Sei in...

Locale

Generale

Centro-sud

Ultima offerta: a Mogliano, belle di notte ora anche di giorno! Accorrete numerosi! Prostitute per strada all’ora di pranzo si fanno beffe dell’inefficienza della Giunta Azzolini

9 marzo 2010

Inserito da Arthur Carponi Schittar

A Mogliano le prostitute di strada estendono la fascia oraria: è l'unico servizio al cittadino che, durante il mandato del sindaco Azzolini, sta crescendo... (In attesa di una foto sulla situazione di Mogliano, ho ripreso questa da internet)

A Mogliano le prostitute di strada estendono la fascia oraria: è l'unico servizio al cittadino che, durante il mandato del sindaco Azzolini, sta crescendo... (In attesa di una foto sulla situazione di Mogliano, ho ripreso questa da internet)

A Mogliano la sicurezza promessa in campagna elettorale da Azzolini si vede, ora anche di giorno.

Uno dei problemi principali di Mogliano, la prostituzione, di cui abbiamo parlato anche troppo spesso, ha come corollario negativo le manovre automobilistiche un po’ “avventate” (o arrapate) che fanno i guidatori impenitenti alla ricerca di sesso mercenario. Gli incidenti causati dagli avventori delle prostitute o solamente da guidatori rimasti a bocca aperta nell’osservare le procaci signorine sono sempre stati abbondanti: dal tamponamento di chi, guardando le prostitute, non vede che qualcuno davanti ha frenato, al tamponamento proprio perché qualcuno frena di colpo per contrattare con la prescelta e quello dietro lo investe; dalle inversioni a “U” per tornare indietro, dopo aver inavvertitamente superato una bellezza che ha colpito, a chi invece, purtroppo, le prostitute le investe proprio con la macchina e magari poi scappa. Negli ultimi dieci anni sul Terraglio ci sono stati molti incidenti di questo tipo, alcuni anche gravi e mortali.

Bene. A Mogliano si è deciso di mettere un freno a questa pericolosa faccenda: le prostitute di notte lungo le strade creano incidenti! E così, dopo che per quindici anni di neghittosi sinistroidi al potere le prostitute lavoravano tutta la notte, ora, grazie alla sicurezza promossa dal nostro neo-ex-sindaco neo-leghista ex-comunista, possiamo ammirare le lavoratrici del sesso anche di giorno. Questo diminuirà notevolmente gli incidenti: infatti di giorno c’è più traffico e quindi si va più piano (e ci si ferma o si svolta, quindi, con più facilità); inoltre c’è maggior visibilità. Ecco un’altra trovata creativa per la nostra città!

Sì, perché scherzi e ironia a parte, incredibile ma vero, a Mogliano cominciano ad esserci le prostitute per strada anche di giorno.

L’ho scoperto con incredulità un giorno, rientrando all’ora di pranzo a casa. Sul ciglio della mia via di casa, una laterale del Terraglio che di notte accoglie ben tre prostitute, c’era un’auto dei carabinieri, intenti nella compilazione di alcune carte. Tuttavia, non c’era nessun auto ferma, nè nulla dava a credere che si stessero occupando di questioni stradali. Proseguendo, ho trovato alcuni vicini fuori da casa che guardavano. Ho chiesto loro se c’era qualche problema, se era successo qualcosa (pensavo a qualche furto in casa, visto che a Mogliano stanno diventando sempre più frequenti).

Non mi sarei mai aspettato che mi rispondessero che i carabinieri li avevano chiamati loro perché già due o tre volte (compreso quel giorno) avevano trovato “la signorina” (come l’hanno chiamata carinamente) sul ciglio della strada, intenta ad accalappiare clienti.
Ebbene sì, a Mogliano come a Marghera. Siamo arrivati a questo punto. Fatalità, proprio ora che c’è questa giunta e questo sindaco che tanto ha promesso in termini di sicurezza e decoro ci sono le prostitute per strada di giorno, cosa che non era mai successa prima! E’ una coincidenza, è sfiga o è un sintomo rilevatore di incapacità? Giudicate voi.

Forse è un caso isolato, una situazione “umana” particolare, un evento singolo.
L’ho pensato subito anch’io.

Così ho fatto qualche telefonata e qualche domanda in giro.
Sapete cos’ho scoperto?
Che ce ne sono almeno 4-5 che esercitano di giorno sul Terraglio da circa una quindicina di giorni, in orari diversi, dalla tarda mattina al primo pomeriggio, e in due zone del Terraglio: Marocco e Bacareto e dintorni. Che sia vigili che carabinieri le hanno fermate un paio di volte e non sanno esattamente cosa farci. Infatti la prostituzione non è reato; loro sono tutte comunitarie, soprattutto rumene; e l’ordinanza del sindaco le multa solo se sono “vestite in modo succinto”, cioè mezze nude, e nessuna lo è. Insomma, una patata bollente…

Mi chiedo se si tratti di un tentativo estemporaneo di offrire un nuovo servizio, o meglio di offrire l’accesso al servizio più vecchio del mondo in una nuova fascia oraria (un po’ come se a Mogliano aprissero il Punto Comune alle due di notte). Mi chiedo se è l’inizio di qualcosa che durerà, o se è un maldestro tentativo della malavita di estendere in proprio dominio, che presto naufragherà, magari anche per mancanza di domanda di mercato. Mi chiedo se il fenomeno, magari, non sia già finito sul nascere nei giorni scorsi, grazie ai controlli delle Forze dell’Ordine. Mi chiedo se le ragazze rimarranno poche unità, o se presto avremo un plotoncino di trenta prostitute in esercizio sul Terraglio di giorno e che si darà il cambio con il plotoncino in servizio notturno.

Mi chiedo come mai sia successo proprio ora, al culmine dei proclami del sindaco (che ormai definirei “onanistici“, visto che sono completamente slegati dal rapporto con la realtà dei fatti) sui grandi traguardi che sta raggiungendo nel suo mandato sul versante sicurezza.

Mi chiedo se, ora che i vigili urbani non saranno più in turno il pomeriggio e la sera, ma solo fino alle 13.00 e dalle 23.00 in poi, il fenomeno aumenterà o diminuirà.

Un futuro di degrado per Mogliano, se sulla sicurezza (come su tutto il resto, d'altra parte) si continua solamente a promettere e a fare comunicati stampa e non si fa niente (In attesa di una foto sulla situazione di Mogliano, ho ripreso questa da internet)

Un futuro di degrado per Mogliano, se sulla sicurezza (come su tutto il resto, d'altra parte) si continua solamente a promettere e a fare comunicati stampa e non si fa niente (In attesa di una foto sulla situazione di Mogliano, ho ripreso questa da internet)

Mi chiedo se questo sia l’effetto di una giunta leghista. Perché sinceramente, da sconfitto elettorale, tutto mi aspettavo, tranne che avrei avuto da ridire sulla gestione della sicurezza da parte di una giunta di questo colore: insomma, dicono che sia la loro specialità, insistono così tanto su questi temi, ci marciano sopra… vi confesso che sono davvero stupito di quanto poco e male stiano facendo e dei risultati ancora peggiori. Insomma, che si rimproveri alla Lega di non favorire l’integrazione degli stranieri, di non finanziare la cultura, di moltiplicare le poltrone e i costi degli enti, di approfondire le cave di estrazione… tanto per dirne alcune… sono cose sapute e risapute, punti deboli conosciuti e prevedibili. Ma che la Lega caschi proprio, fratturandosi entrambe le gambe, sul tema della sicurezza, questo mi lascia davvero esterrefatto. Detto in altri termini, se non sanno portare avanti nemmeno il proprio cavallo di battaglia, cos’altro sanno fare?

E intanto il sindaco, occupato in campagna elettorale per conto d’altri (ma sempre con indosso la fascia da sindaco, con sommo dispregio dei suoi doveri istituzionali), continua con uscite sui giornali, conferenze stampa, volantinaggi, con toni entusiastici e proclami su quanto sta facendo e quanto bene lo sta facendo. Ormai potrebbe lanciare comunicati stampa sdraiato su una spiaggia tropicale, da tanto poco essi sono collegati con la realtà amministrativa reale di Mogliano.
Mah…
Vive sulla Luna? Vive in un altro Comune?
Sono io che sono fuori di testa o lo è lui? E i moglianesi cominciano a rendersi conto che qualcosa non quadra?
I commenti e le visite a questo sito continuano a crescere e ad aumentare: credo che questo sia significativo, per dare risposta a queste domande. (Per inciso, continuate a diffonderne l’esistenza tra i vostri amici e contatti moglianesi, bisogna informare e fare massa critica, facendo aprire gli occhi anche a chi preferisce vivere nel mondo delle favole).

Resta il fatto, al di là di qualsiasi considerazione, che ora, con le prostitute per strada di giorno, Mogliano si mette al passo con Marghera e con gli hinterland degradati di Milano, Roma, Brescia, Verona. Ora siamo davvero una città vera. Cosa diceva, Azzolini, che voleva far tornare Mogliano ad essere la “perla del Terraglio”? Beh, ora i moglianesi, agli occhi dei confinanti, sono diventati i “pirla del Terraglio” (perché non mi risulta che a Preganziol e Mestre ci siano le prostitute anche di giorno).

Per ora non ho nessuna foto di prostitute di giorno a Mogliano, ma sapete che amo documentare fotograficamente i fatti salienti, quindi non appena riesco ad immortalare una di queste situazioni la caricherò in questo articolo. Ovviamente, se ci riuscite voi inviatemela!

P.S. Alla fine della faccenda, al di là del dato politico e sociale, mi è sorta anche una domanda più pratica, quella domanda che ci faremmo se fossimo al bar a parlarne: ma dove si imboscano con la macchina per fare sesso in pieno giorno in centro a Mogliano?

 

La Lista Giovani di Azzolini frega i Giovani del Centro Giovani…

22 dicembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Il Centro Giovani di via Barbiero

Il Centro Giovani di via Barbiero

Ieri sera, lunedì 21 dicembre, nella seduta del Consiglio Comunale di Mogliano Veneto, si decideva della vendita di beni immobili del Comune. In una proposta di delibera, infatti, la maggioranza proponeva di vendere il centro Brolo, Villa Longobardi e una parte del complesso Piranesi ad S.P.L. (società interamente partecipata dal Comune con 4 milioni di euro abbondanti di debiti).

Voci di corridoio ben informate, però, pubblicate anche sul nostro sito, parlavano di una possibile vendita anche del Centro Giovani di via Barbiero, lo spazio polifunzionale dietro le piscine.

Continua a leggere »

 

La rappresentatività dei Quartieri rispetto alla scarsa affluenza alle urne. Se Azzolini riterrà i Quartieri poco rappresentativi, bisognerà riflettere sul fatto che anche lui è stato scelto come sindaco da un moglianese su cinque…

16 novembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar
Le elezioni dei consigli di Quartiere non hanno raggiunto il quorum necessario. Ora è a rischio la loro esistenza. Ad Azzolini va ricordato che anche lui, che si sente unto dal Signore e blatera di essere stato scelto dal 60% dei moglianesi, è stato votato da un moglianese su cinque, al primo turno, e da un moglianese su quattro, al secondo

Le elezioni dei consigli di Quartiere non hanno raggiunto il quorum necessario. Ora è a rischio la loro esistenza. Ad Azzolini va ricordato che anche lui, che si sente unto dal Signore e blatera di essere stato scelto dal 60% dei moglianesi, è stato votato da un moglianese su cinque, al primo turno, e da un moglianese su quattro, al secondo

All’indomani del disastro annunciato, cerchiamo di anticipare le mosse dell’amministrazione.

Argomento: la scarsa affluenza alle urne per le elezioni delle associazioni di Quartiere, ieri, domenica 15 novembre.

Situazione: come avevamo già denunciato (qui) l’amministrazione Azzolini ha fatto di tutto per eliminare e/o delegittimare queste associazioni, espressioni di base della democrazia nonché utili strumenti dell’amministrazione per gestire, con spese irrisorie, tante piccole questioni, dallo sfalcio dell’erba alla gestione di sale e servizi comuni.
Ma le associazioni di Quartiere, per Azzolini, rappresentavano un problema: il fatto che non fossero allineate politicamente e anzi, il fatto che alcuni presidenti avessero un credo politico non azzoliniano nè leghista, il fatto che non fossero “piegabili” alle logiche politiche dell’attuale amministrazione comunale, ma anzi rappresentassero esigenze dirette dei cittadini – tutto ciò faceva sì che le associazioni di Quartiere stessero profondamente “sullo stomaco” all’ex-neo-sindaco e alla sua Giunta.

Continua a leggere »

 

Vota per il tuo Quartiere: è importantissimo!

14 novembre 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Domani, domenica 15 novembre 2009, dalle 8.00 alle 21.00 avranno luogo le elezioni di tutte le associazioni di quartiere di Mogliano Veneto.

Per essere valide, queste consultazioni devono raggiungere un quorum del 40% degli aventi diritto al voto per quartiere (art. 12 Regolamento associazioni di quartiere).
Se ciò non accadrà, le associazioni di quartiere non risulteranno regolarmente elette e perderanno le loro funzioni.

Con queste elezioni, al di là di tutti i falsi proclami di democrazia e partecipazione, l’amministrazione Azzolini vuole sostanzialmente eliminare le associazioni di quartiere. Esse sono infatti per natura una voce critica, che analizza i problemi, giudica le risposte amministrative nei fatti e non nelle parole, dà voce alle istanze dei cittadini. Tutte cose che un’amministrazione, come quella attuale, verticista e dedita solo a promesse, non può che ritenere fastidiose.

Per questi numerosi motivi è necessario che tutti i moglianesi il 15 novembre vadano a votare nel proprio quartiere.

Non importa per chi votiate o perché: fatelo per scelta, amicizia, orientamento politico.
Ma andate a votare!
E portate quanti più amici, conoscenti e vicini di casa potete! E’ in gioco l’esistenza stessa di questi organismi di partecipazione democratica!

E’ sufficiente presentarsi con un documento di identità presso il seggio del vostro quartiere.
Si vota apponendo due preferenze (es. Verdi, Bianchi) sulla scheda apposita.

Se volete supportare i candidati di Legalità e Benessere, votate:
Est: Maurizio Tortato
Marocco: Alessandro Poli
Mazzocco-Torni: Elena Scattolin
Sud: Lorenzo Sandrinelli

Ecco i seggi dove votare: clicca qui.

 

La nuova Tenenza dei Carabinieri in città: i politicanti ci sono o ci fanno?

16 aprile 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Come mai dopo 15 anni che se ne parla, la Tenenza dei Carabinieri a Mogliano è ancora un miraggio? E perché i politicanti continuano a rispolverarla ad ogni campagna elettorale?

In questi giorni i vari politici che hanno deciso di correre alle prossime elezioni amministrative hanno cominciato ad esporre i propri programmi. Quasi tutti parlano, tra le proprie priorità, della “Tenenza dei Carabinieri”. Volutamente non inserisco un verbo tra le parole “priorità” e “Tenenza dei Carabinieri”: infatti la più parte dei politicanti non parla di “costruire”, “rinforzare”, “ampliare”, “mettere a disposizione”. Parla solo di “Tenenza dei Carabinieri”.

Se applicassimo il concetto in altri campi, sarebbe come dire “parchi” o “strade”. Cioè, di per sè, nulla: elencare le priorità della città può farlo qualunque cittadino. Gli amministratori e i candidati dovrebbero illustrare progetti credibili e fare riflessioni sensate. Questo è uno dei difetti più diffusi e facilmente imputabili ai politicanti moglianesi: di parlare senza fare proposte concrete, in modo da soddisfare tutti (si parla di Tenenza, no?) ma di non rischiare nulla (non si fa un progetto; non si illustra un percorso; non si rischia, quindi, di incappare in errori o di fallire nelle promesse). Non ci riferiamo a tutti, sia chiaro. Ma alla stragrande maggioranza.

Che per aumentare la sicurezza in città, sia utile aumentare il numero dei carabinieri non serve un genio per capirlo.
Forse però sarebbe il caso di analizzare la situazione della Stazione e della Tenenza per capire meglio quale sia il nodo della questione e se e come si possa risolverlo.

La differenza tra Stazione e Tenenza: in parole povere dieci militari in più e un Sottotenente o Tenente come comandante (da qui il nome di Tenenza)

Innanzitutto spieghiamo qual è la differenza, nei presidi dell’Arma dei Carabinieri, tra Stazione e Tenenza. E’ semplice: in parole povere una Tenenza è una Stazione più grande che, invece che essere comandata da un Maresciallo, è comandata da un Sottotenente o Tenente. Da qui ovviamente il nome di Tenenza.

A Mogliano c’è già una Stazione Carabinieri che serve il territorio moglianese e di Preganziol. I carabinieri in servizio sono circa una ventina.

Da una quindicina di anni, con l’ingrandimento di Mogliano in termini urbanistici e di popolazione e con il congiungimento alla zona periferica di una Mestre sempre più in espansione nell’area nord, si cominciò a ritenere, nell’Arma, che il presidio dei Carabinieri di Mogliano, per la sua posizione strategica a cavallo tra Mestre e Treviso e per il suo ampio raggio di azione, potesse essere ingrandito.
La sempre maggior richiesta di sicurezza da parte dei cittadini (dovuta ad un aumento, negli ultimi quindici anni, dei fenomeni di prostituzione, spaccio, furti e criminalità in genere) portò anche l’amministrazione comunale ad interessarsi della cosa.

Fu così che, all’inizio degli anni duemila, si iniziò a parlare più spesso di portare il presidio da Stazione a Tenenza.
L’aumento di organico dei carabinieri che ciò comporterebbe sarebbe di circa 10 unità e porterebbe quindi l’Arma ad avere circa 30 uomini (e donne, ormai) a disposizione sul territorio.

Normalmente un’amministrazione locale passa mille peripezie prima di riuscire ad ottenere un rimpolpo di Forze dell’Ordine così cospicuo, tanto più con questi chiari di luna: i fondi per le Forze dell’Ordine, infatti, scarseggiano, le assunzioni avvengono con il contagocce (e non si riesce con esse a rimpiazzare il personale uscente per raggiunti limiti di età) e le metropoli assorbono sempre più risorse.
Ma l’importanza di Mogliano e del suo presidio, percepita e riportata per via gerarchica dai comandanti provinciali succedutisi, fece sì che la decisione dei vertici militari per consentire il passaggio da Stazione a Tenenza avvenisse con grande velocità.
In pratica, traducendo in parole povere l’iter interno, già dal 2003 si disse qualcosa tipo: “A noi Arma dei Carabinieri sta bene, la Tenenza di Mogliano è molto importante, quindi siamo d’accordo: appena siete pronti, vi mandiamo i rinforzi”.

Qui nasce il problema. Quell’“appena siete pronti” era riferito allo stabile per la Tenenza, all’immobile. Infatti la caserma che ospita la Stazione Carabinieri (davanti al cimitero, in via Dalla Chiesa) è già ai suoi limiti di capienza e quindi, per ospitare altre 10 unità, e i materiali e i mezzi conseguenti, è necessario un edificio più grande (e, possibilmente, moderno).
L’edificio in cui ha sede la Stazione Carabinieri di Mogliano, infatti, non è di proprietà dell’Arma, ma del Comune. Al Comune il Ministero dell’Interno paga un affitto per l’utilizzo.
Di conseguenza, il Comune dovrebbe mettere a disposizione un nuovo edificio adatto alle esigenze della Tenenza, e tenersi quello che ospita l’attuale Stazione. Facendo ciò, continuerebbe a ricevere l’affitto di cui si diceva, e potrebbe fare dell’immobile che “rientrerebbe” ciò che crede.

Questa è la teoria, ma qui nascono i problemi.
Infatti le due precedenti amministrazioni, per un motivo o per l’altro, non sono riuscite a portare avanti di un millimetro oltre questo punto la procedura.
Cerchiamo di riproporre in una cronistoria il più possibile stringata le proposte e i loro (vi anticipiamo: nulli) esiti.

Clicca qui per continuare a leggere l’articolo

 

I pini dell’inizio di via Zermanesa che sporgono sulla carreggiata

3 febbraio 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

I pini "disassati" che sporgono sulla carreggiata, danneggiando autobus e camion

Proprio all’inizio di via Zermanesa, dalla chiesa in poi, si vedono sul lato sinistro numerosi pini marittimi (Pinus Pinea) che oggi avranno trenta-quarant’anni d’età. Per ricevere più luce molti di questi alberi, crescendo, si sono sporti verso la strada, allontanandosi dagli alberi più grandi del parco di villa Stucky che facevano loro ombra: il fenomeno si chiama “eliotropismo”, che significa praticamente “muoversi verso il sole”.

Il risultato è che oggi invadono con il tronco la carreggiata. Guardate la foto accanto per rendervi conto di quanto siano fuori asse.

Ciò non crea rischi per le auto, basse e quindi al sicuro, ma lo fa invece per i mezzi a sagoma alta, come gli autobus e i camion. Anche perché i pini si trovano su una curva a destra (andando verso il centro) dove, naturalmente, i mezzi più larghi stringono per non correre lungo la mezzeria. Infatti di sinistri causati da questi pini ne sono già accaduti parecchi.

Una profonda scortecciatura dovuta allo scontro con un automezzo

Per rendersene conto basta guardare gli alberi all’altezza di tre metri circa: tutti quelli che invadono la carreggiata hanno profonde ferite e scortecciature, chiaro segno di incidenti passati. E se i pini danneggiati sono molti, ancora di più sono i veicoli.

E’ chiaro che si tratta di una situazione irragionevole: gli alberi, belli e “verdi”, non possono diventare un pericolo per le persone. Quindi, o si vieta il traffico ai veicoli a sagoma alta, o si tagliano i pini; la mia modesta preparazione di botanica mi induce ad escludere la possibilità di raddrizzarli.
In tutti i casi non sarà una soluzione semplice. Nel primo caso si devia il traffico… ma per dove? (e infatti è piuttosto improponibile come ipotesi) Nel secondo caso si perdono dei bellissimi alberi. Ma far finta che il problema non esista, com’è accaduto negli ultimi dieci anni, non lo risolverà.

Un’interpellanza in consiglio comunale del 20 gennaio 2004 del sig. Turato (che qui ringrazio per avermi messo a parte di questo ed altri problemi) non ha ancor oggi avuto risposta nei fatti, dopo che ormai si sono succedute tre (o quattro…) amministrazioni.

Continua a leggere »

 

Il Terraglio e i suoi platani: morte e rinascita, ecco una possibile soluzione…

11 gennaio 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Un platano

Questo fine settimana mi sento particolarmente produttivo. E allora, dopo l’articolo sulla chiusura del Brolo e quello sulla “social card”, parliamo di un’altra cosa che sta a cuore a me come, credo, a tutti i moglianesi: il nostro bel Terraglio.

Il Terraglio (nel caso qualcuno che si connette da fuori Mogliano non lo conosca) è la strada che corre, praticamente in rettilineo, da Mestre a Treviso, attraversando Mogliano e Preganziol. Il nome attuale risalirebbe già ai primi anni 1000 d.C., ma c’è chi fa risalire il tracciato a molto molto prima, addirittura al periodo paleoveneto. La strada divenne poi molto importante nel tardo impero romano e successivamente costituì una delle linee di espansione della Serenissima Repubblica di Venezia nell’entroterra. A ciò si deve la quantità e bellezza di ville estive dei nobili veneziani lungo la via. In epoca napoleonica (e durante le guerre mondiali poi) la strada fu importantissima per il trasporto truppe e merci e lo stesso Napoleone la percorse due volte.

C’erano in epoca lontana, lungo al Terraglio, due filari di cipressi. Ma negli anni ’60 dell’Ottocento questi vennero sostituiti con un’imponente alberatura di platani. Alberatura che è giunta fino ad oggi.
Definita da molti la più bella strada d’Italia, sembra sia l’unica in tutto il Paese interamente sottoposta a vincolo paesaggistico.

Ci sarebbe molto da dire sul Terraglio (traffico, prostituzione, degrado) e poco a poco affronteremo (o abbiamo già affrontato) queste tematiche; ma oggi voglio parlare di un determinato aspetto quasi sempre trascurato: i platani del Terraglio, del loro declino e di una possibile futura soluzione (se vi interessa, leggete fino in fondo l’articolo).

Come dicevamo, sul Terraglio c’erano due lunghi e stupendi filari di platani, messi a dimora nella seconda metà dell’800, e che rendevano questa strada unica. Di questi platani, oggi, rimangono sparuti superstiti, tanto che, lungo la maggior parte del Terraglio, non si può più dire di trovarsi su una “via alberata”, ma piuttosto su una strada che ha ogni tanto a lato qualche albero. Ciò vale anche per il tratto nel territorio moglianese.

La chiesa di Mogliano vista dal Terraglio alla fine dell'800: notare la fitta alberatura ai lati di via Don Bosco; un tempo anche il Terraglio era così

Chi ha più di trent’anni e, a maggior ragione, chi ne ha più di sessanta, ricorda un Terraglio completamente diverso, letteralmente costellato di platani. La situazione di oggi è anche molto diversa da quella degli anni ’80, in cui sono cresciuto, e tante sono state le piante abbattute da allora. Non sono riuscito ancora a scovare una foto d’epoca, andrò a chiederla prossimamente all’Archivio Ricerca Storica. Ma per far capire com’era il Terraglio ai più giovani che non possono ricordare, in attesa di una foto specifica, guardate questa foto della fine dell’800 che rappresenta la chiesa di Mogliano vista dal Terraglio: notate il numero di alberi lungo via Don Bosco? Alberi che ora non ci sono più. Beh, anche il Terraglio un tempo era così.

Veniamo ad oggi: perché negli ultimi 30 anni sono stati abbattuti così tanti platani? Boscaioli impazziti? Riscaldamento a legna delle sagre? Amministratori amanti del cemento? No, nulla di tutto ciò.

L'abbattimento di un platano malato di cancro colorato

I platani erano malati. Avevano il cancro. Una malattia nota come “cancro colorato” che aggredisce e uccide solo ed esclusivamente questa specie di albero. La malattia ha attaccato gli alberi alla fine degli anni ’40 del ‘900. Sapete perché? Sfiga ha voluto che le casse delle munizioni degli americani, durante la seconda guerra mondiale, fossero di legno di platano; e che quel legno fosse portatore del fungo ascomicete Ceratocystis fimbriata, responsabile della malattia. Dopo lo sbarco delle casse “untrici”, il cancro colorato si diffuse a macchia in tutta Italia. E attecchì anche lungo il Terraglio.

La malattia, secondo Wikypedia, funziona così: “L’infezione coinvolge tutte le parti della pianta (fusti, chiome e radici) e si trasmette per contatto diretto delle spore fungine con ferite (anche piccolissime) del tessuto vegetale o attraverso la fusione delle radici (per piante molto vicine), risultando sempre letale e non trattabile con normali prodotti antimicotici. La forma acuta provoca la completa disseccazione di parti della chioma e può presentarsi, sui tronchi, sotto forma di ampie zone necrotiche presentanti spesso insolite pigmentazioni. Il nome comune delle malattia, “cancro colorato del platano”, deriva dalla caratteristica colorazione rossiccia che il parassita trasmette alle zone legnose colpite.”

Gli effetti del cancro colorato su un platano: scortecciando leggermente la pianta, si vede chiaramente la malattia, ossia quella parte nera

Insomma, questa roba ammazza i platani senza via di scampo: non esiste cura né profilassi per evitare il contagio. Gli alberi vanno abbattuti e smaltiti secondo vie speciali. Se volete saperne di più sul cancro colorato e sulle misure a proposito, cliccate qui, qui e qui.

Quindi dagli anni ’80 in poi si cominciò ad abbattere le piante malate per salvare quelle vive. E siamo arrivati ad oggi. Il Terraglio è diventato una via brulla, uno striscia di asfalto in mezzo alle campagne e alle ville; per chi si ricorda lo splendore di una volta, il Terraglio oggi appare… squallido.

A ciò si aggiunga una considerazione: che lungo una via alberata, bella, struggente, chi va in macchina corre più piano, estasiato dalla bellezza; mentre su una via dritta e sgombra, come oggi, bruttina in sostanza, l’automobilista si sente in autostrada e corre. Non bisogna sottovalutare quest’aspetto psicologico, pensando a tutti gli incidenti che avvengono lungo il Terraglio.

Chiusa la parentesi, torniamo a noi: non si è mai fatto molto per sistemare la questione. Gli alberi costano, in manutenzione, e abbatterli tutto sommato non dispiaceva agli amministratori: meno spese. Rimpiazzarli, poi, non si poteva: inutile sistemare nuovi platani che si sarebbero ammalati di cancro colorato.

Allevamento di platani "Platanor Vallis Clausa", resisenti al cancro colorato

Ma eccoci qua: novità!
Laboratori francesi incrociano una nuova qualità di platano, resistente al cancro colorato: lo chiamano Platanor ® Vallis Clausa (dal nome di una zona della Francia). La storia di questa varietà è quasi strappalacrime, potete leggerla sul sito del venditore unico per l’Italia (clicca qui): incrociando migliaia di esemplari, tra platani americani (resistenti alla malattia, ma che non si acclimatavano qui in Europa) e platani orientali,  si cercò di trasmettere la resistenza al cancro colorato. Sui frutti degli ibridi, si inoculò la malattia; ma morirono tutti, tranne 30. Di questi 30, 12  vennero indotti a produrre dei getti, e la malattia venne inoculata nuovamente nei getti e nelle radici. Dei 12, solo 3 reagirono, ma uno solo riuscì ad accoppare il parassita fin dalle radici.
Da quello straordinario unico platano superstite, venne elaborata la nuova varietà di piante, il Platano Vallis Clausa. Non ho mai letto una storia d’alberi così bella.

Ma al di là di questo, la cosa bella per noi moglianesi, è che questa specie di platani resiste al cancro colorato, all’anthracnosi e tollera tingide ed oidium (altre patologie della pianta).

Continua a leggere »

 

Cultura nei guai: chiude il centro d’esposizione Brolo

10 gennaio 2009

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Il logo del Brolo

Cittadinanza, un minuto di silenzio per la cultura a Mogliano.

1”… 2”… 3”… … … 58”… 59”… 60”: ecco, un minuto è passato.

In questo momento di silenzio avete ossequiato la scomparsa prematura del centro d’esposizione Brolo in Piazza Donatori di Sangue a Mogliano. Il piccolo Brolo aveva solo 9 anni. Era di buona famiglia: la madre era il Comune, il padre erano i fondi del 1999 per il Giubileo. Stava crescendo con un’ottima educazione: mostre di Picasso, Matisse, Lautrec, Chagall e di tanti altri artisti: da Piranesi a Benetton, passando per molti emergenti.

Che il Brolo fosse nei guai e che l’ultima amministrazione, nel tentativo ossessivo di cancellare ogni lascito (sia cattivo che buono) di quella ancora precedente, non ne apprezzasse la funzione, si era capito da anni.

Volevano venderlo per far cassa e sistemare i buchi di bilancio, se ne parlava già nel 2006 e le voci divennero insistenti nel 2007. Ma non potevano: i fondi del Giubileo vincolavano la struttura. E giustamente! Lo Stato aveva investito molto denaro per restaurare l’antico edificio e farlo diventare un centro di aggregazione culturale, lo scopo non era certo fare tutti questi lavori per poi venderlo e monetizzarlo a favore di un bilancio che non quadrava. E vendere uno dei pochi immobili di pregio del Comune, appena restaurato, per trasformarlo in denaro e disperderlo in mille rivoli di spese inutili, come purtroppo è spesso accaduto a Mogliano, sarebbe stata una barbarie colossale.

Visto che purtroppo (secondo loro) non si poteva venderlo, mandare tutto all’aria non sembrava una cattiva idea.

Non si rinnovò la gestione che aveva portato a Mogliano tutti quegli artisti importanti di cui avete letto sopra e ottimi successi di critica e, soprattutto, pubblico. Si disse che costava troppo: circa 100 mila euro all’anno. Allora si bandì una nuova gara su invito: il Comune individuava i possibili destinatari e li invitava a farsi avanti con delle offerte. Fallimento: su nove invitati, arrivarono due offerte. E quella migliore, risultò venire da una società non in regola con il fisco.

Si diede perciò la gestione ad una giovane società, seconda piazzata su due. La nuova gestione sarebbe costata 80.000 euro all’anno, ma senza includere la “guardania”, ossia la presenza del personale. La precedente gestione, di successo, l’aveva inclusa nel prezzo. Si decise allora di garantire il servizio con personale comunale.

Ma quindi il vantaggio economico dove stava, visto che un dipendente costa più o meno (forse al lordo anche di più) i soldi risparmiati sull’appalto? Boh… Non c’era.

Continua a leggere »

 

Inaugurata la Tangenziale Ovest – Ripartono le opere a Mogliano (speriamo, perché ne mancano parecchie)

22 dicembre 2008

Inserito da Arthur Carponi Schittar

Un momento della cerimonia di inaugurazione

Sabato scorso (20 dicembre 2008) alcuni membri del Comitato ed io abbiamo partecipato all’inaugurazione della c.d. Tangenziale Ovest di Mogliano, ossia un nuovo tratto di strada che congiunge la “rotonda” Nigi (non la famosa nuova rotonda che dovrebbe essere costruita, ma quell’ampio anello circolare che introduce sulla strada che dal Terraglio porta a Zero Branco) alla nuova rotonda di via Roma/Peseggiana/Gardigiana/Moglianese, che dir si voglia.

La nuova bretellina, lunga due chilometri circa, è stata costruita a tempo record (lavorando duramente anche con condizioni atmosferiche non delle migliori) secondo la volontà del Presidente della Provincia Leonardo Muraro. Ed è proprio Muraro che ha tagliato il nastro e battezzato la nuova strada sabato.

Lo scopo della strada sarebbe smaltire il traffico sull’asse est/ovest, consentendo ai flussi di evitare il Terraglio e dirigersi altrimenti. Già ora chi verrà da (o andrà a) Scorze potrà evitare le famigerate code del sottopasso di via Pra’ dei Roveri e la viabilità assurda attorno al centro commerciale La Piazza.

Ma, come ha detto lo stesso Presidente, questa è solo la prima delle opere complementari al Passante che consentiranno di raggiungere questo scopo.

Il nuovo tratto inaugurato si immette ora sempre sul Terraglio. E questo perché la nuova rotonda Nigi, di cui prima si accennava, non è ancora stata completata. La storia di questa rotonda è lunga e complicata, ve la racconteremo un’altra volta. Basti sapere che, per dare avvio ai lavori, bisognerà che si mettano d’accordo Provincia, Comune di Mogliano (il commissario straordinario, il nuovo sindaco???), Anas, Sovrintendenza, coinvolgendo in tutto ciò ovviamente la Società Passante.

Dalla nuova rotonda Nigi, infatti, dovrà dipartirsi una nuova strada a scorrimento veloce, che informalmente i moglianesi chiamiano Tangenziale Nord, di cui per ora non si può avviare la costruzione proprio perché… non si saprebbe dove e come andrebbe a congiungersi con il Terraglio e il tratto di strada appena inaugurato. La nuova Tangenziale Nord dovrebbe unire Tangenziale Ovest e Terraglio con Passante, Tangenziale di Mestre e Terraglio Est (grosso modo).

Continua a leggere »