In questi giorni siamo stati molto impegnati, come gruppo, a stabilire una linea comune per il ballottaggio. La nostra serietà e coerenza e le nostre diverse provenienze politiche (come elettori) ci hanno impegnato in un intenso dibattito interno.
Alla fine abbiamo deciso di non dare indicazioni di voto al nostro elettorato e di fare affidamento alla sua libertà di coscienza. La decisione è stata presa per votazione a maggioranza dai candidati consiglieri (come promesso in campagna elettorale), cosa che – tanto per inciso – non fa nessuno. Personalmente mi sono astenuto, dopo aver illustrato ai componenti del gruppo i pro e i contro delle varie possibili decisioni, convinto che se un movimento non è democratico al suo interno non può affacciarsi democraticamente alla politica e all’amministrazione.
La nostra scelta è nata dalle nostre convinzioni su alcune fondamentali questioni:
1) Il nostro è un elettorato composito, formato sia da elettori tradizionalmente di centrodestra che da elettori tradizionalmente di centrosinistra, che sono rimasti convinti dai nostri principi, dal nostro programma, dalla composizione pulita e sincera della nostra lista.
2) Le riflessioni che ci hanno portato a non sostenere alcuno, se non il nostro stesso progetto, al primo turno, permangono al secondo.
3) L’elettorato non si orienta con una dichiarazione: chi vuole votare uno dei due candidati ballottanti, lo voterà indipendentemente da quel che gli diciamo oggi. Lo voterà in base alle sue opinioni che si sono formate ben prima di queste due settimane conclusive, e alla cui formazione abbiamo contribuito anche noi con la nostra campagna elettorale.
4) Se ci apparentassimo o dessimo sostegno all’una o all’altra parte, sicuramente una parte dei nostri elettori, che ci hanno votato come alternativa totale al sistema, rimarrebbero disorientati, e potrebbe passare l’errato messaggio che siamo interessati ad avere un qualche ruolo o incarico in cambio.
5) Un apparentamento o un sostegno di qualsiasi genere ci connoterebbe con un’etichetta non nostra.
6) Il nostro elettorato è sicuramente capace di decidere da solo, ogni elettore per sè, quale sia il sindaco migliore tra i due candidati. Chi ci ha votato l’ha fatto non certo per caso, ma approfondendo il nostro progetto e dimostrando di avere capacità critica e desiderio di coinvolgimento attivo: sono le stesse doti che applicherà, sicuramente, per il voto al ballottaggio.
7) In seguito ai risultati, non vogliamo nulla indietro… Chi vincerà, vincerà democraticamente sulla scorta delle scelte dei cittadini. Siano esse in bene o in male.
8 ) Noi continueremo a lavorare, senza etichettature politiche di parte, a servizio dei cittadini, vigilando sull’operato di qualsiasi nuova amministrazione, certi che la coerenza e la serietà pagano di più che un sostegno a malincuore.
Ecco il comunicato stampa con cui si illustra la decisione, insieme alla lista dell’Udc che ha condiviso la nostra posizione (clicca qui).























