Sei in...

Locale

Generale

aprile, 2009

La nuova Tenenza dei Carabinieri in città: i politicanti ci sono o ci fanno?

16 aprile 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Come mai dopo 15 anni che se ne parla, la Tenenza dei Carabinieri a Mogliano è ancora un miraggio? E perché i politicanti continuano a rispolverarla ad ogni campagna elettorale?

In questi giorni i vari politici che hanno deciso di correre alle prossime elezioni amministrative hanno cominciato ad esporre i propri programmi. Quasi tutti parlano, tra le proprie priorità, della “Tenenza dei Carabinieri”. Volutamente non inserisco un verbo tra le parole “priorità” e “Tenenza dei Carabinieri”: infatti la più parte dei politicanti non parla di “costruire”, “rinforzare”, “ampliare”, “mettere a disposizione”. Parla solo di “Tenenza dei Carabinieri”.

Se applicassimo il concetto in altri campi, sarebbe come dire “parchi” o “strade”. Cioè, di per sè, nulla: elencare le priorità della città può farlo qualunque cittadino. Gli amministratori e i candidati dovrebbero illustrare progetti credibili e fare riflessioni sensate. Questo è uno dei difetti più diffusi e facilmente imputabili ai politicanti moglianesi: di parlare senza fare proposte concrete, in modo da soddisfare tutti (si parla di Tenenza, no?) ma di non rischiare nulla (non si fa un progetto; non si illustra un percorso; non si rischia, quindi, di incappare in errori o di fallire nelle promesse). Non ci riferiamo a tutti, sia chiaro. Ma alla stragrande maggioranza.

Che per aumentare la sicurezza in città, sia utile aumentare il numero dei carabinieri non serve un genio per capirlo.
Forse però sarebbe il caso di analizzare la situazione della Stazione e della Tenenza per capire meglio quale sia il nodo della questione e se e come si possa risolverlo.

La differenza tra Stazione e Tenenza: in parole povere dieci militari in più e un Sottotenente o Tenente come comandante (da qui il nome di Tenenza)

Innanzitutto spieghiamo qual è la differenza, nei presidi dell’Arma dei Carabinieri, tra Stazione e Tenenza. E’ semplice: in parole povere una Tenenza è una Stazione più grande che, invece che essere comandata da un Maresciallo, è comandata da un Sottotenente o Tenente. Da qui ovviamente il nome di Tenenza.

A Mogliano c’è già una Stazione Carabinieri che serve il territorio moglianese e di Preganziol. I carabinieri in servizio sono circa una ventina.

Da una quindicina di anni, con l’ingrandimento di Mogliano in termini urbanistici e di popolazione e con il congiungimento alla zona periferica di una Mestre sempre più in espansione nell’area nord, si cominciò a ritenere, nell’Arma, che il presidio dei Carabinieri di Mogliano, per la sua posizione strategica a cavallo tra Mestre e Treviso e per il suo ampio raggio di azione, potesse essere ingrandito.
La sempre maggior richiesta di sicurezza da parte dei cittadini (dovuta ad un aumento, negli ultimi quindici anni, dei fenomeni di prostituzione, spaccio, furti e criminalità in genere) portò anche l’amministrazione comunale ad interessarsi della cosa.

Fu così che, all’inizio degli anni duemila, si iniziò a parlare più spesso di portare il presidio da Stazione a Tenenza.
L’aumento di organico dei carabinieri che ciò comporterebbe sarebbe di circa 10 unità e porterebbe quindi l’Arma ad avere circa 30 uomini (e donne, ormai) a disposizione sul territorio.

Normalmente un’amministrazione locale passa mille peripezie prima di riuscire ad ottenere un rimpolpo di Forze dell’Ordine così cospicuo, tanto più con questi chiari di luna: i fondi per le Forze dell’Ordine, infatti, scarseggiano, le assunzioni avvengono con il contagocce (e non si riesce con esse a rimpiazzare il personale uscente per raggiunti limiti di età) e le metropoli assorbono sempre più risorse.
Ma l’importanza di Mogliano e del suo presidio, percepita e riportata per via gerarchica dai comandanti provinciali succedutisi, fece sì che la decisione dei vertici militari per consentire il passaggio da Stazione a Tenenza avvenisse con grande velocità.
In pratica, traducendo in parole povere l’iter interno, già dal 2003 si disse qualcosa tipo: “A noi Arma dei Carabinieri sta bene, la Tenenza di Mogliano è molto importante, quindi siamo d’accordo: appena siete pronti, vi mandiamo i rinforzi”.

Qui nasce il problema. Quell’“appena siete pronti” era riferito allo stabile per la Tenenza, all’immobile. Infatti la caserma che ospita la Stazione Carabinieri (davanti al cimitero, in via Dalla Chiesa) è già ai suoi limiti di capienza e quindi, per ospitare altre 10 unità, e i materiali e i mezzi conseguenti, è necessario un edificio più grande (e, possibilmente, moderno).
L’edificio in cui ha sede la Stazione Carabinieri di Mogliano, infatti, non è di proprietà dell’Arma, ma del Comune. Al Comune il Ministero dell’Interno paga un affitto per l’utilizzo.
Di conseguenza, il Comune dovrebbe mettere a disposizione un nuovo edificio adatto alle esigenze della Tenenza, e tenersi quello che ospita l’attuale Stazione. Facendo ciò, continuerebbe a ricevere l’affitto di cui si diceva, e potrebbe fare dell’immobile che “rientrerebbe” ciò che crede.

Questa è la teoria, ma qui nascono i problemi.
Infatti le due precedenti amministrazioni, per un motivo o per l’altro, non sono riuscite a portare avanti di un millimetro oltre questo punto la procedura.
Cerchiamo di riproporre in una cronistoria il più possibile stringata le proposte e i loro (vi anticipiamo: nulli) esiti.

Clicca qui per continuare a leggere l’articolo

 

Il terremoto in Abruzzo: potremmo riflettere anche noi?

14 aprile 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Macerie a L'Aquila. In troppi si fanno belli riempiendosi la bocca di parole di solidarietà. Eppure chi fa qualcosa di buono dovrebbe farlo senza bisogno che si sappia

Volendo negli scorsi giorni avremmo potuto sbracciarci per la disperazione sul nostro sito per la terribile sciagura accaduta in Abruzzo. Abbiamo preferito tacere.

Tacere in certi momenti è la cosa migliore da fare. Quando i telegiornali Rai gongolano sugli ascolti legati alla tragedia (clicca qui). Quando a Pasquetta centinaia di italiani, nonostante gli appelli contrari della Prefettura, vanno a fare il picnic in quelle zone, non per aiutare, ma per scattare qualche foto ricordo e sentire “il sapore di terremoto”. Quando persino un politico locale è costretto a deprecare la sfilata dei politici nazionali sul luogo del disastro (clicca qui), alcuni benintenzionati e legati dalle proprie funzioni o origini all’evento,  tanti invece purtroppo disposti a tutto pur di farsi fotografare con i piedi tra le macerie o abbracciati a qualche orfano o vedova. Quando in ogni sito di partito politico, lista civica, municipalità di tutta Italia, si esprime pena, anche se magari non si sa dove sia l’Abruzzo e non si donerebbe un grammo di sangue per i feriti. Quando insomma sembra che tutti parlino e piangano per farsi belli e le parole sono o suonano ipocrite, forse in quel momento si distingue chi tace.

Non per essere ecumenici, ma laici o cattolici che siate sicuramente ricorderete dal catechismo che nel Vangelo di Matteo Gesù diceva: “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta” (Mt 6,3). Ossia: se qualcuno fa del bene perché vuole farlo, non ha alcun bisogno di raccontarlo in giro e farlo vedere, perché è spinto dai propri sentimenti di solidarietà, e non dal desiderio di fare buona figura in pubblico.

Due domande: 1. C'entra qualcosa la politica? 2. Possiamo trarre qualche insegnamento, da questa tragedia?

Chi ci conosce come singole persone sa che non siamo rimasti immobili davanti allo schermo televisivo: molti di noi, dal volontario della protezione civile allo scout, dall’imprenditore al giovane, hanno fatto la loro piccola parte. Non ve le vogliamo raccontare: abbiamo agito come cittadini, non come politici. Non c’interessa farci belli, il nostro premio ce l’abbiamo dentro.

Con questo non vogliamo criticare chi fa del bene tramite campagne pubbliche: dalla raccolta fondi, a quella alimentare, alla pubblicizzazione dei numeri telefonici e dei conti per donare, ognuna di queste attività deve essere necessariamente pubblicizzata per raggiungere il proprio scopo. Ce l’abbiamo con coloro che fanno poco o nulla e poi se ne vantano, o fanno grandi proposte a costo zero (per loro) agli altri, o agitano la bandiera della solidarietà e del cordoglio al solo scopo di attirare l’attenzione su sè stessi.

Come persone impegnate in politica vogliamo fare un altro discorso. Lasciando da parte le espressioni di solidarietà, lasciando da parte i buoni intenti, lasciando da parte il grande dolore che attanaglia i politicanti di tutta Italia (nessuno di loro, da quel che dichiarano, dovrebbe dormirci la notte), alla classe politica bisognerebbe chiedere una cosa. E visto che questo è un sito di sociale e di politica, facciamolo: ma la politica una qualche colpa ce l’ha? E per quanto riguarda Mogliano, esiste qualche lezione che possiamo trarre da questa tragedia?

Tranquilli, escludiamo subito diatribe sulla possibile previsione del terremoto, sui piani di evacuazione, ecc. ecc.: non siamo titolati per discutere di questo. E non parleremo nemmeno di rischi particolari sul nostro territorio: toccandoci, Mogliano e la zona circostante sono molto sicure.

Noi parliamo di sabbia. Perché c’è un’indagine aperta alla Procura dell’Aquila sulla sabbia. La sabbia con cui erano stati fatti molti palazzi. Infatti, tra gli edifici che sono venuti giù, ce ne erano molti di pubblici, tra l’altro abbastanza recenti: la Casa dello Studente, l’ospedale San Salvatore, la Prefettura, il Catasto, il Tribunale stesso (infatti i magistrati stanno lavorando da Roma). Si sospetta che, nella costruzione, per lucrare sul guadagno gli appaltatori abbiano utilizzato per fare cemento anche sabbia marina. E che si sia costruito dove non si doveva. Non riassumeremo qui questi dubbi: leggete questo articolo (clicca qui) e questo (clicca qui).

Clicca qui per continuare a leggere l’articolo

 

Intervista sull’Eco di Mogliano

14 aprile 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Il logo dell'Eco di Mogliano, il mensile che da decenni informa i moglianesi

Ho ricevuto con molto piacere una copia del numero di aprile dell’Eco di Mogliano, lo storico mensile moglianese che informa i cittadini da tanti anni.

Inutile parlarvi a lungo dell’Eco: ogni moglianese conosce bene la testata, che per decenni è sempre riuscita a rimanere oggettiva, apartitica e a risultare costruttiva nell’informare e, quando serviva, nel criticare.

La paginata sul programma, a pagina 11 dell'uscita di aprile dell'Eco di Mogliano

Nel numero di aprile siamo presenti anche noi della Lista Legalità e Benessere, con una paginata sul programma amministrativo (pagina 11, che riporto qui sotto) e un’intervista come candidato Sindaco al sottoscritto (di Elisabetta Arcari, pagina 14, che riporto qui a lato). Leggete entrambe le pagine, sono ricche di contenuti e di idee.

Riportiamo qui anche il tratto di un altro articolo (“La città in movimento“, della direttrice, dott.ssa Luciana Ermini, a pagina 12) che in queste righe crediamo si riferisca indirettamente, in parte o in tutto, a noi: “Mentre si assiste alle eterne baruffe dei partiti, è un elemento importante vedere la nascita di lista civiche promosse da giovani (effettivi e non solo mossi da giovanilismo sfrenato), in cui una parte importante della società moglianese cerca di far sentire la propria voce. Malgrado una politica disintegrata e impazzita in alcuni suoi aspetti, la città è comunque in movimento, stanca di lotte e di polemiche, pronta a misurarsi con i veri problemi.”

L'intervista come candidato Sindaco a pagina 14 dell'uscita di aprile dell'Eco

Il colloquio per preparare l’intervista è stato molto interessante e ho parlato per oltre un’ora con Elisabetta Arcari: la ringrazio per la sua professionalità, che mi ha permesso di sentirmi da subito a mio agio (con interviste, comunicati stampa e ammenicoli vari sto ancora prendendo la mano: sono una persona abituata a lavorare senza tanta pubblicità; ma è chiaro che ora, in tempi di campagna elettorale, c’è necessità di questo). Tengo a ringraziare anche la direttrice, dott.ssa Luciana Ermini, altrettando professionale e cortese.

C’è sempre bisogno, tanto più in una città come Mogliano, di giornalisti ed editori liberi da logiche clientelari ed economiche. Tanto più oggi che, come leggerete anche dalle pagine dell’Eco qualora non l’aveste già constatato con i vostri occhi, la campagna elettorale e l’informazione si confondono pericolosamente. E c’è chi spaccia la propaganda per informazione e chi trasforma l’informazione in propaganda.

Se, come pensiamo, la libertà e l’onestà intellettuale hanno un valore, dobbiamo tenere ben presente l’esempio di piccole testate locali che, con coraggio e a proprio rischio e pericolo, mantengono equidistanza e correttezza: mettendoci nei loro panni, ci rendiamo conto di quanto sia difficile. Ma senza editori e giornalisti liberi, i mezzi di comunicazione cadrebbero – com’è purtroppo sempre più tendenza – completamente in mano ai potenti: potenti che, nel mondo d’oggi, sono coloro che hanno più denaro. Altro elemento che stiamo verificando ampiamente nella campagna elettorale in atto a Mogliano (ma ne parleremo più avanti).

Che dire? Grazie all’Eco per lo spazio concessoci, complimenti come al solito per l’interessante numero della rivista, e un’espressione di solidarietà contro gli attacchi infami di chi vorrebbe ridurre in suo potere ogni voce libera. Ci auguriamo di riuscire a portare avanti programmi ed iniziative che possano nuovamente incontrare la vostra attenzione.

Come dicono in un noto programma musicale (“Sostenete e comprate la buona musica italiana”), concittadini moglianesi, sostenete e comprate la buona stampa libera che non cede ai potenti!

 

Ultimi articoli sul sito

14 aprile 2009

Inserito da comitato

Per incuriosirvi un po’, ecco una carrellata degli ultimi articoli.
Li potete leggere scorrendo la home page verso il basso, o cliccando sopra i link di questo elenco, oppure nelle loro categorie tematiche.

Ultimi articoli:

Articolo sulla discesa in campo del Comitato alle prossime elezioni amministrative e sulla sua trasformazione in lista civica: le riflessioni preliminari (qui) e la decisione (qui).

Articolo sull’assemblea pubblica di Bonisiolo sul tema dell’inceneritore (qui).

Articolo sulla terribile situazione del bilancio del Comune di Mogliano e sul completo disinteresse dei politici all’andamento della macchina amministrativa (qui).

Articolo sull’iniziativa dei Sindaci del Veneto e la proposta di legge per destinare il 20% dell’Irpef ai Comuni: quali sarebbero gli effetti benefici per Mogliano (qui) e il resoconto della nostra mattinata in Piazza Caduti per raccogliere le firme (qui).

Articolo sulla cena con l’associazione Mojan – I moglianesi del ceppo” (qui).

Presentazione (qui) e resoconto (qui) del convegno del 5 marzo 2009 sulla crisi economica;

Articolo sulle condizioni di pericolo per ciclisti e pedoni del ponte sul fiume Dese (qui);

Resoconto del convegno del 22 gennaio 2009 su viabilità e mobilità a Mogliano, con allegato documento redatto con la collaborazione dei Presidenti di Quartiere (qui);

Articolo sulla chiusura del centro di esposizioni d’arte di Mogliano Brolo (qui);

Articolo contro i guardrail assassini, per la sicurezza di motociclisti e scooteristi (qui) e recente aggiornamento (qui);

Articolo sulla visita alla centrale termoelettrica di Fusina e al nuovo gruppo ad idrogeno (qui);

Articolo sul convegno del 14 novembre 2008 su legalità e sicurezza e sui problemi di prostituzione e droga a Mogliano (qui);

Articolo sul Terraglio e i suoi platani: morte e rinascita, una possibile soluzione per ripiantarli (qui);

Articolo sulla social card, riferimenti per richiederla, opportunità per gli enti locali (qui);

Articolo sull’aumento della sicurezza in città (reati 2008: -22%) grazie alla buona gestione del commissario Campanaro (qui);

Articolo sullo spreco inutile per l’installazione delle colonnine SOS a Mogliano (qui);

Articolo sui pini sporgenti che creano pericolo in via Zermanesa (qui);

E se vi hanno incuriosito questi articoli, ne troverete altri all’interno delle categorie e di sempre nuovi nei prossimi giorni: tornate a farci visita e buona lettura!

 

Il comitato Legalità e Benessere scende in campo a Mogliano

5 aprile 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Il candidato Sindaco e coordinatore del comitato Legalità e Benessere, Arthur Carponi Schittar

Il candidato Sindaco e coordinatore del comitato Legalità e Benessere, Arthur Carponi Schittar

Dopo una settimana di riflessioni (clicca qui) e incontri tra i membri del comitato, giovedì scorso per votazione abbiamo deciso di accettare l’invito di cittadini e forze politiche a scendere in campo per Mogliano.

Costituiremo quindi una lista civica che avrà il nome e il logo dell’associazione. Il sottoscritto, Arthur Carponi Schittar, laureato in scienze giuridiche e Ufficiale in congedo dell’Arma dei Carabinieri, fondatore e coordinatore del comitato, ha accettato la candidatura a Sindaco.

L’appello che molti ci avevano fatto era stato di portare sul terreno politico la nostra voglia di fare in concreto, la nostra coerenza, la nostra moralità. Qualità che ci contraddistinguono, che hanno caratterizzato le nostre attività come associazione e che saranno sempre le priorità nel nostro operato.

L'articolo del Gazzettino di domenica 5 maggio

Siamo cittadini moglianesi, persone senza interessi economici in gioco (a differenza della maggior parte dei “politicanti”), gente coi piedi per terra che ama il proprio territorio e per prima cosa vuole servirlo e rispettarlo. Non vogliamo poltrone né prebende: quelle le lasciamo alla vecchia politica. Abbiamo già le nostre professioni, quella della politica è una passione, una spinta che sentiamo sempre più forte nella desolazione del panorama politico moglianese. Vogliamo un’amministrazione seria, degna, onesta. Vogliamo portare il cambiamento nella nostra città. Una città in cui ci purtroppo ci sono troppi scheletri nell’armadio.
A questo vogliamo rimediare. Non ci proponiamo con la prepotenza e l’arroganza dei soliti noti, ma con l’umiltà e al contempo la determinazione di cittadini comuni che sono stufi di vedere la propria città andare a rotoli. Chi ci conosce sa quanto siamo al tempo stesso pronti al dialogo, ma contrari ai compromessi.

In vista delle elezioni di giugno, la città di Mogliano sta venendo messa al sacco: ma non è un saccheggio di quelli all’antica, con i barbari che rubano e rapinano; è un saccheggio più sottile, politico. I “politicanti da operetta” (che credono che la città ormai sia “cosa loro”) si stanno spartendo anzitempo ruoli, concessioni, poltrone, e il tutto per far bottino elettorale con le promesse e soddisfare i propri interessi privati. Ma la realtà è che il Comune è in condizioni economiche e funzionali di grande difficoltà, come abbiamo già denunciato (clicca qui). Quindi ciò che questi politici vogliono fare è mangiare ancora più alle spalle dei cittadini moglianesi.

Prima come gruppo di pressione, oggi come vero soggetto politico, vogliamo impedirglielo. Stanno vendendo la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. L’orso è la nostra città: ucciderla significa uccidere le prospettive di tutti i suoi abitanti. Per questo abbiamo bisogno del vostro sostegno: unitevi a noi e sostenetevi. Se siete persone serie, competenti, oneste e motivate, saremo lieti di avervi fra le nostre file.

Tutti i candidati della lista Legalità e Benessere provengono dalla società civile e desiderano contribuire all’amministrazione con il proprio bagaglio di professionalità, esperienze lavorative e sociali. Amiamo definirci “cittadini tra i cittadini per i cittadini”, senza tessere di partito o incarichi precedenti.

Legalità e Benessere correrà in coalizione con le altre liste che ne condivideranno principi e visione.  L’Unione di Centro ha già rinnovato il sostegno espresso, la settimana scorsa, quando aveva esortato il comitato e me a scendere in campo per Mogliano. Si schiera a nostro sostegno anche una nuova lista civica, “Per i cittadini, per la città”, di Agostino Zanardo e Angelo Simionato, espressione dei Popolari-Liberali del Pdl.

L’auspicio è che liste e partiti moderati ritrovino unità e slancio per dare finalmente ai cittadini moglianesi un governo degno di questo nome. C’è quindi disponibilità al dialogo con altri soggetti a sostegno di una candidatura vincente e di sintesi.

Il nostro programma amministrativo è stato elaborato sulla scorta dell’attento lavoro di ascolto delle esigenze della popolazione moglianese effettuato in questi mesi dal comitato; il documento completo sarà presto presentato alla cittadinanza per ricevere ulteriori suggerimenti e consigli. I progetti in esso contenuti saranno realistici e concreti, ben diversi dalle promesse fantasiose e irrealizzabili cui i politici hanno abituato Mogliano.

E’ ora di puntare sulla serietà dei candidati e sui contenuti delle loro proposte: basta a politicanti da operetta e alla spartizione all’asta della nostra città.

Uno dei motti della lista sarà: Le parole stanno a zero, contano i fatti.

 

La politica di Mogliano è come l’orchestra del Titanic: tutti suonano mentre la barca affonda

3 aprile 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
L'articolo della Tribuna del 2 aprile, che spiega le difficoltà nel far quadrare i conti del Comune.

L'articolo della Tribuna di Treviso del 2 aprile

Brutte notizie per la nostra città. Il Commissario Straordinario, dott. Michele Campanaro, sta avendo grandi difficoltà, nonostante gli sforzi, nonostante i cospicui tagli, a rimanere dentro i rigidi parametri del patto di stabilità: in parole povere, non si riesce a far quadrare il bilancio. E la colpa non è certo del Commissario. Ecco qui l’articolo di oggi che parla della questione.

Chi ci segue da tempo, sa che siamo tra coloro che hanno visto nel commissariamento del Comune una cura radicale, dolorosa, possibilmente evitabile – ma necessaria – per la città. Qualcosa di simile ad una chemioterapia: una cura che ti stravolge, che ti fa molto male. Ma senza la quale muori.

A tanti di coloro con cui ho parlato di persona ho già raccontato uno degli episodi che mi hanno spinto ad occuparmi in prima persona di sociale e di politica a Mogliano. Oggi lo riporto anche in queste righe, per chi legge.

Nell’agosto del 2008 avevo già letto un sacco di articoli di stampa e parlato con tanta gente di quali fossero “i mali” della città di Mogliano, di come la politica ne avesse generati la gran parte e di come fosse stata incapace di risolverli. Avevo anche il dubbio che la solita politica non sarebbe riuscita a risolverli, proprio perché era stata essa stessa a crearli; e a farlo erano state proprio le stesse persone, immobili nei loro ruoli, impossibili da sradicare dalle loro sedie, che un domani si sarebbero proposte come risolutori, come salvatori. Per inciso, quel domani è arrivato ed è oggi: la scorsa giunta, la scorsa maggioranza, frantumatasi, si ripresenta ovunque, destra e sinistra, sotto le mentite spoglie di “novità”. Ma come fanno persone che da cinque, dieci, vent’anni sono nelle maggioranze e nelle giunte che hanno governato Mogliano a caratterizzarsi come novità, a promette di risolvere i problemi che loro stesse hanno creato?

"Nell'agosto del 2008 lessi i bilanci del Comune e quella fu la scintilla decisiva: bisognava fare qualcosa, perché i politicanti, che avevano creato quei problemi, non avrebbero nè potuto nè voluto risolverli"

Ma continuiamo. Per quanto la stampa e le chiacchiere di paese siano utili, non sono completamente affidabili, anzi. Quindi l’estate scorsa, dopo essermi fatto un’idea su queste basi, decisi di vederci veramente chiaro e mi presentai in Comune chiedendo di leggere i bilanci degli ultimi 4-5 anni.
Furono sorpresi (sembra non succeda mai che un cittadino lo faccia), ma estremamente gentili e disponibili. Misero a disposizione i bilanci e passai un paio di giornate ad esaminarli. Non sono un revisore contabile, ma ne capisco abbastanza.

Rimasi impressionato.
Dopo quella lettura, la decisione era presa.

Mogliano era nei guai grossi e ben pochi ne parlavano. I cittadini non sapevano. La classe politica, che sapeva, non parlava (o non abbastanza): perché spiegare che il bilancio del Comune era un colabrodo avrebbe fatto imbufalire i cittadini.

Spiegare che le società partecipate erano scatole vuote, o addirittura bucate, che avevano perso o perdevano centinaia di migliaia o milioni di euro. Spiegare quanti e quali indebitamenti aveva il Comune. Spiegare dove erano finiti e finivano milioni di euro spesi in consulenze professionali di dubbia utilità. Spiegare operazioni finanziare pericolose. Spiegare che decisioni politiche sbagliate di anni fa si erano trasformate oggi in risarcimenti danni di centinaia di migliaia di euro o più. Spiegare che i revisori contabili del bilancio avevano messo in guardia l’amministrazione, dicendo che il Comune si trovava esposto finanziariamente in modo pericoloso e c’era necessità di maggiore trasparenza, di maggior oculatezza. Di tutto questo era meglio non parlare, perchè sarebbe andato a danno dell’intera classe politica.

Il bilancio non era solo disastrato guardando al passato. Si intuiva, si capiva abbastanza bene, che la situazione sarebbe andata via via aggravandosi.
Il benessere della nostra città (che nel bene o nel male non si può negare) ne avrebbe risentito: ne avrebbero risentito i servizi, la qualità della vita, il funzionamento dell’amministrazione. E quindi, alla fine, i moglianesi e Mogliano.

Quest’evento – il rendersi conto, dati alla mano, dello stato del bilancio cittadino – fu per me la scintilla finale, quella che accese la carica che negli ultimi mesi e anni avevo accumulato. Bisognava fare qualcosa.
Il resto della storia la conoscete ed è il motivo per cui oggi siamo qui a parlare.

Oggi quel problema di bilancio, di conti, di soldi – per essere chiari – sta esplodendo.
Le cause sono tante. Le analizzeremo, le denunceremo, ci ragioneremo insieme.

Ma intanto, ora, di getto, voglio ragionare con voi sull’inizio di questa campagna elettorale a Mogliano.

In vista delle elezioni di giugno, i “politicanti” di Mogliano si sono messi in moto. Parlano, raccontano, promettono. Si lanciano tra loro gravi accuse. Fanno grandi promesse ai cittadini. Si compiacciono tra sè e sè della loro forza, dei loro numeri, delle loro prospettive di vittoria. Si spartiscono all’asta la città, facendo le alleanze e ricevendo corposi finanziamenti per la campagna elettorale dai privati: “questo va a me, questo va a te, questo va a lui…”

Come l'orchestra del Titanic, oggi i politicanti suonano e cantano, in campagna elettorale, mentre la barca di Mogliano va a fondo

Pensando a questo fatto, oggi, ho trovato un paragone che ritengo azzeccato.

L’orchestra del Titanic.

I politicanti di Mogliano sono come l’orchestra del Titanic che continua a suonare mentre la barca affonda. Se la suonano e se la cantano tra di loro, sperando di incantarci; mentre la barca – Mogliano, la nostra città, l’amministrazione, tenuta su con i nostri denari – affonda. Ma tanto loro suonano.

Poi però ci ho pensato meglio: non è vero, il paragone è sbagliato. Se ricordate l’evento storico o anche la sua trasposizione in film, l’orchestra del Titanic era fatta di umili suonatori che, pur di alleviare il terrore dei passeggeri, suonavano fino all’ultimo. E alla fine andavano a fondo con la nave e ci lasciavano la pelle.

I politicanti di Mogliano in realtà sono più simili alle sirene dell'Odissea: con le loro false promesse vogliono attirarci contro gli scogli

I politicanti di Mogliano invece non vogliono andare a fondo con la città. Anzi, diciamo che la città l’hanno affondata proprio loro. Non hanno nessuna intenzione di alleviare il nostro terrore: vogliono solo nasconderci la verità, perché se la sapessimo, ce la prenderemmo molto. Suonano e cantano per ingannarci, ammaliarci, sedurci: sono più simili alle sirene che trascinavano i marinai fuori rotta nelle vecchie storie. A differenza dei suonatori del Titanic, i politicanti di Mogliano sanno che alla fine troveranno sempre una scialuppa di salvataggio per se stessi.
Come è stato per le società partecipate del nostro Comune (e quindi pagate con i soldi dei cittadini), che hanno accumulato tutte enormi debiti, senza che nessuno dei politici messi ad amministrarle dovesse mai pagare o rendere conto. Come è stato per l’Istituto Gris, che si trova ora in condizioni fallimentari, e i responsabili succedutisi in anni e anni dormono sereni. E come è ora per il Comune, una vera e bomba ad orologeria finanziaria.

Anche il povero Commissario Campanaro, che si trova questa patata bollente tra le mani, avrà la fortuna di veder scadere presto il proprio mandato. E non dovrà rimproverarsi nulla, perché durante questi lunghi mesi ha solo che aiutato la città a non inabissarsi. Ma anche un buon capitano di mare non può evitare che una nave squarciata a metà affondi.

Il rischio è che noi cittadini facciamo la fine dei passeggeri di terza classe del Titanic e andiamo a fondo con la barca. Fuori di metafora, che ci tocchi pagare per il dissesto finanziario del Comune dovuto a inefficienza, incapacità e malafede della classe politica. Che crede di essere la prima classe e sa mettere avanti le mani per salvarsi al momento giusto

Nel paragone con la vicenda del Titanic c’è però qualcosa che torna, il dettaglio più triste.

Sapete chi siamo noi cittadini, trasportati in quel paragone?
Noi siamo i passeggeri di terza classe. Quelli che comunque vada, ci rimettono. Quelli che sulla barca di Mogliano ci vivono. Quelli che pagano per mandarla avanti. Quelli che non possono tirarsi indietro. Quelli che, quando la barca va a fondo, affondano.

Mentre la nostra orchestrina di politicanti sarà in salvo su qualche scialuppa, diretta a festeggiare.