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Assemblea pubblica sull’area Macevi mercoledì 26 alle 20.45

24 maggio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Mercoledì 26 maggio 2010 anche noi di Legalità e Benessere parteciperemo all’assemblea pubblica indetta dai gruppi consiliari di minoranza e dai gruppi politici dell’opposizione all’attuale amministrazione.
L’assemblea avrà luogo alle ore 20.45 presso il Centro Sociale in Piazza Donatori di Sangue a Mogliano (piazza del mercato del pesce).

Il tema della serata è l’area Macevi e la problematica situazione del progetto che la riguarda. Sono stati invitati il sindaco e la Giunta comunale, per illustrare quali siano le intenzioni dell’attuale amministrazione sul tema.

In attesa di completare l’articolo per il blog sugli ultimi avvenimenti (in particolare sull’ultimo Consiglio Comunale, in cui Azzolini ha deciso di non confermare la convenzione con la società Molius, che deve costruire nell’area, e la conseguente spaccatura nella maggioranza tra Lega e Giovani) invitiamo tutti i lettori e i cittadini a partecipare all’assemblea.

Legalità e Benessere aderisce all’organizzazione della serata in quanto ci sembra giusto, in questo periodo travagliato della vicenda Macevi, cercare di creare un momento aperto alla cittadinanza di informazione, dialogo e confronto, che finora sul tema è mancato.

Per inciso, vi dirò che reputo veramente un peccato che nelle sedute di Consiglio comunale in cui si è discusso della questione, tra le più importanti per il futuro della città, fossero presenti tra il pubblico così pochi cittadini. E’ vero, in Consiglio comunale ci sono una serie di regole molto rigide, non c’è un vero dialogo, l’ordine del giorno spesso non è del tutto interessante, il pubblico può solo partecipare zitto zitto: insomma, non è e non deve essere nè un talk show, nè un’assemblea pubblica. Però è il momento centrale della vita politica e amministrativa cittadina, dove si delineano le posizioni dei gruppi politici e dove si decide il futuro della città. Perciò, assemblea di mercoledì 26 a parte, io invito tutti i cittadini che tengono a Mogliano a frequentare più spesso l’aula consiliare: una presenza crescente di cittadini darebbe, anche all’attuale maggioranza, l’impressione di essere tenuta d’occhio. E chissà che questo faccia sì che certe scelte vengano ponderate un po’ di più…

Nel frattempo, in attesa della prossima seduta, vi invito tutti a partecipare mercoledì 26.
Sarà un’occasione per ascoltare direttamente dalla voce di chi siede in Consiglio comunale o occupa ruoli di responsabilità all’interno dell’amministrazione, che ne sarà dell’area Macevi.

Venite e invitate amici e conoscenti.

 

La prostituzione non esiste più a Mogliano: se continuate a vedere prostitute, andate dall’oculista

18 febbraio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar

La prostituzione a Mogliano secondo la Giunta non esiste più. Se continuate a vedere prostitute, clienti e papponi, avete le allucinazioni.

I nuovi cartelli che la Giunta dovrebbe apporre a Mogliano: visto che Azzolini, al di là dei proclami, non riesce a fare nulla per il fenomeno della prostituzione di strada, almeno si imponga un po' di garbo ai clienti!

I nuovi cartelli che la Giunta dovrebbe apporre a Mogliano: visto che Azzolini, al di là dei proclami, non riesce a fare nulla per il fenomeno della prostituzione di strada, almeno si imponga un po' di garbo ai clienti!

Inutile ripetervi che avevamo sollevato il problema, oltre che in campagna elettorale (anzi, scendemmo in campo con un bel convegnoproprio  sul tema, qui), anche dopo (qui, qui, qui e infine qui). Inutile dirvi che in tutta fretta il sindaco aveva predisposto un’ordinanza (qui), fatta anche benino, ma poi rimasta perloppiù lettera morta, in quanto senza sufficienti controlli un’ordinanza non serve praticamente a niente. L’unico grande cambiamento, nell’ultimo mese, è stata l’apposizione dei cartelli che avvisano gli automobilisti dell’ordinanza. Inutili, se poi a controllare non ci sono vigili e carabinieri in un turno notturno apposito e dedicato.

E infatti, le prostitute sul Terraglio a Mogliano, da una quarantina che erano (come avevamo dimostrato inequivocabilmente con un servizio fotografico, qui), una quarantina sono rimaste (forse, ma proprio forse, ce n’è qualcuna di meno). Basta che usciate di notte a dare un’occhiata. In barba a tutti i dati (raccolti come? mi chiedo) che sbandiera la Giunta. Giunta che prima del nostro servizio fotografico, diceva che erano una decina. Che dopo l’ordinanza ha detto che erano una quarantina, poi passate ad una decina. Che insomma, o coi numeri fa confusione, o non capisce che, mentre si vedono venti prostitute sulla strada, altre venti stanno “esercitando” nelle laterali in macchina con qualcuno.
Se qualcuno della maggioranza avesse dubbi, lo invito: andiamo insieme, telecamera alla mano, a farci un giro notturno un venerdì o un sabato (i giorni… “caldi”), fatto come dico io: e vediamo cosa si trova…
Ho l’impressione che nel mio Quartiere, Marocco, siano addirittura aumentate, perché le prostitute di colore che si trovavano appena pochi metri oltre al confine comunale, nel territorio di Mestre, sul Terraglio e in via Gatta, si sono tutte spostate in via Marocchesa, a Mogliano. Questo da quando Venezia-Mestre ha emanato l’ordinanza di cosidetto “zoning” (è un divieto a zone, che include tutto il Terraglio) e ha istituito appositi controlli. Un mio vicino di casa mi ha detto che alcune addirittura esercitano direttamente in prossimità del parcheggio delle Generali. Per la gioia della gente del luogo, come se via Marocchesa non fosse abbastanza degradata.

A Mogliano l'altra sera un "cliente" è stato brutalmente pestato, dopo avergli sfondato il finestrino della macchina, mentre era in compagnia di una squillo. Ancora ignoti motivi e autori del gesto. Certo è che il fenomeno della prostituzione di strada è intimamente connesso alla violenza che le associazioni criminali che la gestiscono devono esercitare per garantirsi il controllo del territorio

A Mogliano l'altra sera un "cliente" è stato brutalmente pestato, dopo avergli sfondato il finestrino della macchina, mentre era in compagnia di una squillo. Ancora ignoti motivi e autori del gesto. Certo è che il fenomeno della prostituzione di strada è intimamente connesso alla violenza che le associazioni criminali che la gestiscono devono esercitare per garantirsi il controllo del territorio

Non parlo nuovamente dell’argomento per pruderia, ma perché la prostituzione di strada a Mogliano è un fenomeno degradante, evidente, pericoloso. Al di là del degrado morale e civile, al di là delle condizioni di vita di quelle prostitue (sempre meno) ridotte in schiavitù, ricordiamoci che tutto ciò arricchisce e radica sul nostro territorio mafie dell’est, per niente raccomandabili. Nella sola Mogliano, facendo qualche calcolo molto al ribasso (30-40 euro a botta per 30 ragazze per 5 clienti a notte per 20 giorni al mese), il giro d’affari della prostituzione di strada è tra il milione di euro e il milione e mezzo all’anno. Ma, ripeto, è una stima molto al ribasso. E sono tutti soldi che alimentano clan mafiosi albanesi, rumeni & Co (qui). Altro che i barboni dell’area Macevi e del Nigi contro cui se la prendono Azzolini & Co.

Comunque, torno sull’argomento perché proprio ieri notte a Mogliano un cliente è stato legnato di brutto mentre era appartato con una prostituta: non si capisce se sia stato il protettore o un cliente geloso. Fatto sta che gli hanno sfondato il finestrino, tirato un paio di ganci in faccia, sottratto chiavi della macchina e prostituta.

Strano: con tutta la sicurezza che questa Giunta ha portato in città, protettori che non esistono pestano clienti che non esistono appartati con prostitute che non esistono. La cosa ha del bizzarro…

Non che nel vicino Comune di Preganziol, il sindaco/assessore Marton (altrettanto leghista e altrettanto generoso di promesse in campagna elettorale) se la cavi meglio: due giorni fa un tizio ha addirittura investito con l’auto una prostituta, lungo il Terraglio, fuggendo poi via e lasciandola agonizzante nel fossato, con enorme senso di solidarietà civile.

La mafia albanese, nè carini nè coccolosi. Per fare sbruffonate sulla sicurezza, Azzolini e i suoi continuano a sloggiare poveracci che vivono negli immobili diroccati della città. Si guardano bene, invece, dal prendersela con i cattivi veri.

I mafiosi albanesi, nè carini nè coccolosi. Per fare sbruffonate sulla sicurezza, Azzolini e i suoi continuano a sloggiare poveracci che vivono negli immobili diroccati della città. Si guardano bene, invece, dal prendersela con i cattivi veri. Che intanto a Mogliano piantano solide radici, gestiscono prostituzione e spaccio, incassano enormi proventi, e si trovano sempre meglio nella nostra bella e gioiosa città

Ma fermi! Azzolini e i suoi hanno una nuova soluzione, almeno stando ai giornali: telecamere a infrarossi. Quattro per tutta Mogliano…
La criminalità albanese ora trema…

Insomma, al di là di proclami irrealistici sui propri risultati da parte di questo sindaco e questa maggioranza, la prostituzione resta là, vigorosa e salda, con annessa mafia straniera che si intasca i proventi. Forse si intende questo indicando il nostro territorio come “la Marca gioiosa“.

Mi si dirà: beh, qual è la soluzione? Ripeto, per l’ennesima volta, come da nostro programma elettorale: ordinanza e controlli; e passaggio a Tenenza della Stazione Carabinieri, con raddoppio del personale dell’Arma sul territorio.
E’ semplice: meno slogan, più efficienza. Magari condendo il tutto con un bel volantinaggio agli automobilisti che attraversano Mogliano di notte: “Ociò, se vieni a puttane qui, può darsi che ti sgamiamo“.

E visto che tanto insistono, i leghisti, con le ronde (cosa ridicola e inutile, ribadisco) che le facciano ogni notte sul Terraglio a caccia di lucciole! Così, invece che andare sui giornale dopo aver scacciato qualche disperato barbone che vive negli edifici abbandonati della città, magari si prendono una valanga di cazzotti da qualche protettore albanese e capiscono che la sicurezza si fa con le Forze dell’Ordine, non con i comunicati stampa e mostrando i muscoli, solo a parole, in una stanzetta del Municipio.

Ma forse l’imbecille sono io, anzi, è probabile.

 

Ultime news a Mogliano

4 febbraio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Mi scuso per gli aggiornamenti meno frequenti del sito in questi ultimi tempi, ma la sessione di esami universitari, l’ufficio, la famiglia e la politica reale (incontri, riunioni) stanno occupando interamente il mio tempo.

Cerco, con quest’articolo, di mettermi al passo, dandovi qualche news e qualche opinione sugli ultimi fatti a Mogliano. Scrivo tutto direttamente in parole povere, senza prima darvi le consuete spiegazioni giudiriche/politiche/amministrative precise, per essere più veloce.

Un emendamento alla finanziaria approvato in Regione Veneto blocca momentaneamente l'approvazione dei progetti. E' uno stop importante, una prima vittoria: ma non è definitivo. Bisogna continuare questa guerra per la civiltà, per la salute, per il benessere

Un emendamento alla finanziaria approvato in Regione Veneto blocca momentaneamente l'approvazione dei progetti. E' uno stop importante, una prima vittoria: ma non è definitivo. Bisogna continuare questa guerra per la civiltà, per la salute, per il benessere

- Inceneritori: vinta una battaglia, comincia la vera guerra
E’ un po’ che non ne parlo, dovrò scrivere un articolo apposito perchè la situazione, ora, è veramente complessa e ancor più intrecciata con la politica. E’ stata vinta, in Consiglio Regionale, una battaglia trasversale contro i progetti di inceneritore di Unindustria. Il Consiglio ha approvato un emendamento alla finanziaria regionale in cui si vieta l’approvazione di qualsiasi progetto di inceneritore (ma anche di discarica) relativamente ai rifiuti speciali fino a che non sia stato approvato un piano regionale apposito. Unindustria, che stava premendo sull’acceleratore (clicca qui) probabilmente per farsi approvare i progetti prima della scadenza del mandato di Galan (convinto filo-inceneritorista), rimane così con il cerino (letteralmente) in mano. Ciònonostante la battaglia vinta non chiude la guerra, che è invece appena iniziata. Infatti tutti e tre i candidati governatori del Veneto (Zaia, in pole position, Bortolussi e De Poli a seguire) non si sono dichiarati completamente contrari agli inceneritori nè ai progetti, ma si sono limitati a dichiarazioni come “non qui”, oppure “bisogna prima vedere il piano”, oppure “il Veneto e/o Treviso hanno già dato”. Tutti e tre poi hanno detto sibillinamente che se ne parlerà dopo le elezioni. (…!!!…) Dichiarazioni non dissimili da quelle adottate, da tutti e tre i candidati, per il nucleare in Veneto. Dichiarazioni che tolgono molto alla genunità della lotta contro ogni forma di incenerimento, e lasciano aleggiare il sospetto di una sindrome nimby su tutti coloro che si oppongono (clicca qui). Noi invece ribadiamo che gli inceneritori non sono la soluzione corretta, nè qui nè altrove: e che lo scopo della battaglia non è fare lo scaricabarile verso qualche altro territorio, mandandogli i nostri rifiuti a bruciare (come, ad esempio, vuole fare il Presidente della Provincia Muraro con i rifiuti urbani non riciclabili, mandandoli a Padova e Venezia). La strada maestra è costituita dalle 3R, Riduzione, Recupero, Riuso. La vaghezza delle parole dei tre candidati governatori, mostra come ai politici interessi di più salvar capra e cavoli (non perdere nè i voti dei cittadini delle zone interessate, nè i voti degli industriali proponenti) che prendere una posizione chiara, che sia pro o contro. Avremo modo di approfondire l’argomento. Per ora, possiamo essere tutti soddisfatti da una vittoria che solo un anno fa sembrava lontana se non impossibile: ma non bisogna mollare l’osso, dobbiamo continuare così tutti insieme!

La Corte Costituzionale stronca la legge che aveva consentito la vendita con annessa edificabilità delle aree verdi da parte della Giunta Azzolini. A causa di questa superficialità, Mogliano rischia di non rientrare nel patto di stabilità 2009

La Corte Costituzionale stronca la legge che aveva consentito la vendita con annessa edificabilità delle aree verdi da parte della Giunta Azzolini. A causa di questa superficialità, Mogliano rischia di non rientrare nel patto di stabilità 2009

- La vendita delle aree verdi: la Corte Costituzionale stampa un pugno in faccia alla Giunta Azzolini
La Corte Costituzionale ha accolto un ricorso di alcune Regioni, tra cui il Veneto, che se l’erano prese con la legge che stabiliva che i Comuni potessero vendere immobili e terreni inutili per l’ente e che l’approvazione della vendita, in Consiglio Comunale, valesse come variante al piano regolatore. In pratica, com’era successo per l’appunto a Mogliano, si potevano vendere della aree decidendo contemporaneamente che variassero destinazione urbanistica. Nel nostro Comune, in una movimentata seduta di Consiglio con proteste dei numerosi cittadini accorsi, la Giunta Azzolini aveva deciso di vendere una serie di aree (per la maggior parte aree verdi non attrezzate) destinandole all’edificazione. Dalla cosa avevano poi incassato quasi un milione di euro, che era andato in bilancio e aveva contribuito a rientrare nel patto di stabilità, insieme alle (controverse e secondo noi cattive) operazioni immobiliari tra Comune e società SPL. Il pugno sul muso della Corte Costituzionale, che fa tornare le aree alla loro precedente destinazione urbanistica, fa sì che ci siano dei privati che hanno comprato delle aree verdi ad un certo prezzo pensando di costruirci sopra e che, probabilmente, avranno tutta l’intenzione di annullare il contratto, restituire le aree al Comune e riprendersi i soldi. Con ciò, però, alchimie di bilancio a parte, Mogliano potrebbe non rientrare più nel patto di stabilità per il 2009. E quindi, il tanto sbandierato miracolo di Azzolini (il rientro nel patto) si rivelerebbe una chimera basata su operazioni mal condotte. Il commento sui giornali del sindaco è stato: “La Regione avrebbe dovuto avvertirci“. Inutile dire che vendere le aree verdi per edificare era una cattiva idea di per sè. Inutile dire che era uno dei tanti atti con cui Azzolini smentiva di fatto le promesse della sua campagna elettorale (ricordate? no alla cementificazione, basta nuove costruzioni, ecc.?) Inutile dire che uno che spende e spande per nuovi dirigenti, direttori generali, consulenti e ammenicoli vari, centinaia di migliaia di euro, e che inoltre prende, insieme ai suoi assessori, uno stipendio, sarebbe tenuto a sapere le cose, non a scoprirle a danno della città: cose come un ricorso pendente presso la Corte Costituzionale. Inutile dire che la Regione non deve avvertire te, piccolo Comune: se lo sai, bene, se non lo sai perché non ti informi o chiudi gli occhi, affari tuoi: il ricorso era stato ovviamente pubblicato e ripreso da mezzi di stampa e riviste del settore, ignorarne l’esistenza è inescusabile. Inutile dirlo: chi vuole capirlo lo capisce, chi non vuole non lo capisce. Personalmente, la ritengo una ulteriore dimostrazione di inefficienza, superficialità, impreparazione, di questa Giunta. A tutto danno, economico e amministrativo, dei cittadini di Mogliano.

- Sito internet del Comune: ritornato alla decenza istituzionale
Ricordate quando parlammo dell’utilizzo propagandistico e politico del sito internet del Comune di Mogliano, pagato con i soldi dei cittadini ed utilizzato da Azzolini come una propria vetrina, per proclami o per scagliarsi contro i suoi avversari? (qui) Beh, dopo quella denuncia e un’interrogazione delle minoranze in Consiglio Comunale al riguardo, va dato atto alla Giunta (credo grazie al buon senso dell’assessore Copparoni) che il sito internet, oltre ad essere stato rimodernato (purtroppo, quasi esclusivamente nell’interfaccia grafica), sia tornato quanto a contenuti sui binari della correttezza e dell’istituzionalità necessari. Ci auguriamo che si continui così.
Aggiornamento 20/02/10: Purtroppo avevamo cantato vittoria troppo presto: i commenti acidi, stizziti, politici, dell’ex-neo-sindaco hanno ripreso a imperversare sul sito ufficiale del Comune, pagato con i nostri soldi, e il sindaco continua ad apparire con i colori della sua campagna elettorale e non in una foto istituzionale. Tanto per fare un esempio, il comunicato politico con cui Azzolini ha ripreso ad utilizzare il sito istituzionale del Comune per fare politica è intitolato “Bortoluzzi e la sua triste opposizione: invidiosi e probabilmente incapaci a fare di conto“.

La vicenda di Bruno Campello sembra avviarsi verso un lieto fine: il p.m. ha chiesto l'archiviazione, ritenendo che sussistano i presupposti della legittima difesa

La vicenda di Bruno Campello sembra avviarsi verso un lieto fine: il p.m. ha chiesto l'archiviazione, ritenendo che sussistano i presupposti della legittima difesa

- La vicenda Campello pare concludersi bene
Ricordate il povero Bruno Campello, il meccanico che aveva sparato al ladro di notte, fuori dalla sua officina. Ne avevamo parlato qui e qui. Un equilibrato e attento pubblico ministero ha chiesto, per il caso, l’archiviazione (cioè la fine del procedimento, la caduta delle accuse). Non è detta l’ultima parola (il giudice potrebbe rifiutare l’archiviazione e rinviare a giudizio, cioè mandare avanti il processo); ma le cose sembrano mettersi bene. Il p.m. avrebbe deciso, in base alla perizia balistica, che si tratterebbe di legittima difesa, perché Campello avrebbe sparato al ladro che gli era di fronte e che aveva in mano un arnese da scasso, da lontano confondibile con un’arma.
La cosa ci rallegra, per il buon meccanico da tanti amato e per cui avevamo già espresso a più riprese la nostra solidarietà.
Ci rallegrano meno le solite dichiarazioni sciocche e allucinanti del sindaco Azzolini, che sui giornali ha gioito, dicendo che “ora i cittadini sanno che si possono difendere da soli! (lett)”
Sbaglia Azzolini a dire una cosa del genere: invitare i cittadini ad arrangiarsi, vuol dire riconoscere il proprio fallimento sul fronte della sicurezza. Se la magistratura archivierà, come speriamo per il buon Campello, significherà che bravi magistrati hanno riconosciuto, in questo specifico caso, la legittima difesa. Come detto, siamo felici per il malcapitato meccanico. Diverso è gioire del fatto che alla gente tocchi sparare ai ladri, come fa Azzolini. La prossima volta potrebbe non risultare legittima difesa: non vorrei che il sindaco, ormai più leghista dei leghisti, si trovasse sulla coscienza qualche morto o qualche cittadino in carcere. Un po’ di servizio militare gli avrebbe insegnato quanto pericolose siano le armi e quanto poco ci sia da scherzare; ma per uno che passa il tempo in ufficio o in uno studio televisivo, immagino sia difficile capire davvero queste situazioni. I politici devono pensare alle conseguenze di quello che dicono, non cavalcare sempre l’onda del momento. Azzolini pensi ad aumentare la sicurezza realizzando la Tenenza dei Carabinieri che ha promesso (che ne è stato? ne avete più sentito parlare?). L’importante è prevenire questi episodi, evitarli. Quando si è costretti a sparare per difendersi, è perché evidentemente il sistema che doveva proteggerci ha fallito.

Sull'operazione nuova sede dei vigili, abbiamo molte domande cui dovremo darci da soli una risposta, visto il silenzio dell'amministrazione. Presto un articolo sulla questione

Sull'operazione nuova sede dei vigili, abbiamo molte domande cui dovremo darci da soli una risposta, visto il silenzio dell'amministrazione. Presto un articolo sulla questione

- La nuova caserma dei vigili urbani nel comprensorio Sif
A proposito di sicurezza, di proclami, di cattive idee, ecc., veniamo alla nuova caserma della Polizia Locale nel comprensorio Sif, nel quartiere Est, una delle promesse più sbandierate in campagna elettorale da Azzolini e una delle poche in via di attuazione (seppur con ritardo). Avevo parlato della pseudo-inaugurazione della sede, vuota ma con tanto di insegne già esposte, e degli equivoci che questo stava creando in città (clicca qui). Mi ero riservato di parlare in futuro della sede in sè e di come era stata acquisita. Avevo ricevuto, al proposito, un commento (che trovate dopo l’articolo, qui) del consigliere comunale di maggioranza, lista Azzolini, Luca Busato, che rivendicava meriti e demeriti dell’operazione. La mia risposta era stata che, vista la sua disponibilità e la sua approfondita conoscenza dell’operazione, avrei volentieri avuto un colloquio con lui per discuterne e poter così pubblicare impressioni e dati approfonditi sulla vicenda, trovando conferma o smentita ai miei dubbi. Gli avevo detto, inoltre, che sarei stato molto felice di visitare la struttura. Ad oggi, dopo oltre 10 giorni, l’invito rimane inascoltato. Confidiamo nella sua disponibilità e preparazione per spiegare a tutti i cittadini i motivi e meriti dell’amministrazione: diversamente, dovremo fare da soli. A quel punto, bisognerà per forza pensare che le domande approfondite su questo tipo di operazione non sono gradite

Sequestro dell'auto per i puttanieri lungo le strade di Mogliano? Una cattiva idea, vi diremo perchè

Sequestro dell'auto per i puttanieri lungo le strade di Mogliano? Una cattiva idea, vi diremo perchè

- Prostituzione: Azzolini vuole sequestrare la macchina ai puttanieri
Sul fronte prostituzione, vi preannuncio a breve un articolo.
L’articolo riguarda sulla questione generale della prostituzione e sul fatto che, per una volta, concordo con Azzolini: bisogna togliere il velo di ipocrisia che regna in Italia, regolarizzare e regolamentare la prostituzione. Oppure (e questo lo aggiungo io) se si ritiene che sia sbagliata, renderla illegale (cosa che oggi non è). Ma una o l’altra: non è invece civile, non è sensato, non è giusto, continuare a relegare il fenomeno nel limbo del “è sbagliato, ma non illegale: chiudiamo gli occhi e facciamo finta di niente” come avviene da decenni in Italia. Ma ne riparleremo.
Oggi, invece, desidero fare una riflessione sulla trovata pessima, secondo me, di Azzolini, che vorrebbe integrare la quasi inutile ordinanza anti-prostituzione che ha emanato, inserendo, tra le sanzioni per il cliente, il sequestro dell’auto. Anzi, forse l’ha già fatto: chiederò. Dico “ordinanza quasi inutile” perché la situazione della prostituzione lungo il Terraglio nel tratto moglianese, da quando avevamo denunciato la sua insostenibilità (qui e qui), è migliorata sì, ma di pochissimo. Un’ordinanza con scarsi controlli serve a ben poco e infatti fatevi un giro sul Terraglio di notte, è ancora stra-pieno di prostitute: ci toccherà fare di nuovo un foto-report per dimostrarlo…
Il motivo per cui sono contrario è questo: è una sanzione decisamente eccessiva.
Infastidire i clienti che vanno a prostitute sulle nostre strade è sacrosanto. Una multa da 500 euro, che devono pagare subito per evitare che gli arrivi a casa, basta e avanza. Non serve rovinare vite e famiglie, con un sequestro dell’auto, magari quella della moglie (brutto, squallido, ma vero!!!): sinceramente mi sembra troppo, anche considerando – e torniamo al discorso iniziale – che per la legge italiana (piaccia o meno) non è reato nè fare la prostituta nè andare a prostitute. Per supplire alla manchevolezza di controlli continui e capillari, Azzolini non può aumentare a dismisura le sanzioni, giungendo a sconfinare nel campo opposto (si passa dal non punire per niente, a punire troppo): è come se, visto che non si riesce a beccare tutti quelli che rubano al supermercato, si decidesse di tagliare la mano ai pochi che vengono presi, con l’idea che punirne smisuratamente uno serva ad educarne cento. Un’idea medievale che mi rifiuto di accettare nel nostro Comune. Una multa da 500 euro, l’imbarazzo degli accertamenti e la paura di essere scoperti, bastano: si rendano più efficaci i controlli, in modo da punire tutti ugualmente; non ha senso, è controproducente e potenzialmente destabilizzante, accanirsi sui pochi che, con controlli insufficienti, vengono beccati. Qualche anno fa a Preganziol un giovane, terrorizzato dal fatto di essere stato sgamato dalla Polizia Locale mentre forse stava andando a prostitute, girovagò senza meta nella notte fino ad andare ad impiccarsi ad un albero dalle parti di Bologna (leggi qui). Non bisogna eccedere nel punire le persone che sbagliano.

Nonostante l'abbia messa tra le promesse più importanti della propria campagna elettorale, la partecipazione popolare è l'ultimo pensiero di Azzolini. Onore al merito per un esponente leghista, che ha detto pubblicamente che i Quartieri intralciavano e così ci si è liberati del problema

Nonostante l'abbia messa tra le promesse più importanti della propria campagna elettorale, la partecipazione popolare è l'ultimo pensiero di Azzolini. Onore al merito per un esponente leghista, che ha detto pubblicamente che i Quartieri intralciavano e così ci si è liberati del problema

- Liste elettorali gonfiate per spazzare via i Quartieri, la Giunta forse dovrà fare retromarcia
Danilo Vizzotto, ex presidente e oggi consigliere (se le elezioni fossero state regolari) del Quartiere Ovest, ha condotto una battaglia in solitaria (che anch’io avevo inizialmente sottovalutato) e la sta vincendo: è quella sull’irregolarità delle liste elettorali per le elezioni di Quartiere. Riassumendo all’osso, nel novembre scorso i Quartieri moglianesi sono andati al voto per rinnovare i consigli. Ogni quartiere doveva raggiungere, per legittimare i nuovi consigli, un quorum del 40% degli aventi diritto. Avevano diritto di voto, tra le varie categorie, anche gli stranieri residenti: solo che, per espressa statuizione del regolamento e dell’ordinanza del sindaco Azzolini, questi, per avere diritto ed essere computati, dovevano iscriversi in un’apposita lista, fino a pochi giorni prima delle elezioni, e con questo essere abilitati a votare. (L’articolo sulle elezioni lo trovate qui) A farlo, in tutta Mogliano, sembra siano state poche unità: e invece, nel computo degli aventi diritto, il Comune ha inserito d’ufficio tutti gli stranieri residenti. Innalzando così, irregolarmente, il quorum necessario: è evidente come il 40% di 1000 aventi diritto sia inferiore al 40% di 1300 iscritti tra cui siano stati inseriti d’ufficio anche gli stranieri residenti. Ciò ha fatto sì che in alcuni quartieri, quelli minori, dove il quorum è stato mancato sfiorandolo di pochissimo, se le liste fossero state predisposte secondo il procedimento regolare previsto dall’ordinanza, il 40% si sarebbe raggiunto. E da questa faccenda, che ora sta cominciando a venire fuori grazie alla testardaggine e al coraggio di Danilo Vizzotto, si potrebbe giungere ad un’invalidazione delle elezioni o ad una revisione dei risultati. Vedremo.
Nel frattempo, una nota di merito va data ad un esponente leghista del Consiglio Comunale che, in una riunione con i rappresentanti dei Quartieri, per trovare una soluzione ai vari problemi nati in seguito alle elezioni, ha ammesso candidamente quello che avevamo sempre detto e che finora Azzolini e Lega avevano sempre negato: i Quartieri davano fastidio alla Giunta e così sono stati eliminati. Bene, nota di merito, almeno ora c’è un po’ meno ipocrisia nella maggioranza.

Azzolini è ormai diventato un leghista al 100% e lo dimostrano i simboli che ormai indossa in televisione. Ci stupiamo? No.

Azzolini è ormai diventato un leghista al 100% e lo dimostrano i simboli del Carroccio che indossa in televisione. Ci stupiamo? No.

Last but not least: in alcune recenti apparizioni pubbliche, il sindaco Azzolini sfoggia vistosi simboli leghisti, come la spilletta del leone di S.Marco, la cravatta e/o il fazzoletto verde. Mi ero accorto già da tempo che (piccolo ma non insignificante segnale) la cravatta arancione della sua lista civica era scomparsa dal suo collo: si era passati a sobrie cravatte apolitiche. Ora sui suoi abiti fioriscono le verdi insegne del Carroccio. Secondo me, nelle parole, nei modi, nei fatti e ora nei simboli, Azzolini ormai è al 100% un leghista. Avrà la tessera? Boh.
La metamorfosi è un successo per la Lega moglianese, che indubbiamente è riuscita a conquistare il Comune, acquistando un cavallo vincente da un’altra scuderia. E’ invece un insuccesso per la lista di Azzolini, composta ancora da molte persone di provenienza di sinistra e che comunque hanno sempre ribadito (anche quando appariva insostenibile) una grande indipendenza dai partiti. Molti, tra loro, hanno vissuto e vivono con difficoltà la convivenza forzata con i leghisti, vecchi avversari; ma forse finora hanno sopportato, forti del fatto che il capo di tutto l’ambaradan almeno ufficialmente era ancora dei loro; mi chiedo come vivranno ora questo (comunque pronosticabile da tempo) voltafaccia.

Per oggi non mi viene in mente altro, ma rimanete connessi: in questa città sembra non ci sia fine al peggio.

 

Cittadini in pellegrinaggio alla ricerca del Comando fantasma della Polizia Locale

22 gennaio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Molti cittadini, vedendo questa chiara ed evidente insegna, si recano in via Ronzinella credendo di trovare la nuova sede della Polizia Locale. E invece i lavori di riadattamento dell'ex sede bancaria devono ancora cominciare: hanno messo solo le insegne!

Molti cittadini, vedendo questa chiara ed evidente insegna, si recano in via Ronzinella credendo di trovare la nuova sede della Polizia Locale. E invece i lavori di riadattamento dell'ex sede bancaria devono ancora cominciare: hanno messo solo le insegne!

Ricevo e ripubblico una segnalazione ricevuta dall’amico Danilo sul caso di una concittadina (solo uno fra i tanti simili che stanno avendo luogo).

Sotto Natale l’amministrazione Azzolini ha trionfalmente “inaugurato” la nuova sede della Polizia Locale (i vigili) in via Ronzinella, nel comprensorio Sif.

L’immobile, ex sede Veneto Banca a Mogliano, è stato acquistato per quasi 500.000 euro dalla società comunale Spl, con i soldi derivati dalla stipula di un ulteriore mutuo milionario.

Della nuova sede, delle sue qualità positive e negative, parleremo estesamente in un’altra occasione.

Ma intanto oggi vogliamo raccontarvi la situazione piuttosto ridicola che si è creata al riguardo.

Il 24 dicembre Azzolini indice una cerimonia presso l’immobile della nuova sede. A leggere i giornali e gli annunci trionfali, sembra che sia quasi un’inaugurazione. E infatti Sindaco, Assessore alla Sicurezza e altri posano soddisfatti di fronte all’edificio, su cui campeggia già due grandi insegne “Polizia Locale”.
In realtà si tratta solo del passaggio delle chiavi dell’edificio da Veneto Banca a Polizia Locale.

Gli ingenti lavori di riadattamento non solo non sono ultimati, ma devono ancora iniziare del tutto. L’unico lavoro, finora, è stato affiggere le insegne.

Vabbe’. Sappiamo che questo sindaco adora la teatralità e gli annunci. Passi l’inaugurazione “farsa”: la sede sarà pronta forse fra 4, 5 mesi, ma sorvoliamo: visto che in campagna elettorale aveva solennemente promesso che avrebbe trasferito i vigili nel comprensorio Sif entro 100 giorni dall’insediamento e che ovviamente non aveva tenuto fede all’impossibile promessa, ogni giorno in più era una sofferenza. E quindi tanto valeva dar per rispettato l’impegno con la semplice affissione di una scritta. Concediamoglielo.
Ma allora perché, finito l’evento, non è stata coperta con un telo la scritta?

Una volta parcheggiato e salito le scale, gli ignari cittadini caduti nell'equivoco scoprono di aver perso tempo: il cartello che si trova all'entrata recita "Qui sorgerà la nuova caserma di Polizia Locale". Ma allora perché non coprire le insegne premature: sono state apposte solo per far bell'impressione?

Una volta parcheggiata l'auto e salito le scale, gli ignari cittadini caduti nell'equivoco scoprono di aver perso tempo: il cartello che si trova all'entrata recita "Qui sorgerà la nuova caserma di Polizia Locale". Ma allora perché non coprire le insegne premature: sono state apposte solo per far bell'impressione?

Oggi infatti si sta verificando che molti cittadini, per effetto di quanto letto sui giornali e delle grandi insegne, si dirigano decisi verso via Ronzinella e verso l’immobile in disuso pensando di trovare la nuova sede dei vigili.
Quelli che sono caduti nell’equivoco sono tanti: lo riportano articoli di stampa, che parlano di numerosi cittadini e di addirittura di un corriere espresso (qui). Lo raccontano gli abitanti del quartiere. Lo dicono gli stessi vigili, che hanno ricevuto numerose chiamate di cittadini disorientati che chiedevano “Scusi, ma dov’è la sede?”
Lo racconta anche la segnalazione, con tanto di foto, che abbiamo ricevuto e per cui abbiamo scritto quest’articolo (e che, oltre a noi, è stata inviata anche ad assessore competente, dirigente comunale e Comandante della Polizia Locale): “Una signora non sprovveduta del quartiere Ovest che doveva ritirare un documento dalla Polizia Locale, informata dai giornali locali per la circostanza della consegna delle chiavi della loro “nuova” sede, è andata presso i locali di via Ronzinella dove c’è la scritta inequivocabile [...] A mio avviso, la funzionalità di un servizio viene anche dalla chiarezza della segnaletica; in caso contrario, diventa un disservizio.”

Tanto per chiarire il dubbio ai cittadini, la sede dei vigili attiva, ora e per ancora molti mesi, è sempre nello stesso posto sul Terraglio, all’altezza di via Tavoni ma sull’altro lato, accanto al concessionario Sotreva.

La proposta di chi ci ha fatto la segnalazione, che facciamo volentieri nostra, è semplice: avete fatto il teatrino, avete avuto gli articoli di stampa che volevate, ora evitate ai cittadini perdite di tempo ed equivoci e coprite con un bel panno quell’insegna, tanto chiara quanto ingannevole.

 

Non siamo spariti, solo un rallentamento :-) Ecco gli aggiornamenti!

18 gennaio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Di recente siamo stati un po' latitanti, per motivi contingenti: chi fa politica per passione e non per mestiere, non sempre trova il tempo che vorrebbe. Ma ora siamo tornati!

Di recente siamo stati un po' latitanti, per motivi contingenti: chi fa politica per passione e non per mestiere, non sempre trova il tempo che vorrebbe. Ma ora siamo tornati!

Ultimamente il sito è rimasto un po’ sguarnito. Non è per dimenticanza o perché abbiamo intenzione di sparire.

La politica è tempo, tanto tempo, impegnato, dedicato, a volte ci si chiede se forse è perso. E per farla bene, informarsi, scrivere articoli, rileggerli, pubblicarli, seguire i commenti, di tempo ce ne vuole moltissimo. Cosa che faccio più che volentieri, quando ne ho.

In questo periodo, complici le vacanze natalizie, un po’ di ferie, la presenza in ufficio, in famiglia, e un’ultima tornata essenziale e inderogabile di esami universitari, tempo non ne ho proprio avuto. E visto che di consigli comunali non ce ne sono stati, ho preso la palla al balzo per dedicarmi ai miei doveri e tralasciare un po’ il sito.

C’è chi avrà tirato un sospiro di sollievo (“oh, quei rompiballe stanno un po’ zitti“) e c’è chi si sarà chiesto che fine abbiamo fatto. A entrambi diciamo: “Tranquilli, siamo qui, è solo un rallentamento dovuto alle esigenze della vita “reale”: tra poco saremo di nuovo attivi come prima”.
Chi fa politica di mestiere o fa del nulla la propria professione (ogni riferimento è puramente casuale) può essere sempre sul pezzo, chi ha anche altro da fare – o ha principalmente altro da fare – qualche volta non ci riesce. Non per disaffezione ma per necessità. Perdonateci, ma siamo tutti nella seconda categoria.

Comunque, en passant, ecco una breve carrellata sfiziosa di cosa ci siamo persi e di cosa parleremo a breve:

- Il Comune è riuscito a rientrare nel patto di stabilità. E’ una cosa buona, in sè, che permetterà, ad esempio, di assumere i tre precari (da anni) che lavorano negli uffici. Però il prezzo è stato alto e l’operazione ben poco seria e trasparente: per rientrare, si è venduto il patrimonio immobiliare comunale alla rivitalizzata Spl, una società ora totalmente del Comune che per acquistare ha stipulato un ulteriore mutuo di svariati milioni di euro. Quindi, oltre come sappiamo all’insediamento del Consiglio di Amministrazione di amici e sostenitori, oltre agli incarichi di stima sempre al solito studio di commercialisti che gestisce ormai la città di Mogliano, ciò ha significato vendere definitivamente i beni immobili del Comune ad una società indebitatissima per risanare un bilancio già stringato ai minimi termini costituito per la quasi interezza da spesa corrente.
Detto in termini comprensibili, con una metafora da uomo della strada: un tizio, per pagare le bollette di elettricità e gas di un anno passato comunque al risparmio, vende la sua casa di proprietà ad un amico che è indebitatissimo per gioco d’azzardo. Così paga le bollette di quest’anno. Ma perde la proprietà della casa. Per continuare a viverci dovrà pagare un affitto al suo amico, e quindi avrà ancora meno soldi. E l’anno prossimo, quando non riuscirà a pagare le bollette, che saranno simili o più alte di quelle di quest’anno, non avrà più niente da vendere. Senza contare il fatto che l’amico, ultraindebitato, potrebbe farsi togliere la casa da un giorno all’altro dagli allibratori cui deve molti soldi perché ha giocato d’azzardo.
Infatti il rischio è questo. In pratica per ripianare un bilancio già ridotto all’osso dal Commissario Campanaro, Azzolini vende ad una società indebitatissima ed esposta importanti averi immobiliari del Comune. L’anno prossimo, per quei beni, il Comune dovrà pagare un affitto alla società, con cui la società pagherà il mutuo (che ha gli interessi: quindi alla fine, a conti fatti, la società ripagherà in trent’anni ad un prezzo molto superiore quello che il Comune già aveva oggi). E, con la spesa dell’affitto e le spese correnti ordinarie, ci si ritroverà di nuovo in crisi con il bilancio l’anno prossimo: ma cosa si potrà vendere, a quel punto, le braghe?
Vi spiegheremo presto il perché reale di tutta quest’operazione, che serve alla politica e non alla città. Questo era un assaggio.

Altro argomento di questi giorni su cui fare un’anticipazione:

- Ripartono i lavori nell’area ex-Macevi. Dopo la seconda campagna elettorale di Azzolini incentrata sui loschi affari (a suo dire) che si stavano conducendo nell’area Macevi, Azzolini dà il via libera ai nuovi lavori sul vecchio progetto, senza averne cambiato una virgola e nemmeno averci provato. Allora: o ha detto cavolate prima o i loschi affari proseguono. Una delle due, alla logica non c’è scampo, neanche a Mogliano. Propendiamo per la prima.
In ogni caso, promessa non mantenuta. Come già si sapeva all’epoca: infatti fermare il nuovo progetto, già approvato dal Commissario e che in fin dei conti non sembra così malvagio, o perlomeno è migliore dei tre precedenti, compreso l’obbrobrio con cui Azzolini voleva rovinare la città (costruendo una grande “A”, manco fosse Mussolini), avrebbe significato dover sborsare milioni di euro di danni verso i soci privati.
Lo sapevano tutti già allora che il progetto sarebbe andato avanti: lo sapeva la Lega, lo sapeva Azzolini. Eppure hanno fatto una campagna elettorale con volantini e giornaletti sull’area Macevi e sulla vicenda che lui reputata sporca e sospetta, promettendo un nuovo progetto e indagini a tambur battente, trasparenza, punizione dei colpevoli, ecc. Vi ricordate quel giornalino giallo (diretto dal giornalista oggi nominato addetto stampa del Comune) per cui sono partite querele, convocazioni della magistratura, ecc.? Ahi ahi.
Ma la cosa più divertente o deprimente è come tutto ciò, dopo le elezioni, sia passato nel dimenticatoio. Ma come? Non era la questione centrale della vita cittadina, secondo Azzolini? E la tanto promessa “commissione d’indagine consiliare“? (Nella mente di Azzolini, questa “commissione” doveva essere simile ad una commissione d’inchiesta parlamentare, una roba che fa paura, da latte alle ginocchia, insomma: nella realtà giuridica, un simile organo anche se esistesse avrebbe più o meno i poteri inquisitori dell’addetto alla sicurezza di un supermercato e l’attendibilità e autorevolezza di una guardia giurata notturna ubriaca. A voler essere buoni…)
Comunque, anche di questa commissione non c’è traccia, e non certo perché per la maggioranza aggiungere una postilla allo Statuto sia un problema: hanno fatto operazioni peggiori con molta velocità e facilità.
Insomma, tirando le somme adesso possiamo avere finalmente la certezza che effettivamente il problema di Azzolini non era cosa e come veniva costruito nell’area Macevi, ma da chi. E che, resosi conto alla fine (sia chiaro: dopo averci provato) che non riusciva a sostituire i suoi amici agli amici di chi l’aveva preceduto, alla fine gli conviene lasciar andare avanti il progetto. Alè.

Ultimo argomento, il più gustoso.

- Un importante personaggio moglianese, ubriaco fradicio, ha infastidito e aggredito verbalmente per motivazioni politiche alcuni di noi a capodanno. Gli interessati stanno valutando se e cosa fare. Se renderanno pubblica la vicenda ci sarà da ridere – o meglio, da compiangere. Vedremo… Stay tuned!

 

Unindustria va avanti nel procedimento VIA e deposita il progetto: tentativo disperato o consapevolezza di qualche asso nella manica?

23 dicembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Unindustria, nonostante i recenti "no" di importanti enti (Arpav e Provincia) ha improvvisamente dato un'accelerata al procedimento autorizzativo degli inceneritori di Mogliano e Silea, proprio in corrispondenza delle elezioni regionali. Mossa disperata o consapevolezza di avere qualche asso nella manica?

Unindustria, nonostante i recenti "no" di importanti enti (Arpav e Provincia) ha improvvisamente dato un'accelerata al procedimento autorizzativo degli inceneritori di Mogliano e Silea, proprio in corrispondenza delle elezioni regionali. Mossa disperata o consapevolezza di avere qualche asso nella manica?

Iniziative Ambientali, la società di Unindustria Treviso che ha presentato il progetto di inceneritori per Mogliano e Silea, non si ferma, nonostante i colpi sul muso ricevuti di recente da ARPAV e Provincia di Treviso.

La società, in una lettera diretta agli enti interessati, ha infatti espresso l’intenzione di dar luogo ben presto (entro la fine di dicembre) al deposito e alla c.d. “pubblicità” sui quotidiani (previsti dalla legge come atti necessari nel procedimento di Valutazione Impatto Ambientale) dei progetti.

Dalla data di deposito e pubblicazione sui quotidiani, decorreranno alcuni termini molto importanti:
- 50 giorni per le osservazioni dei cittadini (lett. “chiunque”) ex art. 16 c.1 l.r. 10/99;
- 60 giorni per le amministrazioni locali interessate per esprimere il loro parere, ex art. 17 c.1 l.r. 10/99;
- i 135 giorni (in pratica 4 mesi e mezzo) per la commissione VIA esprime il proprio parere, ex art. 18 c.1 l.r. 10/99;

Per approfondire il contenuto della Legge Regionale n. 10 del 26 marzo 1999 sul procedimento di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) della Regione Veneto, clicca qui.

Previsto tra il 18 e il 20 gennaio 2010 l’incontro (anch’esso obbligatorio secondo la legge) con i cittadini dei territori interessati per quanto riguarda Mogliano.

Con il deposito e la pubblicità, Unindustria quindi pigia il piede sull’acceleratore.

So the question is… (per i non anglo-speaker: “e quindi la domanda è…”)

Ultimamente sempre più esponenti regionali del Pdl insistono dicendo che va realizzato il solo impianto di Bonisiolo di Mogliano. (Immagine: rendering del progetto)

Ultimamente sempre più esponenti regionali del Pdl insistono dicendo che va realizzato il solo impianto di Bonisiolo di Mogliano. (Immagine: rendering del progetto)

Perché?

Le possibilità sono due.

1) E’ una mossa disperata, dettata dall’ansia di vedere la prospettiva dell’approvazione del progetto sfuggire come sabbia dalle mani via via che si incassano pugni sul muso dagli enti più diversi.

2) E’ un’accelerata connessa alle vicine scadenze elettorali (leggi: elezioni regionali di marzo 2010), per cui Unindustria intende far approvare il progetto prima della fine del mandato attuale e prima che qualche asso nella manica svanisca con il cambio di guida al vertice della Regione Veneto; infatti Galan, attuale governatore, è apertamente favorevole all’inceneritore, mentre il futuro governatore (già “in pectore“, a giudicare dai numeri), Zaia, sarebbe abbastanza contrario (per ora, meglio limitarsi ad “abbastanza”).

Io ho paura che sia un misto delle due possibilità, con un forte sbilanciamento verso la seconda.
Parafrasando, credo che l’impostazione di Unindustria potrebbe essere: Più aspettiamo è più calci sul muso ci prendiamo da comitati cittadini, Comuni, Provincie, istituzioni, enti ed esperti, e il fronte del “no” si allarga; inoltre, continuando ad aspettare, lasciamo che a prendere la decisione, invece del governatore che ci ha assicurato che manderà avanti i progetti e il cui intero partito è favorevole (Galan e Pdl), sia un governatore il cui partito si è fortemente sbilanciato contro i progetti e che ha le proprie radici elettorali proprio nella Marca Trevigiana (Zaia e Lega).

Tuttavia, se le cose stessero solo così, quest’impostazione avrebbe una grave pecca.
Infatti, Pdl o meno al governo della Regione, senza l’approvazione della Lega in Giunta Regionale non può passare nessun provvedimento autorizzativo: le decisioni della Giunta, infatti, sono prese all’unanimità e un’opposizione della Lega in Giunta potrebbe far cadere il governo regionale. Fatto non terribile dal punto di vista prettamente amministrativo (tanto in quel momento mancherebbe un mesetto alle elezioni) però terribilmente grave dal punto di vista politico (una crisi politica della Regione Veneto, con la Lega che fa cadere Galan un mese prima delle elezioni, avrebbe ripercussioni gravissime a livello nazionale!).

E’ possibile che Unindustria, visti i suoi agganci, vista la sua caparbietà nel progetto (che cova da quasi un decennio, ormai), visto il denaro già investito (milioni e milioni di euro), viste le prospettive di resa economica (decine di milioni di euro all’anno) – visto tutto ciò, si butti alla disperata, semplicemente sperando che, magari di svista, qualcuno autorizzi il progetto?

Credo di no? Se lo fanno, devono avere qualche genere di speranza che possa servire a qualcosa.

Il mio timore (ma spero che sia solo un timore eccessivo e non realistico) è che Unindustria possa mirare all’approvazione del progetto da parte dell’attuale Giunta a guida Galan in extremis, sul finire del mandato, contando su un’”assenza astensionistica” della Lega alla votazione (come già accaduto proprio per la questione rifiuti speciali per quanto concerne la bozza di piano regionale).

Detto in parole povere, Unindustria e Pdl potrebbero chiedere alla Lega in Regione di voltarsi dall’altra parte mentre approvano il progetto.

E se Unindustria contasse di convincere la Lega a girare la testa dall'altra parte mentre Galan approva, alla fine del suo mandato, i progetti? In questo modo, la politica e gli industriali farebbero reciprocamente i propri interessi e salverebbero capra e cavoli. Gli unici a rimetterci sarebbero i cittadini!

E se Unindustria contasse di convincere la Lega a girare la testa dall'altra parte mentre Galan approva, alla fine del suo mandato, i progetti? In questo modo, la politica e gli industriali farebbero reciprocamente i propri interessi e salverebbero capra e cavoli. Gli unici a rimetterci sarebbero i cittadini!

Questa soluzione (pessima e infausta, per noi), garantirebbe grandi vantaggi a tutte le parti:
- Unindustria avrebbe l’autorizzazione a partire con il progetto;
- Il Pdl e Galan avrebbero mantenuto le proprie promesse fatte ad Unindustria di autorizzare i progetti e non perderebbe nulla, perché tanto il governo della Regione è già perso;
- La Lega e Zaia si toglierebbero dal groppone la responsabilità di dire “sì” o “no” agli impianti e salverebbero capra e cavoli; ai cittadini ed elettori potrebbero additare il Pdl e Galan come i responsabili, gli inquinatori, e anzi, farne motivo di campagna elettorale dicendo che se ci fossero stati loro non sarebbe accaduto (in un certo senso è paragonabile a quanto accaduto per il Passante di Mestre proprio tra Pdl e Lega); e con gli industriali, invece, la Lega farebbe una gran figura, dando loro quel che volevano, in fretta e furia, con un sotterfugio che rimedia ad una situazione complicata, guadagnando così voti che invece con un’opposizione definitiva ai progetti perderebbe. Un domani al governo della Regione, sarebbe facile dire che ormai la scelta era stata presa dalla precedente Giunta e che non si può più cambiare idea senza procurare un grave danno agli industriali, che confidavano in buona fede nell’autorizzazione.
Insomma, tutti ci farebbero un affare (tranne i cittadini). E guarda caso con i tempi ci dovremmo proprio essere. Altrimenti perché Unindustria presenterebbe proprio ora il progetto?

Questa possibilità, complessa ma, nel modo di funzionare contorto della politica italiana, realistica, è da mesi che mi frulla nella testa; recentemente, visto il trascorrere del tempo, stava divenendo via via sempre più remota e mi stavo mettendo tranquillo. Ma l’improvviso deposito dei progetti, così vicino alle elezioni regionali, mi ha insospettito e ha risvegliato profondi dubbi.

Che dire? Spero di sbagliarmi e spero che l’accelerazione di questi giorni sia solo una manovra alla cieca, disperata, che porterà Unindustria a sbattere contro un muro, forse l’ultimo. Lo spero davvero.

[P.S. Una nota interessante: Sernagiotto, capogruppo in Regione Veneto del Popolo della Libertà, pubblicamente a favore dei progetti di inceneritore, ha ribadito per l'ennesima volta la sua posizione pro. Questa volta, però, l'ha fatto in una posizione e in un contesto ancora più significativo: l'occasione era infatti l'intervista concessa ai media (televisioni e giornali) in cui lanciava la sua candidatura per marzo 2010 come consigliere regionale e addirittura come capolista della lista elettorale del Pdl e si proponeva come vice-governatore del Veneto; il contesto era l'abbozzo di un programma amministrativo regionale 2010-2015; e in tale contesto, Sernagiotto ha fortemente ribadito di essere favorevole alla realizzazione dei progetti di inceneritore di Unindustria, ma solo di uno: proprio quello di Mogliano. Nulla di nuovo, visto che l'aveva già detto. Ma il fatto che colui che si candida come capofila del Pdl nel trevigiano e addirittura si propone come vice-governatore della Regione sostenga così apertamente i progetti, non dà ancor più adito a dubbi sugli sviluppi di questa vicenda? E non accredita ancor di più i timori sopra esposti?]

[P.P.S. La seconda osservazione, sempre attinente alle dichiarazioni di Sernagiotto, riguarda sempre la presidenza della commissione speciale No-Inceneritore del Comune di Mogliano. A questo punto i nostri dubbi sulla sensatezza di affidarla ad Ottorino Celebrin, dirigente del Pdl e vicino alla corrente di Sernagiotto (clicca qui e qui) prendono ancora più corpo. La situazione, ormai, è divenuta ben più che paradossale... Nella campagna elettorale del Pdl per le regionali, a seguito di queste dichiarazioni apertamente schierate a favore degli inceneritori di Mogliano e Silea, che farà il presidente della commissione, che pure ben sta lavorando? Si dimetterà dal Pdl? Si dimetterà dall'incarico di presidente della commissione No-Inceneritore? Una delle due, ci si augura, perché continuare a portare da un lato acqua al mulino del No-inceneritore a livello locale, dall'altro voti alla causa del sì nella ben più importante sede regionale (dove si decide), sarebbe doppio e ipocrita.]

 

La Lista Giovani di Azzolini frega i Giovani del Centro Giovani…

22 dicembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Il Centro Giovani di via Barbiero

Il Centro Giovani di via Barbiero

Ieri sera, lunedì 21 dicembre, nella seduta del Consiglio Comunale di Mogliano Veneto, si decideva della vendita di beni immobili del Comune. In una proposta di delibera, infatti, la maggioranza proponeva di vendere il centro Brolo, Villa Longobardi e una parte del complesso Piranesi ad S.P.L. (società interamente partecipata dal Comune con 4 milioni di euro abbondanti di debiti).

Voci di corridoio ben informate, però, pubblicate anche sul nostro sito, parlavano di una possibile vendita anche del Centro Giovani di via Barbiero, lo spazio polifunzionale dietro le piscine.

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Presentato il Piano Casa per Mogliano. Delle due, l’una: o non serve o cementifica

26 novembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Il fighissimo logo ideato per il Piano Casa moglianese, una vera operazione d'immagine. Ma nella realtà, se funziona cementifica (in barba alle promesse elettorali), se non funziona non rilancia per niente l'economia

Il fighissimo logo ideato per il Piano Casa moglianese, una vera operazione d'immagine. Ma nella realtà, se funziona cementifica (in barba alle promesse elettorali), se non funziona non rilancia per niente l'economia

Ieri sera sono andato alla presentazione del Piano Casa del Comune di Mogliano Veneto.

All’ingresso distribuivano cartelline fighissime con cd esplicativo e tanto di logo: chiestane una, mi hanno domandato se ero un tecnico. Alla risposta “no” hanno cercato di rifilarmi due tristi fotocopie, destinate ai comuni cittadini. Appropriatomi da solo saldamente di una cartellina, ho sfoderato un sorriso a 90 denti e ho detto delicatamente “Preferirei questa”.
Perciò posso pubblicare alcuni documenti e tavole. Li pubblico perché sul sito del Comune questo materiale non c’è, nonostante ieri il sindaco avesse promesso sarebbe stato online la mattina successiva, cioè oggi. Vedremo se accadrà come per le delibere di consiglio, che non vengono pubblicate sul sito da settimane in barba alla tanto promessa trasparenza, o se si tratterà solamente della consueta inefficienza cui ci sta abituando quest’amministrazione. [aggiornamento: la documentazione sul Piano Casa è stata alla fine, con ritardo, inserita: la trovate cliccando qui]

La sala del centro sociale era pienissima: ci saranno state 150 persone, per lo più tecnici (architetti, geometri, ingegneri civili, ecc.).

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Zerman, un quartiere in movimento…

19 novembre 2009

Inserito da Moreno Mope De Marchi
Dopo la ristrutturazione della piazza, a Zerman parcheggiare è sempre più difficile

Dopo la ristrutturazione della piazza, a Zerman parcheggiare è sempre più difficile

Sarebbe più corretto dire “un quartiere in movimento… per mancanza di parcheggi”.

Sembra che non ci si curi adeguatamente di uno dei  problemi principali di una zona residenziale in continuo sviluppo come Zerman. Ci riferiamo principalmente alla nuova piazza di Zerman che, come noto, prevede sia unità abitative che attività commerciali aperte al pubblico. Al riguardo la domanda che nasce spontanea è “Dove posso parcheggiare?”

Nella zona infatti non sono stati previsti parcheggi. La situazione è abbastanza grave, fin dal primo mattino quando le persone si fermano a fare colazione ; contemporaneamente molti genitori accompagnano alla scuola materna i bambini e sono costretti a parcheggiare a fianco dei marciapiedi creando notevole difficoltà alla viabilità ordinaria e pericolo per i passanti.

La  situazione, che si ripete ogni domenica in occasione della SS Messa,  ha poi un influsso negativo sulle attività in zona. Ad esempio, per chi cerca di recarsi per pranzo all’Osteria Al Campaner (una delle osterie storiche del comune di Mogliano) inizia un’odissea alla ricerca del parcheggio: senza più i parcheggi che erano presenti prima della ristrutturazione della piazza, i clienti si trovano a vagare per vie e viuzze a caccia di un posto dove lasciare l’auto. Alle volte (in questo e altri casi), senza averlo trovato, decidono di cambiare zona, a discapito delle varie attività commerciali di Zerman.

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