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gennaio, 2009

Incontro sul risparmio energetico organizzato dalla Protezione Civile di Mogliano

26 gennaio 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Accolgo volentieri l’invito del sig. Renzo Turato a pubblicizzare sul sito l’incontro che si terrà il giorno giovedì 29 gennaio 2009 alle 20.30 presso il Centro Sociale del Comune di Mogliano Veneto con tema “Il risparmio energetico: io cosa posso fare?

L’evento, patrocinato dal Comune di Mogliano Veneto, è organizzato dall’Associazione dei Volontari di Protezione Civile di Mogliano, che si è sempre distinta in città per serietà nell’impegno e partecipazione alla vità della comunità.

Clicca qui per scaricare l’invito/locandina.

Con l’occasione, vi invitiamo anche a scaricare i nostri consigli per il risparmio energetico, già da alcuni giorni disponibili sul sito e che verranno arricchiti sicuramente con i nuovi spunti che emergeranno dall’incontro di giovedì.

Invito quindi tutti i visitatori del sito e i membri del comitato a partecipare all’incontro che, pur non  organizzato del nostro gruppo, si rifà alla stessa idea di “città partecipata” in cui tutti, al di là di qualsiasi appartenenza, collaborano attivamente per il bene pubblico. Complimenti ai volontari per l’idea e  l’allestimento dell’evento.

 

Incontro con la cittadinanza sulla mobilità e documento unitario… Ottimo risultato. Facciamo un breve resoconto

24 gennaio 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Arthur Carponi Schittar, coordinatore del comitato, e il dott. Michele Campanaro, Commissario Straordinario per la città di Mogliano Veneto

Cerchiamo di fare un breve resoconto del convegno di giovedì scorso. Nei prossimi giorni caricheremo online i filmati dell’intero evento, in modo che chiunque possa vederselo o rivederselo comodamente da casa.

Il 22 gennaio il Comitato Legalità e Benessere per Mogliano ha organizzato un incontro sul tema della mobilità e della viabilità. Ospite previsto era l’Assessore alla Mobilità e Infrastrutture della Regione, Renato Chisso; ma un impegno imprevisto legato proprio al Passante ha reso impossibile la sua partecipazione. In sua vece, è venuto ad incontrare i cittadini di Mogliano l’ingegner Giuseppe Fasiol, vice-commissario per il Passante di Mestre e dirigente della Regione Veneto nel settore Trasporti. Prima di tutto lo ringraziamo per la sua disponibilità “last-minute“; ma in secondo luogo per la sua chiarezza e la sua capacità di parlare da tecnico anche alla gente normale: ho l’impressione che tutti l’abbiano apprezzata.
Ringraziamo inoltre gli altri relatori che sono intervenuti: il Commissario Straordinario alla città di Mogliano Veneto, Michele Campanaro, che ci ha ospitati presso il Centro Sociale del Comune, il Consigliere regionale Diego Bottacin e il Presidente della Consulta dei Quartieri, Roberto Tozzato. Ringraziamo anche il Presidente della Provincia Leonardo Muraro che in quest’occasione non è purtroppo potuto intervenire.

Il tavolo dei relatori: da sinistra, Roberto Tozzato, l'ing. Giuseppe Fasiol, Arthur Carponi Schittar, il dott. Michele Campanaro

A proposito di Quartieri, ringraziamo tutti i Presidenti, presenti in sala all’incontro e con cui ci eravamo già visti il giorno 14 per mettere nero su bianco degli spunti e stendere un documento unitario sui problemi della mobilità a Mogliano: grazie della vostra disponibilità e della vostra opera.
Ringrazio poi i membri del comitato che mi hanno aiutato nell’organizzazione dell’incontro: in special modo Dario Pizzato, che si è dato molto da fare per gli inviti, e poi Pierandrea Zanocco, Laura Fusaro, Fabio Moretti e tutti gli altri… Queste persone hanno lavorato alacremente e solo grazie a loro è stato possibile tenere questo convegno: grazie, siete indispensabili e unici nel vostro impegno e i vostri ideali!
Ringraziamo infine i giornalisti presenti e quelli che, successivamente, ci hanno richiesto notizie al riguardo.

Ma, ancor più importante, come comitato vogliamo ringraziare tutti i presenti, che sono accorsi numerosi: nonostante, per la grande strettezza di tempi nell’organizzazione, non si sia potuta affiggere nemmeno una locandina, la sala era piena e c’erano più di un centinaio di persone: alle 18.30 di un giovedì, la cosa si commenta da sé.
Quindi grazie a tutti per la riuscita.

Parliamo ora di com’è andato l’incontro. Per i contenuti, è meglio che ascoltiate direttamente gli interventi che caricheremo online e leggiate il documento già ora disponibile (clicca qui).

Un momento dell'incontro

L’incontro si è aperto con una mia breve introduzione. Ho spiegato come e perché avessimo organizzato quest’evento e in che ottica. Ho illustrato poi quali fossero i problemi più urgenti emersi dalla riunione con i Presidenti di Quartiere: le opere complementari con i lavori che procedono a rilento o sono fermi. La rotonda Nigi. La Tangenziale Nord. La variante di Mazzocco, di cui non si parla mai e che è essenziale per sgravare dal traffico tutta la zona a est di Mogliano. La Tangenziale Sud. La rotonda alle Olme. E varie altre cose. Infine ho presentato il documento sui problemi della mobilità a Mogliano e l’ho consegnato alle autorità presenti.

Il primo relatore a prendere la parola è stato il Commissario Straordinario Campanaro che, dopo aver porto i saluti della città a pubblico e comitato, ha illustrato quale sia stata la sua opera in questi mesi e quanto essa si sia concentrata anche sui problemi della viabilità. Si è poi augurato che la nuova amministrazione possa proseguire il lavoro intrapreso con serietà e competenza. Ce lo auguriamo anche noi e lo ringraziamo per le tante situazioni “incancrenite” che è riuscito a sta riuscendo a sbloccare in questo Comune. Continui così, signor Commissario: chissà che i cittadini non vedano in lei l’esempio di un buon amministratore che preferisce la sostanza all’apparenza.

Successivamente è intervenuto il Presidente della Consulta dei Quartieri, Roberto Tozzato, che ha presentato il documento redatto dal comitato in collaborazione con i Presidenti di Quartiere e spiegato con quali scopi ciò sia stato fatto e in che ottica, secondo questi rappresentanti, debba essere intesa la nuova viabilità moglianese.

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Giovedì 22, ore 18.30 – Convegno sulla viabilità/mobilità a Mogliano presso il Centro Sociale

21 gennaio 2009

Inserito da comitato

Il giorno 22 gennaio 2009 alle ore 18.30 presso la sala convegni del Centro Sociale del Comune di Mogliano Veneto si svolgerà un incontro con la cittadinanza dal titolo “Il futuro della viabilità a Mogliano. Problematiche e prospettive per la mobilità”.

Introdurrà e modererà l’evento Arthur Carponi Schittar, coordinatore delle attività del Comitato Legalità e Benessere. Ospite e relatore principale Renato Chisso, Assessore alla Mobilità e Infrastrutture della Regione Veneto. Invitate anche altre autorità in via di conferma. Interverranno Michele Campanaro, Commissario Straordinario della città di Mogliano Veneto e Roberto Tozzato, Presidente della Consulta dei Quartieri cittadini. Saranno presenti inoltre i Presidenti di Quartiere, che hanno contribuito all’individuazione dei temi dell’incontro.

Nell’occasione verrà presentato alla cittadinanza un documento unitario sui problemi della viabilità a Mogliano, redatto dal Comitato Legalità e Benessere con la collaborazione dei Presidenti di Quartiere.

Visualizza locandina/invito: Locandina incontro viabilità.

I problemi della viabilità e, più ampiamente, della mobilità a Mogliano Veneto si toccano con mano sotto due aspetti.

Il coordinatore del comitato, Arthur Carponi Schittar

Da un lato, la cittadina si trova al centro di una serie sempre crescente di vie di comunicazione e opere centrali per lo sviluppo dell’intera zona. Per i cittadini, se non sufficientemente informati, non è sempre facile raffrontarsi ai disagi e ai cambiamenti che per forza di cose gli attraversamenti di tali infrastrutture creano.

Dall’altro lato, Mogliano vive disagi quotidiani per l’insufficienza attuale delle reti che la collegano. Sono forti, tra i cittadini, l’ansia e la speranza che le varie opere in costruzione e progetto possano essere completate davvero e in tempi brevi e servano effettivamente ad alleggerire il traffico sull’intera rete.

L’inadeguatezza della precedente amministrazione locale e il commissariamento del Comune non hanno fatto che accrescere un sentimento generale di smarrimento per il cittadino, anche se vanno apprezzati i lodevoli interventi del Commissario Straordinario in materia.

In questo quadro e a pochi giorni ormai dall’inaugurazione ufficiale del Passante di Mestre ad opera del Presidente del Consiglio, il comitato Legalità e Benessere ha raccolto l’invito di numerosi cittadini ad organizzare questo incontro.

Al fine di raccogliere valutazioni e suggerimenti da chi meglio conosce le problematiche della mobilità nella zona, l’incontro pubblico è stato preceduto da una riunione dei nove Presidenti di Quartiere con i membri del Comitato Legalità e Benessere.

Grazie alla collaborazione dei Presidenti di Quartiere è stato possibile riunire in un documento unitario problematiche, preoccupazioni e prospettive in tema di mobilità a Mogliano e dintorni (come si vedrà, infatti, non ci si è voluti fermare, in questa analisi, ad un dato prettamente localistico).

Tale documento costituirà non solo la base del convegno del giorno 22, ma anche e soprattutto una piattaforma solida e omogenea di riflessioni, osservazioni e richieste in tema rivolta ad amministrazioni in carica e future.
In tale veste, il documento verrà consegnato in copia alle autorità presenti al convegno, inoltrato a quelle competenti non presenti, consegnato alla stampa e alle forze politiche e reso disponibile online alla cittadinanza sul sito www.legalitaebenessere.it dal giorno seguente.

La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa.

 

La pericolosa condizione del sottopasso di via Pra’ dei Roveri

16 gennaio 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

L'articolo de "La Tribuna di Treviso" sul sottopasso, che riprende anche la nostra foto

La pozza ghiacciata al centro della carreggiata del sottopasso

Pubblico l’accurata documentazione fotografica realizzata dal membro e responsabile del Quartiere Ovest-Ghetto per il nostro Comitato, Pierandrea Zanocco, (che ringrazio) sulle condizioni del sottopasso di via Pra’ dei Roveri a Mogliano nei giorni scorsi.

Come è evidente dalle foto, numerose infiltrazioni d’acqua lungo la struttura producono pozze che poi, con le temperature polari delle scorse notti, ghiacciano. Ciò avviene sia sulla sede stradale sia sul percorso ciclopedonale, con evidenti rischi per automobilisti, ciclisti e passanti.

La balaustra a protezione del percorso ciclopedonale violentemente piegata da un incidente dovuto al ghiaccio

Proprio la settimana scorsa, un incidente ha visto un’auto scivolare e andare a colpire violentemente la balaustra di protezione: non si sa se la causa sia stata il gghiaccio o la velocità. Recentemente la ringhiera è stata risistemata, ma è rimasta così per alcuni giorni.

Inutile dire che si tratta di una situazione rischiosa che non può proseguire e a cui bisogna trovare una soluzione.

Clicca su “continua a leggere” per finire l’articolo e vedere le altre foto.

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Il Terraglio e i suoi platani: morte e rinascita, ecco una possibile soluzione…

11 gennaio 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Un platano

Questo fine settimana mi sento particolarmente produttivo. E allora, dopo l’articolo sulla chiusura del Brolo e quello sulla “social card”, parliamo di un’altra cosa che sta a cuore a me come, credo, a tutti i moglianesi: il nostro bel Terraglio.

Il Terraglio (nel caso qualcuno che si connette da fuori Mogliano non lo conosca) è la strada che corre, praticamente in rettilineo, da Mestre a Treviso, attraversando Mogliano e Preganziol. Il nome attuale risalirebbe già ai primi anni 1000 d.C., ma c’è chi fa risalire il tracciato a molto molto prima, addirittura al periodo paleoveneto. La strada divenne poi molto importante nel tardo impero romano e successivamente costituì una delle linee di espansione della Serenissima Repubblica di Venezia nell’entroterra. A ciò si deve la quantità e bellezza di ville estive dei nobili veneziani lungo la via. In epoca napoleonica (e durante le guerre mondiali poi) la strada fu importantissima per il trasporto truppe e merci e lo stesso Napoleone la percorse due volte.

C’erano in epoca lontana, lungo al Terraglio, due filari di cipressi. Ma negli anni ’60 dell’Ottocento questi vennero sostituiti con un’imponente alberatura di platani. Alberatura che è giunta fino ad oggi.
Definita da molti la più bella strada d’Italia, sembra sia l’unica in tutto il Paese interamente sottoposta a vincolo paesaggistico.

Ci sarebbe molto da dire sul Terraglio (traffico, prostituzione, degrado) e poco a poco affronteremo (o abbiamo già affrontato) queste tematiche; ma oggi voglio parlare di un determinato aspetto quasi sempre trascurato: i platani del Terraglio, del loro declino e di una possibile futura soluzione (se vi interessa, leggete fino in fondo l’articolo).

Come dicevamo, sul Terraglio c’erano due lunghi e stupendi filari di platani, messi a dimora nella seconda metà dell’800, e che rendevano questa strada unica. Di questi platani, oggi, rimangono sparuti superstiti, tanto che, lungo la maggior parte del Terraglio, non si può più dire di trovarsi su una “via alberata”, ma piuttosto su una strada che ha ogni tanto a lato qualche albero. Ciò vale anche per il tratto nel territorio moglianese.

La chiesa di Mogliano vista dal Terraglio alla fine dell'800: notare la fitta alberatura ai lati di via Don Bosco; un tempo anche il Terraglio era così

Chi ha più di trent’anni e, a maggior ragione, chi ne ha più di sessanta, ricorda un Terraglio completamente diverso, letteralmente costellato di platani. La situazione di oggi è anche molto diversa da quella degli anni ’80, in cui sono cresciuto, e tante sono state le piante abbattute da allora. Non sono riuscito ancora a scovare una foto d’epoca, andrò a chiederla prossimamente all’Archivio Ricerca Storica. Ma per far capire com’era il Terraglio ai più giovani che non possono ricordare, in attesa di una foto specifica, guardate questa foto della fine dell’800 che rappresenta la chiesa di Mogliano vista dal Terraglio: notate il numero di alberi lungo via Don Bosco? Alberi che ora non ci sono più. Beh, anche il Terraglio un tempo era così.

Veniamo ad oggi: perché negli ultimi 30 anni sono stati abbattuti così tanti platani? Boscaioli impazziti? Riscaldamento a legna delle sagre? Amministratori amanti del cemento? No, nulla di tutto ciò.

L'abbattimento di un platano malato di cancro colorato

I platani erano malati. Avevano il cancro. Una malattia nota come “cancro colorato” che aggredisce e uccide solo ed esclusivamente questa specie di albero. La malattia ha attaccato gli alberi alla fine degli anni ’40 del ‘900. Sapete perché? Sfiga ha voluto che le casse delle munizioni degli americani, durante la seconda guerra mondiale, fossero di legno di platano; e che quel legno fosse portatore del fungo ascomicete Ceratocystis fimbriata, responsabile della malattia. Dopo lo sbarco delle casse “untrici”, il cancro colorato si diffuse a macchia in tutta Italia. E attecchì anche lungo il Terraglio.

La malattia, secondo Wikypedia, funziona così: “L’infezione coinvolge tutte le parti della pianta (fusti, chiome e radici) e si trasmette per contatto diretto delle spore fungine con ferite (anche piccolissime) del tessuto vegetale o attraverso la fusione delle radici (per piante molto vicine), risultando sempre letale e non trattabile con normali prodotti antimicotici. La forma acuta provoca la completa disseccazione di parti della chioma e può presentarsi, sui tronchi, sotto forma di ampie zone necrotiche presentanti spesso insolite pigmentazioni. Il nome comune delle malattia, “cancro colorato del platano”, deriva dalla caratteristica colorazione rossiccia che il parassita trasmette alle zone legnose colpite.”

Gli effetti del cancro colorato su un platano: scortecciando leggermente la pianta, si vede chiaramente la malattia, ossia quella parte nera

Insomma, questa roba ammazza i platani senza via di scampo: non esiste cura né profilassi per evitare il contagio. Gli alberi vanno abbattuti e smaltiti secondo vie speciali. Se volete saperne di più sul cancro colorato e sulle misure a proposito, cliccate qui, qui e qui.

Quindi dagli anni ’80 in poi si cominciò ad abbattere le piante malate per salvare quelle vive. E siamo arrivati ad oggi. Il Terraglio è diventato una via brulla, uno striscia di asfalto in mezzo alle campagne e alle ville; per chi si ricorda lo splendore di una volta, il Terraglio oggi appare… squallido.

A ciò si aggiunga una considerazione: che lungo una via alberata, bella, struggente, chi va in macchina corre più piano, estasiato dalla bellezza; mentre su una via dritta e sgombra, come oggi, bruttina in sostanza, l’automobilista si sente in autostrada e corre. Non bisogna sottovalutare quest’aspetto psicologico, pensando a tutti gli incidenti che avvengono lungo il Terraglio.

Chiusa la parentesi, torniamo a noi: non si è mai fatto molto per sistemare la questione. Gli alberi costano, in manutenzione, e abbatterli tutto sommato non dispiaceva agli amministratori: meno spese. Rimpiazzarli, poi, non si poteva: inutile sistemare nuovi platani che si sarebbero ammalati di cancro colorato.

Allevamento di platani "Platanor Vallis Clausa", resisenti al cancro colorato

Ma eccoci qua: novità!
Laboratori francesi incrociano una nuova qualità di platano, resistente al cancro colorato: lo chiamano Platanor ® Vallis Clausa (dal nome di una zona della Francia). La storia di questa varietà è quasi strappalacrime, potete leggerla sul sito del venditore unico per l’Italia (clicca qui): incrociando migliaia di esemplari, tra platani americani (resistenti alla malattia, ma che non si acclimatavano qui in Europa) e platani orientali,  si cercò di trasmettere la resistenza al cancro colorato. Sui frutti degli ibridi, si inoculò la malattia; ma morirono tutti, tranne 30. Di questi 30, 12  vennero indotti a produrre dei getti, e la malattia venne inoculata nuovamente nei getti e nelle radici. Dei 12, solo 3 reagirono, ma uno solo riuscì ad accoppare il parassita fin dalle radici.
Da quello straordinario unico platano superstite, venne elaborata la nuova varietà di piante, il Platano Vallis Clausa. Non ho mai letto una storia d’alberi così bella.

Ma al di là di questo, la cosa bella per noi moglianesi, è che questa specie di platani resiste al cancro colorato, all’anthracnosi e tollera tingide ed oidium (altre patologie della pianta).

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Cultura nei guai: chiude il centro d’esposizione Brolo

10 gennaio 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Il logo del Brolo

Cittadinanza, un minuto di silenzio per la cultura a Mogliano.

1”… 2”… 3”… … … 58”… 59”… 60”: ecco, un minuto è passato.

In questo momento di silenzio avete ossequiato la scomparsa prematura del centro d’esposizione Brolo in Piazza Donatori di Sangue a Mogliano. Il piccolo Brolo aveva solo 9 anni. Era di buona famiglia: la madre era il Comune, il padre erano i fondi del 1999 per il Giubileo. Stava crescendo con un’ottima educazione: mostre di Picasso, Matisse, Lautrec, Chagall e di tanti altri artisti: da Piranesi a Benetton, passando per molti emergenti.

Che il Brolo fosse nei guai e che l’ultima amministrazione, nel tentativo ossessivo di cancellare ogni lascito (sia cattivo che buono) di quella ancora precedente, non ne apprezzasse la funzione, si era capito da anni.

Volevano venderlo per far cassa e sistemare i buchi di bilancio, se ne parlava già nel 2006 e le voci divennero insistenti nel 2007. Ma non potevano: i fondi del Giubileo vincolavano la struttura. E giustamente! Lo Stato aveva investito molto denaro per restaurare l’antico edificio e farlo diventare un centro di aggregazione culturale, lo scopo non era certo fare tutti questi lavori per poi venderlo e monetizzarlo a favore di un bilancio che non quadrava. E vendere uno dei pochi immobili di pregio del Comune, appena restaurato, per trasformarlo in denaro e disperderlo in mille rivoli di spese inutili, come purtroppo è spesso accaduto a Mogliano, sarebbe stata una barbarie colossale.

Visto che purtroppo (secondo loro) non si poteva venderlo, mandare tutto all’aria non sembrava una cattiva idea.

Non si rinnovò la gestione che aveva portato a Mogliano tutti quegli artisti importanti di cui avete letto sopra e ottimi successi di critica e, soprattutto, pubblico. Si disse che costava troppo: circa 100 mila euro all’anno. Allora si bandì una nuova gara su invito: il Comune individuava i possibili destinatari e li invitava a farsi avanti con delle offerte. Fallimento: su nove invitati, arrivarono due offerte. E quella migliore, risultò venire da una società non in regola con il fisco.

Si diede perciò la gestione ad una giovane società, seconda piazzata su due. La nuova gestione sarebbe costata 80.000 euro all’anno, ma senza includere la “guardania”, ossia la presenza del personale. La precedente gestione, di successo, l’aveva inclusa nel prezzo. Si decise allora di garantire il servizio con personale comunale.

Ma quindi il vantaggio economico dove stava, visto che un dipendente costa più o meno (forse al lordo anche di più) i soldi risparmiati sull’appalto? Boh… Non c’era.

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Social card: le opportunità (non sufficientemente conosciute) per i Comuni

10 gennaio 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Ecco com'è fatta una "social card"

Il governo in carica ha varato a dicembre una nuova misura a salvaguardia degli strati più deboli della società: anziani e famiglie. La misura è l’assegnazione di una “carta acquisti”, cioè una carta di credito ricaricabile, in cui ogni due mesi il governo verserà in media 80 euro. Il che significa 40 euro al mese da spendere. La carta acquisti è ormai conosciuta da tutti con il nome di “social card”.

La carta è anonima (nel senso che non ha scritto sopra “social card” e quindi salva dall’imbarazzo chi la usa) e utilizzabile in tutto il circuito Pos (ossia dove c’è un bancomat o un lettore di carte di credito). Inoltre presso alcuni negozi, il pagamento con la social card dà diritto a particolari sconti. Anche le bollette possono essere pagate anche tramite la carta; e ciò permette altresì di accedere alle “tariffe sociali” delle società di fornitura (tipo l’Enel) per usufruire delle quali una volta bisognava presentare domanda apposita.
Proprio negli ultimi giorni, numerosi emendamenti hanno consentito di aumentare il numero di beneficiari e di agevolazioni: ad esempio i genitori di bambini di età inferiore ai tre anni, grazie alla carta, avranno sconti e bonus su pannolini, biberon e via dicendo.
Il costo dell’intera operazione si aggira attorno al mezzo miliardo di euro. I potenziali beneficiari, secondo i dati del Tesoro, sono 1 milione e 300 mila italiani.

Clicca su quest'immagine per collegarti al sito del Ministero del Tesoro e scoprire se hai diritto alla "social card"

Per ora la richiesta e il ritiro delle tessere procedono a rilento, anche perché molti non sanno di averne diritto. Se volete controllare se la vostra situazione ricade tra quelle utili per l’ottenimento della carta, date un’occhiata qui (clicca qui), o chiamate il numero verde 800.666.888 o andate presso uno sportello di Poste Italiane, ente che ha in carico tutta la burocrazia relativa alle tessere.

Sulla misura si è creato un intenso dibattito tra favorevoli e contrari. L’opposizione ha detto che si tratta di un provvedimento antiquato, inefficace, che fa la carità in modo squallido, che sarebbe stato meglio detassare le tredicesime, gli straordinari e aumentare le pensioni. Il governo ha replicato che la card serve anche a chi una pensione e una tredicesima non ce l’ha e che con il nuovo sistema è possibile fare aggiustamenti continui che non possono essere fatti con gli altri provvedimenti suggeriti.

E qui veniamo al punto di questo articolo, perché non ho intenzione di mettermi a discutere per pagine dell’utilità o meno di questa carta (tra l’altro ritengo che qualsiasi misura in favore di famiglie e anziani sia utile e benvenuta, soprattutto visto che fino ad oggi i governi se ne sono ampiamente fregati).

Il particolare interessante della social card, non abbastanza ben pubblicizzato a mio parere dal governo, è che essendo una carta di credito ricaricabile e nominativa, si presta ad essere “ricaricata” non solo dallo Stato Italiano, ma da chiunque lo desideri.

In parole… povere, oltre agli 80 euro governativi, sulla carta potranno affluire tutte le liberalità di enti locali (Regioni, Province, Comuni) e associazioni private (caritatevoli, benefiche, di categoria, ecc.) che lo desiderino. Il Comune di Roma, per esempio, ha già deciso di integrare con una quota aggiuntiva i benefici accordati dallo Stato ai propri cittadini. E lo stesso potrebbero fare molti altri enti locali, con una notevole semplificazione rispetto ad altre forme di erogazione: un Comune non potrebbe mai permettersi di aumentare la pensione ai pensionati residenti sul territorio.

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