
Unindustria, nonostante i recenti "no" di importanti enti (Arpav e Provincia) ha improvvisamente dato un'accelerata al procedimento autorizzativo degli inceneritori di Mogliano e Silea, proprio in corrispondenza delle elezioni regionali. Mossa disperata o consapevolezza di avere qualche asso nella manica?
Iniziative Ambientali, la società di Unindustria Treviso che ha presentato il progetto di inceneritori per Mogliano e Silea, non si ferma, nonostante i colpi sul muso ricevuti di recente da ARPAV e Provincia di Treviso.
La società, in una lettera diretta agli enti interessati, ha infatti espresso l’intenzione di dar luogo ben presto (entro la fine di dicembre) al deposito e alla c.d. “pubblicità” sui quotidiani (previsti dalla legge come atti necessari nel procedimento di Valutazione Impatto Ambientale) dei progetti.
Dalla data di deposito e pubblicazione sui quotidiani, decorreranno alcuni termini molto importanti:
- 50 giorni per le osservazioni dei cittadini (lett. “chiunque”) ex art. 16 c.1 l.r. 10/99;
- 60 giorni per le amministrazioni locali interessate per esprimere il loro parere, ex art. 17 c.1 l.r. 10/99;
- i 135 giorni (in pratica 4 mesi e mezzo) per la commissione VIA esprime il proprio parere, ex art. 18 c.1 l.r. 10/99;
Per approfondire il contenuto della Legge Regionale n. 10 del 26 marzo 1999 sul procedimento di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) della Regione Veneto, clicca qui.
Previsto tra il 18 e il 20 gennaio 2010 l’incontro (anch’esso obbligatorio secondo la legge) con i cittadini dei territori interessati per quanto riguarda Mogliano.
Con il deposito e la pubblicità, Unindustria quindi pigia il piede sull’acceleratore.
So the question is… (per i non anglo-speaker: “e quindi la domanda è…”)

Ultimamente sempre più esponenti regionali del Pdl insistono dicendo che va realizzato il solo impianto di Bonisiolo di Mogliano. (Immagine: rendering del progetto)
Perché?
Le possibilità sono due.
1) E’ una mossa disperata, dettata dall’ansia di vedere la prospettiva dell’approvazione del progetto sfuggire come sabbia dalle mani via via che si incassano pugni sul muso dagli enti più diversi.
2) E’ un’accelerata connessa alle vicine scadenze elettorali (leggi: elezioni regionali di marzo 2010), per cui Unindustria intende far approvare il progetto prima della fine del mandato attuale e prima che qualche asso nella manica svanisca con il cambio di guida al vertice della Regione Veneto; infatti Galan, attuale governatore, è apertamente favorevole all’inceneritore, mentre il futuro governatore (già “in pectore“, a giudicare dai numeri), Zaia, sarebbe abbastanza contrario (per ora, meglio limitarsi ad “abbastanza”).
Io ho paura che sia un misto delle due possibilità, con un forte sbilanciamento verso la seconda.
Parafrasando, credo che l’impostazione di Unindustria potrebbe essere: Più aspettiamo è più calci sul muso ci prendiamo da comitati cittadini, Comuni, Provincie, istituzioni, enti ed esperti, e il fronte del “no” si allarga; inoltre, continuando ad aspettare, lasciamo che a prendere la decisione, invece del governatore che ci ha assicurato che manderà avanti i progetti e il cui intero partito è favorevole (Galan e Pdl), sia un governatore il cui partito si è fortemente sbilanciato contro i progetti e che ha le proprie radici elettorali proprio nella Marca Trevigiana (Zaia e Lega).
Tuttavia, se le cose stessero solo così, quest’impostazione avrebbe una grave pecca.
Infatti, Pdl o meno al governo della Regione, senza l’approvazione della Lega in Giunta Regionale non può passare nessun provvedimento autorizzativo: le decisioni della Giunta, infatti, sono prese all’unanimità e un’opposizione della Lega in Giunta potrebbe far cadere il governo regionale. Fatto non terribile dal punto di vista prettamente amministrativo (tanto in quel momento mancherebbe un mesetto alle elezioni) però terribilmente grave dal punto di vista politico (una crisi politica della Regione Veneto, con la Lega che fa cadere Galan un mese prima delle elezioni, avrebbe ripercussioni gravissime a livello nazionale!).
E’ possibile che Unindustria, visti i suoi agganci, vista la sua caparbietà nel progetto (che cova da quasi un decennio, ormai), visto il denaro già investito (milioni e milioni di euro), viste le prospettive di resa economica (decine di milioni di euro all’anno) – visto tutto ciò, si butti alla disperata, semplicemente sperando che, magari di svista, qualcuno autorizzi il progetto?
Credo di no? Se lo fanno, devono avere qualche genere di speranza che possa servire a qualcosa.
Il mio timore (ma spero che sia solo un timore eccessivo e non realistico) è che Unindustria possa mirare all’approvazione del progetto da parte dell’attuale Giunta a guida Galan in extremis, sul finire del mandato, contando su un’”assenza astensionistica” della Lega alla votazione (come già accaduto proprio per la questione rifiuti speciali per quanto concerne la bozza di piano regionale).
Detto in parole povere, Unindustria e Pdl potrebbero chiedere alla Lega in Regione di voltarsi dall’altra parte mentre approvano il progetto.

E se Unindustria contasse di convincere la Lega a girare la testa dall'altra parte mentre Galan approva, alla fine del suo mandato, i progetti? In questo modo, la politica e gli industriali farebbero reciprocamente i propri interessi e salverebbero capra e cavoli. Gli unici a rimetterci sarebbero i cittadini!
Questa soluzione (pessima e infausta, per noi), garantirebbe grandi vantaggi a tutte le parti:
- Unindustria avrebbe l’autorizzazione a partire con il progetto;
- Il Pdl e Galan avrebbero mantenuto le proprie promesse fatte ad Unindustria di autorizzare i progetti e non perderebbe nulla, perché tanto il governo della Regione è già perso;
- La Lega e Zaia si toglierebbero dal groppone la responsabilità di dire “sì” o “no” agli impianti e salverebbero capra e cavoli; ai cittadini ed elettori potrebbero additare il Pdl e Galan come i responsabili, gli inquinatori, e anzi, farne motivo di campagna elettorale dicendo che se ci fossero stati loro non sarebbe accaduto (in un certo senso è paragonabile a quanto accaduto per il Passante di Mestre proprio tra Pdl e Lega); e con gli industriali, invece, la Lega farebbe una gran figura, dando loro quel che volevano, in fretta e furia, con un sotterfugio che rimedia ad una situazione complicata, guadagnando così voti che invece con un’opposizione definitiva ai progetti perderebbe. Un domani al governo della Regione, sarebbe facile dire che ormai la scelta era stata presa dalla precedente Giunta e che non si può più cambiare idea senza procurare un grave danno agli industriali, che confidavano in buona fede nell’autorizzazione.
Insomma, tutti ci farebbero un affare (tranne i cittadini). E guarda caso con i tempi ci dovremmo proprio essere. Altrimenti perché Unindustria presenterebbe proprio ora il progetto?
Questa possibilità, complessa ma, nel modo di funzionare contorto della politica italiana, realistica, è da mesi che mi frulla nella testa; recentemente, visto il trascorrere del tempo, stava divenendo via via sempre più remota e mi stavo mettendo tranquillo. Ma l’improvviso deposito dei progetti, così vicino alle elezioni regionali, mi ha insospettito e ha risvegliato profondi dubbi.
Che dire? Spero di sbagliarmi e spero che l’accelerazione di questi giorni sia solo una manovra alla cieca, disperata, che porterà Unindustria a sbattere contro un muro, forse l’ultimo. Lo spero davvero.
[P.S. Una nota interessante: Sernagiotto, capogruppo in Regione Veneto del Popolo della Libertà, pubblicamente a favore dei progetti di inceneritore, ha ribadito per l'ennesima volta la sua posizione pro. Questa volta, però, l'ha fatto in una posizione e in un contesto ancora più significativo: l'occasione era infatti l'intervista concessa ai media (televisioni e giornali) in cui lanciava la sua candidatura per marzo 2010 come consigliere regionale e addirittura come capolista della lista elettorale del Pdl e si proponeva come vice-governatore del Veneto; il contesto era l'abbozzo di un programma amministrativo regionale 2010-2015; e in tale contesto, Sernagiotto ha fortemente ribadito di essere favorevole alla realizzazione dei progetti di inceneritore di Unindustria, ma solo di uno: proprio quello di Mogliano. Nulla di nuovo, visto che l'aveva già detto. Ma il fatto che colui che si candida come capofila del Pdl nel trevigiano e addirittura si propone come vice-governatore della Regione sostenga così apertamente i progetti, non dà ancor più adito a dubbi sugli sviluppi di questa vicenda? E non accredita ancor di più i timori sopra esposti?]
[P.P.S. La seconda osservazione, sempre attinente alle dichiarazioni di Sernagiotto, riguarda sempre la presidenza della commissione speciale No-Inceneritore del Comune di Mogliano. A questo punto i nostri dubbi sulla sensatezza di affidarla ad Ottorino Celebrin, dirigente del Pdl e vicino alla corrente di Sernagiotto (clicca qui e qui) prendono ancora più corpo. La situazione, ormai, è divenuta ben più che paradossale... Nella campagna elettorale del Pdl per le regionali, a seguito di queste dichiarazioni apertamente schierate a favore degli inceneritori di Mogliano e Silea, che farà il presidente della commissione, che pure ben sta lavorando? Si dimetterà dal Pdl? Si dimetterà dall'incarico di presidente della commissione No-Inceneritore? Una delle due, ci si augura, perché continuare a portare da un lato acqua al mulino del No-inceneritore a livello locale, dall'altro voti alla causa del sì nella ben più importante sede regionale (dove si decide), sarebbe doppio e ipocrita.]