
La Prefettura di Treviso
Il 23 dicembre 2008, tramite un articolo di Matteo Marcon sulla Tribuna di Treviso, il commissario straordinario dott. Michele Campanaro ha dato una buona notizia ai moglianesi: secondo i dati della Prefettura di Treviso, i reati a Mogliano Veneto sono calati del 22% rispetto all’anno precedente.
A questo dato bisognerà fare forse una piccola sottrazione, se è vero che in Italia sta diventando sempre più generalizzata la tendenza ad evitare di sporgere denuncia, a causa della serpeggiante sfiducia nei confronti dell’apparato della giustizia.
Ma, se anche si dovesse togliere dal 22% qualche punto percentuale per questo motivo, la diminuzione è e resta sensibile e rappresenta un ottimo risultato, da cui partire per continuare a migliorare le condizioni di sicurezza della città.
A cosa lo si deve? Sicuramente i fattori saranno molteplici. Ma credo che non sia un caso che a rivelare il dato sia stato il commissario. Ritengo sia infatti possibile vedere nella diversa impostazione di governo della città uno dei fattori che hanno portato alla riduzione della criminalità.
Cosa intendo con ciò?
L’azione di governo del commissario si differenzia da quella di un sindaco politicante per essere rivolta non all’apparenza, ma alla sostanza. Il commissario, infatti, non è stato eletto, nè deve essere rieletto. Quindi non ha la preoccupazione, propria dei politicanti, di dover apparire a tutti i costi.
Di qualsiasi problema, i politicanti fanno un vessillo, una bandiera grazie alla quale guadagnare in visibilità e voti. E la sicurezza purtroppo non fa eccezione.
In cosa si differenzia, quindi, in pratica, l’azione di un politicante da quella di un commissario per quanto concerne la sicurezza?
Facciamo un po’ di esempi.





























