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Ultime news a Mogliano

4 febbraio 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Mi scuso per gli aggiornamenti meno frequenti del sito in questi ultimi tempi, ma la sessione di esami universitari, l’ufficio, la famiglia e la politica reale (incontri, riunioni) stanno occupando interamente il mio tempo.

Cerco, con quest’articolo, di mettermi al passo, dandovi qualche news e qualche opinione sugli ultimi fatti a Mogliano. Scrivo tutto direttamente in parole povere, senza prima darvi le consuete spiegazioni giudiriche/politiche/amministrative precise, per essere più veloce.

Un emendamento alla finanziaria approvato in Regione Veneto blocca momentaneamente l'approvazione dei progetti. E' uno stop importante, una prima vittoria: ma non è definitivo. Bisogna continuare questa guerra per la civiltà, per la salute, per il benessere

Un emendamento alla finanziaria approvato in Regione Veneto blocca momentaneamente l'approvazione dei progetti. E' uno stop importante, una prima vittoria: ma non è definitivo. Bisogna continuare questa guerra per la civiltà, per la salute, per il benessere

- Inceneritori: vinta una battaglia, comincia la vera guerra
E’ un po’ che non ne parlo, dovrò scrivere un articolo apposito perchè la situazione, ora, è veramente complessa e ancor più intrecciata con la politica. E’ stata vinta, in Consiglio Regionale, una battaglia trasversale contro i progetti di inceneritore di Unindustria. Il Consiglio ha approvato un emendamento alla finanziaria regionale in cui si vieta l’approvazione di qualsiasi progetto di inceneritore (ma anche di discarica) relativamente ai rifiuti speciali fino a che non sia stato approvato un piano regionale apposito. Unindustria, che stava premendo sull’acceleratore (clicca qui) probabilmente per farsi approvare i progetti prima della scadenza del mandato di Galan (convinto filo-inceneritorista), rimane così con il cerino (letteralmente) in mano. Ciònonostante la battaglia vinta non chiude la guerra, che è invece appena iniziata. Infatti tutti e tre i candidati governatori del Veneto (Zaia, in pole position, Bortolussi e De Poli a seguire) non si sono dichiarati completamente contrari agli inceneritori nè ai progetti, ma si sono limitati a dichiarazioni come “non qui”, oppure “bisogna prima vedere il piano”, oppure “il Veneto e/o Treviso hanno già dato”. Tutti e tre poi hanno detto sibillinamente che se ne parlerà dopo le elezioni. (…!!!…) Dichiarazioni non dissimili da quelle adottate, da tutti e tre i candidati, per il nucleare in Veneto. Dichiarazioni che tolgono molto alla genunità della lotta contro ogni forma di incenerimento, e lasciano aleggiare il sospetto di una sindrome nimby su tutti coloro che si oppongono (clicca qui). Noi invece ribadiamo che gli inceneritori non sono la soluzione corretta, nè qui nè altrove: e che lo scopo della battaglia non è fare lo scaricabarile verso qualche altro territorio, mandandogli i nostri rifiuti a bruciare (come, ad esempio, vuole fare il Presidente della Provincia Muraro con i rifiuti urbani non riciclabili, mandandoli a Padova e Venezia). La strada maestra è costituita dalle 3R, Riduzione, Recupero, Riuso. La vaghezza delle parole dei tre candidati governatori, mostra come ai politici interessi di più salvar capra e cavoli (non perdere nè i voti dei cittadini delle zone interessate, nè i voti degli industriali proponenti) che prendere una posizione chiara, che sia pro o contro. Avremo modo di approfondire l’argomento. Per ora, possiamo essere tutti soddisfatti da una vittoria che solo un anno fa sembrava lontana se non impossibile: ma non bisogna mollare l’osso, dobbiamo continuare così tutti insieme!

La Corte Costituzionale stronca la legge che aveva consentito la vendita con annessa edificabilità delle aree verdi da parte della Giunta Azzolini. A causa di questa superficialità, Mogliano rischia di non rientrare nel patto di stabilità 2009

La Corte Costituzionale stronca la legge che aveva consentito la vendita con annessa edificabilità delle aree verdi da parte della Giunta Azzolini. A causa di questa superficialità, Mogliano rischia di non rientrare nel patto di stabilità 2009

- La vendita delle aree verdi: la Corte Costituzionale stampa un pugno in faccia alla Giunta Azzolini
La Corte Costituzionale ha accolto un ricorso di alcune Regioni, tra cui il Veneto, che se l’erano prese con la legge che stabiliva che i Comuni potessero vendere immobili e terreni inutili per l’ente e che l’approvazione della vendita, in Consiglio Comunale, valesse come variante al piano regolatore. In pratica, com’era successo per l’appunto a Mogliano, si potevano vendere della aree decidendo contemporaneamente che variassero destinazione urbanistica. Nel nostro Comune, in una movimentata seduta di Consiglio con proteste dei numerosi cittadini accorsi, la Giunta Azzolini aveva deciso di vendere una serie di aree (per la maggior parte aree verdi non attrezzate) destinandole all’edificazione. Dalla cosa avevano poi incassato quasi un milione di euro, che era andato in bilancio e aveva contribuito a rientrare nel patto di stabilità, insieme alle (controverse e secondo noi cattive) operazioni immobiliari tra Comune e società SPL. Il pugno sul muso della Corte Costituzionale, che fa tornare le aree alla loro precedente destinazione urbanistica, fa sì che ci siano dei privati che hanno comprato delle aree verdi ad un certo prezzo pensando di costruirci sopra e che, probabilmente, avranno tutta l’intenzione di annullare il contratto, restituire le aree al Comune e riprendersi i soldi. Con ciò, però, alchimie di bilancio a parte, Mogliano potrebbe non rientrare più nel patto di stabilità per il 2009. E quindi, il tanto sbandierato miracolo di Azzolini (il rientro nel patto) si rivelerebbe una chimera basata su operazioni mal condotte. Il commento sui giornali del sindaco è stato: “La Regione avrebbe dovuto avvertirci“. Inutile dire che vendere le aree verdi per edificare era una cattiva idea di per sè. Inutile dire che era uno dei tanti atti con cui Azzolini smentiva di fatto le promesse della sua campagna elettorale (ricordate? no alla cementificazione, basta nuove costruzioni, ecc.?) Inutile dire che uno che spende e spande per nuovi dirigenti, direttori generali, consulenti e ammenicoli vari, centinaia di migliaia di euro, e che inoltre prende, insieme ai suoi assessori, uno stipendio, sarebbe tenuto a sapere le cose, non a scoprirle a danno della città: cose come un ricorso pendente presso la Corte Costituzionale. Inutile dire che la Regione non deve avvertire te, piccolo Comune: se lo sai, bene, se non lo sai perché non ti informi o chiudi gli occhi, affari tuoi: il ricorso era stato ovviamente pubblicato e ripreso da mezzi di stampa e riviste del settore, ignorarne l’esistenza è inescusabile. Inutile dirlo: chi vuole capirlo lo capisce, chi non vuole non lo capisce. Personalmente, la ritengo una ulteriore dimostrazione di inefficienza, superficialità, impreparazione, di questa Giunta. A tutto danno, economico e amministrativo, dei cittadini di Mogliano.

- Sito internet del Comune: ritornato alla decenza istituzionale
Ricordate quando parlammo dell’utilizzo propagandistico e politico del sito internet del Comune di Mogliano, pagato con i soldi dei cittadini ed utilizzato da Azzolini come una propria vetrina, per proclami o per scagliarsi contro i suoi avversari? (qui) Beh, dopo quella denuncia e un’interrogazione delle minoranze in Consiglio Comunale al riguardo, va dato atto alla Giunta (credo grazie al buon senso dell’assessore Copparoni) che il sito internet, oltre ad essere stato rimodernato (purtroppo, quasi esclusivamente nell’interfaccia grafica), sia tornato quanto a contenuti sui binari della correttezza e dell’istituzionalità necessari. Ci auguriamo che si continui così.
Aggiornamento 20/02/10: Purtroppo avevamo cantato vittoria troppo presto: i commenti acidi, stizziti, politici, dell’ex-neo-sindaco hanno ripreso a imperversare sul sito ufficiale del Comune, pagato con i nostri soldi, e il sindaco continua ad apparire con i colori della sua campagna elettorale e non in una foto istituzionale. Tanto per fare un esempio, il comunicato politico con cui Azzolini ha ripreso ad utilizzare il sito istituzionale del Comune per fare politica è intitolato “Bortoluzzi e la sua triste opposizione: invidiosi e probabilmente incapaci a fare di conto“.

La vicenda di Bruno Campello sembra avviarsi verso un lieto fine: il p.m. ha chiesto l'archiviazione, ritenendo che sussistano i presupposti della legittima difesa

La vicenda di Bruno Campello sembra avviarsi verso un lieto fine: il p.m. ha chiesto l'archiviazione, ritenendo che sussistano i presupposti della legittima difesa

- La vicenda Campello pare concludersi bene
Ricordate il povero Bruno Campello, il meccanico che aveva sparato al ladro di notte, fuori dalla sua officina. Ne avevamo parlato qui e qui. Un equilibrato e attento pubblico ministero ha chiesto, per il caso, l’archiviazione (cioè la fine del procedimento, la caduta delle accuse). Non è detta l’ultima parola (il giudice potrebbe rifiutare l’archiviazione e rinviare a giudizio, cioè mandare avanti il processo); ma le cose sembrano mettersi bene. Il p.m. avrebbe deciso, in base alla perizia balistica, che si tratterebbe di legittima difesa, perché Campello avrebbe sparato al ladro che gli era di fronte e che aveva in mano un arnese da scasso, da lontano confondibile con un’arma.
La cosa ci rallegra, per il buon meccanico da tanti amato e per cui avevamo già espresso a più riprese la nostra solidarietà.
Ci rallegrano meno le solite dichiarazioni sciocche e allucinanti del sindaco Azzolini, che sui giornali ha gioito, dicendo che “ora i cittadini sanno che si possono difendere da soli! (lett)”
Sbaglia Azzolini a dire una cosa del genere: invitare i cittadini ad arrangiarsi, vuol dire riconoscere il proprio fallimento sul fronte della sicurezza. Se la magistratura archivierà, come speriamo per il buon Campello, significherà che bravi magistrati hanno riconosciuto, in questo specifico caso, la legittima difesa. Come detto, siamo felici per il malcapitato meccanico. Diverso è gioire del fatto che alla gente tocchi sparare ai ladri, come fa Azzolini. La prossima volta potrebbe non risultare legittima difesa: non vorrei che il sindaco, ormai più leghista dei leghisti, si trovasse sulla coscienza qualche morto o qualche cittadino in carcere. Un po’ di servizio militare gli avrebbe insegnato quanto pericolose siano le armi e quanto poco ci sia da scherzare; ma per uno che passa il tempo in ufficio o in uno studio televisivo, immagino sia difficile capire davvero queste situazioni. I politici devono pensare alle conseguenze di quello che dicono, non cavalcare sempre l’onda del momento. Azzolini pensi ad aumentare la sicurezza realizzando la Tenenza dei Carabinieri che ha promesso (che ne è stato? ne avete più sentito parlare?). L’importante è prevenire questi episodi, evitarli. Quando si è costretti a sparare per difendersi, è perché evidentemente il sistema che doveva proteggerci ha fallito.

Sull'operazione nuova sede dei vigili, abbiamo molte domande cui dovremo darci da soli una risposta, visto il silenzio dell'amministrazione. Presto un articolo sulla questione

Sull'operazione nuova sede dei vigili, abbiamo molte domande cui dovremo darci da soli una risposta, visto il silenzio dell'amministrazione. Presto un articolo sulla questione

- La nuova caserma dei vigili urbani nel comprensorio Sif
A proposito di sicurezza, di proclami, di cattive idee, ecc., veniamo alla nuova caserma della Polizia Locale nel comprensorio Sif, nel quartiere Est, una delle promesse più sbandierate in campagna elettorale da Azzolini e una delle poche in via di attuazione (seppur con ritardo). Avevo parlato della pseudo-inaugurazione della sede, vuota ma con tanto di insegne già esposte, e degli equivoci che questo stava creando in città (clicca qui). Mi ero riservato di parlare in futuro della sede in sè e di come era stata acquisita. Avevo ricevuto, al proposito, un commento (che trovate dopo l’articolo, qui) del consigliere comunale di maggioranza, lista Azzolini, Luca Busato, che rivendicava meriti e demeriti dell’operazione. La mia risposta era stata che, vista la sua disponibilità e la sua approfondita conoscenza dell’operazione, avrei volentieri avuto un colloquio con lui per discuterne e poter così pubblicare impressioni e dati approfonditi sulla vicenda, trovando conferma o smentita ai miei dubbi. Gli avevo detto, inoltre, che sarei stato molto felice di visitare la struttura. Ad oggi, dopo oltre 10 giorni, l’invito rimane inascoltato. Confidiamo nella sua disponibilità e preparazione per spiegare a tutti i cittadini i motivi e meriti dell’amministrazione: diversamente, dovremo fare da soli. A quel punto, bisognerà per forza pensare che le domande approfondite su questo tipo di operazione non sono gradite

Sequestro dell'auto per i puttanieri lungo le strade di Mogliano? Una cattiva idea, vi diremo perchè

Sequestro dell'auto per i puttanieri lungo le strade di Mogliano? Una cattiva idea, vi diremo perchè

- Prostituzione: Azzolini vuole sequestrare la macchina ai puttanieri
Sul fronte prostituzione, vi preannuncio a breve un articolo.
L’articolo riguarda sulla questione generale della prostituzione e sul fatto che, per una volta, concordo con Azzolini: bisogna togliere il velo di ipocrisia che regna in Italia, regolarizzare e regolamentare la prostituzione. Oppure (e questo lo aggiungo io) se si ritiene che sia sbagliata, renderla illegale (cosa che oggi non è). Ma una o l’altra: non è invece civile, non è sensato, non è giusto, continuare a relegare il fenomeno nel limbo del “è sbagliato, ma non illegale: chiudiamo gli occhi e facciamo finta di niente” come avviene da decenni in Italia. Ma ne riparleremo.
Oggi, invece, desidero fare una riflessione sulla trovata pessima, secondo me, di Azzolini, che vorrebbe integrare la quasi inutile ordinanza anti-prostituzione che ha emanato, inserendo, tra le sanzioni per il cliente, il sequestro dell’auto. Anzi, forse l’ha già fatto: chiederò. Dico “ordinanza quasi inutile” perché la situazione della prostituzione lungo il Terraglio nel tratto moglianese, da quando avevamo denunciato la sua insostenibilità (qui e qui), è migliorata sì, ma di pochissimo. Un’ordinanza con scarsi controlli serve a ben poco e infatti fatevi un giro sul Terraglio di notte, è ancora stra-pieno di prostitute: ci toccherà fare di nuovo un foto-report per dimostrarlo…
Il motivo per cui sono contrario è questo: è una sanzione decisamente eccessiva.
Infastidire i clienti che vanno a prostitute sulle nostre strade è sacrosanto. Una multa da 500 euro, che devono pagare subito per evitare che gli arrivi a casa, basta e avanza. Non serve rovinare vite e famiglie, con un sequestro dell’auto, magari quella della moglie (brutto, squallido, ma vero!!!): sinceramente mi sembra troppo, anche considerando – e torniamo al discorso iniziale – che per la legge italiana (piaccia o meno) non è reato nè fare la prostituta nè andare a prostitute. Per supplire alla manchevolezza di controlli continui e capillari, Azzolini non può aumentare a dismisura le sanzioni, giungendo a sconfinare nel campo opposto (si passa dal non punire per niente, a punire troppo): è come se, visto che non si riesce a beccare tutti quelli che rubano al supermercato, si decidesse di tagliare la mano ai pochi che vengono presi, con l’idea che punirne smisuratamente uno serva ad educarne cento. Un’idea medievale che mi rifiuto di accettare nel nostro Comune. Una multa da 500 euro, l’imbarazzo degli accertamenti e la paura di essere scoperti, bastano: si rendano più efficaci i controlli, in modo da punire tutti ugualmente; non ha senso, è controproducente e potenzialmente destabilizzante, accanirsi sui pochi che, con controlli insufficienti, vengono beccati. Qualche anno fa a Preganziol un giovane, terrorizzato dal fatto di essere stato sgamato dalla Polizia Locale mentre forse stava andando a prostitute, girovagò senza meta nella notte fino ad andare ad impiccarsi ad un albero dalle parti di Bologna (leggi qui). Non bisogna eccedere nel punire le persone che sbagliano.

Nonostante l'abbia messa tra le promesse più importanti della propria campagna elettorale, la partecipazione popolare è l'ultimo pensiero di Azzolini. Onore al merito per un esponente leghista, che ha detto pubblicamente che i Quartieri intralciavano e così ci si è liberati del problema

Nonostante l'abbia messa tra le promesse più importanti della propria campagna elettorale, la partecipazione popolare è l'ultimo pensiero di Azzolini. Onore al merito per un esponente leghista, che ha detto pubblicamente che i Quartieri intralciavano e così ci si è liberati del problema

- Liste elettorali gonfiate per spazzare via i Quartieri, la Giunta forse dovrà fare retromarcia
Danilo Vizzotto, ex presidente e oggi consigliere (se le elezioni fossero state regolari) del Quartiere Ovest, ha condotto una battaglia in solitaria (che anch’io avevo inizialmente sottovalutato) e la sta vincendo: è quella sull’irregolarità delle liste elettorali per le elezioni di Quartiere. Riassumendo all’osso, nel novembre scorso i Quartieri moglianesi sono andati al voto per rinnovare i consigli. Ogni quartiere doveva raggiungere, per legittimare i nuovi consigli, un quorum del 40% degli aventi diritto. Avevano diritto di voto, tra le varie categorie, anche gli stranieri residenti: solo che, per espressa statuizione del regolamento e dell’ordinanza del sindaco Azzolini, questi, per avere diritto ed essere computati, dovevano iscriversi in un’apposita lista, fino a pochi giorni prima delle elezioni, e con questo essere abilitati a votare. (L’articolo sulle elezioni lo trovate qui) A farlo, in tutta Mogliano, sembra siano state poche unità: e invece, nel computo degli aventi diritto, il Comune ha inserito d’ufficio tutti gli stranieri residenti. Innalzando così, irregolarmente, il quorum necessario: è evidente come il 40% di 1000 aventi diritto sia inferiore al 40% di 1300 iscritti tra cui siano stati inseriti d’ufficio anche gli stranieri residenti. Ciò ha fatto sì che in alcuni quartieri, quelli minori, dove il quorum è stato mancato sfiorandolo di pochissimo, se le liste fossero state predisposte secondo il procedimento regolare previsto dall’ordinanza, il 40% si sarebbe raggiunto. E da questa faccenda, che ora sta cominciando a venire fuori grazie alla testardaggine e al coraggio di Danilo Vizzotto, si potrebbe giungere ad un’invalidazione delle elezioni o ad una revisione dei risultati. Vedremo.
Nel frattempo, una nota di merito va data ad un esponente leghista del Consiglio Comunale che, in una riunione con i rappresentanti dei Quartieri, per trovare una soluzione ai vari problemi nati in seguito alle elezioni, ha ammesso candidamente quello che avevamo sempre detto e che finora Azzolini e Lega avevano sempre negato: i Quartieri davano fastidio alla Giunta e così sono stati eliminati. Bene, nota di merito, almeno ora c’è un po’ meno ipocrisia nella maggioranza.

Azzolini è ormai diventato un leghista al 100% e lo dimostrano i simboli che ormai indossa in televisione. Ci stupiamo? No.

Azzolini è ormai diventato un leghista al 100% e lo dimostrano i simboli del Carroccio che indossa in televisione. Ci stupiamo? No.

Last but not least: in alcune recenti apparizioni pubbliche, il sindaco Azzolini sfoggia vistosi simboli leghisti, come la spilletta del leone di S.Marco, la cravatta e/o il fazzoletto verde. Mi ero accorto già da tempo che (piccolo ma non insignificante segnale) la cravatta arancione della sua lista civica era scomparsa dal suo collo: si era passati a sobrie cravatte apolitiche. Ora sui suoi abiti fioriscono le verdi insegne del Carroccio. Secondo me, nelle parole, nei modi, nei fatti e ora nei simboli, Azzolini ormai è al 100% un leghista. Avrà la tessera? Boh.
La metamorfosi è un successo per la Lega moglianese, che indubbiamente è riuscita a conquistare il Comune, acquistando un cavallo vincente da un’altra scuderia. E’ invece un insuccesso per la lista di Azzolini, composta ancora da molte persone di provenienza di sinistra e che comunque hanno sempre ribadito (anche quando appariva insostenibile) una grande indipendenza dai partiti. Molti, tra loro, hanno vissuto e vivono con difficoltà la convivenza forzata con i leghisti, vecchi avversari; ma forse finora hanno sopportato, forti del fatto che il capo di tutto l’ambaradan almeno ufficialmente era ancora dei loro; mi chiedo come vivranno ora questo (comunque pronosticabile da tempo) voltafaccia.

Per oggi non mi viene in mente altro, ma rimanete connessi: in questa città sembra non ci sia fine al peggio.

 

Unindustria va avanti nel procedimento VIA e deposita il progetto: tentativo disperato o consapevolezza di qualche asso nella manica?

23 dicembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Unindustria, nonostante i recenti "no" di importanti enti (Arpav e Provincia) ha improvvisamente dato un'accelerata al procedimento autorizzativo degli inceneritori di Mogliano e Silea, proprio in corrispondenza delle elezioni regionali. Mossa disperata o consapevolezza di avere qualche asso nella manica?

Unindustria, nonostante i recenti "no" di importanti enti (Arpav e Provincia) ha improvvisamente dato un'accelerata al procedimento autorizzativo degli inceneritori di Mogliano e Silea, proprio in corrispondenza delle elezioni regionali. Mossa disperata o consapevolezza di avere qualche asso nella manica?

Iniziative Ambientali, la società di Unindustria Treviso che ha presentato il progetto di inceneritori per Mogliano e Silea, non si ferma, nonostante i colpi sul muso ricevuti di recente da ARPAV e Provincia di Treviso.

La società, in una lettera diretta agli enti interessati, ha infatti espresso l’intenzione di dar luogo ben presto (entro la fine di dicembre) al deposito e alla c.d. “pubblicità” sui quotidiani (previsti dalla legge come atti necessari nel procedimento di Valutazione Impatto Ambientale) dei progetti.

Dalla data di deposito e pubblicazione sui quotidiani, decorreranno alcuni termini molto importanti:
- 50 giorni per le osservazioni dei cittadini (lett. “chiunque”) ex art. 16 c.1 l.r. 10/99;
- 60 giorni per le amministrazioni locali interessate per esprimere il loro parere, ex art. 17 c.1 l.r. 10/99;
- i 135 giorni (in pratica 4 mesi e mezzo) per la commissione VIA esprime il proprio parere, ex art. 18 c.1 l.r. 10/99;

Per approfondire il contenuto della Legge Regionale n. 10 del 26 marzo 1999 sul procedimento di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) della Regione Veneto, clicca qui.

Previsto tra il 18 e il 20 gennaio 2010 l’incontro (anch’esso obbligatorio secondo la legge) con i cittadini dei territori interessati per quanto riguarda Mogliano.

Con il deposito e la pubblicità, Unindustria quindi pigia il piede sull’acceleratore.

So the question is… (per i non anglo-speaker: “e quindi la domanda è…”)

Ultimamente sempre più esponenti regionali del Pdl insistono dicendo che va realizzato il solo impianto di Bonisiolo di Mogliano. (Immagine: rendering del progetto)

Ultimamente sempre più esponenti regionali del Pdl insistono dicendo che va realizzato il solo impianto di Bonisiolo di Mogliano. (Immagine: rendering del progetto)

Perché?

Le possibilità sono due.

1) E’ una mossa disperata, dettata dall’ansia di vedere la prospettiva dell’approvazione del progetto sfuggire come sabbia dalle mani via via che si incassano pugni sul muso dagli enti più diversi.

2) E’ un’accelerata connessa alle vicine scadenze elettorali (leggi: elezioni regionali di marzo 2010), per cui Unindustria intende far approvare il progetto prima della fine del mandato attuale e prima che qualche asso nella manica svanisca con il cambio di guida al vertice della Regione Veneto; infatti Galan, attuale governatore, è apertamente favorevole all’inceneritore, mentre il futuro governatore (già “in pectore“, a giudicare dai numeri), Zaia, sarebbe abbastanza contrario (per ora, meglio limitarsi ad “abbastanza”).

Io ho paura che sia un misto delle due possibilità, con un forte sbilanciamento verso la seconda.
Parafrasando, credo che l’impostazione di Unindustria potrebbe essere: Più aspettiamo è più calci sul muso ci prendiamo da comitati cittadini, Comuni, Provincie, istituzioni, enti ed esperti, e il fronte del “no” si allarga; inoltre, continuando ad aspettare, lasciamo che a prendere la decisione, invece del governatore che ci ha assicurato che manderà avanti i progetti e il cui intero partito è favorevole (Galan e Pdl), sia un governatore il cui partito si è fortemente sbilanciato contro i progetti e che ha le proprie radici elettorali proprio nella Marca Trevigiana (Zaia e Lega).

Tuttavia, se le cose stessero solo così, quest’impostazione avrebbe una grave pecca.
Infatti, Pdl o meno al governo della Regione, senza l’approvazione della Lega in Giunta Regionale non può passare nessun provvedimento autorizzativo: le decisioni della Giunta, infatti, sono prese all’unanimità e un’opposizione della Lega in Giunta potrebbe far cadere il governo regionale. Fatto non terribile dal punto di vista prettamente amministrativo (tanto in quel momento mancherebbe un mesetto alle elezioni) però terribilmente grave dal punto di vista politico (una crisi politica della Regione Veneto, con la Lega che fa cadere Galan un mese prima delle elezioni, avrebbe ripercussioni gravissime a livello nazionale!).

E’ possibile che Unindustria, visti i suoi agganci, vista la sua caparbietà nel progetto (che cova da quasi un decennio, ormai), visto il denaro già investito (milioni e milioni di euro), viste le prospettive di resa economica (decine di milioni di euro all’anno) – visto tutto ciò, si butti alla disperata, semplicemente sperando che, magari di svista, qualcuno autorizzi il progetto?

Credo di no? Se lo fanno, devono avere qualche genere di speranza che possa servire a qualcosa.

Il mio timore (ma spero che sia solo un timore eccessivo e non realistico) è che Unindustria possa mirare all’approvazione del progetto da parte dell’attuale Giunta a guida Galan in extremis, sul finire del mandato, contando su un’”assenza astensionistica” della Lega alla votazione (come già accaduto proprio per la questione rifiuti speciali per quanto concerne la bozza di piano regionale).

Detto in parole povere, Unindustria e Pdl potrebbero chiedere alla Lega in Regione di voltarsi dall’altra parte mentre approvano il progetto.

E se Unindustria contasse di convincere la Lega a girare la testa dall'altra parte mentre Galan approva, alla fine del suo mandato, i progetti? In questo modo, la politica e gli industriali farebbero reciprocamente i propri interessi e salverebbero capra e cavoli. Gli unici a rimetterci sarebbero i cittadini!

E se Unindustria contasse di convincere la Lega a girare la testa dall'altra parte mentre Galan approva, alla fine del suo mandato, i progetti? In questo modo, la politica e gli industriali farebbero reciprocamente i propri interessi e salverebbero capra e cavoli. Gli unici a rimetterci sarebbero i cittadini!

Questa soluzione (pessima e infausta, per noi), garantirebbe grandi vantaggi a tutte le parti:
- Unindustria avrebbe l’autorizzazione a partire con il progetto;
- Il Pdl e Galan avrebbero mantenuto le proprie promesse fatte ad Unindustria di autorizzare i progetti e non perderebbe nulla, perché tanto il governo della Regione è già perso;
- La Lega e Zaia si toglierebbero dal groppone la responsabilità di dire “sì” o “no” agli impianti e salverebbero capra e cavoli; ai cittadini ed elettori potrebbero additare il Pdl e Galan come i responsabili, gli inquinatori, e anzi, farne motivo di campagna elettorale dicendo che se ci fossero stati loro non sarebbe accaduto (in un certo senso è paragonabile a quanto accaduto per il Passante di Mestre proprio tra Pdl e Lega); e con gli industriali, invece, la Lega farebbe una gran figura, dando loro quel che volevano, in fretta e furia, con un sotterfugio che rimedia ad una situazione complicata, guadagnando così voti che invece con un’opposizione definitiva ai progetti perderebbe. Un domani al governo della Regione, sarebbe facile dire che ormai la scelta era stata presa dalla precedente Giunta e che non si può più cambiare idea senza procurare un grave danno agli industriali, che confidavano in buona fede nell’autorizzazione.
Insomma, tutti ci farebbero un affare (tranne i cittadini). E guarda caso con i tempi ci dovremmo proprio essere. Altrimenti perché Unindustria presenterebbe proprio ora il progetto?

Questa possibilità, complessa ma, nel modo di funzionare contorto della politica italiana, realistica, è da mesi che mi frulla nella testa; recentemente, visto il trascorrere del tempo, stava divenendo via via sempre più remota e mi stavo mettendo tranquillo. Ma l’improvviso deposito dei progetti, così vicino alle elezioni regionali, mi ha insospettito e ha risvegliato profondi dubbi.

Che dire? Spero di sbagliarmi e spero che l’accelerazione di questi giorni sia solo una manovra alla cieca, disperata, che porterà Unindustria a sbattere contro un muro, forse l’ultimo. Lo spero davvero.

[P.S. Una nota interessante: Sernagiotto, capogruppo in Regione Veneto del Popolo della Libertà, pubblicamente a favore dei progetti di inceneritore, ha ribadito per l'ennesima volta la sua posizione pro. Questa volta, però, l'ha fatto in una posizione e in un contesto ancora più significativo: l'occasione era infatti l'intervista concessa ai media (televisioni e giornali) in cui lanciava la sua candidatura per marzo 2010 come consigliere regionale e addirittura come capolista della lista elettorale del Pdl e si proponeva come vice-governatore del Veneto; il contesto era l'abbozzo di un programma amministrativo regionale 2010-2015; e in tale contesto, Sernagiotto ha fortemente ribadito di essere favorevole alla realizzazione dei progetti di inceneritore di Unindustria, ma solo di uno: proprio quello di Mogliano. Nulla di nuovo, visto che l'aveva già detto. Ma il fatto che colui che si candida come capofila del Pdl nel trevigiano e addirittura si propone come vice-governatore della Regione sostenga così apertamente i progetti, non dà ancor più adito a dubbi sugli sviluppi di questa vicenda? E non accredita ancor di più i timori sopra esposti?]

[P.P.S. La seconda osservazione, sempre attinente alle dichiarazioni di Sernagiotto, riguarda sempre la presidenza della commissione speciale No-Inceneritore del Comune di Mogliano. A questo punto i nostri dubbi sulla sensatezza di affidarla ad Ottorino Celebrin, dirigente del Pdl e vicino alla corrente di Sernagiotto (clicca qui e qui) prendono ancora più corpo. La situazione, ormai, è divenuta ben più che paradossale... Nella campagna elettorale del Pdl per le regionali, a seguito di queste dichiarazioni apertamente schierate a favore degli inceneritori di Mogliano e Silea, che farà il presidente della commissione, che pure ben sta lavorando? Si dimetterà dal Pdl? Si dimetterà dall'incarico di presidente della commissione No-Inceneritore? Una delle due, ci si augura, perché continuare a portare da un lato acqua al mulino del No-inceneritore a livello locale, dall'altro voti alla causa del sì nella ben più importante sede regionale (dove si decide), sarebbe doppio e ipocrita.]

 

Presentato il Piano Casa per Mogliano. Delle due, l’una: o non serve o cementifica

26 novembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Il fighissimo logo ideato per il Piano Casa moglianese, una vera operazione d'immagine. Ma nella realtà, se funziona cementifica (in barba alle promesse elettorali), se non funziona non rilancia per niente l'economia

Il fighissimo logo ideato per il Piano Casa moglianese, una vera operazione d'immagine. Ma nella realtà, se funziona cementifica (in barba alle promesse elettorali), se non funziona non rilancia per niente l'economia

Ieri sera sono andato alla presentazione del Piano Casa del Comune di Mogliano Veneto.

All’ingresso distribuivano cartelline fighissime con cd esplicativo e tanto di logo: chiestane una, mi hanno domandato se ero un tecnico. Alla risposta “no” hanno cercato di rifilarmi due tristi fotocopie, destinate ai comuni cittadini. Appropriatomi da solo saldamente di una cartellina, ho sfoderato un sorriso a 90 denti e ho detto delicatamente “Preferirei questa”.
Perciò posso pubblicare alcuni documenti e tavole. Li pubblico perché sul sito del Comune questo materiale non c’è, nonostante ieri il sindaco avesse promesso sarebbe stato online la mattina successiva, cioè oggi. Vedremo se accadrà come per le delibere di consiglio, che non vengono pubblicate sul sito da settimane in barba alla tanto promessa trasparenza, o se si tratterà solamente della consueta inefficienza cui ci sta abituando quest’amministrazione. [aggiornamento: la documentazione sul Piano Casa è stata alla fine, con ritardo, inserita: la trovate cliccando qui]

La sala del centro sociale era pienissima: ci saranno state 150 persone, per lo più tecnici (architetti, geometri, ingegneri civili, ecc.).

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Lo scorso giovedì sera Consiglio Comunale aperto, i Consiglieri Regionali hanno espresso le loro posizioni sull’inceneritore e illustrato lo stato dell’arte…

23 novembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Remo Sernagiotto, capogruppo in Consiglio Regionale del Pdl, ha dichiarato alla stampa di non essere venuto a Mogliano perché impegnato e comunque favorevole ai progetti

Remo Sernagiotto, capogruppo in Consiglio Regionale del Pdl, ha dichiarato alla stampa di non essere venuto a Mogliano perché impegnato e comunque favorevole ai progetti

Qualcuno mi ha detto che forse nevicherà se lo faccio, ma quest’oggi vi parlerò bene di Azzolini e della maggioranza. I motivi per cui, infatti, solitamente ne parliamo male sono fatti amministrativi oggettivi, non pregiudizi personali. E perciò, visto che sul tema di oggi meritano dei complimenti, è giusto farglieli: diamo a Cesare quel che è di Cesare. E dimostriamo, come vedrete, che quando è giusto non abbiamo paura di sparare addosso a nessuno (nemmeno a chi è dalla nostra parte) nè di riconoscere meriti anche a chi, normalmente, è nostro avversario.

Lo scorso giovedì sera si è tenuto un Consiglio Comunale aperto sul tema inceneritore, cui erano stati invitati a parlare i capogruppo in Consiglio Regionale (o loro delegati) dei vari partiti. Per l’occasione il Consiglio si è riunito al Centro Sociale in Piazza Donatori di Sangue, per consentire una massiccia partecipazione popolare. L’evento è stato sollecitato dalla richiesta di tutta l’opposizione, raccolta dall’intero Consiglio e dalla Giunta.

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Un mega-stadio al posto dell’inceneritore. L’ennesima sparata?

18 novembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

I soliti critici dell'opposizione dicono che dietro le sparate di Azzolini sul mega-stadio a Mogliano c'è il nulla! Malfidenti! Una nostra fonte, interna al Comune, è riuscita a farci avere uno schizzo del progetto (l'autore è sconosciuto)! Come vedete, dietro ogni dichiarazione del sindaco, c'è sempre un'attenta preparazione e progettazione

I soliti critici dell'opposizione dicono che dietro le sparate di Azzolini sul mega-stadio a Mogliano c'è il nulla! Malfidenti! Una nostra fonte, interna al Comune, è riuscita a farci avere uno schizzo del progetto (l'autore è sconosciuto)! Come vedete, dietro ogni dichiarazione del sindaco, ci sono sempre una scrupolosa preparazione e un'approfondita progettualità

Con un po’ di ritardo (ho preferito scrivere sui Quartieri, in questi giorni) abbiamo una notizia buona e una cattiva da darvi. Quale volete prima?

Partiamo con quella buona.
Sembra (pare, dicono) che Azzolini ne abbia fatta una giusta.
L’altro giorno, leggendo il giornale (qui), ho appreso che il Comune di Mogliano esproprierà i terreni su cui dovrebbe sorgere l’inceneritore di Bonisiolo per costruire un grande stadio.
Finalmente! Dopo sei mesi di governo, un’idea geniale e nuova per risolvere un problema su cui tutti si stanno arrovellando il cervello da anni. Questa è la creatività tanto promessa che dimostra come una mente giovane e fresca possa bypassare il vecchio modo di pensare di tanti professoroni e risolvere in un batter d’occhio problemi che sembravano impossibili!

Se si costruisse uno stadio a Bonisiolo al posto dell’inceneritore sarei felicissimo. Davvero.
Se Azzolini ci riuscisse, meriterebbe un grande applauso e una stretta di mano da tutti i moglianesi e gli abitanti dei Comuni vicini. Sarei il primo a sostenere un simile progetto, a seguirne il corso, a complimentarmi con il suo ideatore una volta andato a buon fine.
Insomma, è un’ottima idea. Sarebbe un’ottima idea.

Se avesse un qualsiasi retroscena di realtà.
Questa è la cattiva notizia.

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Udc favorevole all’inceneritore? Ahi ahi ahi, sono impazziti?

3 novembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Nubi oscure sul nostro domani. Leggete che tipo di rifiuti smaltirà l'inceneritore in progetto, in che quantità, e da dove proverranno. Nella foto, l'inceneritore di Dalmine.

Da un articolo del Gazzettino di qualche giorno fa, sembrerebbe che l'Udc sia favorevole ai progetti di Unindustria. Fosse così, anche se l'Udc mi ha sostenuto alle scorse elezioni (firmando il nostro programma, che in modo assolutamente chiaro si poneva contro questi progetti) mi farò sentire con tutta la forza possibile...

Ho letto, provando amarezza e un pizzico di sana rabbia politica, un articolo sul Gazzettino di giovedì scorso relativamente all’inceneritore (clicca qui): nell’articolo un consigliere provinciale dell’Udc a Treviso si esprimeva favorevolmente ai progetti di inceneritori a Mogliano e Silea. Resta da capire se si tratti di un’opinione personale o di una linea di partito. Ma questo è qualcosa di secondario.

Sono rimasto più o meno a bocca aperta.

Alle elezioni dello scorso giugno a Mogliano Veneto ho corso come candidato Sindaco espressione della Lista Legalità e Benessere, con il supporto dell’Unione di Centro. Legalità e Benessere ha preso quasi il doppio dei voti della lista Udc.
Nel programma amministrativo che ho presentato con Legalità e Benessere, ufficialmente approvato e presentato anche dalla lista dell’Udc, era molto chiara la nostra posizione sull’inceneritore: completamente contraria.

Non avevo avuto dubbi finora sulla posizione dell’Udc a livello provinciale sul tema inceneritore: fino ad oggi solo due volte il consiglio provinciale, in cui l’Udc è in maggioranza, se ne era occupato: in un caso l’Udc aveva votato insieme a tutte le forze a favore di una mozione per esprimere la piena contrarietà della Provincia di Treviso ai progetti; in un secondo caso l’Udc aveva votato, insieme a Pdl e Lega, rigettando una proposta di mozione identica, riferendo che la posizione era la medesima già espressa. Ossia contraria.

Inoltre, come tutti sanno e vedono, dalle mie parole così come da questo sito stesso, la lotta contro il progetto di inceneritore è una delle battaglie politiche che ritengo più importanti e cogenti, a Mogliano e Silea. Ne ho messo al corrente più volte l’Udc a livello provinciale, esprimendomi con forza e fuori dai denti, come mio solito, contro ogni possibile “se” e “ma”.

Per chi ancora non li conoscesse, tutti i buoni motivi per essere contrari sono contenuti nel nostro speciale sul tema (qui).

Con l’Udc, dal momento delle elezioni, si era instaurato un ottimo rapporto sui temi amministrativi e politici. Tuttavia su un tema importante come questo, centrale per la città e la salute dei suoi abitanti, un atteggiamento completamente opposto a quello che ritengo giusto crea una profonda frattura.

Non sono uno – e non siamo, in Legalità e Benessere – di quelli che fanno politica adattandosi, come foglie, al vento del momento. Abbiamo le nostre idee, basate sull’approfondimento delle questioni e sulla mancanza di pregiudizi e preconcetti. E così è stato anche per l’inceneritore: abbiamo esaminato la questione, l’abbiamo approfondita, senza un giudizio di partenza, e alla fine abbiamo formulato le nostre opinioni. Che non possono essere riviste alla luce di “movimenti politici”.

Nessuno che sostenga l’inceneritore a Mogliano, a Silea o altrove (infatti il nostro non è un caso di “sindrome nimby“: semplicemente l’incenerimento non è la soluzione adatta!), avrà in questo il nostro sostegno, anzi.
A Mogliano i cittadini dovranno scegliere chi votare, nella tornata elettorale di marzo e in quelle future, anche valutando chi si oppone a questi progetti, a destra o sinistra che sia.

Alla base di questo sostegno all’inceneritore dell’Udc credo ci sia poca conoscenza dell’argomento e dei progetti. Non a caso nell’articolo del Gazzettino, pare che il consigliere Udc si riferisca ad impianti di incenerimento di rifiuti urbani. Ma, come ben sa chiunque abbia preso in mano i progetti relativi alla nostra zona, gli inceneritori proposti sono destinati ai soli rifiuti industriali! La dichiarazione sugli inceneritori, in quell’articolo, sembra inoltre confondersi con una battaglia sulle società che gestiscono la raccolta dei rifiuti: parrebbe quasi che la questione dell’inceneritore ci sia finita in mezzo in maniera strumentale. E senza che a monte ci sia stato il necessario approfondimento.
Chiunque approfondisca la questione dei piani di Unindustria su Mogliano e Silea, non potrà che giungere alla conclusione che gli enti locali di ogni livello devono combattere contro di essi. Ma la poca conoscenza non è una scusante, in politica.

Tanto più per un partito, come l’Udc, che sostiene i valori della famiglia e della natalità, valori che sono assolutamente inconciliabili con impianti pericolosi e dannosi per la salute, ancor più per i nascituri e i bambini.

Mi attiverò personalmente per portare tutti i miei dati e il dossier che abbiamo confezionato ai dirigenti provinciali dell’Udc trevigiano. E vi farò sapere quale sarà il risultato, se scoprirò che era un malinteso o riuscirò a farli ricredere, o se dovrò azzannarli alla giugulare…

 

Alti esponenti del Pdl apertamente schierati a favore dei progetti di inceneritore a Mogliano e Silea: a quali riflessioni dovrebbe spingerci?

22 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Giancarlo Conta, Assessore all'Ambiente della Regione Veneto, Pdl, ha detto ieri: "Unindustria fa bene ad andare avanti. Noi del Pdl confermiamo che i termovalorizzatori sono necessari". Ma se il Pdl, come vedremo, è così convinto nel suo appoggio a questi progetti, come può Mogliano affidare questa battaglia proprio ad un esponente di questo partito

Giancarlo Conta, Assessore all'Ambiente della Regione Veneto, Pdl, ha detto ieri: "Unindustria fa bene ad andare avanti. Noi del Pdl confermiamo che i termovalorizzatori sono necessari". Ma se il Pdl, come vedremo, è così convinto nel suo appoggio a questi progetti, come può Mogliano affidare la battaglia contro l'inceneritore proprio ad un esponente di questo partito?

Ieri ho partecipato alla riunione del Comitato No inceneritore (sito) di Mogliano Veneto a Bonisiolo. La sala era pienissima (a occhio 150 persone e passa) e la riunione è stata molto interessante. In particolare è stato utile e “nuovo” l’intervento della dottoressa Giaggio, relativo ai rischi per la salute derivanti dagli inceneritori. Oltre ai membri del comitato, hanno relazionato anche il vice-sindaco (e abitante di Bonisiolo), Giannino Boarina, e il Presidente della Commissione Speciale No-Inceneritore, Ottorino Celebrin.

Dei contenuti dell’incontro, parlerò un’altra volta: molti degli argomenti e dei dati sono già stati trattati nel nostro dossier “speciale inceneritore” (clicca qui). Oggi invece voglio concentrarmi sulla Commissione Speciale da un punto di vista politico.

La Commissione Speciale No-Inceneritore è un organo del Consiglio Comunale di Mogliano Veneto ed è composta da membri di tutte le forze politiche presenti in Consiglio: vi partecipano forze di maggioranza (Lega, Giovani), forze di minoranza (Mogliano Democratica, PD, Mogliano Volta Pagina, Idv), forze che si sentono in maggioranza (Pdl, vedi qui).

A capo della Commissione, come dicevamo, c’è Ottorino Celebrin, coordinatore del Pdl.
La domanda che molti si sono fatti è stata: “Ma come, il Pdl è l’unico partito favorevole all’inceneritore e un suo rappresentante viene messo a capo della commissione che dovrebbe lottare contro la realizzazione di questi progetti?
La domanda c’è l’ha posta perfino da un e-lettore del sito (qui), chiedendoci cosa ne pensavamo, proprio mentre scrivevo questo articolo; segno che quest’incongruenza non è passata inosservata ai cittadini.

La questione non è banale, anzi! E la sua analisi mostra bene il funzionamento di certa politica italiana e moglianese.

Ma ricapitoliamo.

Remo Sernagiotto, capogruppo in Consiglio Regionale del Pdl, che nella contesa prima delle elezioni amministrative di Mogliano nel 2009, appoggiava Celebrin come possibile candidato del Pdl. Sernagiotto è un convinto fautore dei progetti di inceneritori di Unindustria; anzi, egli è convinto che vada realizzato solo quello di Mogliano. A quanto pare, finora l'appartenenza dell'amministrazione regionale e del Presidente della Commissione Speciale Celebrin ad uno stesso partito (il Pdl) non ha affatto giovato alla causa moglianese, anzi!

Remo Sernagiotto, capogruppo in Consiglio Regionale del Pdl, che nella contesa prima delle elezioni amministrative di Mogliano nel 2009, appoggiava Celebrin come possibile candidato del Pdl. Sernagiotto è un convinto fautore dei progetti di inceneritori di Unindustria; anzi, egli è convinto che vada realizzato solo quello di Mogliano. A quanto pare, finora l'appartenenza dell'amministrazione regionale e del Presidente della Commissione Speciale Celebrin ad uno stesso partito (il Pdl) non ha affatto giovato alla causa moglianese, anzi!

Il Pdl a livello regionale ha sempre avuto una posizione favorevole o possibilista alla realizzazione dei due inceneritori. A livello locale, se n’è parlato sempre poco e cercando di bypassare l’argomento.
D’altra parte il Pdl è la fusione di Forza Italia e Alleanza Nazionale, che prima erano due distinti soggetti politici. Ecco, si può dire per approssimazione che Forza Italia, a Mogliano, era per lo più favorevole agli inceneritori, mentre Alleanza Nazionale era per lo più contraria. E infatti Celebrin, a onor del vero, fintantoché era coordinatore del circolo di Alleanza Nazionale, si dichiarò sempre contrario.

Durante la recente campagna elettorale, tutti i partiti presero una posizione forte contro l’inceneritore nei propri programmi elettorali. Tutti tranne uno.

Vale la pena di ricordare che i programmi elettorali, depositati in Comune come atto necessario alla presentazione delle liste, sono gli unici documenti valevoli a testimoniare le intenzioni dei candidati: dichiarazioni ai giornali, promesse a voce, anche solenni, non hanno alcuna ufficialità e non valgono una cicca. Mentre i programmi elettorali hanno un valore: sono depositati e sono e restano quelli. Quando poi la coalizione che vince si insedia, è chiamata a presentare un “piano di mandato“, che nella pratica è la traduzione in termini effettivi del programma elettorale. In sostanza, per evitare di perdere ogni credibilità, le forze politiche di solito riconfermano al 99% quanto espresso nel programma elettorale: sarebbe infatti molto deleterio presentarsi con un programma elettorale che promette X e poi, vinte le elezioni, stilare un piano di mandato (che è il documento con cui poi si giudicano i risultati raggiunti) senza inserire X o addirittura cambiando X in Y.
Quindi, come abbiamo visto, i programmi elettorali depositati sono molto importanti, ai fini di stabilire precisi impegni per una forza politica.

A oltre tre mesi dalla sua istituzione, lo spazio della Commissione Speciale No-Inceneritore sul sito internet comunale è ancora completamente vuoto. Dal punto di vista relativo all'informazione via internet Commissione e Comune stanno facendo ben poco (vedi anche immagine successiva)

A oltre tre mesi dalla sua istituzione, lo spazio della Commissione Speciale No-Inceneritore sul sito internet comunale è ancora completamente vuoto. Dal punto di vista relativo all'informazione via internet Commissione e Comune stanno facendo ben poco (vedi anche immagine successiva)

I programmi elettorali della campagna per le amministrative 2009 a Mogliano, li trovate qui (clicca qui). Tra essi troverete anche quello del Pdl (qui). Se volete controllate, ma vi risparmiamo la fatica: lunghi o corti, tutti i programmi elettorali (eccetto uno) parlano del progetto di inceneritore. Quell’”uno” è il programma del Pdl: del problema non si parla neanche in una riga, neanche in una parola. Non viene mai nominato il termine “inceneritore” o “termovalorizzatore” come se la questione non esistesse. Eppure si tratta, sicuramente, di una fra le cinque questioni più importanti di Mogliano, una di quelle di cui non si può non parlare o “dimenticare”.
Certo, in campagna elettorale ci furono grandi proclami a voce da parte del Pdl: ma come avete visto poco sopra, ciò che conta è il programma elettorale, che poi dovrebbe diventare piano di mandato. Verba volant, scripta manent: le parole volano, gli scritti rimangono. Soprattutto se sono documenti necessari e depositati in Comune o atti amministrativi obbligatori, come il piano di mandato.
Su 9 candidati sindaci, uno (Berengo) si dichiarò favorevole ad un inceneritore di rifiuti urbani, ma quando scoprì, a metà campagna elettorale, che quello in progetto a Mogliano era di rifiuti industriali, si dichiarò anch’egli contrario. Ma favorevole o contrario, perfino Berengo, che aveva presentato un programma di ben 15 righe (15 righe, non pagine)… aveva nominato in esso l’inceneritore.
Dal Pdl, invece, non una parola nel programma. La questione non esisteva, o non era importante.
O forse, in un documento di quella importanza, il Pdl ritenne meglio (leggi: più comodo) evitare la spinosa questione, che avrebbe messo nei guai i vertici locali con quelli superiori e preso un impegno di lotta aperta che non avrebbe potuto essere mantenuto.

Questo problema emerse già il 7 luglio 2009, durante il primo Consiglio Comunale, in fase di discussione della proposta di istituire la Commissione Speciale No-Inceneritore. Il consigliere d’opposizione Zago, disse di avere “speranza perché sia unitaria l’opposizione da tutte le posizioni del Consiglio Comunale, anche di chi in campagna elettorale non si era esposto in modo chiaro.”
Evidentemente punta sul vivo, perché non c’era alcun riferimento esplicito al Pdl, Lucia Tronchin, capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale, replicò subito: “Noi non l’abbiamo messo nel programma, qualche forza politica non ha parlato dell’inceneritore” (non qualche: solo una, il Pdl, rettifico io) e disse che, tuttavia, si era espressa come contraria durante un’assemblea pubblica (fonte: clicca qui).

A capo della Commissione Speciale si scelse Celebrin; l’incarico era ambito, non tanto per qualche gettone di presenza in più, ma perché rappresentava una delle poche cariche di sicura visibilità e apprezzamento ed era destinato, per sua natura, all’opposizione (anche se Celebrin si ritiene in maggioranza – clicca qui).
La domanda che si ripropone, quindi, è “perché” questa scelta?

Chi lo sa? Ognuno può azzardare le sue ipotesi.
Ma di certo, era la scelta meno logica possibile.

Lo spazio dedicato alla Commissione No-Inceneritore di Mogliano non registra l'inserimento di nessun documento dai primi mesi di marzo 2005. Non è un buon segno...

Lo spazio dedicato alla Commissione No-Inceneritore sul sito del Comune di Mogliano non registra l'inserimento di nessun documento da marzo 2006... Non è un buon segno...

Infatti la lotta contro l’inceneritore è prima di tutto politica e non tanto tecnico-amministrativa.
Opporsi alla Valutazione di Impatto Ambientale con controdeduzioni e osservazioni tecniche sarà necessario. Ma – come dico spesso – pensate che non sia stato fatto da comitati ed enti locali in tutte le altre parti d’Italia dove gli inceneritori sono poi stati invece realizzati? O forse si spera che Mogliano elabori qualche studio scientifico talmente approfondito e inattaccabile da inficiare completamente la fattibilità dei progetti?
No. Probabilmente Mogliano produrrà osservazioni che sono, più o meno, quelle prodotte da tutti i Comuni che si sono opposti, in Italia, alla realizzazione di inceneritori e che, nonostante questo, si sono visti scavalcare.
Scavalcare da chi? Dalla politica.
E a dire che si tratta di una battaglia essenzialmente politica, è stato in più occasioni lo stesso Celebrin.

E’ battaglia politica al punto che una delle armi più efficaci sarà quella di minacciare chiunque voglia costruire un inceneritore nelle nostre zone di perdere tutti i voti in vista delle elezioni regionali di marzo 201o.

Emerge quindi la prima questione: un dirigente locale (Celebrin) di un partito che governa in Regione ed è favorevole all’inceneritore (Pdl) sarà capace di minacciare tutta la sua scala gerarchica partitica di lavorare contro il partito stesso, nel territorio, e di convincere i propri elettori a votare qualcos’altro per punire chi sostiene gli inceneritori? Sarà pronto a correre il rischio concreto di essere espulso? Sarà capace e realmente attivo nel prodigarsi contro il proprio partito, causando un’emorragia di voti considerevole?
La risposta, secondo me, è no.
Sarà più facile far finta di niente, come per il programma. “Glissare” sarà la parola d’ordine.

La seconda questione è la seguente: uno dei motivi con cui Celebrin ha celebrato in pubblico l’accortezza di aver scelto lui come Presidente della Commissione Speciale No-Inceneritore, è la possibilità di sfruttare l’appartenenza ad un medesimo partito per lottare proprio contro chi sostiene l’inceneritore. In un’occasione pubblica, a precisa domanda, ha dichiarato alla stampa: “Farò cambiare idea a Galan”. Secondo le sue parole, quindi, il fatto di far parte del Pdl, gli consentirebbe rapporti privilegiati, interni al partito, tali da modificare o deviare la volontà di sostenere il progetto degli inceneritori dei suoi superiori politici.
Mah…
A me sembra una boiata.
Sarebbe come dire che la miglior scelta per boicottare un progetto aziendale ricade su un dirigente in pianta stabile dell’azienda, perché ha più facilità di avvicinarsi al direttore. Certo, un dipendente è così vicino… da trovarsi all’interno dell’azienda stessa. Ma proprio perché dipende (e continuerà a dipendere) dall’azienda e dal suo direttore, un dipendente, tanto più se con incarichi di dirigenza, è colui che più da lontano si guarderà dal boicottare o dal fare la voce grossa contro i progetti del suo capo.
Scegliere un membro di un partito, soprattutto a vocazione leaderistica a tutti i livelli come il Pdl, con l’idea che egli farà la voce grossa contro coloro che hanno in mano la sua carriera politica e cui basta un pollice verso per affossarla, è sciocco come pensare che un dipendente si ribelli al proprio capo.

Ciò non accadrà. Come infatti non è accaduto che Celebrin abbia insistito all’interno del proprio partito, in campagna elettorale, per inserire una voce e una presa di posizione relativa all’inceneritore, nel programma; e come abbiamo visto, nel programma del Pdl, il problema inceneritore non esisteva.

Come aspettarsi che chi non sa opporsi efficacemente e portare avanti le proprie idee a livello comunale, possa contrapporsi con decisione ai livelli provinciali e regionali di un grande partito? Inutile rispondere: non lo si può pensare.

Diversamente, sarei ben lieto di essere contraddetto e di scoprire che ci sono state forti prese di posizione di Celebrin contro gli alti esponenti del Pdl (e veniamo al titolo dell’articolo) che si esprimono e continuano ad esprimersi favorevolmente all’inceneritore; e che Celebrin li avvertisse che lavorerà, in campagna elettorale per le regionali di marzo prossimo venturo, contro chiunque e qualunque partito sostenga il progetto di inceneritore.

Perché sarebbe ridicolo che uno stesso personaggio politico da un lato si scagli contro l’inceneritore e contro la sua realizzazione, ricoprendo addirittura la massima carica nella Commissione istituita apposta, e dall’altro lavori per raccogliere voti e far eleggere esponenti del suo partito che si danno da fare esplicitamente a favore dei progetti.

Gli articoli dei giornali di oggi sono più o meno tutti uguali: i papaveri del Pdl sostengono con forza i progetti degli inceneritori di Mogliano e Silea. Siamo sicuri che proprio chi ha la propria carriera politica in mano a questi signori sarà capace di contrastarli apertamente ed efficacemente? Non è un controsenso?

Gli articoli dei giornali di oggi sono più o meno tutti uguali: i papaveri del Pdl sostengono con forza i progetti degli inceneritori di Mogliano e Silea. Siamo sicuri che proprio chi ha la propria carriera politica in mano a questi signori sarà capace di contrastarli apertamente ed efficacemente? Non è un controsenso?

Ecco chi infatti oggi, sui giornali, all’indomani dell’arresto di Grossi, il padrino dei progetti di inceneritori (qui e qui), si è espresso a favore dei progetti e ha dato l’”avanti tutta”: l’Assessore Regionale All’ambiente, Giancarlo Conta, del Pdl, e il capogruppo in Consiglio Regionale del Pdl, Remo Sernagiotto (che aveva sponsorizzato Celebrin come possibile candidato del Pdl a sindaco di Mogliano). Conta dice: “Unindustria fa bene ad andare avanti. Noi del Pdl confermiamo che i termovalorizzatori sono necessari“. Sernagiotto dice addirittura: “L’impianto non va fatto a Silea in quanto la viabilità finirebbe in tilt, mentre il sito di Bonisiolo di Mogliano rappresenta la collocazione appropriata. Su queste cose dobbiamo ragionare, non sulla bontà‚ degli inceneritori.” (fonte: clicca qui)

Non sembra che l’operato di Celebrin stia facendo bene alla causa di Mogliano se perfino Sernagiotto, il suo sponsor politico, appoggia i progetti di inceneritori e addirittura vorrebbe fosse realizzato solo quello di Mogliano!

Che esito sta avendo la promessa di Celebrin di utilizzare l’appartenenza ad uno stesso partito per fare pressioni interne e portare avanti il bene di Mogliano?
Gente come Conta o Sernagiotto o Galan sta cambiando idea sull’argomento? Sono stati avviati colloqui personali, in base alla tanto decantata medesima appartenenza politica? Sono state prese posizioni forti? Celebrin sosterrà i candidati del Pdl in campagna elettorale? O si schiererà contro il suo partito e i suoi vertici? Avrà il coraggio, per coerenza, di portare via voti al partito facendo una campagna elettorale contraria al Pdl a Mogliano?

Se è così, la battaglia contro l’inceneritore a Mogliano sta subendo un grave danno da una presidenza della Commissione come questa, diciamo “soft” nei confronti dei vertici regionali, priva di un qualsiasi collegamento efficace con gli esponenti regionali del proprio partito.
Non avrebbe più senso, più logica, e risultati maggiori, che a portare avanti questa battaglia fosse qualcuno (uno qualsiasi, eccetto del Pdl, che sia della Lega o del Pd o di altro partito non importa!) che può vantare un partito schierato davvero contro i progetti, e non solo a parole? (va detto a onor del vero che in realtà sia Pd che Lega, ma anche Idv e Udc, a livello regionale e nazionale non hanno grande coerenza a riguardo: ma sicuramente non sostengono attivamente e apertamente i progetti, come il Pdl).
Un esponente di qualunque altro partito potrebbe attivare i propri livelli superiori a tutela delle esigenze di Mogliano e allora sì davvero combattere contro i vertici regionali e i vertici del Pdl (che poi sono le stesse persone); ma sul serio ci si aspetta che a farlo sia proprio un dirigente del Pdl, che ha tutto da perdere e nulla da guadagnare?

E poiché tutte queste riflessioni non sono frutto di onniscenza politica o superlativa intelligenza, ma di semplice logica, se questi ragionamenti poteva farli chiunque e sicuramente sono stati fatti… domandiamoci perché sia stato scelto proprio un esponente – anzi un dirigente! – del Pdl per la Presidenza della Commissione No-Inceneritore…

Paradossi della politica che non hanno risposta, a pensar bene.
A pensar male, invece, ce l’hanno.

 

Breaking news: arrestato Giuseppe Grossi, il padrino degli inceneritori di Mogliano e Silea

20 ottobre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Interrompiamo le trasmissioni per annunciarvi che il padrino dei progetti di inceneritori per Mogliano e Silea, l’imprenditore lombardo Giuseppe Grossi, detto il “Re Mida delle bonifiche ambientali”, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per frode fiscale e appropriazione indebita (fonti: qui, qui e qui).
Oltre a lui e a tre suoi collaboratori, è finita in manette, Rosanna Garimboldi, assessore della Provincia di Pavia in quota Pdl e moglie dell’on. Giancarlo Abelli, deputato Pdl ed ex vicecoordinatore nazionale di Forza Italia: la Garimboldi è accusata di aver ricevuto su un conto cifrato a Montecarlo grandi quantità di denaro (oltre 600.000 euro) da Grossi.

Di Giuseppe Grossi avevamo parlato approfonditamente in un precedente articolo (clicca qui), mettendo in dubbio che una persona del genere fosse quella giusta cui affidarsi per l’eventuale (che si spera non avvenga mai) costruzione e gestione di impianti così complessi e pericolosi come dovrebbero essere gli inceneritori di Mogliano e Silea. Ed evidentemente, a giudicare dagli sviluppi, avevamo fatto bene a sentire puzza di bruciato.

Che dire?
Quest’arresto fermerà i progetti?
No.
Quest’arresto fermerà gli industriali trevigiani e veneziani che pensano di fare affari con gli inceneritori?
No.
Quest’arresto fermerà i politici che portano avanti i progetti?
No.

Però ci aiuterà a riflettere ancor più sulle persone cui mettiamo in mano la nostra vita, ogni giorno.
Leggetevi in nostro articolo su Grossi (clicca qui): quest’uomo, arrestato oggi, è colui che progetterà, costruirà e gestirà, tramite le sue società, i due mega inceneritori di rifiuti industriali da 250.000 tonnellate l’uno previsti a Mogliano e Silea.
Vi fidate?

 

Assemblea pubblica a Bonisiolo: piatto forte, l’inceneritore…

15 marzo 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

La sera del 13 marzo 2009 sono intervenuto come coordinatore del Comitato Legalità e Benessere per Mogliano all’assemblea pubblica organizzata dall’associazione di quartiere di Bonisiolo. Ringrazio la presidentessa Margherita Biasin per l’invito, per aver richiesto il coinvolgimento della nostra associazione e per avermi chiesto di parlare ai presenti.

La sala era piena, c’erano oltre 120 persone.
All’incontro presenziavano anche alcuni rappresentanti politici, candidati sindaci e candidati alle primarie di partito. Era presente inoltre la nuova vice-commissario prefettizio Marzia Baso, che da pochi giorni affianca il Commissario Straordinario Campanaro nella sua opera a Mogliano.

Ecco il comunicato stampa dell’evento (clicca qui)

Barriere fonoassorbenti: quelle di Bonisiolo ai lati del Passante si sono rivelate, alla prova dei fatti, insufficienti

Gli argomenti trattati sono stati molti: si è andati dalla mancata copertura ADSL nella più parte della frazione, alla necessità di installare altre barriere fonoassorbenti ai lati del Passante (in alcuni luoghi non sono state installate e quelle presenti, alla prova dei fatti, si sono rivelate insufficienti), alla revisione di alcuni passati interventi in fatto di viabilità (ad es. la pericolosa “rotondina” su via Altinia), e via dicendo.

Ma l’argomento protagonista principale è stato quello dell’inceneritore e del relativo progetto di Unindustria. Al più presto pubblicheremo sul nostro sito uno speciale dedicato a quest’argomento.
Nel frattempo analizziamo cos’è emerso dall’incontro di Bonisiolo.
Il fatto che la più parte della popolazione sia contraria non è una novità.
Ciò che forse è più importante dire è che, almeno a parole, tutte le forze politiche, i candidati sindaci, i rappresentanti di partito presenti in sala l’altra sera si sono espressi, almeno a parole, come contrari.

Foto aerea dell'inceneritore di Brescia

Ai politici i cittadini hanno rimproverato molto: non solo di non essersi opposti con la necessaria fermezza nelle scorse amministrazioni (in particolare l’ultima) ma di interessarsi di questo problema e di scendere tra la gente solamente in vista della campagna elettorale. Tra gli astanti dell’assemblea pubblica c’era chi ben ricordava i toni infuocati contro l’inceneritore durante la campagna elettorale per le elezioni 2006 e ricordava altrettanto bene il disinteresse totale per la questione e l’indifferenza dell’amministrazione verso le richieste dei comitati, una volta insediatosi il nuovo governo della città. Su questa e altre questioni torneremo nello speciale in preparazione.

Ma intanto, facendo un bilancio di quanto detto venerdì sera, mi sono reso conto che la problematica maggiore in questa lotta è la mancanza di coordinamento sotto vari aspetti.

Mancanza di coordinamento con l’amministrazione: per un Commissario Straordinario che gestisce un Comune, come ha detto anche la vice-prefetto Baso, manca la possibilità di fare proprie azioni di stampo politico, come quella della lotta all’inceneritore. Anche perché, in effetti, i poteri

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