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Anche per il 2010 l’amministrazione Azzolini incasserà quei 50 euro dell’addizionale Irpef che Azzolini stesso l’anno scorso, da candidato, definì “un aumento ingiustificabile”. E pensare che aveva promesso di restituirli a partire dal 2008…

18 maggio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Ridateci i nostri soldi! tuonava Azzolini in campagna elettorale per sedurre i cittadini. Promessa mai mantenuta: non solo si è guardato bene dal ridistribuire i 50 euro a famiglia del 2008, ma ha incassato anche quelli del 2009 e ora ha messo in programma quelli del 2010

Ridateci i nostri soldi! tuonava Azzolini nel 2009 in campagna elettorale, per sedurre i cittadini. Ci è riuscito, ha stravinto, ma la promessa non è mai stata mantenuta: non solo si è guardato bene dal ridistribuire i 50 euro a famiglia del 2008, ma ha incassato anche quelli del 2009 e ora ha messo in conto di ricevere anche quelli del 2010. Il che vuol dire che ogni famiglia di Mogliano avanza 150 euro di addizionale Irpef da Azzolini per questi soli tre anni.

Qualcuno di voi ricorderà il nostro articolo di alcuni mesi fa relativamente alla promessa non rispettata del sindaco Azzolini, relativamente ai 50 euro che doveva restituire ad ogni famiglia moglianese. L’articolo lo trovate cliccando qui o cercandolo nella sidebar sinistra di questo blog, in un bannerino con l’immagine della banconota da 50 euro.

Vi facciamo un breve riassunto per permettere anche a chi non ricordi la questione di inquadrare i nuovi sviluppi.

Nel maggio 2008, poco dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale di Mogliano Veneto e la caduta del sindaco sfiduciato, il Commissario Straordinario chiamato a reggere il Comune, il dott. Michele Campanaro, per far fronte ad un disavanzo di 370.000 euro tra entrate e uscite per la spesa corrente 2008, lasciato dalla gestione Azzolini, aumentò l’addizionale Irpef di un decimo di punto percentuale, portandola dallo 0,5 allo 0,6%. Ciò comportò, in sostanza, un aumento di imposta per i contribuenti moglianesi in media tra una ventina e una cinquantina di euro, a seconda della fascia di reddito (fonte: clicca qui).

Nell’ottobre 2008 la campagna elettorale si faceva sempre più vicina. Così l’ex sindaco Azzolini decise di cavalcare la promessa sempreverde di diminuire le tasse (anzi: restituirle! squisita novità…): fece stampare e distribuire migliaia di volantini delle dimensioni di una cartolina, rappresentanti una finta banconota da 50 euro, che qui vi riportiamo, fedelmente scannerizzata.

Ridateci i nostri 50€” tuonava populisticamente Azzolini. “Caro Commissario, ci avete alzato le tasse, togliendo dalle nostra tasche circa 50€ a famiglia: il vostro aumento risulta ingiustificabile: ridateci i nostri 50€” continuava nel retro. [Sul tesoretto che non si è mai visto, di cui si parla nella cartolina, vi rinviamo a quanto scritto qui]

"Caro Commissario, il vostro aumento è ingiustificabile: ridateci i nostri 50€" Così diceva Azzolini. Ora che è sindaco, però, quei soldi gli fanno comodo...

"Caro Commissario, il vostro aumento è ingiustificabile: ridateci i nostri 50€" Così diceva Azzolini. Ora che è sindaco, però, quei soldi gli fanno comodo e figurarsi se mantiene questa promessa!

In sostanza, stando alle sue dichiarazioni, Azzolini non avrebbe aumentato l’addizionale e sarebbe riuscito a mantenere lo stesso livello di servizi (o più alto) senza innalzare le tasse; secondo lui il Commissario aveva sbagliato e avrebbe dovuto restituire il denaro prelevato, che era inutile per le casse comunali.

Bene, come sapete nella primavera del 2009 Azzolini ha stravinto le elezioni.

Tuttavia anche questa, come la stragrande maggioranza delle sue promesse, è finita nel dimenticatoio: era solo robaccia da campagna elettorale per sedurre gli ingenui elettori.

Infatti:
- non solo Azzolini non ha restituito come promesso i 50€ prelevati nel 2008 in modo “ingiustificabile” dal Commissario (stando a quanto diceva in campagna elettorale);
- non solo Azzolini ha riconfermato l’aliquota dell’addizionale Irpef allo 0,6% anche per il 2009 (altri 50€ a famiglia);
ma…

… ma proprio qualche giorno fa, precisamente il 29 aprile 2010, Azzolini ha riconfermato la stessa aliquota (0,6%) anche per il 2010 (e via altri 50 euro)!
Clicca qui per visionare la delibera del consiglio comunale.

Nell’illustrare la proposta di delibera, l’assessore al bilancio Boarina ha detto laconicamente: “Nulla di variato rispetto a quello che i cittadini hanno pagato l’anno scorso“. Appunto…
Il sindaco Azzolini, presente accanto all’assessore, è rimasto zitto zitto e buono buono, sperando che nessuno si ricordasse dei suoi proclami in campagna elettorale.
E purtroppo a nessun consigliere d’opposizione è venuto in mente di dire qualcosa.
La cosa è scivolata via, inosservata, tra i tanti punti all’ordine del giorno.

Ora che quei soldi li incassa e li gestisce la sua amministrazione, Azzolini non ha nessuna intenzione di diminuire l’aliquota di cui si lamentava tanto quand’era un candidato in campagna elettorale.

Erano solo bolle di sapone. Promesse da marinaio, diremmo, se Azzolini avesse fatto il servizio militare (invece anche quello è riuscito ad evitarsi, grazie alla politica: lo sapevate che la carica di consigliere comunale aveva valore di “servizio civile sostitutivo”? Io no, me lo disse lui vantandosene la prima volta che lo incontrai).

Oggi l’amministrazione Azzolini funziona e spreca anche grazie a quei soldi (150 euro a famiglia in soli tre anni) che lui aveva definito frutto di un “aumento ingiustificabile”. Una bella sommetta in un periodo di crisi come questo. Una sommetta che aveva promesso in parte di ridare, in parte di non incassare. Ma era in campagna elettorale, gente: e quelle promesse, fatte da lui, oggi non hanno più alcun valore.

 

Mancava solo questa: con una procedura tenuta in sordina, l’amministrazione Azzolini fa un’altra nomina politica. Il giornalista che dirigeva la rivista di propaganda elettorale del sindaco nominato addetto stampa del Comune (attraverso SPL) per 20.000 euro

17 maggio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Le scuole per l'infanzia parificate, a Mogliano, dagli stanziamenti di 25.000 euro del 2005-2006 sono giunte oggi a stanziamenti di soli 8.000 euro, stando al bilancio preventivo 2010 appena approvato dall'amministrazione Azzolini. Intanto non si ferma la creazione di incarichi politici per i sostenitori del sindaco e si crea così la figura dell'addetto stampa del Comune internalizzato in Spl. La paga? Proprio 20.000 euro, quanto basterebbe a risollevare le finanze delle materne bisognose. Chissà cosa ne penseranno i genitori...?

Le scuole per l'infanzia parificate, a Mogliano, dagli stanziamenti di 25.000 euro del 2005-2006 sono giunte oggi a stanziamenti di soli 8.000 euro, stando al bilancio preventivo 2010 appena approvato dall'amministrazione Azzolini. Intanto non si ferma la creazione di incarichi politici per i sostenitori del sindaco e si crea così la figura dell'addetto stampa del Comune internalizzato in Spl. La paga? Proprio 20.000 euro, quanto basterebbe a risollevare le finanze delle materne bisognose. Chissà cosa ne penseranno i genitori...?

A Mogliano non ci facciamo mancare niente.

Anzi, ci facciamo mancare un sacco di cose: strade asfaltate, guardrail sicuri, soldi per le materne, soldi per manifestazioni culturali, soldi per i vigili urbani… insomma, per tutto.

Ma quando si tratta di trovar soldi per incarichi politici, state tranquilli che saltano sempre fuori.

Non fai in tempo a chiarire una questione (vedi articolo precedente), scoprendo finalmente quanto costa ai moglianesi il Direttore Generale nominato da Azzolini (120-130.000 euro all’anno) che… trakkete… dal cilindro stupefacente del sindaco saltano fuori altri incarichi per amici e sostenitori.
Si fa fatica a starci dietro.

E pensare che l’altro giorno la maggioranza, in attesa essa stessa di capire se riuscirà a cacciare qualche euro anche per le cose utili, ha approvato un bilancio di previsione per il 2010 che taglia i già risicatissimi fondi per  le c.d. materne parificate, gli asili parrocchiali di Zerman e Campocroce, dove tante giovani coppie portano i propri bambini. Così, dal supporto dei tempi “buoni” (25.000 euro nel 2005-2006) si passa alla cifra irrisoria e risibile di oggi (8.000 euro). Certo, il sindaco ha dichiarato che “salverà le materne parificate” con il bilancio consuntivo (da chi le salverà, poi, visto che è lui che ha tagliato i fondi? Le salverà da se stesso?). Ma intanto, dovendo approvare il provvisorio, è andato a tagliare, tra le altre cose, proprio lì.

Che nobiltà d’animo!
Con una mano si taglia sulla pelle delle famiglie, dei bambini, dei genitori lavoratori (e quindi particolarmente delle donne), mentre con l’altra mano si sciala, creando incarichi e posti per i sostenitori politici.

E’ quanto accade anche in questo caso.

E’ fresca fresca la nomina di Gianfranco Vergani ad addetto stampa del Comune, inquadrato nell’organigramma di Spl (la società tuttofare del Comune), per la bella somma di 20.000 euro a fronte di 20 ore settimanali di impiego per un anno.

Ma andiamo con ordine, per inquadrare bene la vicenda.

L'immagine di copertina, disegnata da Marco Marella, utilizzata per il numero speciale dell'Eco di Mogliano (I nuovi untori) nell'aprile 2009, in risposta all'uscita del numero del Nuovo Terraglio

L'immagine di copertina, disegnata da Marco Marella, utilizzata per il numero speciale dell'Eco di Mogliano (dal titolo "I nuovi untori") nell'aprile 2009, in risposta all'uscita del numero del Nuovo Terraglio

Ricordate la rivista gratuita “Il nuovo Terraglio“, della quale uscì qualche numero appena prima delle elezioni comunali nel 2009? Ogni articolo, al suo interno, riguardava l’ex sindaco Azzolini (allora sfiduciato e pronto a rilanciarsi nella competizione elettorale), le sue straordinarie doti, e i risultati della sua buona amministrazione. Con un piglio tra il propagandistico e l’agiografico, la rivista esaltò in tutti i modi Azzolini e distrusse i suoi principali avversari politici, cioè gli ex alleati della Margherita e della sinistra responsabili di averlo sfiduciato. Ma queste sono beghe tra loro che poco ci interessano.

Con la rivista, ufficialmente, Azzolini e la sua lista non avevano niente a che fare. Non ci è dato sapere con quali soldi venisse stampata e distribuita. Ma nella sostanza “Il nuovo Terraglio” era stato concepito e realizzato come strumento propagandistico per la campagna elettorale di Azzolini. E infatti, dopo la campagna elettorale, la rivista è scomparsa e non ne è più uscito un numero.
Comprensibile, visto che l’operazione era costosa di per sè, non era economicamente autosufficiente e sostenibile, e soprattutto, dopo la vittoria, era divenuta superflua.
Niente di illecito in questo, sia chiaro. Triste spacciare la propaganda per informazione, ma comunque lecito.

A dirigere quella rivista era proprio Gianfranco Vergani, giornalista passato attraverso “Il Treviso”, “La Tribuna” e “Il Gazzettino” e già noto per aver ricevuto precedenti incarichi per la comunicazione istituzionale dalla precedente amministrazione Azzolini (quella di sinistra).
Essendo Direttore Responsabile della testata, ci risulta gli sia toccato beccarsi due o tre denunce/querele per quanto di inesatto e diffamatorio c’era nelle uscite de “Il nuovo Terraglio”: ma non sappiamo dirvi a che punto siano questi procedimenti.

Perfino la storica rivista di Mogliano, “L’Eco di Mogliano“, per il fatto di aver mantenuto la propria indipendenza di pensiero e aver criticato a volte duramente Azzolini, venne attaccata sulle pagine della testata propagandistica e, per ristabilire la giusta prospettiva su alcuni importanti fatti, l’editore dell’Eco dovette addirittura stampare e distribuire un numero speciale.

Oggi, a distanza di un anno dalla campagna elettorale di Azzolini, che prometteva piazza pulita dagli avvoltoi della politica, proprio attraverso le pagine della rivista diretta da Vergani, anche questa tessera del puzzle delle nomine politiche va al suo posto, e il Comune di Mogliano ha un nuovo addetto stampa per la modica cifra di 20.000 euro. Se ne sentiva il bisogno, non trovate?

Naturalmente la cosa è stata fatta molto in sordina e tramite una società partecipata: così il sindaco potrà dire che il Comune non ha assunto nessun addetto stampa, ma che casomai lo ha fatto Spl. Solo che Spl è una società partecipata, sì, ma al 100% del Comune, quindi i soldi che spende sono soldi nostri. Ma che importa, vero?

La… “selezione”… è stata fatta tramite una “procedura comparativa” con un bando ritagliato su misura (qui), uscito a metà aprile, che stabiliva in una quindicina di giorni scarsi il termine per presentare le candidature. Era specificato che anche in presenza di una sola candidatura, purché idonea, l’incarico sarebbe stato attribuito. Anche ciò regolare, per carità.

Nella home page del sito di Mogliano Veneto ci sono un sacco di link utili, ma manca proprio quello - fatalità - all'unica società posseduta al 100% dal Comune, Spl...

Nella home page del sito di Mogliano Veneto ci sono un sacco di link utili, ma manca proprio quello - fatalità - al sito dell'unica società posseduta al 100% dal Comune, Spl...

Ma che siano stati molti i cittadini ad avere conoscenza del bando e della “procedura comparativa” lo escluderei. Infatti leggete quanto segue.

In Comune sono così interessati a “nascondere” l’esistenza stessa di Spl che nella home page del sito di Mogliano (clicca qui) compaiono collegamenti (link) a qualsiasi cosa (società, associazioni, consorzi) meno che al sito dell’unica società al 100% posseduta dal Comune e quindi dai cittadini: proprio Spl. Strano, no?

Nonostante nel bando per la procedura comparativa ci fosse scritto chiaramente che quell’avviso sarebbe stato pubblicato nel sito del Comune di Mogliano Veneto, nulla è stato pubblicato nella sezione “News”, nella sezione “Nomine”, o “Concorsi”, o “Società comunali”, o “Incarichi di collaborazione esterna” (certo, sono sezioni dedicate ad altro…).

L’avviso è stato invece pubblicato all’interno della sezione “Albo pretorio online”, praticamente un elenco eterogeneo di atti di diversissima natura soggetti a pubblicazione, e all’interno di una sottosezione sperduta della sezione “Gare, contratti e appalti”. Insomma, a meno che uno non andasse, proprio in quei 15 giorni scarsi, a cercarselo tra le pubblicazioni di matrimonio o le gare per le forniture di graffettatrici, l’avviso era duro se non impossibile da trovare.

Eppure a simili notizie finora sul sito del Comune di Mogliano era stato dato rilievo attraverso la sezione “News” (un esempio per tutti: il bando per il nuovo cda proprio di molius, clicca qui).
In questo caso, invece, non è apparso nulla. Clicca qui per visualizzare uno screenshot delle news del sito del Comune tra il 12 aprile e il 4 maggio: si tratta dell’intero periodo contenente la “procedura comparativa”, in cui l’annuncio avrebbe dovuto/potuto essere dato in bella vista. Ma non è accaduto.
Forse perché non era proprio una notizia di cui andare orgogliosi? O forse perché si voleva tenere la procedura comparativa… il meno comparativa possibile?
Fate voi.
In ogni caso che qualcun altro, oltre a chi già sapeva, potesse partecipare a quella procedura comparativa era estremamente improbabile.
Sarebbe davvero interessante sapere quante persone hanno inviato il proprio curriculum. Ho il dubbio che non l’abbia fatto nessuno, eccetto il vincitore, perché nessuno si era accorto del bando pubblicato così in sordina.

Così, sorpresa delle sorprese, il 12 maggio è stato dichiarato “idoneo al conferimento dell’incarico il sig. Gianfranco Vergani” (clicca qui). Proprio lui, l’ex direttore responsabile della rivista che ha così tanto contribuito alla propaganda elettorale del sindaco Azzolini. Una mera casualità, naturalmente…

Nulla di personale contro Vergani, sia chiaro. Lo conosco come persona educata e cordiale.

Quel che dico, però, è questo: ma vi pare normale (lo so, sono sempre le solite cose, ma che volete farci? dobbiamo star zitti?), in un periodo di crisi, in cui si taglia il tagliabile, in cui si riducono i servizi essenziali, in cui la gente rimane senza lavoro, che il sindaco Azzolini continui a creare posti su posti per i suoi sostenitori politici, pagandoli con i nostri soldi, con i soldi che dovrebbero essere spesi per la città?

Se poi i suoi sostenitori li mettesse a fare gli spazzini o gli stradini, almeno ne avremmo qualche beneficio. Ma questi sono tutti incarichi che sul benessere e sulla vivibilità della città non hanno nessuna influenza: sottraggono solo risorse vitali a servizi e opere!

E 15.000 euro lì per il nuovo Presidente di Spl. E 5.000 euro là per i nuovi membri del Cda. E 100.000 euro qui per il nuovo dirigente dell’urbanistica. E 120.000 euro qua per il nuovo Direttore Generale. E valanghe di migliaia di euro per le consulenze di qua. E altre decine di migliaia di là. E ora pure 20.000 euro per l’addetto stampa!

Eccoli là, finiti nell’addetto stampa, proprio i 20.000 euro che servivano per gli asili di Zerman e Campocroce e che per ora non si trovano!
I genitori, però, saranno comunque contenti: non importa se le rette mensili per lasciare i bambini all’asilo parrocchiale mentre mamma e papà vanno al lavoro rimarranno alte o saliranno, ora i comunicati stampa del Comune saranno scritti in un ottimo italiano.

Naturalmente se qualcuno vuole replicare o ha qualcosa da dire, siamo qui.

 

Il vicesindaco risponde alla nostra richiesta e svela l’amara verità: il Direttore Generale del Comune nominato da Azzolini tra i fedelissimi della Lega costa tra i 120.000 e i 130.000 euro all’anno al Comune, ossia 10 euro a nucleo familiare

17 maggio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Siete moglianesi? Bene, ogni anno 10 euro escono dalle vostre tasche e, invece che in servizi e opere, vanno a sostenere il costo della nuova figura di superdirigente creata ad hoc da Azzolini: il Direttore Generale, detto anche city manager. Dopo molte insistenze, infatti, dalla Giunta hanno dovuto ammettere quanto costa davvero…

Il sindaco che diceva che avrebbe spazzato via il malaffare e coloro che si arricchivano con la politica, appena insediato, ha nominato un fedelissimo sostenitore della Lega al nuovo incarico, istituito per l’occasione. Ad essere precisi, Azzolini stesso, nel suo precedente mandato da sindaco della sinistra, aveva nominato, anche allora appena dopo essersi insediato, un fedelissimo sostenitore della sua lista a Direttore Generale. Se non che, caduto in disgrazia Azzolini e salito a reggere il Comune il Commissario Straordinario dott. Campanaro, il Direttore Generale era stato prontamente defenestrato. Comunque, mettiamola così: questa figura non è mai esistita nel Comune di Mogliano Veneto, se non quando Azzolini è stato sindaco. Strano, no? Soprattutto visto che il leghista Calderoli, a Roma, dice di volere abolire quest’incarico nei Comuni sotto i 65.000 abitanti perché è uno spreco inutile.

Il Direttore Generale del Comune di Mogliano Veneto mostra contrito la sua busta paga: a noi cittadini costa solo 120-130.000 euro all'anno. Solo...

Il Direttore Generale del Comune di Mogliano Veneto mostra con espressione triste la sua busta paga. Triste? D'altra parte, a noi cittadini costa solo 10.000 euro al mese... Solo...?

Sui costi reali totali dell’operazione aleggiava una fitta nebbia. Sembrava di essere al mercato del pesce.
“70.000″ dicevano loro.
“No, ma dài, lo sappiamo che è di più” dicevamo noi e altri.
“Va bene, 80.000″ ritoccavano.
“Sì, ma c’è anche il bonus” puntualizzavamo.
“Va bene, può arrivare fino a 91.000″ disse alla fine il sindaco. E pubblicarono sul sito del Comune una foto del Direttore Generale (che qui accanto riportiamo) che, con un muso triste da funerale, esibiva la busta paga. Come se 7.500 euro al mese fossero una cosa triste.
Gente che la crisi sa cos’è solo quando, parlando agli elettori, li prende per il naso.

Ma anche così i conti non tornavano.

“Ok”, abbiamo detto noi la settimana scorsa (clicca qui), “però questo non è il vero lordo, è solo una parte, perché per i dipendenti pubblici gli enti sostengono degli oneri a carico che non vanno in busta paga, ma vengono, diciamo, versati a monte.” In sostanza, secondo quanto dicevamo, i 91.000 euro annui rappresentano solo una parte del costo che il Comune (e quindi noi cittadini) sostiene per il Direttore Generale. La nostra supposizione era che il costo totale si aggirasse tra i 120.000 e i 140.000 € all’anno.

Avevamo chiesto che qualcuno, tra gli amministratori, avesse il coraggio di chiarire la faccenda, di dare una cifra reale e trasparente.

Nella scorsa seduta del Consiglio Comunale, incentrata su altre importanti questioni (l’area Macevi) di cui vi parleremo prossimamente, il vicesindaco e assessore al bilancio, Giannino Boarina, ha risposto sul punto, svelando l’amara (per i cittadini) verità.

Il Direttore Generale del Comune di Mogliano Veneto costa ai cittadini tra i 120.000 e i 130.000 euro all’anno.

Ciò significa, grossomodo, 10 euro per ogni nucleo familiare moglianese.

Ciò significa, in cinque anni, tra i 600 e i 650.000 euro, più di un miliardo e duecento milioni delle vecchie lire.
Sapete quante cose può fare un Comune con un miliardo e duecento milioni (in lire dà meglio l’idea) su cinque anni, investendoli nel sociale, nei servizi, nelle opere pubbliche, nello sport, nella sicurezza, nell’istruzione, ecc.?

Pensate, poi, che questa è solo una delle cariche di nomina politica create dall’amministrazione Azzolini: alla “carega” del Direttore Generale si aggiungono quelle nei consigli d’amministrazione di Spl, degli addetti stampa, dei dirigenti, ecc.

Intanto la settimana scorsa la maggioranza ha approvato (dicendo che è solo provvisorio) un bilancio che taglia i fondi di alcune migliaia di euro agli asili privati moglianesi, da cui dipendono la serenità e la vita lavorativa di centinaia di giovani coppie a Mogliano: hanno tagliato perché per ora i fondi non ci sono, ma – dicono – li faranno saltare fuori. Nel frattempo spendono centinaia di migliaia di euro per gli incarichi politici!

Mi viene da sorridere pensando che, tempo fa, quando davo questa cifra come probabile (120-130.000 euro all’anno), ricevevo mail di insulti e rimproveri da militanti leghisti.

Beh, non so voi.
Ma io trovo scandaloso che in una città di neanche 30.000 abitanti, in un periodo di crisi nera per lavoratori e famiglie, si nomini in quota politica un superdirigente (che non si è ancora capito esattamente cosa faccia) oltre ai dirigenti tecnici che già ci sono e sono ben retribuiti, al costo di 120-130.000 euro l’anno, 10 euro a nucleo familiare, 600-650.000 euro in cinque anni.

E’ questa la politica di chi voleva spazzare via il malaffare politico e gli approfittatori?
O è stata solo una presa per il naso agli elettori (ingenui)?

Fate voi.
Intanto, per il 2009 e per il 2010, 20 euro sono giù usciti dalle vostre tasche e si sono volatilizzati. E anche da quelle del vostro vicino di casa. E dell’altro. E dell’altro ancora. E da quelle di 12.000 e passa nuclei familiari a Mogliano. E così continuerà ad essere, nel futuro, con l’amministrazione Azzolini.

 

Il pericoloso attraversamento pedonale del Terraglio davanti al collegio Astori

16 maggio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
I due cartelli che dovrebbero avvertire del passaggio pedonale e della prossimità di una scuola sono completamente invisibili per l'automobilista. E la situazione, nonostante svariate segnalazioni da parte dei cittadini, rimane invariata, a rischio di bambini, ragazzi e genitori. Eppure basterebbero una scala e un cacciavite

I due cartelli che dovrebbero avvertire del passaggio pedonale e della prossimità di una scuola sono completamente invisibili per l'automobilista. E la situazione, nonostante svariate segnalazioni da parte dei cittadini, rimane invariata, a rischio di bambini, ragazzi e genitori. Eppure basterebbero una scala e un cacciavite...

Un cittadino ci ha avvisati di un pericolo che ci dice aver riferito a voce al sindaco e a membri della Giunta da mesi, ma per risolvere il quale non è stato ancora fatto niente.

E pensare che basterebbero una scaletta, un cacciavite, una chiave inglese e una cesoia da giardino.

Di fronte al collegio Astori, sul Terraglio, c’è un attraversamento pedonale molto importante. Qui attraversano la strada ogni giorno centinaia di bambini, ragazzi e genitori, in entrata e in uscita dalla scuola, dal primo mattino fino al tardo pomeriggio. Inoltre moltissimi altri moglianesi attraversano qui la statale napoleonica, facendo di questo attraversamento, dopo quello del centro, è il più frequentato. Questo passaggio, però, a differenza dell’altro, non è regolato da un semaforo, ma dal buon senso di guidatori e pedoni: quindi in sostanza, è più pericoloso.

Bene. I due cartelli di segnalazione che dovrebbero avvisare i mezzi di passaggio (senso di marcia Mestre-Treviso) dell’attraversamento pedonale, sono da mesi girati parallelamente rispetto alla carreggiata, invece che perpendicolarmente.
Cioè, in pratica, sono invisibili, perché del cartello si vede solo il lato, cioè nulla.

Guardate le foto. Sia il cartello di avviso del passaggio pedonale (il pedone su sfondo blu) che quello di “attenzione – scuola” (il più importante, come si può ben immaginare) sono completamente invisibili per l’automobilista.
Come per aggiungere al danno la beffa, sono invece perfettamente visibili per i pedoni che attraversano da ovest a est il Terraglio, essendo rivolti di lato invece che fronte alla carreggiata.

Solo arrivando a piedi proprio sotto i due cartelli si riesce ad intravederli. Ma per un autoveicolo, anche a moderata velocità, è praticamente impossibile

Solo arrivando a piedi proprio sotto i due cartelli si riesce ad intravederli. Ma per un autoveicolo, anche a moderata velocità, è praticamente impossibile

In questo caso le foto sono sicuramente più chiare delle parole, quindi vi invito a visionarle.
Di fronte al cartello “attezione – scuola” è inoltre cresciuto un ramo di fico che lo nasconde completamente per chi venga dal centro, al punto tale che a piedi, andando a documentare questo pericolo dopo che me ne avevano parlato, ho inizialmente superato il cartello senza vederlo (e lo stavo cercando con gli occhi!)

Inutile dire che si tratta di qualcosa di pericoloso, perché un’automobilista o camionista non della zona o distratto, si rende conto del passaggio pedonale solo una volta che ci è sopra. Il pericolo maggiore, però, deriva dall’invisibilità dell’altro cartello, “attenzione – scuola”: esso infatti serve a richiamare l’attenzione del guidatore avvertendolo che le probabilità di trovarsi di fronte bambini (l’Astori è anche scuola elementare) e ragazzini, notoriamente distratti e indisciplinati sulle strade, è alta, e quindi avverte di moderare la velocità e aguzzare la vista.

Può succedere che, a seguito di urti o di vento forte, i cartelli stradali si girino dalla parte sbagliata. Quel che è scandaloso, che non può e non deve succedere è che, dopo innumerevoli avvisi e solleciti dei cittadini, la questione rimanga invariata per mesi, con scarica barile da una persona all’altra (non è competenza mia, ma sua, ma di quello, ma di questo).
Il tutto per non perdere un quarto d’ora e andare lì a raddrizzare i cartelli con una chiave inglese e a tagliare un rametto.

Oltre al danno la beffa: essendo voltati dalla parte sbagliata, i cartelli di avviso sono visibili solo per i pedoni!

Oltre al danno la beffa: essendo voltati dalla parte sbagliata, i cartelli di avviso sono visibili solo per i pedoni!

Il rapporto tra pericolosità del problema e facilità della soluzione rende questa vicenda una di quelle cose che fanno imbestialire e che mostrano l’inefficienza, la lentezza, l’incapacità di quest’amministrazione, capacissima invece di attivarsi in pochi giorni o addirittura a volte ore per attribuire nuovi incarichi da direttore generale, nuovi posti da dirigente, nuovi posti in consiglio di amministrazione, nuovi posti da addetto stampa, resuscitare società partecipate fallimentari, affidare consulenze salatissime ai soliti studi professionali… Insomma, quando c’è un loro interesse, si muovono con potenza e velocità. L’attuale situazione di questo passaggio pedonale invece è la stessa da mesi, trascorsi a rischio della pelle di bambini, ragazzini, mamme, e moglianesi in generale.

Se il Comune non provvederà, sto meditando di fare un salto con una scala e un paio di amici e vedere di sistemare la cosa, magari contattando qualche genitore degli alunni dell’Astori: ma sarebbe una sharada piuttosto triste, più nello stile da imbonitore di folle del sindaco che nel mio. Se però anche dopo questa denuncia l’amministrazione non si muoverà per una questione così importante e così semplice da risolvere, vorrà dire che i cittadini (come me) devono arrangiarsi anche su questo.

 

Secondo Azzolini i cittadini dovrebbero arrangiarsi e sparare ai ladri. L’incoscienza e il populismo di questo sindaco hanno passato il segno

6 febbraio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Non c’è altra spiegazione: il Sole leghista ha dato alla testa ad Azzolini

Il simbolo della Padania, quel cerchio con i petali verdi, si chiama Sole delle Alpi. Evidentemente, la prolungata esposizione al Sole leghista ha dato alla testa al nostro ex-neo-sindaco comunista, che ieri ha passato proprio il segno. Forse nell’intenzione di accreditarsi sempre più all’elettorato leghista (visto che purtroppo per lui non è riuscito a presentarsi alle regionali) forse solo per populismo irresponsabile, stavolta è andato oltre se stesso e oltre sue consuete sparate ad uso e consumo dei giornali.

Ecco le sue dichiarazioni farneticanti di oggi alla stampa, contenute nell’articolo: “Ora i ladri devono avere paura” (Tribuna di Treviso). “I ladri oggi devono avere paura della città di Mogliano e devono  sapere che oltre a rischiare di beccarsi qualche pallottola nel sedere, rischiano anche che il sindaco gli corra dietro con gli avvocati”.
Questo all’indomani dell’altrettanto irresponsabile e sciocca dichiarazione: “Ora i cittadini sanno che possono difendersi da soli”.

Ciò in relazione al caso Campello, il meccanico (per bene) che, esasperato, ha sparato (secondo il p.m. per legittima difesa) al ladro, nel cortile dell’officina.
Evento umano e tragico, che ha cambiato la vita dell’onesto cittadino sicuramente non in meglio (tant’è che continua a dire di essere pentito e che non lo rifarebbe) e che Azzolini e la Lega hanno fin da subito strumentalizzato per farsi pubblicità. Gente che si fa grande del proprio fallimento: se lo Stato, in un Comune leghista, di una Provincia leghista, di una Regione con la Lega in maggioranza, di un Governo con la Lega al Ministero dell’Interno (e tutto ciò, da anni e con maggioranze pesanti) non riescono a garantire la sicurezza perché continuano a tagliare i fondi alle Forze dell’Ordine, cosa c’è da gioire nel fatto che un poveretto si trovi costretto a difendersi, rischiando la galera?
Dell’episodio e delle strumentalizzazioni abbiamo parlato più volte: qui, qui e ieri qui.

Che altro dire?
Quel che dice il politicante Azzolini, passato dal dire che a Mogliano le ronde non servivano (quand’era a sinistra), a incitare i cittadini ad arrangiarsi (ora che è con la Lega) è come dire “Cittadini, armatevi e difendetevi: lo Stato ha fallito, ora ognuno torni al “fai da te”, come ai bei vecchi tempi del medioevo e dell’era delle caverne”.
Spero solo, come ho già scritto, che Azzolini non si ritrovi sulla coscienza un morto o un concittadino in carcere: anche se uno che dice simili idiozie a cuor leggero per raccattar voti di coscienza e senso civico deve averne ben pochi.

Ogni tanto sulla stampa provo a dire anche la mia per ribattere alle insensatezze (soprattutto quando sono pericolose) del sindaco. Spero che, poco a poco, i cittadini, a furia di leggere le sparate del loro sindaco, si rendano conto di come questa città è male amministrata e del livello di questa politica

Ogni tanto sulla stampa provo a dire anche la mia per ribattere alle insensatezze (soprattutto quando sono pericolose) del sindaco. Spero che, poco a poco, i cittadini, a furia di leggere le sparate del loro sindaco, si rendano conto di come questa città è male amministrata e del livello di questa politica

Le dichiarazioni di Azzolini non faranno che far sì che, da un lato, qualche cittadino che gli crede si compri un’arma e magari spari ai ladri (e forse la prossima volta non ricorreranno i presupposti della legittima difesa e il p.m. chiederà il carcere) e dall’altro che uno che vuol venire a rubare a Mogliano, si porterà anche lui una bella pistola, una spranga, un coltellaccio.
Infiniti dati, ricerche e comparazioni, con altri Stati, dimostrano quel che dico. Poi, se qualcuno di voi crede che sia meglio, invece che potenziare le Forze dell’Ordine, dire alla gente di arrangiarsi, non badate me e continuate a votare Azzolini: è il sindaco che fa al caso vostro.

Per parte mia, vorrei dormire sonni sereni mentre Forze dell’Ordine numerose e adeguatamente retribuite pattugliano il territorio del mio Comune: non aspettare i ladri di notte con la pistola nel cassetto, domandandomi se anche loro saranno armati.

Tornerò sull’argomento, ma qualcosa dovevo scriverlo subito, ora.

Intanto ricordatevi della Tenenza, cioè il raddoppio del numero di Carabinieri a Mogliano. Per l’Arma dei Carabinieri è cosa fatta, da anni. Aspettano solo che il Comune predisponga un edificio adatto. E Azzolini, prima come assessore, poi come sindaco, poi come candidato, poi di nuovo come sindaco, è da 5 anni e passa che ne parla e la promette. Anche oggi sui giornali.
Ma finora, per la Tenenza, non c’è neanche una riga di progetto. Non sanno neanche dove piazzarla. Non sanno neanche dove trovare i soldi. A dir la verità, non sanno neanche quanto grande dovrebbe essere, esattamente. Non hanno nessuna idea, nè progetto, nè elaborazione di alcun tipo, sulla Tenenza che continuano a promettere.
E’ solo la burletta con cui tirare avanti, giorno dopo giorno, sparata dopo sparata.
Questa volta, però, la sparata potrebbe farla qualcun altro e qualcuno potrebbe farsi male.
Riflettete, concittadini, su chi vi governa e con quale dignità civile vi tratta.

 

Social card: le opportunità (non sufficientemente conosciute) per i Comuni

10 gennaio 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Ecco com'è fatta una "social card"

Il governo in carica ha varato a dicembre una nuova misura a salvaguardia degli strati più deboli della società: anziani e famiglie. La misura è l’assegnazione di una “carta acquisti”, cioè una carta di credito ricaricabile, in cui ogni due mesi il governo verserà in media 80 euro. Il che significa 40 euro al mese da spendere. La carta acquisti è ormai conosciuta da tutti con il nome di “social card”.

La carta è anonima (nel senso che non ha scritto sopra “social card” e quindi salva dall’imbarazzo chi la usa) e utilizzabile in tutto il circuito Pos (ossia dove c’è un bancomat o un lettore di carte di credito). Inoltre presso alcuni negozi, il pagamento con la social card dà diritto a particolari sconti. Anche le bollette possono essere pagate anche tramite la carta; e ciò permette altresì di accedere alle “tariffe sociali” delle società di fornitura (tipo l’Enel) per usufruire delle quali una volta bisognava presentare domanda apposita.
Proprio negli ultimi giorni, numerosi emendamenti hanno consentito di aumentare il numero di beneficiari e di agevolazioni: ad esempio i genitori di bambini di età inferiore ai tre anni, grazie alla carta, avranno sconti e bonus su pannolini, biberon e via dicendo.
Il costo dell’intera operazione si aggira attorno al mezzo miliardo di euro. I potenziali beneficiari, secondo i dati del Tesoro, sono 1 milione e 300 mila italiani.

Clicca su quest'immagine per collegarti al sito del Ministero del Tesoro e scoprire se hai diritto alla "social card"

Per ora la richiesta e il ritiro delle tessere procedono a rilento, anche perché molti non sanno di averne diritto. Se volete controllare se la vostra situazione ricade tra quelle utili per l’ottenimento della carta, date un’occhiata qui (clicca qui), o chiamate il numero verde 800.666.888 o andate presso uno sportello di Poste Italiane, ente che ha in carico tutta la burocrazia relativa alle tessere.

Sulla misura si è creato un intenso dibattito tra favorevoli e contrari. L’opposizione ha detto che si tratta di un provvedimento antiquato, inefficace, che fa la carità in modo squallido, che sarebbe stato meglio detassare le tredicesime, gli straordinari e aumentare le pensioni. Il governo ha replicato che la card serve anche a chi una pensione e una tredicesima non ce l’ha e che con il nuovo sistema è possibile fare aggiustamenti continui che non possono essere fatti con gli altri provvedimenti suggeriti.

E qui veniamo al punto di questo articolo, perché non ho intenzione di mettermi a discutere per pagine dell’utilità o meno di questa carta (tra l’altro ritengo che qualsiasi misura in favore di famiglie e anziani sia utile e benvenuta, soprattutto visto che fino ad oggi i governi se ne sono ampiamente fregati).

Il particolare interessante della social card, non abbastanza ben pubblicizzato a mio parere dal governo, è che essendo una carta di credito ricaricabile e nominativa, si presta ad essere “ricaricata” non solo dallo Stato Italiano, ma da chiunque lo desideri.

In parole… povere, oltre agli 80 euro governativi, sulla carta potranno affluire tutte le liberalità di enti locali (Regioni, Province, Comuni) e associazioni private (caritatevoli, benefiche, di categoria, ecc.) che lo desiderino. Il Comune di Roma, per esempio, ha già deciso di integrare con una quota aggiuntiva i benefici accordati dallo Stato ai propri cittadini. E lo stesso potrebbero fare molti altri enti locali, con una notevole semplificazione rispetto ad altre forme di erogazione: un Comune non potrebbe mai permettersi di aumentare la pensione ai pensionati residenti sul territorio.

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