Mi scuso per gli aggiornamenti meno frequenti del sito in questi ultimi tempi, ma la sessione di esami universitari, l’ufficio, la famiglia e la politica reale (incontri, riunioni) stanno occupando interamente il mio tempo.
Cerco, con quest’articolo, di mettermi al passo, dandovi qualche news e qualche opinione sugli ultimi fatti a Mogliano. Scrivo tutto direttamente in parole povere, senza prima darvi le consuete spiegazioni giudiriche/politiche/amministrative precise, per essere più veloce.

Un emendamento alla finanziaria approvato in Regione Veneto blocca momentaneamente l'approvazione dei progetti. E' uno stop importante, una prima vittoria: ma non è definitivo. Bisogna continuare questa guerra per la civiltà, per la salute, per il benessere
- Inceneritori: vinta una battaglia, comincia la vera guerra
E’ un po’ che non ne parlo, dovrò scrivere un articolo apposito perchè la situazione, ora, è veramente complessa e ancor più intrecciata con la politica. E’ stata vinta, in Consiglio Regionale, una battaglia trasversale contro i progetti di inceneritore di Unindustria. Il Consiglio ha approvato un emendamento alla finanziaria regionale in cui si vieta l’approvazione di qualsiasi progetto di inceneritore (ma anche di discarica) relativamente ai rifiuti speciali fino a che non sia stato approvato un piano regionale apposito. Unindustria, che stava premendo sull’acceleratore (clicca qui) probabilmente per farsi approvare i progetti prima della scadenza del mandato di Galan (convinto filo-inceneritorista), rimane così con il cerino (letteralmente) in mano. Ciònonostante la battaglia vinta non chiude la guerra, che è invece appena iniziata. Infatti tutti e tre i candidati governatori del Veneto (Zaia, in pole position, Bortolussi e De Poli a seguire) non si sono dichiarati completamente contrari agli inceneritori nè ai progetti, ma si sono limitati a dichiarazioni come “non qui”, oppure “bisogna prima vedere il piano”, oppure “il Veneto e/o Treviso hanno già dato”. Tutti e tre poi hanno detto sibillinamente che se ne parlerà dopo le elezioni. (…!!!…) Dichiarazioni non dissimili da quelle adottate, da tutti e tre i candidati, per il nucleare in Veneto. Dichiarazioni che tolgono molto alla genunità della lotta contro ogni forma di incenerimento, e lasciano aleggiare il sospetto di una sindrome nimby su tutti coloro che si oppongono (clicca qui). Noi invece ribadiamo che gli inceneritori non sono la soluzione corretta, nè qui nè altrove: e che lo scopo della battaglia non è fare lo scaricabarile verso qualche altro territorio, mandandogli i nostri rifiuti a bruciare (come, ad esempio, vuole fare il Presidente della Provincia Muraro con i rifiuti urbani non riciclabili, mandandoli a Padova e Venezia). La strada maestra è costituita dalle 3R, Riduzione, Recupero, Riuso. La vaghezza delle parole dei tre candidati governatori, mostra come ai politici interessi di più salvar capra e cavoli (non perdere nè i voti dei cittadini delle zone interessate, nè i voti degli industriali proponenti) che prendere una posizione chiara, che sia pro o contro. Avremo modo di approfondire l’argomento. Per ora, possiamo essere tutti soddisfatti da una vittoria che solo un anno fa sembrava lontana se non impossibile: ma non bisogna mollare l’osso, dobbiamo continuare così tutti insieme!

La Corte Costituzionale stronca la legge che aveva consentito la vendita con annessa edificabilità delle aree verdi da parte della Giunta Azzolini. A causa di questa superficialità, Mogliano rischia di non rientrare nel patto di stabilità 2009
- La vendita delle aree verdi: la Corte Costituzionale stampa un pugno in faccia alla Giunta Azzolini
La Corte Costituzionale ha accolto un ricorso di alcune Regioni, tra cui il Veneto, che se l’erano prese con la legge che stabiliva che i Comuni potessero vendere immobili e terreni inutili per l’ente e che l’approvazione della vendita, in Consiglio Comunale, valesse come variante al piano regolatore. In pratica, com’era successo per l’appunto a Mogliano, si potevano vendere della aree decidendo contemporaneamente che variassero destinazione urbanistica. Nel nostro Comune, in una movimentata seduta di Consiglio con proteste dei numerosi cittadini accorsi, la Giunta Azzolini aveva deciso di vendere una serie di aree (per la maggior parte aree verdi non attrezzate) destinandole all’edificazione. Dalla cosa avevano poi incassato quasi un milione di euro, che era andato in bilancio e aveva contribuito a rientrare nel patto di stabilità, insieme alle (controverse e secondo noi cattive) operazioni immobiliari tra Comune e società SPL. Il pugno sul muso della Corte Costituzionale, che fa tornare le aree alla loro precedente destinazione urbanistica, fa sì che ci siano dei privati che hanno comprato delle aree verdi ad un certo prezzo pensando di costruirci sopra e che, probabilmente, avranno tutta l’intenzione di annullare il contratto, restituire le aree al Comune e riprendersi i soldi. Con ciò, però, alchimie di bilancio a parte, Mogliano potrebbe non rientrare più nel patto di stabilità per il 2009. E quindi, il tanto sbandierato miracolo di Azzolini (il rientro nel patto) si rivelerebbe una chimera basata su operazioni mal condotte. Il commento sui giornali del sindaco è stato: “La Regione avrebbe dovuto avvertirci“. Inutile dire che vendere le aree verdi per edificare era una cattiva idea di per sè. Inutile dire che era uno dei tanti atti con cui Azzolini smentiva di fatto le promesse della sua campagna elettorale (ricordate? no alla cementificazione, basta nuove costruzioni, ecc.?) Inutile dire che uno che spende e spande per nuovi dirigenti, direttori generali, consulenti e ammenicoli vari, centinaia di migliaia di euro, e che inoltre prende, insieme ai suoi assessori, uno stipendio, sarebbe tenuto a sapere le cose, non a scoprirle a danno della città: cose come un ricorso pendente presso la Corte Costituzionale. Inutile dire che la Regione non deve avvertire te, piccolo Comune: se lo sai, bene, se non lo sai perché non ti informi o chiudi gli occhi, affari tuoi: il ricorso era stato ovviamente pubblicato e ripreso da mezzi di stampa e riviste del settore, ignorarne l’esistenza è inescusabile. Inutile dirlo: chi vuole capirlo lo capisce, chi non vuole non lo capisce. Personalmente, la ritengo una ulteriore dimostrazione di inefficienza, superficialità, impreparazione, di questa Giunta. A tutto danno, economico e amministrativo, dei cittadini di Mogliano.
- Sito internet del Comune: ritornato alla decenza istituzionale
Ricordate quando parlammo dell’utilizzo propagandistico e politico del sito internet del Comune di Mogliano, pagato con i soldi dei cittadini ed utilizzato da Azzolini come una propria vetrina, per proclami o per scagliarsi contro i suoi avversari? (qui) Beh, dopo quella denuncia e un’interrogazione delle minoranze in Consiglio Comunale al riguardo, va dato atto alla Giunta (credo grazie al buon senso dell’assessore Copparoni) che il sito internet, oltre ad essere stato rimodernato (purtroppo, quasi esclusivamente nell’interfaccia grafica), sia tornato quanto a contenuti sui binari della correttezza e dell’istituzionalità necessari. Ci auguriamo che si continui così.
Aggiornamento 20/02/10: Purtroppo avevamo cantato vittoria troppo presto: i commenti acidi, stizziti, politici, dell’ex-neo-sindaco hanno ripreso a imperversare sul sito ufficiale del Comune, pagato con i nostri soldi, e il sindaco continua ad apparire con i colori della sua campagna elettorale e non in una foto istituzionale. Tanto per fare un esempio, il comunicato politico con cui Azzolini ha ripreso ad utilizzare il sito istituzionale del Comune per fare politica è intitolato “Bortoluzzi e la sua triste opposizione: invidiosi e probabilmente incapaci a fare di conto“.

La vicenda di Bruno Campello sembra avviarsi verso un lieto fine: il p.m. ha chiesto l'archiviazione, ritenendo che sussistano i presupposti della legittima difesa
- La vicenda Campello pare concludersi bene
Ricordate il povero Bruno Campello, il meccanico che aveva sparato al ladro di notte, fuori dalla sua officina. Ne avevamo parlato qui e qui. Un equilibrato e attento pubblico ministero ha chiesto, per il caso, l’archiviazione (cioè la fine del procedimento, la caduta delle accuse). Non è detta l’ultima parola (il giudice potrebbe rifiutare l’archiviazione e rinviare a giudizio, cioè mandare avanti il processo); ma le cose sembrano mettersi bene. Il p.m. avrebbe deciso, in base alla perizia balistica, che si tratterebbe di legittima difesa, perché Campello avrebbe sparato al ladro che gli era di fronte e che aveva in mano un arnese da scasso, da lontano confondibile con un’arma.
La cosa ci rallegra, per il buon meccanico da tanti amato e per cui avevamo già espresso a più riprese la nostra solidarietà.
Ci rallegrano meno le solite dichiarazioni sciocche e allucinanti del sindaco Azzolini, che sui giornali ha gioito, dicendo che “ora i cittadini sanno che si possono difendere da soli! (lett)”
Sbaglia Azzolini a dire una cosa del genere: invitare i cittadini ad arrangiarsi, vuol dire riconoscere il proprio fallimento sul fronte della sicurezza. Se la magistratura archivierà, come speriamo per il buon Campello, significherà che bravi magistrati hanno riconosciuto, in questo specifico caso, la legittima difesa. Come detto, siamo felici per il malcapitato meccanico. Diverso è gioire del fatto che alla gente tocchi sparare ai ladri, come fa Azzolini. La prossima volta potrebbe non risultare legittima difesa: non vorrei che il sindaco, ormai più leghista dei leghisti, si trovasse sulla coscienza qualche morto o qualche cittadino in carcere. Un po’ di servizio militare gli avrebbe insegnato quanto pericolose siano le armi e quanto poco ci sia da scherzare; ma per uno che passa il tempo in ufficio o in uno studio televisivo, immagino sia difficile capire davvero queste situazioni. I politici devono pensare alle conseguenze di quello che dicono, non cavalcare sempre l’onda del momento. Azzolini pensi ad aumentare la sicurezza realizzando la Tenenza dei Carabinieri che ha promesso (che ne è stato? ne avete più sentito parlare?). L’importante è prevenire questi episodi, evitarli. Quando si è costretti a sparare per difendersi, è perché evidentemente il sistema che doveva proteggerci ha fallito.

Sull'operazione nuova sede dei vigili, abbiamo molte domande cui dovremo darci da soli una risposta, visto il silenzio dell'amministrazione. Presto un articolo sulla questione
- La nuova caserma dei vigili urbani nel comprensorio Sif
A proposito di sicurezza, di proclami, di cattive idee, ecc., veniamo alla nuova caserma della Polizia Locale nel comprensorio Sif, nel quartiere Est, una delle promesse più sbandierate in campagna elettorale da Azzolini e una delle poche in via di attuazione (seppur con ritardo). Avevo parlato della pseudo-inaugurazione della sede, vuota ma con tanto di insegne già esposte, e degli equivoci che questo stava creando in città (clicca qui). Mi ero riservato di parlare in futuro della sede in sè e di come era stata acquisita. Avevo ricevuto, al proposito, un commento (che trovate dopo l’articolo, qui) del consigliere comunale di maggioranza, lista Azzolini, Luca Busato, che rivendicava meriti e demeriti dell’operazione. La mia risposta era stata che, vista la sua disponibilità e la sua approfondita conoscenza dell’operazione, avrei volentieri avuto un colloquio con lui per discuterne e poter così pubblicare impressioni e dati approfonditi sulla vicenda, trovando conferma o smentita ai miei dubbi. Gli avevo detto, inoltre, che sarei stato molto felice di visitare la struttura. Ad oggi, dopo oltre 10 giorni, l’invito rimane inascoltato. Confidiamo nella sua disponibilità e preparazione per spiegare a tutti i cittadini i motivi e meriti dell’amministrazione: diversamente, dovremo fare da soli. A quel punto, bisognerà per forza pensare che le domande approfondite su questo tipo di operazione non sono gradite…

Sequestro dell'auto per i puttanieri lungo le strade di Mogliano? Una cattiva idea, vi diremo perchè
- Prostituzione: Azzolini vuole sequestrare la macchina ai puttanieri
Sul fronte prostituzione, vi preannuncio a breve un articolo.
L’articolo riguarda sulla questione generale della prostituzione e sul fatto che, per una volta, concordo con Azzolini: bisogna togliere il velo di ipocrisia che regna in Italia, regolarizzare e regolamentare la prostituzione. Oppure (e questo lo aggiungo io) se si ritiene che sia sbagliata, renderla illegale (cosa che oggi non è). Ma una o l’altra: non è invece civile, non è sensato, non è giusto, continuare a relegare il fenomeno nel limbo del “è sbagliato, ma non illegale: chiudiamo gli occhi e facciamo finta di niente” come avviene da decenni in Italia. Ma ne riparleremo.
Oggi, invece, desidero fare una riflessione sulla trovata pessima, secondo me, di Azzolini, che vorrebbe integrare la quasi inutile ordinanza anti-prostituzione che ha emanato, inserendo, tra le sanzioni per il cliente, il sequestro dell’auto. Anzi, forse l’ha già fatto: chiederò. Dico “ordinanza quasi inutile” perché la situazione della prostituzione lungo il Terraglio nel tratto moglianese, da quando avevamo denunciato la sua insostenibilità (qui e qui), è migliorata sì, ma di pochissimo. Un’ordinanza con scarsi controlli serve a ben poco e infatti fatevi un giro sul Terraglio di notte, è ancora stra-pieno di prostitute: ci toccherà fare di nuovo un foto-report per dimostrarlo…
Il motivo per cui sono contrario è questo: è una sanzione decisamente eccessiva.
Infastidire i clienti che vanno a prostitute sulle nostre strade è sacrosanto. Una multa da 500 euro, che devono pagare subito per evitare che gli arrivi a casa, basta e avanza. Non serve rovinare vite e famiglie, con un sequestro dell’auto, magari quella della moglie (brutto, squallido, ma vero!!!): sinceramente mi sembra troppo, anche considerando – e torniamo al discorso iniziale – che per la legge italiana (piaccia o meno) non è reato nè fare la prostituta nè andare a prostitute. Per supplire alla manchevolezza di controlli continui e capillari, Azzolini non può aumentare a dismisura le sanzioni, giungendo a sconfinare nel campo opposto (si passa dal non punire per niente, a punire troppo): è come se, visto che non si riesce a beccare tutti quelli che rubano al supermercato, si decidesse di tagliare la mano ai pochi che vengono presi, con l’idea che punirne smisuratamente uno serva ad educarne cento. Un’idea medievale che mi rifiuto di accettare nel nostro Comune. Una multa da 500 euro, l’imbarazzo degli accertamenti e la paura di essere scoperti, bastano: si rendano più efficaci i controlli, in modo da punire tutti ugualmente; non ha senso, è controproducente e potenzialmente destabilizzante, accanirsi sui pochi che, con controlli insufficienti, vengono beccati. Qualche anno fa a Preganziol un giovane, terrorizzato dal fatto di essere stato sgamato dalla Polizia Locale mentre forse stava andando a prostitute, girovagò senza meta nella notte fino ad andare ad impiccarsi ad un albero dalle parti di Bologna (leggi qui). Non bisogna eccedere nel punire le persone che sbagliano.

Nonostante l'abbia messa tra le promesse più importanti della propria campagna elettorale, la partecipazione popolare è l'ultimo pensiero di Azzolini. Onore al merito per un esponente leghista, che ha detto pubblicamente che i Quartieri intralciavano e così ci si è liberati del problema
- Liste elettorali gonfiate per spazzare via i Quartieri, la Giunta forse dovrà fare retromarcia
Danilo Vizzotto, ex presidente e oggi consigliere (se le elezioni fossero state regolari) del Quartiere Ovest, ha condotto una battaglia in solitaria (che anch’io avevo inizialmente sottovalutato) e la sta vincendo: è quella sull’irregolarità delle liste elettorali per le elezioni di Quartiere. Riassumendo all’osso, nel novembre scorso i Quartieri moglianesi sono andati al voto per rinnovare i consigli. Ogni quartiere doveva raggiungere, per legittimare i nuovi consigli, un quorum del 40% degli aventi diritto. Avevano diritto di voto, tra le varie categorie, anche gli stranieri residenti: solo che, per espressa statuizione del regolamento e dell’ordinanza del sindaco Azzolini, questi, per avere diritto ed essere computati, dovevano iscriversi in un’apposita lista, fino a pochi giorni prima delle elezioni, e con questo essere abilitati a votare. (L’articolo sulle elezioni lo trovate qui) A farlo, in tutta Mogliano, sembra siano state poche unità: e invece, nel computo degli aventi diritto, il Comune ha inserito d’ufficio tutti gli stranieri residenti. Innalzando così, irregolarmente, il quorum necessario: è evidente come il 40% di 1000 aventi diritto sia inferiore al 40% di 1300 iscritti tra cui siano stati inseriti d’ufficio anche gli stranieri residenti. Ciò ha fatto sì che in alcuni quartieri, quelli minori, dove il quorum è stato mancato sfiorandolo di pochissimo, se le liste fossero state predisposte secondo il procedimento regolare previsto dall’ordinanza, il 40% si sarebbe raggiunto. E da questa faccenda, che ora sta cominciando a venire fuori grazie alla testardaggine e al coraggio di Danilo Vizzotto, si potrebbe giungere ad un’invalidazione delle elezioni o ad una revisione dei risultati. Vedremo.
Nel frattempo, una nota di merito va data ad un esponente leghista del Consiglio Comunale che, in una riunione con i rappresentanti dei Quartieri, per trovare una soluzione ai vari problemi nati in seguito alle elezioni, ha ammesso candidamente quello che avevamo sempre detto e che finora Azzolini e Lega avevano sempre negato: i Quartieri davano fastidio alla Giunta e così sono stati eliminati. Bene, nota di merito, almeno ora c’è un po’ meno ipocrisia nella maggioranza.

Azzolini è ormai diventato un leghista al 100% e lo dimostrano i simboli del Carroccio che indossa in televisione. Ci stupiamo? No.
Last but not least: in alcune recenti apparizioni pubbliche, il sindaco Azzolini sfoggia vistosi simboli leghisti, come la spilletta del leone di S.Marco, la cravatta e/o il fazzoletto verde. Mi ero accorto già da tempo che (piccolo ma non insignificante segnale) la cravatta arancione della sua lista civica era scomparsa dal suo collo: si era passati a sobrie cravatte apolitiche. Ora sui suoi abiti fioriscono le verdi insegne del Carroccio. Secondo me, nelle parole, nei modi, nei fatti e ora nei simboli, Azzolini ormai è al 100% un leghista. Avrà la tessera? Boh.
La metamorfosi è un successo per la Lega moglianese, che indubbiamente è riuscita a conquistare il Comune, acquistando un cavallo vincente da un’altra scuderia. E’ invece un insuccesso per la lista di Azzolini, composta ancora da molte persone di provenienza di sinistra e che comunque hanno sempre ribadito (anche quando appariva insostenibile) una grande indipendenza dai partiti. Molti, tra loro, hanno vissuto e vivono con difficoltà la convivenza forzata con i leghisti, vecchi avversari; ma forse finora hanno sopportato, forti del fatto che il capo di tutto l’ambaradan almeno ufficialmente era ancora dei loro; mi chiedo come vivranno ora questo (comunque pronosticabile da tempo) voltafaccia.
Per oggi non mi viene in mente altro, ma rimanete connessi: in questa città sembra non ci sia fine al peggio.