico, per ruolo, che dovrebbe potergli tenere testa. Ma non è pervenuto… Pellicciardi e Danieli sono due vittime e a loro naturalmente andrà tutta la spontanea solidarietà dei telespettatori.
Ma non ci sarà nessuno che possa fare uno spaccato oggettivo ed equidistante della situazione sicurezza.

Per dare un tono veramente equilibrato e oggettivo alla discussione bisognava avere in studio anche un qualsiasi magistrato, fosse stato pure l’ultimo dei sostituti procuratori, anche di un’altra Procura (non è sufficiente sentire Fojadelli al telefono per due minuti: tra l’altro è il Procuratore Capo della Procura che indaga sul caso, non può sbilanciarsi); e un operatore delle Forze dell’Ordine degli organismi di rappresentanza sindacale (gli unici legittimati a parlare in pubblico) che avrebbe potuto raccontare la reale situazione della sicurezza in Italia.

Domenico Basso, il direttore di Antenna3 Nordest e conduttore di X-News

Domenico Basso, il direttore di Antenna3 Nordest e conduttore di X-News

Domenico Basso, il direttore di Antenna3 e conduttore di X-News, mi sembra un ottimo giornalista. Ho avuto modo di conoscerlo nell’ambito di un confronto pubblico tra candidati sindaci a Mogliano. E’ uno preparato, che sa tenere testa ai politici e sa condurre una trasmissione. Martedì, forse accorgendosi lui stesso della piega che stava prendendo la trasmissione, ha dovuto in prima persona supplire, con commenti e domande mirate, alla carenza di quegli ideali due ospiti di cui dicevamo. Basso ha dovuto ribattere in prima persona ad alcune affermazioni azzardate di Azzolini e Sernagiotto, pur essendo il conduttore, proprio perché mancava qualcun altro in grado di farlo e certe sparate non potevano essere lasciate cadere nel vuoto.

Ma veniamo al punto focale: sicurezza e domanda di sicurezza. Cosa vogliamo davvero noi cittadini? E cosa ci stanno offrendo?

Da cittadino interessato e informato sul tema e da ex Ufficiale dell’Arma vi do qualche dato (anticipando una pagina apposita che sto scrivendo).

Dove sono le nostre Forze dell’Ordine?

Le nostre forze dell’ordine stanno subendo un taglio, da questo Governo, di 3,5 miliardi di euro. Non si sta razionalizzando la spesa (vi dirò dopo, brevemente, da dove si potrebbero recuperare mezzi e uomini). Si sta tagliando e basta.
(A onor del vero… dopo 3,5 miliardi di euro di tagli hanno fatto un emendamento per assegnare 100 milioni di euro: il 3% di quanto tagliato…)

Il leghista Maroni, Ministro dell'Interno, corresponsabile dei tagli per 3,5 miliardi di euro alla sicurezza e alla difesa: leggete cosa dicono i sindacati di polizia, più avanti, dei veri risultati nel settore sicurezza

Il leghista Maroni, Ministro dell'Interno, corresponsabile dei tagli per 3,5 miliardi di euro alla sicurezza e alla difesa: leggete cosa dicono i sindacati di polizia, più avanti, dei veri risultati nel settore sicurezza

E’ strano che lo faccia un governo che ha fatto della sicurezza il proprio cavallo di battaglia. E’ strano che lo faccia un Ministro dell’Interno, Maroni, di un partito, la Lega Nord, che sulla sicurezza a proposito o a sproposito parla tutti i giorni. E’ strano che lo si faccia in un momento in cui in tutta Italia, dal Nord al Sud, ma particolarmente al Nord, si richiede maggiore sicurezza, non minore.
E invece che aumentare le risorse, si tagliano. Con un taglio netto che è il più grande della storia della Repubblica Italiana.
Per la prima volta, poliziotti e carabinieri, che non possono scioperare, sono scesi in piazza davanti al Parlamento per dire: “MA CHE DIAVOLO STATE FACENDO?” Due volte: l’anno scorso e ora. Risultato: 3 passaggi di un minuto sui telegiornali, qualche articolo in quinta pagina qui e lì, e poi lettera morta. Perché i mezzi di informazione di destra difendono l’operato del Governo, qualunque esso sia; e quelli di sinistra non hanno mai avuto in simpatia le Forze dell’Ordine, che è notorio votino per lo più a destra, e non hanno particolarmente caro il tema della sicurezza. E chi lo dice, allora, ai cittadini, quello che sta accadendo? Nessuno.

Allora forza! diciamo qualcosa, spariamo qualche dato, senza false ipocrisie.

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