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Torniamo a bomba: aumentato lo stipendio del Direttore Generale di 10.000 euro all’anno (prelevati dalle tasche di noi cittadini cretini)

3 maggio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
A Mogliano altre prebende per la Casta: 10.000 euro di aumento annuale al Direttore Generale!

A Mogliano altre prebende per la Casta: 10.000 euro di aumento annuale al Direttore Generale!

Scusate per l’assenza dalle pagine del blog nelle ultime settimane, ma ho avuto parecchio da fare…offline.
Torniamo subito a bomba sulle questioni di Mogliano. Anche perché si sono accumulate un sacco di cose di cui parlare quindi credo che potremo ritornare al ritmo di un articolo ogni 2-3 giorni.

Per i nostri affezionati lettori che odiano sprechi e privilegi, vi do notizia di quanto emerso e comunicato alla plebe moglianese nell’ultimo consiglio comunale da parte della Casta che governa la nostra città.

Al Direttore Generale del Comune di Mogliano Veneto, la tanto contestata figura di dirigente creata a Mogliano dalle due giunte Azzolini e attribuita a figure di partito, verrà riconosciuto un aumento in busta paga di 10.000 euro annui. Così, sull’unghia.
In un periodo di crisi economica in cui per molte famiglie 10.000 euro rappresentano l’entrata annua totale (!) i politicanti che governano la nostra città non si fanno mancare niente e aumentano lo stipendio di un dirigente già superpagato (per fare cosa non si è ancora ben capito…), ex consigliere comunale proprio della Lega, di 10.000 in un colpo.

Come ricorderete, su questa cosa del Direttore Generale abbiamo abbastanza insistito e rotto le scatole (clicca qui e qui).

E pensare che proprio la Lega (che qui a Mogliano si è accaparrata, nella spartizione di cariche e careghe, quella del Direttore Generale) a Roma dice  che questa figura va abolita perché è uno spreco assurdo, del tutto ingiustificabile nei Comuni sotto i 65.000 abitanti. E così, infatti, prevedeva la c.d. riforma Calderoli, quando sembrava davvero tagliasse, prima di diventare solo un elenco di “consigli” di cui i cattivi amministratori possono fregarsi completamente (clicca qui).

“Poverino, prendeva meno degli altri dirigenti” si è giustificato con notevole faccia tosta il sindaco in Consiglio Comunale.
Mi sembra ancora di ricordare il sindaco Azzolini che magnificava, durante i primi Consigli Comunali, come questa figura avrebbe fatto risparmiare alla città, anche perché secondo lui il costo era contenutissimo. Certo, finché paga Pantalone tutto è economico.
E pensare che questo sindaco si era reclamizzato in campagna con una scopa in mano, dicendo che avrebbe spazzato via la vecchia politica degli interessi… Mah. Forse aveva solo invertito l’ordine di alcune parole: intendeva dire che avrebbe spazzato via la politica dei vecchi interessi, per sostituirli con nuovi.

In un periodo nero di crisi per lavoratori e famiglie come questo, con disoccupazione e cassaintegrazione ai massimi, forse il Comune farebbe meglio a impiegare in altro modo i soldi dei cittadini, invece che aumentando gli stipendi dei manager di nomina politica. Ma questa è la via scelta fin dall'inizio da questo sindaco: quella del privilegio e della Casta

In un periodo nero di crisi per lavoratori e famiglie come questo, con disoccupazione e cassaintegrazione ai massimi, forse il Comune farebbe meglio a impiegare in altro modo i soldi dei cittadini, invece che aumentando gli stipendi dei manager di nomina politica. Ma questa è la via scelta fin dall'inizio da questo sindaco: quella del privilegio e della Casta

Dai calcoli che mi ero fatto – passibili di correzioni, in aumento – il costo per il Comune doveva essere attorno ai 120.000 euro annui, pre-aumento. Con l’aumento, si passerebbe a 130.000 circa. Ma alcuni consiglieri comunali dell’opposizione quantificano la cifra in 170.000 euro.
Sarebbe interessante che sui costi totali, invece che continuare ad arrampicarsi sugli specchi come fatto finora, l’amministrazione comunale fornisse una semplice tabella. Ce n’è una, per niente precisa, nel sito del Comune nella sezione “trasparenza” (prima e ultima volta che sentirete questa parola durante il mandato di Azzolini, tranquilli), ma la retribuzione indicata non contiene tutti i costi sostenuti dal Comune, in quanto enti come il Comune pagano una parte dei contributi attraverso un capitolo apposito nel bilancio. Ecco, sarebbe interessante sapere esattamente quale costo complessivo sostiene la città per mantenere il Direttore Generale. Il costo totale: se è, come sembra, tra i 130.000 e i 170.000 euro, la cosa è abominevole, scandalosa, immorale!

A quel punto, i cittadini potranno chiedersi cosa fa un dirigente che prima dei mandati Azzolini non esisteva e che la Lega a Roma vuole abolire, per costare al Comune (cioè ai poveri cretini che pagano le tasse) una decina di migliaia di euro abbondanti al mese.
E i cittadini potranno anche chiedersi perché, soprattutto in un periodo nero come questo per lavoratori e famiglie, si debba aumentare questo già vergognoso stipendio con altri 10.000 euro!

 

Azzolini e i suoi aboliscono il difensore civico: come dice il termine stesso, ora i cittadini sono indifesi

9 marzo 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
A Mogliano non si assegna l'incarico ad un'altra persona: si elimina proprio la figura del difensore civico... Tagliati i quartieri, tagliato il difensore civico, nominati Direttore Generale, addetto stampa... La direzione è chiara: togliere rappresentanza e voce ai cittadini, mettere tutto il potere in mano a pochi amici e sostenitori

A Mogliano non si assegna l'incarico da difensore civico ad un'altra persona: si elimina proprio la figura del difensore civico... Tagliati i quartieri, tagliato il difensore civico, nominati Direttore Generale, addetto stampa... La direzione è chiara: togliere rappresentanza e voce ai cittadini, mettere tutto il potere in mano a pochi amici e sostenitori

Il pacchetto Calderoli è uno dei tanti spot elettorali della Lega: grandi proclami e poca (o a volte zero) sostanza. Stavolta siamo quasi a zero.

Stando a quanto passato su tg e giornali, le nuove norme avrebbero dovuto tagliare i costi inutili o superflui e gli sprechi in modo radicale. Nei fatti, le previsioni iniziali si sono ridotte, nell’iter legistlativo, via via fino a poco-niente: e alla fine i tagli sono più o meno quasi tutti volontari, ossia lasciati alla volontà degli enti stessi, che dovrebbero auto-tagliarsi.

Va da sè che è come continuare a dare gli stessi soldi ad uno spendaccione cronico, dicendogli però che se vuole può spenderne meno. Assolutamente inutile, no?

Anche perché molte delle figure che gli enti potranno tagliare erano state, a loro tempo, create per scelta politico-amministrativa: ossia erano state create non certo per obbligo, ma perché l’ente voleva.

La situazione l’avevamo spiegata dilungandoci di più qui (clicca): vi consiglio di leggere l’articolo, se già non l’avete fatto, per capire quanto segue ora.

Torniamo sull’argomento perché invece c’è un ente locale in Italia che ha avuto il coraggio di tagliare un costo inutile derivante da una figura professionale che il pacchetto Calderoli dà la facoltà di sopprimere: è Mogliano!!!

Finalmente possiamo essere fieri della nostra città quanto a taglio degli sprechi e degli incarichi pubblici!
I posteri ricorderanno “la coraggiosa Mogliano”!

Quella Mogliano, dove si è creato ad hoc il posto da Direttore Generale, nominato da Azzolini in entrambi i casi (Zanus e Favaron) pescandolo dai suoi sostenitori politici, a botte di 120.000 e passa euro all’anno (qui). Figura non obbligatoria e che il pacchetto Calderoli permetterebbe di abolire immediatamente.

Quella Mogliano, dove si è creato ad hoc il posto da Capo di Gabinetto (termine con cui si intende il conciliabolo più intimo del Sindaco, cosa credete?), per qualcosa come 60 o 80.000 euro (sinceramente non ricordo), posto che attualmente mi risulta ancora vacante (chi, secondo le indiscrezioni, doveva andarci, si è preso un altro bell’incarico da presidente di una società partecipata, SPL – qui e qui).

Quella Mogliano, dove si è resuscitata una società morta (sempre SPL, qui e qui) e nel cui consiglio di amministrazione si sono piazzati sostenitori e amici, spalancando una voragine debitoria (si parla di 8 milioni di euro di debiti) per i cittadini moglianesi con operazioni immobiliari spericolate .

Quella Mogliano, dove si è creato ad hoc il posto da addetto stampa (o qualcosa di simile) da oltre 10.000 euro all’anno per chi scriveva i volantini elettorali del sindaco.

Sono sempre più gli incarichi dorati a Mogliano, assegnati a sostenitori e amici politici. Qualcuno ha preso i cittadini per una vacca da mungere. La domanda è se i moglianesi sono una mucca, o se invece spremuti a sproposito tireranno fuori il toro che c'è in loro...

Sono sempre più gli incarichi dorati a Mogliano, assegnati a sostenitori e amici politici. Qualcuno ha preso i cittadini per una vacca da mungere. La domanda è se i moglianesi sono una mucca, o se invece spremuti a sproposito tireranno fuori il toro che c'è in loro...

Insomma, in questa Mogliano azzoliniana, dove si spende e si spande per cercare di mantenere il consenso ottenuto, la figura che si è deciso di tagliare è quella del difensore civico.
Precisamente, difensore civico nominato da amministrazioni passate di cui Azzolini faceva parte e alle cui decisioni contribuiva (infatti l’attuale difensore civico fu nominata e riconfermata per il secondo incarico con i voti di Azzolini e della sua lista).
Ma ora che bisognerebbe nominarne uno nuovo (l’incarico è scaduto da mesi), ci si è trovati di fronte ad un problema. Per nominare il difensore civico si prevede una maggioranza qualificata (cioè molto ampia) che finora, nell’attuale Consiglio Comunale, non si è mai raggiunta, nonostante numerossisimi tentativi di votazione. In questi tentativi, la maggioranza ha cercato di imporre, come in ogni altro incarico, uomini di fiducia, vicini o vicinissimi ai propri colori. Prova e riprova, non ci si è riusciti e fino ad ora ci si è dovuti tenere la “vecchia” difensore civico di sinistra (che, ahilei, per qualche settimana era stata anche lì lì sul punto di candidarsi sindaco per la sinistra).
Così, visto che questo incarico non si riesce a darlo a qualche sostenitore o amico, chiudiamo baracca e burattini.
A fronte di incarichi dirigenziali che costano centinaia di migliaia di euro ai moglianesi, garantendo un servizio al cittadino pari a zero e che non stanno a contatto con la gente (es. Direttore Generale, Capo di Gabinetto, quando sarà, Cda vari), si taglia l’unica figura (voluta ben oltre un decennio fa da una legge fortemente innovativa nell’ambito del diritto amministrativo) creata apposta per difendere i cittadini, il difensore civico (“nomen omen”).
Il difensore civico, infatti, svolge una funzione importante grazie ad una sua collocazione particolare: egli è interno alla macchina comunale, ma ha il compito di essere dalla parte del cittadino. Ciò gli consente e lo obbliga a raccogliere direttamente dalla gente lamentele, preoccupazioni, reclami e a trasformarli in input amministrativi per la macchina comunale, seguendo i cittadini nell’ambito di numerosi procedimenti.

Insomma, che la si ritenga o no una figura indispensabile o necessaria, sicuramente tutti possono concordare che di cose assolutamente più inutili di questa ce ne sono tante e che semmai si potrebbe cominciare a tagliare da quelle.
Quelli, però, sono incarichi che si sono creati o attribuiti a persone vicine. Cosa che non si riesce a fare (causa regole difficilmente aggirabili) per questo incarico. E quindi… zac!

La scusa di Azzolini sarà sicuramente qualcosa di simile a questo (ha già pronunciato parole simili in vari discorsi e fanno parte del suo canovaccio): La città risparmierà perché la mia porta è sempre aperta per i cittadini, quindi non serve un filtro come quello del difensore civico. Io parlo direttamente con la gente e ascolto tutti, ci penso io a difenderli.

E sul fatto che la porta sia sempre o quasi sempre aperta e che Azzolini parli con la gente, niente da ridire: è assolutamente vero.
Il problema è che il sindaco parla e basta. E che non ascolta nè difende nessuno, se non se stesso e i suoi sostenitori.

In realtà vi dico che la soppressione del difensore civico ci porterà, se non altro, un’amara soddisfazione.
Sarà quella che ancora più gente parlerà direttamente con il sindaco e i suoi fidi sostenitori: questa gente riceverà promesse di risoluzione dei problemi, riceverà tanti “sì”, “sì” e ancora “sì”, nel perfetto stile del sindaco, che a tutti promette tutto e annuisce sempre, dando ragione a tutti i possibili elettori. Salvo poi non potere o volere risolvere nulla.
Fino ad oggi qualcuno avrebbe potuto anche pensare che il difensore civico non funzionasse, o non si fosse abbastanza applicato, o non avesse abbastanza influenza, o fosse solo un ingranaggio burocratico.
Da oggi in poi, tutti vedranno in faccia chi promette e chi annuisce. Da oggi tutti vedranno che la persona con cui lamentarsi è la stessa che ha firmato gli atti o dato avvio ai procedimenti di cui ci si lamenta. Da oggi tutti vedranno chi esaudisce quel che ha promesso. E chi no.

Il taglio di questo ulteriore servizio, motivato dal solo fatto che si ritiene fastidiosa la figura del difensore civico perché contrapposta all’apparato politico e che si ritiene inutile l’incarico perché non attribuibile ad amici e sostenitori, porterà ad un’ulteriore diminuzione della qualità di quest’amministrazione. Ma forse questo farà aprire gli occhi ad ancora più gente. Aprire gli occhi è doloroso, ma è quantomai necessario.

 

Secondo Azzolini i cittadini dovrebbero arrangiarsi e sparare ai ladri. L’incoscienza e il populismo di questo sindaco hanno passato il segno

6 febbraio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Non c’è altra spiegazione: il Sole leghista ha dato alla testa ad Azzolini

Il simbolo della Padania, quel cerchio con i petali verdi, si chiama Sole delle Alpi. Evidentemente, la prolungata esposizione al Sole leghista ha dato alla testa al nostro ex-neo-sindaco comunista, che ieri ha passato proprio il segno. Forse nell’intenzione di accreditarsi sempre più all’elettorato leghista (visto che purtroppo per lui non è riuscito a presentarsi alle regionali) forse solo per populismo irresponsabile, stavolta è andato oltre se stesso e oltre sue consuete sparate ad uso e consumo dei giornali.

Ecco le sue dichiarazioni farneticanti di oggi alla stampa, contenute nell’articolo: “Ora i ladri devono avere paura” (Tribuna di Treviso). “I ladri oggi devono avere paura della città di Mogliano e devono  sapere che oltre a rischiare di beccarsi qualche pallottola nel sedere, rischiano anche che il sindaco gli corra dietro con gli avvocati”.
Questo all’indomani dell’altrettanto irresponsabile e sciocca dichiarazione: “Ora i cittadini sanno che possono difendersi da soli”.

Ciò in relazione al caso Campello, il meccanico (per bene) che, esasperato, ha sparato (secondo il p.m. per legittima difesa) al ladro, nel cortile dell’officina.
Evento umano e tragico, che ha cambiato la vita dell’onesto cittadino sicuramente non in meglio (tant’è che continua a dire di essere pentito e che non lo rifarebbe) e che Azzolini e la Lega hanno fin da subito strumentalizzato per farsi pubblicità. Gente che si fa grande del proprio fallimento: se lo Stato, in un Comune leghista, di una Provincia leghista, di una Regione con la Lega in maggioranza, di un Governo con la Lega al Ministero dell’Interno (e tutto ciò, da anni e con maggioranze pesanti) non riescono a garantire la sicurezza perché continuano a tagliare i fondi alle Forze dell’Ordine, cosa c’è da gioire nel fatto che un poveretto si trovi costretto a difendersi, rischiando la galera?
Dell’episodio e delle strumentalizzazioni abbiamo parlato più volte: qui, qui e ieri qui.

Che altro dire?
Quel che dice il politicante Azzolini, passato dal dire che a Mogliano le ronde non servivano (quand’era a sinistra), a incitare i cittadini ad arrangiarsi (ora che è con la Lega) è come dire “Cittadini, armatevi e difendetevi: lo Stato ha fallito, ora ognuno torni al “fai da te”, come ai bei vecchi tempi del medioevo e dell’era delle caverne”.
Spero solo, come ho già scritto, che Azzolini non si ritrovi sulla coscienza un morto o un concittadino in carcere: anche se uno che dice simili idiozie a cuor leggero per raccattar voti di coscienza e senso civico deve averne ben pochi.

Ogni tanto sulla stampa provo a dire anche la mia per ribattere alle insensatezze (soprattutto quando sono pericolose) del sindaco. Spero che, poco a poco, i cittadini, a furia di leggere le sparate del loro sindaco, si rendano conto di come questa città è male amministrata e del livello di questa politica

Ogni tanto sulla stampa provo a dire anche la mia per ribattere alle insensatezze (soprattutto quando sono pericolose) del sindaco. Spero che, poco a poco, i cittadini, a furia di leggere le sparate del loro sindaco, si rendano conto di come questa città è male amministrata e del livello di questa politica

Le dichiarazioni di Azzolini non faranno che far sì che, da un lato, qualche cittadino che gli crede si compri un’arma e magari spari ai ladri (e forse la prossima volta non ricorreranno i presupposti della legittima difesa e il p.m. chiederà il carcere) e dall’altro che uno che vuol venire a rubare a Mogliano, si porterà anche lui una bella pistola, una spranga, un coltellaccio.
Infiniti dati, ricerche e comparazioni, con altri Stati, dimostrano quel che dico. Poi, se qualcuno di voi crede che sia meglio, invece che potenziare le Forze dell’Ordine, dire alla gente di arrangiarsi, non badate me e continuate a votare Azzolini: è il sindaco che fa al caso vostro.

Per parte mia, vorrei dormire sonni sereni mentre Forze dell’Ordine numerose e adeguatamente retribuite pattugliano il territorio del mio Comune: non aspettare i ladri di notte con la pistola nel cassetto, domandandomi se anche loro saranno armati.

Tornerò sull’argomento, ma qualcosa dovevo scriverlo subito, ora.

Intanto ricordatevi della Tenenza, cioè il raddoppio del numero di Carabinieri a Mogliano. Per l’Arma dei Carabinieri è cosa fatta, da anni. Aspettano solo che il Comune predisponga un edificio adatto. E Azzolini, prima come assessore, poi come sindaco, poi come candidato, poi di nuovo come sindaco, è da 5 anni e passa che ne parla e la promette. Anche oggi sui giornali.
Ma finora, per la Tenenza, non c’è neanche una riga di progetto. Non sanno neanche dove piazzarla. Non sanno neanche dove trovare i soldi. A dir la verità, non sanno neanche quanto grande dovrebbe essere, esattamente. Non hanno nessuna idea, nè progetto, nè elaborazione di alcun tipo, sulla Tenenza che continuano a promettere.
E’ solo la burletta con cui tirare avanti, giorno dopo giorno, sparata dopo sparata.
Questa volta, però, la sparata potrebbe farla qualcun altro e qualcuno potrebbe farsi male.
Riflettete, concittadini, su chi vi governa e con quale dignità civile vi tratta.

 

Un tavolo ornamentale da 13.000 euro nella sede della Provincia di Treviso. Ma Muraro dice che fare una polemica sugli sprechi è “una puttanata” (lett.)

22 gennaio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Evidenziato nell'immagine il tavolo ornamentale da 13.000 nella nuova sede della Provincia di Treviso. Vi prego, cliccate sull'immagine, dovete capire bene di cosa stiamo parlando!

Evidenziato nell'immagine il tavolo ornamentale da 13.000 nella nuova sede della Provincia di Treviso. Vi prego, cliccate sull'immagine, dovete capire bene di cosa stiamo parlando!

Al centro della sala del consiglio provinciale, nel complesso che ospita la nuova sede della Provincia di Treviso (il rinato Sant’Artemio), campeggia un tavolo di metallo e vetro.

Una persona erudita vi direbbe che è ornamentale: cioè non serve a niente, è lì per bellezza. In sostanza è un tavolo inutile. Visto che la sala e i banchi dei consiglieri sono disposti in forma ovale, in mezzo rimaneva uno spazio vuoto. Qualcuno ha pensato di metterci un tavolo. E vabbe’.

Il punto è che quel tavolo è costato quasi 13.000 euro, precisamente 12.840.

Per chi pensasse di aver letto male: tredicimila euro! In vecchie lire, ventisei milioni.

Per un tavolo dove, in questi mesi, è stata appoggiata per qualche giorno una piantina, durante il Natale.
Nella sala di una sede di un ente locale che è appena costata 80 milioni di euro (ottanta milioni di eurooo!!!).
Sede che è stata completamente riarredata, spendendo 4,5 milioni di euro (quattro milioni e mezzo di eurooo!!!)
Sede che è stata inaugurata con un festino per una spesa di 108.000 euro (centoottomila eurooo!!!). E leggete qui spesi come!!!

In mezzo a quella sala si poteva mettere qualsiasi cosa. O si poteva benissimo lasciare lo spazio vuoto: cosa cambia? Guardate la foto e ditemi se non è ridicolo? Oppure potevano mettere un tavolo recuperato dalla precedente sede in centro a Treviso. Ma no: secondo gli atti che decretano la necessità di quel nuovo tavolo, “in quanto le caratteristiche e le misure previste per il tavolo da posizionare all’interno della sala richiedono una lavorazione artigianale“. Ehhh??? “Le misure previste“??? Scusate, vi prego di guardare la foto e di incavolarvi: mi dite, in una sala enorme con uno spazio enorme, cosa vuol dire che “le misure previste” richiedono una lavorazione artigianale? Forse che non c’era nessun tavolo di queste dimensioni nella vecchia sede? Forse che dieci centimetri in più o in meno cambiavano qualcosa, in quella sala? Forse che all’Ikea non lo trovavano un tavolo di quelle dimensioni? Forse che anche in qualche negozio chic non trovavano un bel tavolo di vetro per 1/4 di quello che l’hanno pagato?

Il festino di inaugurazione della nuova sede della Provincia (costataci 80 milioni di euro) ci è costato solo 108.000 euro. Certo, come dice Muraro, avere da ridire sugli sprechi "è una puttanata"... Mah...

Il festino di inaugurazione della nuova sede della Provincia (costataci 80 milioni di euro) ci è costato solo 108.000 euro. Certo, come dice Muraro, avere da ridire sugli sprechi "è una puttanata"... Mah...

Ma sentite qui: per il tavolo da 13.000 euro è stata ufficialmente decreata “l’urgenza di provvedere alla fornitura” (fonte). E ci credo: dal 2003 (deliberato progetto) al 2009 (inaugurazione sede), sono solo sei anni: se non c’è urgenza nel provvedere per un tavolo in quei soli sei anni! (Illustri scienziati britannici hanno calcolato che, ragionando come la Provincia di Treviso, per arredare un miniappartamento di 60 mq ci vorrebbero 3.168 anni; se poi i prezzi sono quelli che spunta la Provincia, ci vorrebbero 19 milioni di euro circa. Elettrodomestici esclusi.)

Ma battute a parte, il decretare “l’urgenza” (ma dove? Per favore!) ha permesso di… indovinate… sì, affidare la fornitura del tavolo da 13.000 euro senza gara!

Questo quando la disoccupazione sta dilagando nelle nostre zone. Quando la cassa integrazione la fa da padrona. Quando le famiglie non arrivano alla terza settimana del mese. Quando i giovani convivono con un precariato sempre più selvaggio. Quando i Comuni arrancano con le spese. E quando per qualsiasi cosa gli si chiede, anche la Provincia si lagna di non avere soldi.

Immagino che sentiate dentro la stessa rabbia e repulsione che sento io. Forse di più, forse di meno: ma siamo lì.

Una cosa del genere FA SCHIFO. Senza mezzi termini. E’ VERGOGNOSA.

Ma sentiamo cosa ne pensano i responsabili.

La storia è venuta fuori da qualche giorno e ovviamente più di qualcuno ha avuto da obbiettare.

Ecco le risposte del Presidente della Provincia, nostro concittadino moglianese, Leonardo Muraro (fonte: qui).
1) Non è colpa mia, ma di Zaia (in sostanza: leggete la fonte).
2) “E’ un arredo dignitoso per una sala dignitosa” (lett.)
2) “Crearci intorno una polemica sugli sprechi è solo una puttanata” (lett.)

Signori… No comment.
E questi sono coloro che amministrano oggi tutta la nostra scala amministrativa: il Comune di Mogliano (dove le spese assurde e clientelari sono all’ordine del giorno e ad onor del vero lo erano anche prima con la sinistra). La Provincia di Treviso. E, tra qualche mese, la Regione Veneto.

Un arredo dignitoso?” Raccontalo alle migliaia di persone che nel trevigiano perdono un lavoro con cui guadagnano uno stipendio che al netto è all’anno quello che avete speso per il tavolo!
E poi si lamentano di Roma ladrona!

Ecco cosa potevano mettere in mezzo alla sala. Costava uguale, ma almeno ridistribuivano i soldi ai lavoratori cassa-integrati. E l'altezza dell'auto ce li avrebbe nascosti alla vista, almeno.

Ecco cosa potevano mettere in mezzo alla sala. Costava uguale, ma almeno ridistribuivano i soldi ai lavoratori cassa-integrati. E l'altezza dell'auto ce li avrebbe nascosti alla vista, almeno.

Ma voglio anche essere costruttivo e fare una proposta: se volevano mettere a tutti i costi qualcosa che costasse 13.000 euro lì in mezzo per coprire lo spazio vuoto, potevano piazzare una bella Alfa 147 full optional. Avrebbero ridistribuito quei soldi, sottratti ai lavoratori con le tasse, ad altri lavoratori che ora non se la passano per niente bene (gli operai dello stabilimento di Pomigliano d’Arco).
Certo, forse la sagoma alta della vettura avrebbe nascosto i loro volti al pubblico seduto in sala. Ma viste certe facce di bronzo e come rendono conto del denaro che la gente affida loro, nascondersi sarebbe già un buon inizio

 

Soldati al posto di poliziotti per Treviso? Pessima idea

20 gennaio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Gentilini richiede l'invio dell'esercito a Treviso contro la criminalità. Pessima idea, anche da un vecchio alpino...

Gentilini richiede l'invio dell'esercito a Treviso contro la criminalità. Pessima idea, anche da un vecchio alpino...

Permettemi per oggi di uscire dai confini territoriali di Mogliano, per commentare una notizia che imperversa in questi giorni.

A fronte dell’aumento sensibile delle rapine di questo ultimo periodo, il vicesindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, ha invocato l’invio dell’esercito.

Ora, certe volte mi sembra che i politici italiani non capiscano proprio niente. In questo caso è la Lega (che sulla sicurezza fa tanto l’intenditrice, ma non ne azzecca una); ma non voglio che si pensi che sia una colpa solo leghista: tante volte fa lo stesso il Pdl, fa lo stesso il Pd, fanno lo stesso un po’ tutti, sui più svariati argomenti.

Cerchiamo di pensare con la testa di questi politici. (Pensare???)
C’è il problema della sicurezza. Che si fa?
Prima propongono le ronde politicizzate.
Idea del cavolo, per tantissimi motivi. Ma va be’.
Riescono ad ottenere dal Ministro all’Interno un inquadramento istituzionale delle ronde.
E poi più nessuno, neanche loro, vuole farle (in Provincia di Treviso, culla della cultura “rondista” della Lega – e di qualche esponente del Pdl – una sola associazione in un solo Comune ha richiesto l’iscrizione all’apposito albo in Prefettura).
Allora che fanno? Chiedono l’intervento dell’esercito

Quello che tiene tra le mani questa bellissima e sorridente soldatessa è un Beretta AR 70/90, un'arma pensata per i teatri operativi, non certo per fermare una rapina. I nostri politici sembrano non capire la differenza tra Forze dell'Ordine ed Esercito, in termini di addestramento, equipaggiamento, mentalità.

Quello che tiene tra le mani questa bella e sorridente soldatessa è un Beretta AR 70/90, un'arma pensata per i teatri operativi, non certo per fermare una rapina. I nostri politici sembrano non capire la differenza tra Forze dell'Ordine ed Esercito, in termini di addestramento, equipaggiamento, mentalità.

L’esercito, ossia dei militari ben addestrati… ma per andare in guerra o in missione di pace (visto che ormai le guerre le chiamiamo così) non per fare gli agenti in città!

Tutta la stima ai nostri militari, sia chiaro. Ma qui siamo alla follia. Ho sempre trovato inutile e deprecabile l’utilizzo dei soldati in questi ultimi mesi sul territorio nazionale (e in breve vi spiego perché). Ma invocarli a mera sostituzione delle Forze dell’Ordine per una sicurezza diffusa come quella che serve nel trevigiano è davvero assurdo!

I soldati hanno un addestramento diverso. Hanno appreso una teoria e una pratica diverse. Hanno un armamento diverso. Non hanno una preparazione giuridica nè come agenti di polizia giudiziaria (quali sono i carabinieri e i poliziotti) nè come agenti di pubblica sicurezza (come sono i carabinieri e i poliziotti). In caso vengano messi per strada, alcune qualifiche gli vengono semplicemente assegnate dalla legge. Ma i militari, preparati e professionali sul campo di battaglia, rischiano di essere sulle nostre strade solamente un peso per le vere Forze dell’Ordine, che devono star loro appresso per dirigerli, aiutarli e, nel peggiore dei casi, sbrogliare qualche guaio.
Dio non voglia, poi, che un giorno tocchi loro intervenire: chi ha fatto la leva, ricorderà cos’è un fucile d’assalto come quello in dotazione ai nostri soldati (nel 90% dei casi un Beretta AR 70/90, dove AR sta per Assault Rifle) e ricorderà come spara e che tipo di proiettile spara. Già utilizzando la pistola cal. 9 mm in dotazione alle nostre FF.OO. bisogna stare molto attenti: vi assicuro che non vorrei mai vedere utilizzare in una città, fuori dal teatro di guerra, un fucile mitragliatore come l’AR per fermare dei rapinatori

Quel che fanno questi brillanti politici è simile a dire: vorrei un cucchiaio per tagliare, sottile e con un lato affilato. C’è già: si chiama coltello.

Beh: se volete un militare addestrato per operare in città, giuridicamente preparato, che conosca la zona e il modo di operare per strada, armato di pistola e preparato a contrastare la criminalità… c’è già: si chiama poliziotto o carabiniere. Investite su quello (e invece alle Forze dell’Ordine avete tagliato i fondi e ne avete ridotto il numero.)

Sostituire i carabinieri e i poliziotti con i militari ha senso solo nei posti di vigilanza fissa (es. di fronte alle ambasciate, ai monumenti o alle abitazioni di importanti personalità, i c.d. obiettivi sensibili) perché in effetti lì le Forze dell’Ordine sono sprecate: ma chiedere l’intervento dell’esercito a Treviso contro la criminalità è stupido come cercare un cucchiaio che taglia.

P.S. Il cucchiaio-coltello (e anche forchetta) comunque esiste davvero (e non è quello da campeggio a cui avete pensato tutti). Eccolo qui sotto (co-mo-dis-si-mo!): l’avrà inventato un politico… ;-)

Un comodissimo coltello-cucchiaio-forchetta: utile come l'idea di utilizzare l'esercito contro le rapine...

Un comodissimo coltello-cucchiaio-forchetta: utile come l'idea di utilizzare l'esercito contro le rapine...

 

Unindustria va avanti nel procedimento VIA e deposita il progetto: tentativo disperato o consapevolezza di qualche asso nella manica?

23 dicembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Unindustria, nonostante i recenti "no" di importanti enti (Arpav e Provincia) ha improvvisamente dato un'accelerata al procedimento autorizzativo degli inceneritori di Mogliano e Silea, proprio in corrispondenza delle elezioni regionali. Mossa disperata o consapevolezza di avere qualche asso nella manica?

Unindustria, nonostante i recenti "no" di importanti enti (Arpav e Provincia) ha improvvisamente dato un'accelerata al procedimento autorizzativo degli inceneritori di Mogliano e Silea, proprio in corrispondenza delle elezioni regionali. Mossa disperata o consapevolezza di avere qualche asso nella manica?

Iniziative Ambientali, la società di Unindustria Treviso che ha presentato il progetto di inceneritori per Mogliano e Silea, non si ferma, nonostante i colpi sul muso ricevuti di recente da ARPAV e Provincia di Treviso.

La società, in una lettera diretta agli enti interessati, ha infatti espresso l’intenzione di dar luogo ben presto (entro la fine di dicembre) al deposito e alla c.d. “pubblicità” sui quotidiani (previsti dalla legge come atti necessari nel procedimento di Valutazione Impatto Ambientale) dei progetti.

Dalla data di deposito e pubblicazione sui quotidiani, decorreranno alcuni termini molto importanti:
- 50 giorni per le osservazioni dei cittadini (lett. “chiunque”) ex art. 16 c.1 l.r. 10/99;
- 60 giorni per le amministrazioni locali interessate per esprimere il loro parere, ex art. 17 c.1 l.r. 10/99;
- i 135 giorni (in pratica 4 mesi e mezzo) per la commissione VIA esprime il proprio parere, ex art. 18 c.1 l.r. 10/99;

Per approfondire il contenuto della Legge Regionale n. 10 del 26 marzo 1999 sul procedimento di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) della Regione Veneto, clicca qui.

Previsto tra il 18 e il 20 gennaio 2010 l’incontro (anch’esso obbligatorio secondo la legge) con i cittadini dei territori interessati per quanto riguarda Mogliano.

Con il deposito e la pubblicità, Unindustria quindi pigia il piede sull’acceleratore.

So the question is… (per i non anglo-speaker: “e quindi la domanda è…”)

Ultimamente sempre più esponenti regionali del Pdl insistono dicendo che va realizzato il solo impianto di Bonisiolo di Mogliano. (Immagine: rendering del progetto)

Ultimamente sempre più esponenti regionali del Pdl insistono dicendo che va realizzato il solo impianto di Bonisiolo di Mogliano. (Immagine: rendering del progetto)

Perché?

Le possibilità sono due.

1) E’ una mossa disperata, dettata dall’ansia di vedere la prospettiva dell’approvazione del progetto sfuggire come sabbia dalle mani via via che si incassano pugni sul muso dagli enti più diversi.

2) E’ un’accelerata connessa alle vicine scadenze elettorali (leggi: elezioni regionali di marzo 2010), per cui Unindustria intende far approvare il progetto prima della fine del mandato attuale e prima che qualche asso nella manica svanisca con il cambio di guida al vertice della Regione Veneto; infatti Galan, attuale governatore, è apertamente favorevole all’inceneritore, mentre il futuro governatore (già “in pectore“, a giudicare dai numeri), Zaia, sarebbe abbastanza contrario (per ora, meglio limitarsi ad “abbastanza”).

Io ho paura che sia un misto delle due possibilità, con un forte sbilanciamento verso la seconda.
Parafrasando, credo che l’impostazione di Unindustria potrebbe essere: Più aspettiamo è più calci sul muso ci prendiamo da comitati cittadini, Comuni, Provincie, istituzioni, enti ed esperti, e il fronte del “no” si allarga; inoltre, continuando ad aspettare, lasciamo che a prendere la decisione, invece del governatore che ci ha assicurato che manderà avanti i progetti e il cui intero partito è favorevole (Galan e Pdl), sia un governatore il cui partito si è fortemente sbilanciato contro i progetti e che ha le proprie radici elettorali proprio nella Marca Trevigiana (Zaia e Lega).

Tuttavia, se le cose stessero solo così, quest’impostazione avrebbe una grave pecca.
Infatti, Pdl o meno al governo della Regione, senza l’approvazione della Lega in Giunta Regionale non può passare nessun provvedimento autorizzativo: le decisioni della Giunta, infatti, sono prese all’unanimità e un’opposizione della Lega in Giunta potrebbe far cadere il governo regionale. Fatto non terribile dal punto di vista prettamente amministrativo (tanto in quel momento mancherebbe un mesetto alle elezioni) però terribilmente grave dal punto di vista politico (una crisi politica della Regione Veneto, con la Lega che fa cadere Galan un mese prima delle elezioni, avrebbe ripercussioni gravissime a livello nazionale!).

E’ possibile che Unindustria, visti i suoi agganci, vista la sua caparbietà nel progetto (che cova da quasi un decennio, ormai), visto il denaro già investito (milioni e milioni di euro), viste le prospettive di resa economica (decine di milioni di euro all’anno) – visto tutto ciò, si butti alla disperata, semplicemente sperando che, magari di svista, qualcuno autorizzi il progetto?

Credo di no? Se lo fanno, devono avere qualche genere di speranza che possa servire a qualcosa.

Il mio timore (ma spero che sia solo un timore eccessivo e non realistico) è che Unindustria possa mirare all’approvazione del progetto da parte dell’attuale Giunta a guida Galan in extremis, sul finire del mandato, contando su un’”assenza astensionistica” della Lega alla votazione (come già accaduto proprio per la questione rifiuti speciali per quanto concerne la bozza di piano regionale).

Detto in parole povere, Unindustria e Pdl potrebbero chiedere alla Lega in Regione di voltarsi dall’altra parte mentre approvano il progetto.

E se Unindustria contasse di convincere la Lega a girare la testa dall'altra parte mentre Galan approva, alla fine del suo mandato, i progetti? In questo modo, la politica e gli industriali farebbero reciprocamente i propri interessi e salverebbero capra e cavoli. Gli unici a rimetterci sarebbero i cittadini!

E se Unindustria contasse di convincere la Lega a girare la testa dall'altra parte mentre Galan approva, alla fine del suo mandato, i progetti? In questo modo, la politica e gli industriali farebbero reciprocamente i propri interessi e salverebbero capra e cavoli. Gli unici a rimetterci sarebbero i cittadini!

Questa soluzione (pessima e infausta, per noi), garantirebbe grandi vantaggi a tutte le parti:
- Unindustria avrebbe l’autorizzazione a partire con il progetto;
- Il Pdl e Galan avrebbero mantenuto le proprie promesse fatte ad Unindustria di autorizzare i progetti e non perderebbe nulla, perché tanto il governo della Regione è già perso;
- La Lega e Zaia si toglierebbero dal groppone la responsabilità di dire “sì” o “no” agli impianti e salverebbero capra e cavoli; ai cittadini ed elettori potrebbero additare il Pdl e Galan come i responsabili, gli inquinatori, e anzi, farne motivo di campagna elettorale dicendo che se ci fossero stati loro non sarebbe accaduto (in un certo senso è paragonabile a quanto accaduto per il Passante di Mestre proprio tra Pdl e Lega); e con gli industriali, invece, la Lega farebbe una gran figura, dando loro quel che volevano, in fretta e furia, con un sotterfugio che rimedia ad una situazione complicata, guadagnando così voti che invece con un’opposizione definitiva ai progetti perderebbe. Un domani al governo della Regione, sarebbe facile dire che ormai la scelta era stata presa dalla precedente Giunta e che non si può più cambiare idea senza procurare un grave danno agli industriali, che confidavano in buona fede nell’autorizzazione.
Insomma, tutti ci farebbero un affare (tranne i cittadini). E guarda caso con i tempi ci dovremmo proprio essere. Altrimenti perché Unindustria presenterebbe proprio ora il progetto?

Questa possibilità, complessa ma, nel modo di funzionare contorto della politica italiana, realistica, è da mesi che mi frulla nella testa; recentemente, visto il trascorrere del tempo, stava divenendo via via sempre più remota e mi stavo mettendo tranquillo. Ma l’improvviso deposito dei progetti, così vicino alle elezioni regionali, mi ha insospettito e ha risvegliato profondi dubbi.

Che dire? Spero di sbagliarmi e spero che l’accelerazione di questi giorni sia solo una manovra alla cieca, disperata, che porterà Unindustria a sbattere contro un muro, forse l’ultimo. Lo spero davvero.

[P.S. Una nota interessante: Sernagiotto, capogruppo in Regione Veneto del Popolo della Libertà, pubblicamente a favore dei progetti di inceneritore, ha ribadito per l'ennesima volta la sua posizione pro. Questa volta, però, l'ha fatto in una posizione e in un contesto ancora più significativo: l'occasione era infatti l'intervista concessa ai media (televisioni e giornali) in cui lanciava la sua candidatura per marzo 2010 come consigliere regionale e addirittura come capolista della lista elettorale del Pdl e si proponeva come vice-governatore del Veneto; il contesto era l'abbozzo di un programma amministrativo regionale 2010-2015; e in tale contesto, Sernagiotto ha fortemente ribadito di essere favorevole alla realizzazione dei progetti di inceneritore di Unindustria, ma solo di uno: proprio quello di Mogliano. Nulla di nuovo, visto che l'aveva già detto. Ma il fatto che colui che si candida come capofila del Pdl nel trevigiano e addirittura si propone come vice-governatore della Regione sostenga così apertamente i progetti, non dà ancor più adito a dubbi sugli sviluppi di questa vicenda? E non accredita ancor di più i timori sopra esposti?]

[P.P.S. La seconda osservazione, sempre attinente alle dichiarazioni di Sernagiotto, riguarda sempre la presidenza della commissione speciale No-Inceneritore del Comune di Mogliano. A questo punto i nostri dubbi sulla sensatezza di affidarla ad Ottorino Celebrin, dirigente del Pdl e vicino alla corrente di Sernagiotto (clicca qui e qui) prendono ancora più corpo. La situazione, ormai, è divenuta ben più che paradossale... Nella campagna elettorale del Pdl per le regionali, a seguito di queste dichiarazioni apertamente schierate a favore degli inceneritori di Mogliano e Silea, che farà il presidente della commissione, che pure ben sta lavorando? Si dimetterà dal Pdl? Si dimetterà dall'incarico di presidente della commissione No-Inceneritore? Una delle due, ci si augura, perché continuare a portare da un lato acqua al mulino del No-inceneritore a livello locale, dall'altro voti alla causa del sì nella ben più importante sede regionale (dove si decide), sarebbe doppio e ipocrita.]

 

Il Direttore Generale del Comune, un superdirigente da 120.000 euro l’anno, che a Mogliano è in quota Lega e che la Lega nazionale dice di voler tagliare. O no?

4 dicembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Una vignetta non politicamente corretta trovata in internet che ci sembrava adatta a descrivere l'argomento

Una vignetta non politicamente corretta trovata in internet che ci sembrava adatta a descrivere l'argomento

[Aggiornamento 10/12/09: il maxi-emendamento uscito dalla Commissione Bilancio di cui parliamo nell'articolo è stato ulteriormente "emendato": oggi è al voto alla Camera. Il testo che potrebbe uscire dal voto potrebbe stabilire (già tra mille dubbi e domande su cosa sarà dei contratti attualmente in essere) l'abolizione dei direttori generali già dal gennaio 2010, cioè tra un mese. In tal caso Mogliano risparmierebbe un bel po' di soldini per un incarico di nomina politica - a nostro parere superfluo - fortemente voluto dal sindaco Azzolini e assegnato ai suoi sostenitori politici. Vi aggiorneremo sul percorso parlamentare della norma...]

Ieri, 3 dicembre 2009, è andata in discussione in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, la c.d. Carta delle Autonomie, un disegno del ministro leghista Calderoli che, tra le varie cose, avrebbe dovuto sforbiciare qua e là le spese degli enti locali.

Qualche mese fa, il progetto era di imporre tagli drastici. Poi la maggior parte dei tagli è stata ridimensionata. Poi è stata resa facoltativa.

“Facoltativa”? Sì, facoltativa. Cioè, gli enti decidono da soli se “tagliarsi”.
Un ottimo modo per costringere la politica a contenere i costi! “Gentile Consiglio Comunale di Bananopoli, dalle prossime elezioni potete decidere di auto-tagliare il numero dei posti del prossimo Consiglio. Lo stesso possono fare gli assessori. In questo modo, potete decidere da soli di avere molti meno posti da spartire. Ma anche no: se volete continuare come ora, va bene lo stesso“.
E come no? Tolto il fatto che un posto da consigliere comunale in una città come Mogliano costerà qualcosa come una cinquantina di euro al mese (una cifra irrisoria) e garantisce invece la pluralità, quali saranno mai i politici che deliberano di diminuire i posti a propria disposizione per il prossimo mandato?

Ma andiamo al di là dei consiglieri comunali, che come abbiamo visto tutto sommato costano poco e la cui diminuzione (nelle città medio-piccole) probabilmente rappresenterebbe più uno svantaggio che un vantaggio.

Parliamo ad esempio di superdirigenti strapagati, che a fronte di consiglieri che porteranno a casa sì e no (più no che sì) 500 euro all’anno, mettono “in scarsea” centinaia di migliaia di euro: i direttori generali, detti anche city manager.

A Mogliano, per volontà del sindaco Azzolini, ce l’abbiamo avuto due volte.

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La Giunta moglianese è irregolare secondo il Testo Unico sugli Enti Locali: manca una donna

3 dicembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Secondo Azzolini, visto che lo dice lui, la Giunta è regolare. Peccato che il Testo Unico sugli Enti Locali, ossia la legge italiana, lo smentisca: entrambi i sessi devono essere rappresentati in Giunta, quindi a Mogliano una Giunta di soli uomini non va bene...

Secondo Azzolini, visto che lo dice lui, la Giunta è regolare. Peccato che il Testo Unico sugli Enti Locali, ossia la legge italiana, lo smentisca: entrambi i sessi devono essere rappresentati in Giunta, quindi a Mogliano una Giunta di soli uomini non va bene...

Consiglio Comunale di mercoledì 2 dicembre, ieri.

Domanda dell’opposizione (Zago): il T.U.E.L. (Testo Unico sugli Enti Locali, Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n.267 – clicca qui) stabilisce chiaramente all’art. 6 comma 3 che “Gli statuti comunali (…) stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna (…) e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle Giunte e negli organi collegiali del Comune“.
In parole povere, la Giunta di Mogliano Veneto, costituita di soli assessori maschi, non va bene per la legge italiana.

Risposta di Azzolini: “Non venite a parlarmi di quote rosa, quote per i disabili, per gli omosessuali, per i transessuali.”

Domanda consequenziale: ma quest’uomo (l’ex-neo-sindaco) che problemi di connettività sinaptica ha?

Azzolini dice che il problema pari opportunità a Mogliano non c’è: “le pari opportunità le facciamo nei fatti“. E nei fatti la Giunta è composta di soli uomini.

La maggior parte dei dirigenti del Comune sono donne” dice Azzolini: boiata galattica. I dipendenti con incarico dirigenziale comunali, secondo lo stesso sito del Comune (clicca qui), sono cinque: Mauro Favaron (direttore generale o city manager, che dir si voglia), Alberto Vitelli (segretario comunale), Roberto Comis (dirigente 1° settore), Rita Corbanese (dirigente settore organizzazione e controllo), Salvina Sist (dirigente settore tecnico urbanistica ed edilizia). Quindi tre uomini e due donne. Concetto strano della matematica

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Presentato il Piano Casa per Mogliano. Delle due, l’una: o non serve o cementifica

26 novembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Il fighissimo logo ideato per il Piano Casa moglianese, una vera operazione d'immagine. Ma nella realtà, se funziona cementifica (in barba alle promesse elettorali), se non funziona non rilancia per niente l'economia

Il fighissimo logo ideato per il Piano Casa moglianese, una vera operazione d'immagine. Ma nella realtà, se funziona cementifica (in barba alle promesse elettorali), se non funziona non rilancia per niente l'economia

Ieri sera sono andato alla presentazione del Piano Casa del Comune di Mogliano Veneto.

All’ingresso distribuivano cartelline fighissime con cd esplicativo e tanto di logo: chiestane una, mi hanno domandato se ero un tecnico. Alla risposta “no” hanno cercato di rifilarmi due tristi fotocopie, destinate ai comuni cittadini. Appropriatomi da solo saldamente di una cartellina, ho sfoderato un sorriso a 90 denti e ho detto delicatamente “Preferirei questa”.
Perciò posso pubblicare alcuni documenti e tavole. Li pubblico perché sul sito del Comune questo materiale non c’è, nonostante ieri il sindaco avesse promesso sarebbe stato online la mattina successiva, cioè oggi. Vedremo se accadrà come per le delibere di consiglio, che non vengono pubblicate sul sito da settimane in barba alla tanto promessa trasparenza, o se si tratterà solamente della consueta inefficienza cui ci sta abituando quest’amministrazione. [aggiornamento: la documentazione sul Piano Casa è stata alla fine, con ritardo, inserita: la trovate cliccando qui]

La sala del centro sociale era pienissima: ci saranno state 150 persone, per lo più tecnici (architetti, geometri, ingegneri civili, ecc.).

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